ITALIA. Sospetti maltrattamenti e violenza in una famiglia convertita al geovismo. Il caso finisce in tribunale

23 ottobre 2015

Violenza in famiglia, in aula storia tragica

Valli. Donna sposa un amico del figlio, un ragazzo di vent’anni più giovane. La relazione degenera

VALLI. Una famiglia allargata diventa un incubo per una donna di 44 anni che, questo dovrà accertare il processo, sarebbe stata vittima di maltrattamenti. L’imputato è un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 20 anni. La storia risale al 2007. La vittima aveva divorziato dal marito con cui ha avuto due figli, una bambina di appena nove anni e un ragazzo di 15 anni. Quest’ultimo, in quell’anno, stringe amicizia con due fratelli. Uno di essi è l’imputato. Sono tutti ragazzi che hanno alle spalle problemi famigliari. Problemi e sogni condivisi. L’imputato, nonostante la differenza di età intreccia una relazione con la donna. Relazione che diventa fidanzamento.

Nel 2008 decidono di convertirsi e diventano Testimoni di Geova, per poi sposarsi e nel settembre di quell’anno avere un figlio. Il 15enne vede così trasformarsi l’amico in patrigno. Fino alla fine del 2008 la situazione sembra essere tranquilla. All’inizio del 2009 però l’imputato perde il lavoro e sua moglie deve trovarsi un’occupazione per mantenere la famiglia che ora conta tre figli .

L’uomo comincia ad avere anche problemi di alcolismo.Diventa ogni giorno più depresso e violento fino a litigare con il figliastro ed ex-amico che si allontana da casa per andare a vivere con il padre. Intanto si moltiplicano le litigate tra marito e moglie, come quest’ultima riferisce in aula. La violenza diventa da verbale a fisica. Spintoni, tirate di capelli, calci e ginocchiate. Per anni, come lei stessa ha riferito. La donna sopporta perchè non vuole ammettere di aver fallito nel tentare di costruire un progetto di vita con quel giovane. Finchè una sera ha una discussione particolarmente accesa con lui, tornato a casa ubriaco. L’imputato le mette le mani addosso, la strattona e le strappa i vestiti. È il 12 ottobre del 2014. La goccia che fa traboccare il vaso, tanto che la donna decide, dopo essere stata in ospedale, di denunciarlo. Ne esce un quadro drammatico.

Emergerebbero violenze sessuali ai danni della 44enne e, persino, della figliastra da parte dell’imputato (al momento però, queste accuse, sono oggetto di un’altra inchiesta in corso).

Una situazione da incubo, tanto che il tribunale dispone che il giovane non possa più avvicinarsi alla famiglia. Il processo dopo l’audizione dei testi dell’accusa è stato rinviato al 4 aprile del 2016 per ascoltare altre testimonianze.

di Valerio Grosso

 

FONTE: La Sentinella del Canavese

http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2015/10/23/news/violenza-in-famiglia-in-aula-storia-tragica-1.12318177

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