La mia battaglia per essere una bambina. Storia di V. nata e cresciuta nei Testimoni di Geova

Ottobre 2015

Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l’abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli anziani della città: Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è uno sfrenato e un bevitore. Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore

Deuteronomio  XXI-18,21

STORIA DI V. (prima parte)

Quando ripenso alla mia infanzia, la ricordo come una battaglia quotidiana, una lotta estenuante per essere semplicemente quella che ero, una bambina. I miei genitori erano diventati testimoni di Geova circa 3 mesi dopo la mia nascita, praticamente posso dire di essere nata e cresciuta in un culto religioso.
La vita che ben presto mi si è prospettata e che ho conosciuto come figlia di fedeli geovisti,  è stata colma di regole, di doveri e divieti spesso per me incomprensibili e assurdi, di obblighi e forzature, a volte di vere e proprie minacce e soprattutto di dolorosi ricatti morali. Tutta la mia infanzia è stata interamente assorbita nel vortice della fede che i miei genitori avevano abbracciato e che crescendo mi accorgevo sempre più non appartenermi. Mi rivedo, come fosse ora, trascorrere ore e ore nelle attività di predicazione, distribuire volantini ai passanti, partecipare a tutte le adunanze e alle assemblee o immersa negli studi di materiale biblico a casa dei miei, degli altri, al parco e in ogni occasione possibile e immaginabile.
Sin da piccola i miei genitori mi istruivano su cosa avrei dovuto fare e dire, sul modo in cui dovevo presentarmi e comportarmi, in altre parole, su chi dovevo essere, evidenziando il “privilegio” della carriera che mi attendeva.

Per quanto possa apparire incredibile a coloro che non sono stati allevati in questa fede, questi erano solo alcuni degli obblighi e divieti che dovevo rispettare:

• non dovevo esitare a muovermi un istante quando venivo chiamata, ma scattare immediatamente in piedi per rispettare i voleri di Geova e servirlo.

• non potevo guardare i cartoni animati, specie quelli che parlavano di magia, poiché si trattava di tentazioni sataniche e quindi di attività “pagane”.

• mi erano proibiti alcuni giochi per non correre il rischio di essere allettata e attratta da satana

• non potevo recarmi in gita con gli scout perché si trattava di un’iniziativa degli oratori della chiesa cattolica e quindi riconducibile ad attività mondane non amate da Geova

• non avrei mai dovuto vestirmi in un certo modo, né truccarmi poiché significava apparire “quella che non si è” e mostrare una maschera che sarebbe rimasta indelebile

• non potevo frequentare né giocare con bambini non testimoni di Geova perché avrebbero potuto influenzarmi coi loro pensieri pagani e mondani e condurmi sulla via sbagliata

• dovevo sempre essere cosciente che Armageddon era alle porte e prestare ascolto  ai continui riferimenti alla fine del mondo, (tanto da aver trascorso gli anni infantili con l’incontenibile terrore che all’improvviso sarebbe sopraggiunta veramente una catastrofe e io sarei morta in chissà quale modo atroce se “non avessi fatto la volontà di Geova”

• dovevo avere la massima diligenza quando era il momento di recarsi in sala.  Diversamente subivo strattoni, urla e minacce da parte di mia madre e più che eloquenti avvertimenti con alzate di bastone da parte mio padre, (spesso mi sono ritrovata ad aggrapparmi alla scrivania o allo stipite della porta per non cedere)

• dovevo rinunciare a un paio di scarpe nuove se le mie erano rotte e indossare sempre gli stessi vestiti, perché non c’erano soldi per i bisogni personali ma solo per le contribuzioni alla chiesa

• non potevo festeggiare i compleanni né alcuna altra festa considerata pagana: all’asilo durante un compleanno i miei pretesero che rimanessi fuori perché “potevo venire esposta alle tentazioni di una vita mondana corrotta”

• mi era proibito incontrare, stare in compagnia o anche solo parlare o salutare chi “trasgrediva” le regole; una volta al mercato del paese vidi una “sorella” dissociata perché era rimasta incinta, da non sposata, con  “uno del mondo” e, contro il volere di mia madre, le andai incontro salutandola e scambiando con lei qualche parola. Per questo fui aspramente rimproverata.

