OSTRACISMO NEI TESTIMONI DI GEOVA. Conversazione con Raphael Aron, direttore di Cult Consulting Australia e con una fedele geovista

13 Settembre 2015

QUANDO LASCIARE UN CREDO SIGNIFICA DOVER RINUNCIARE A TUTTI GLI AFFETTI: IL RACCONTO TOCCANTE DI UNA TESTIMONE DI GEOVA (prima parte)

Raphael Aron

Il termine ‘setta’ spesso è usato per descrivere gruppi di frangia, apocalittici, controculturali, separati dalla società. Ma non sempre è così. Alcune religioni tradizionali, ritenne innocue e rispettose della legge, non sono diverse dai culti nel loro uso di tattiche che determinano un profonda sofferenza psicologica tra i membri. Uno di questi gruppi è quello dei Testimoni di Geova, secondo il consulente ed esperto di gruppi coercitivi Raphael Aron, direttore dell’organizzazione non-confessionale CULT CONSULTING AUSTRALIA (CCA).  Aron opera nel settore da oltre trent’anni  ed è consulente di governo su queste tematiche  oltre che autore di diversi libri, tra cui  “Culti, Troppo bello per essere vero” Cults Too Good To Be True. (Harper Collins, Australia 1989); e “Culti, Terrore e Controllo Mentale”, Cults, Terror and Mind Control. (Bay Tree Publications, California 2007).

Particolarmente interessato alla pratica del cosiddetto ostracismo, che svilisce, umilia ed esclude i membri dalla loro organizzazione, mi sono rivolto a Raphael Aron.  Ho appreso che quando un membro è espulso ogni forma di comunicazione è vietata, carità e amore sono parole astratte, i cuori sono di ghiaccio, e il motto biblico “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” è privo di senso.  Questo accade quando una religione adotta una posizione rigida e fuorviante che porta a chiederti se gli umanisti non siano più vicini alla verità di quanto pensiamo.

Incredibilmente, l’individuo non viene solo evitato per aver violato i precetti dei Testimoni di Geova. Le vittime di violenza sessuale e le persone ammalatesi psicologicamente, per qualsiasi motivo, sono ritenute colpevoli e ostracizzate…Le vittime di stupro sono considerate responsabili se non gridano o non reagiscono con forza  nel momento della loro sconvolgente esperienza.

Per convalidare ulteriormente la questione contro l’ostracismo, Aron ha invitato una fedele geovista a condividere i suoi pensieri. Ciò che è interessante è che questa persona vuole rompere completamente con il suo credo ma è esitante e preoccupata, consapevole che sarà evitata da tutta la sua famiglia: una prospettiva terribile da sperimentare.

Per proteggere la sua identità, mi riferirò a lei come Jane Doe.

Il dialogo che segue ha il fine di fare luce su un movimento religioso con caratteristiche tipiche di un culto pericoloso.

FINE PRIMA PARTE. CONTINUA.

Testo liberamente tradotto dell’articolo a firma del Dr Glenville Ashby

NOTA SULL’AUTORE:  Il Dr. Glenville Ashby, è un ex insegnante e membro delle forze armate degli Stati Uniti. Si è laureato alla  University of the West Indies (Trinidad), alla The London School of Journalism, Pole Universitaire Euclide (Gambia) e all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. E’ membro della American Board of Clinical Hypnotherapy e dell’ American Association of Transpersonal Psychology. Oggi lavora come editorialista e critico letterario ed è un giornalista accreditato presso il Dipartimento di Stato americano. Ha conseguito un dottorato in Dialogo Interreligioso e Diplomazia ed è  dottore in lettere ( laurea honoris causa). Attualmente è presidente dell’istituto di ricerca sociale e culturale The Global Interfaith Council Corp, con sede a New York

FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO:

http://jamaica-gleaner.com/article/news/20150913/shunning-cult-practice-jehovahs-witnesses

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

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