RELAZIONI SETTARIE: DAL BISOGNO ALLA DIPENDENZA I Nuovi Movimenti Religiosi

15 Settembre 2015

CARATTERISTICHE SETTARIE NEI NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI

Alcuni movimenti religiosi, pur senza appartenere apertamente alla categoria delle sette, possono condividere con queste alcune caratteristiche. Una vera religione non forza, ricatta, aliena, diffama né minaccia in alcun modo chiamando traditore chi decide di ritirarsi. Non impone quote o lavoro in cambio della salvezza e si limita a trasmettere e incoraggiare la dottrina professata o ad offrire un servizio spirituale completamente gratuito, sostenuto da donazioni, senza quote permanenti od obbligatorie, rispettando la dignità umana.

Questi nuovi movimenti, con tinte settarie, offrono vantaggi apparenti che attirano coloro che si avvicinano giacché a partire da un dato momento, è Dio, o il leader del gruppo, -solitamente un inviato di Dio- , che risolverà i problemi.  Questo però non avviene gratuitamente come può sembrare. Bisognerà obbedire alla volontà divina che solo il leader naturalmente conosce. Lo svantaggio è che questo tipo di relazione con Dio e con il leader, favorisce lo sviluppo di atteggiamenti immaturi, una crescente incapacità di prendere decisioni e assumersene le conseguenze, ossia, di agire in maniera sana e adulta gestendo la vita con autonomia.

In breve, una religione settaria presenta queste caratteristiche:

– E’ totalitaria, dittatoriale e con tratti intolleranti, si avvale di una leadership o di un guru, utilizza tecniche di manipolazione psicologica e si presenta sotto forma di associazione religiosa, gruppo sociale, culturale, ecc

– Richiede eccessiva devozione o dedizione a qualche ideologia.

– Attraverso un sistema strutturato di regole su come vivere, i seguaci tendono ad assumere posizioni servili per rispondere alle aspettative del loro culto.

– Lo sfruttamento può essere fisico, psicologico e /o economico.

– Induce la credenza che maestri e leader hanno sempre buone intenzioni, poiché operano per eliminare difetti e peccati. Questo fa sì che i membri accettino la superiorità, la dipendenza e l’intromissione nelle loro decisioni e azioni. Uno dei requisiti affinché questo sia possibile è che la persona non sia grado di riconoscere qualsivoglia condotta malevola, risultato che si consegue attraverso un processo sistematico di indottrinamento.

– Genera rotture in differenti ambiti , come, ad esempio, nel precedente modo di pensare, nelle convinzioni anteriori, nelle relazioni affettive, ecc.

– Promulga un modello di trasformazione omogenea, indipendentemente dalle differenze individuali o dalla autonomia personale.

– Utilizza le persone usando le loro competenze e risorse a beneficio degli obiettivi nascosti del gruppo.

– Sfrutta le necessità e le preoccupazioni, favorendo sentimenti di colpevolezza e la paura dell’abbandono, dando l’impressione che coloro che non seguono il “cammino”, ossi quelli del mondo esterno, sono responsabili di ogni male e saranno perduti. Invece, entrando a far parte del gruppo, si compirà la volontà di Dio, superandosi, illuminandosi e sacrificandosi.

Il leader, dal suo canto, è spesso molto carismatico ed esperto nel celare i suoi obiettivi dietro valori culturali o religiosi, così come a individuare le esigenze emotive, psicologiche e fisiche delle persone.

Per questo, il leader presenta particolari tratti caratteriali, come una ossessione per il controllo e un estremo interesse per la grandezza, il potere e la ricchezza, un forte bisogno di ammirazione e di accettazione, la convinzione di possedere la verità assoluta e un modo di relazionarsi basato sul dominio e la sottomissione, non sulla solidarietà e il rispetto.

Dall’esterno, è facile rendersi conto che questi movimenti sono, soprattutto, un business. Offrono l’appagamento dei bisogni delle persone che variano a seconda delle situazioni sociali. Il prodotto deve avere proprietà curative miracolose e, di conseguenza, per garantire il successo, ci si deve guadagnare la fiducia dei clienti/adepti eliminando qualsiasi domanda o dubbio. Per convincere qualcuno di essere un rappresentante di Dio, è necessaria una complessa strategia di marketing  che richiede ore di colloqui, meditazione, messaggi subliminali e suggestioni. Dopo questo, mantenendo le condizioni poste, la gente crederà di aver raggiunto i propri risultati, aver compiuto la propria missione e /o di fare la volontà di Dio.

E’ importante chiarire che in questi movimenti si gioca con la fede e con la necessità di evoluzione personale e spirituale e non con l’intelligenza delle persone. Pertanto, questi gruppi sono pieni di una diversità umana indifferente alle condizioni sociali, economiche, educative o intellettuali. Il profilo dei seguaci è quello di un soggetto preoccupato di trovare risposte alle sue inquietudini vitali, o di qualcuno semplicemente in cerca di un cambiamento di vita. Non sorprende quindi che anche adepti con una carriera professionale, cerchino di trasmettere dottrine religiose alle persone con cui lavorano, e questo è molto facile da riscontrare soprattutto in ambienti dove si opera per migliorare la qualità della vita delle persone. In questi casi le scelte personali si mescolano con la pratica professionale, arrivando dunque a estendere questa forma di relazione settaria al settore professionale, attentando all’etica e alla premessa fondamentale di ogni relazione umana in termini di difesa della dignità e del libero arbitrio.

NOTA: La prima parte dell’articolo è consultabile qui:

https://favisonlus.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=14727&action=edit

Libera traduzione a cura favisonlus e Associazione vittime della torre di guardia

FONTE ORIGINALE:

http://blogs.elespectador.com/maria-clara-ruiz-psicoterapia-y-otras-posibilidades/2015/09/09/las-relaciones-sectarias-de-la-necesidad-a-la-dependencia/

AUTRICE: María Clara Ruiz

L’articolo è consultabile anche sul blog favisonlus

https://favisonlus.wordpress.com/2015/09/15/relazioni-settarie-dal-bisogno-alla-dipendenza-seconda-parte/

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