Tra le punizioni che subii, come le immancabili sculacciate quando esprimevo il mio disappunto a recarmi in sala, ricordo con una stretta al cuore quando gettarono via il mio giocattolo preferito, (un peluche bianco e azzurro che raffigurava un cagnolone). Una volta, sempre a causa del mio rifiuto a presenziare alle riunioni dei testimoni, mia madre mi assestò uno schiaffo così forte da farmi uscire il sangue dalla bocca. Non riuscii a trattenere le lacrime, ma lei non si scompose “Smettila di lamentarti per un nonnulla e comincia a comportarti bene”, furono le sue sole parole.

Ho il vivido ricordo dei fratelli di fede che si profondevano in “consigli” ai miei genitori per “correggere” il mio comportamento così da condurmi una volta per tutte sulla retta via, tra le braccia di Geova. Suggerivano loro, per il mio bene, di essere rigidi e severi e di non demordere. Tutti, (genitori e testimoni), insistevano poi nel ripetermi che mi sarei dovuta battezzare ma dato che non era mia intenzione farlo, per indurmi a cambiare idea, mi ricordavano che sarei morta se non avessi fatto la volontà di Geova in quanto la fine del mondo era ormai prossima.
Arrivai a chiudermi a chiave in camera per sottrarmi alle loro pressanti richieste ma quella chiave un giorno sparì e non ebbi più scampo.

Avrei voluto soltanto  giocare, frequentare i miei coetanei, essere stretta tra le braccia dei miei genitori e coccolata quando avevo paura o bisogno di tenerezza e cogliere nei loro occhi, di tanto in tanto, un lampo di felicità e orgoglio, perché ero una bambina, lo loro bambina.

LA VIOLENZA SESSUALE

Accadeva che i miei genitori  mi affidassero a volte anche ad altri fratelli di fede. Quando avevo circa 9 anni un pomeriggio mi avvisarono che la sera stessa mi sarebbero venute a prendere due “sorelle” e sarei rimasta a dormire a casa loro. Si trattava di  una madre e di una figlia di circa 30 anni, non c’erano bambini della mia età e fui stupita di quella decisione, così ne domandai a mia madre il motivo. Mi rispose incurante “fai qualcosa di diverso e chiacchierate un po’”.

Quando arrivai a casa loro, non mi sentivo a mio agio, ero imbarazzata e non riuscii a toccare il pasto. Non ci furono discorsi particolari e mi portarono presto a letto.
Era stato sistemato per me un lettino ai piedi di un letto matrimoniale. Quando le due donne uscirono, nella stanza entrò  un uomo adulto, lo conoscevo, era un anziano di congregazione. Chiuse la porta a chiave e mi si avvicinò. Ricordo che si rivolse a me con poche parole “devi stare calma, essere obbediente e non deviare dalla strada di Geova”. Non aggiunse altro. Meccanicamente abbassò i pantaloni e mi costrinse a un rapporto sessuale orale.
Il mio cuore batteva all’impazzata e faticavo a respirare ma quando lo vidi allontanarsi da me pensai fosse finita. Furono solo pochi istanti, poi lui si riavvicinò chiedendomi di stendermi sul letto. Io non volevo, non riuscivo a muovermi, così il suo sguardo si fece cupo e minaccioso e per paura di una qualche reazione violenta mi stesi inerme. Quello che accadde dopo è avvolto in una nube oscura,..nel tentativo di sottrarmi alla vergogna e all’orrore, continuo ancora oggi a confinare in qualche angolo inaccessibile della mia mente i ricordi dell’abuso subito.  Come nulla fosse mai accaduto o fosse possibile cancellare tutto. Come non dolessero i lividi sull’anima e quella bambina che voleva essere soltanto una bambina non fosse mai esistita.

FINE PRIMA PARTE

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...