ITALIA. Testimone di Geova rifiuta trasfusione per la moglie in coma. ASL attiva procedura per autorizzazione al trattamento presso Tribunale civile

20 Ottobre 2015

Una trasfusione può salvare una donna in coma, il marito-tutore rifiuta: “Siamo testimoni di Geova”

La risposta che si trova nella propria fede può essere dolorosa, tanto quanto vedere la propria compagna di vita morire. Sta succedendo all’ospedale di Baggiovara, in provincia di Modena, dove una donna da giorni si trova in coma, in gravi condizioni; il giudice ha nominato il marito amministratore di sostegno. L’uomo, autorizzato a prendere decisioni al posto della moglie, ha rifiutato la proposta dei medici di fare delle trasfusioni, da loro considerata l’unica soluzione per salvare la donna, ma il marito ha rifiutato perché entrambi sono testimoni di Geova.

Questa religione infatti, vieta ai suoi fedeli di accettare del sangue proveniente da altre persone dal 1945, anno a cui risale un articolo sulla “Torre di Guardia”, un testo secondo il quale il divieto di trasfusioni è riportato nella Bibbia. Non è la prima volta che un caso simile fa discutere e scuole l’opinione pubblica. Ogni volta, il Servizio sanitario nazionale e lo Stato si trovano divisi tra adempiere il loro dovere medico e il rispetto dei credo religiosi dei loro pazienti.

Nonostante i medici abbiano spiegato al marito la gravità della situazione, l’uomo ha ribadito il suo no. Non potendo procedere con la trasfusione, i dottori si sono rivolti al tribunale civile per ottenere l’autorizzazione di un giudice ma, al momento, nessuno ha firmato i documenti per l’autorizzazione. Come riporta la Gazzetta di Modena:

I medici di Baggiovara hanno avvisato la direzione generale dell’Ausl che ha messo in moto la procedura che di solito sui usa in questi casi. L’azienda sanitaria ieri ha contattato il Tribunale civile per cercare un giudice al quale sottoporre la questione sottolineando il rischio di vita della paziente e le probabili conseguenze di una mancata trasfusione e chiedendo un parere che in qualche modo autorizzasse a procedere alla trasfusione anche a fronte del diniego del marito-tutore. È una procedura di “volontaria giurisdizione”.

 

FONTE: L’HUFFINGTON POST

http://www.huffingtonpost.it/2015/10/20/testimoni-geova-rifiuto-trasfusione-modena_n_8335600.html

 

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