Testimoni di Geova e politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile. Ex membro in audizione presso la Charity Commission

26 Dicembre 2015

REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA ASCOLATATO NELL’AMBITO DI UN’INDAGINE NAZIONALE CONCERNENTE LA CHIESA GEOVISTA

 

Former Jehovah's Witness Steve Rose at his Hartlepool home.

L’ex Testimone di Geova Steve Rose

Un ex testimone di Geova di Hartlepool (Regno Unito), che ha chiesto fossero apportate modifiche nel modo in cui la chiesa tratta le vittime di abusi sessuali, è stato sottoposto a un’audizione nel contesto di una grande inchiesta nazionale.

La chiesa geovista è scossa dopo che una Commissione Reale in Australia ha presentato 77 conclusioni negative sulla sua gestione delle accuse di abusi sessuali e nel Regno Unito, nel mese di ottobre, attivisti hanno scritto al Governo sostenendo che dovrebbe essere obbligatorio per la chiesa andare alla polizia ogniqualvolta è formulata un’accusa. Fatto che segue due casi di grande risonanza del nord-est in cui i Testimoni di Geova sono stati denunciati in tribunale, nel corso degli ultimi due anni, per non essersi recati in polizia quando sono state sollevate accuse nell’ambito delle comunità delle loro chiese a Washington (Inghilterra) e in South Shields.

Ora Steve Rose, l’uomo e attivista di Hartlepool, è stato ascoltato dalla Charity Commission che sta conducendo un’indagine a lungo termine sulle procedure di tutela nel gruppo religioso.

Il sig. Rose era già apparso sul The Northern Echo quando aveva espresso timori sulle pratiche della chiesa. In tale occasione raccontò di essere stato ostracizzato e disassociato dalla chiesa a seguito di una disputa con altri membri. Spiegò che per i membri più giovani e più vulnerabili, con poche amicizie esterne al gruppo, l’effetto può essere devastante.

Ma attualmente Rose è impegnato in una campagna contro la cosiddetta regola geovista dei due-testimoni, per cui la chiesa investiga internamente solo se una richiesta è corroborata da un secondo testimone; un’eventualità estremamente improbabile nei casi di abusi sessuali.

Rose che è stato audito dalla Charity Commission all’inizio di dicembre si è rallegrato dell’indagine e si è detto felice di collaborare. << E’ molto difficile per le persone, probabilmente per i minorenni nella chiesa, andare alla polizia. La chiesa afferma di sorvegliare i molestatori sessuali condannati. Ma quale altra chiesa manda i suoi membri di porta in porta in modo simile?>> ha evidenziato Rose.

In una particolareggiata difesa un portavoce dei Testimoni di Geova ha sottolineato che l’organizzazione aborrisce gli abusi su minori che avvengono in tutta la società e ha evidenziato che la stessa non ha clero retribuito e non lascia separati i figli dai genitori con associazioni giovanili, il catechismo e simili. In una dichiarazione preparata ha affermato << La vittima e il suo o i suoi genitori hanno il diritto assoluto di segnalare la questione alle autorità governative. Gli anziani di congregazione non proteggono gli abusatori dalle autorità o dalle conseguenze delle loro azioni. Chiunque commetta il peccato dell’abuso di un bambino deve affrontare l’espulsione dalla congregazione. Se una persona presta servizio in posizione di responsabilità viene rimosso>>.

La Charity Commission ha confermato di stare investigando.

 

Libera traduzione a cura favisonlus

https://favisonlus.wordpress.com/2015/12/26/15944/

 

FONTE ORIGINALE DELLA NOTIZIA: The Northern Echo

http://www.thenorthernecho.co.uk/news/14168160.Former_Jehovah_Witness_from_Hartlepool_agrees_to_be_interviewed_as_part_of_nationwide_investigation_into_the_church/

 

NOTA: Sull’inchiesta della Charity commission vedi anche precedenti articoli postati qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=Charity+commission

Testimone di Geova condannato per aggressioni a sfondo sessuale su ragazzine e bambini. La sua congregazione religiosa coprì per anni gli abusi

24 Dicembre 2015

REGNO UNITO. CARCERE E ORDINE DI REGISTRAZIONE A VITA COME MOLESTATORE SESSUALE  PER UN TESTIMONE DI GEOVA I CUI CRIMINI FURONO COPERTI DALLA CONGREGAZIONE

 

Un Testimone di Geova che otteneva piacere sessuale dallo strangolare ragazzine, era rimasto impunito per anni  in seguito al fatto che le sue azioni erano state coperte dalla congregazione che frequentava presso la chiesa di Warwick (Regno Unito). Ma il sordido passato del perverso Ian Pheasey lo ha finalmente raggiunto quando una delle sue vittime si è recata coraggiosamente in polizia…

Incarcerato per cinque anni: di Geova Testimoni Ian Pheasey
Ian Pheasey, testimone di Geova condannato a 5 anni di reclusione per aggressioni sessuali

L’uomo è stato condannato a cinque anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole dinnanzi alla  Warwick Crown Court per aver aggredito una ragazza provocandole danni fisici e per atti di libidine violenta verso altre due ragazze.

A Ian Pheasey (54 enne) di Langcliffe Avenue aWarwick, è stato anche ordinato di registrarsi a vita come molestatore sessuale ed è stato emesso nei suoi confronti uno Sexual Harm Prevention Order -SHPO- (misura di prevenzione dei reati sessuali),  restringendo il  suo contatto con i bambini.

Il procuratore Nicholas Taplow ha affermato: <<Era un uomo con una particolare attrazione sessuale  per l’atto dello strangolamento, che  figura in due dei tre capi d’imputazione.  Ricavava gratificazione sessuale dallo strangolare i bambini, e molti bambini sono stati strangolati in quel modo nel corso di quelli che ha descritto come ‘scherzi’ >>.

I reati che Pheasey ha ammesso risalgono al 1990 quando era un membro della congregazione presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova della zona di Woodloes a Warwick e la sua prima vittima è stata aggredita nella biblioteca  della Sala del Regno, dove Pheasey era il bibliotecario, all’epoca in cui una bambina di sette anni si recò lì per ottenere un libro.

Pheasey chiuse la porta alle spalle, e come lei prese il libro l’afferrò al collo, soffocandola in modo che non riuscisse a respirare, fino a quando la bambina riuscì a divincolarsi e a correre fuori.

Il giudice Richard Griffith-Jones ha osservato: <<Questo, secondo l’imputato, è stato fatto per gratificazione sessuale, anche se è stato denunciato come aggressione>>.

La bambina aveva troppa paura di  Pheasey per dirlo a qualcuno- e le sue azioni avrebbero potuto rimanere nascoste se non fosse stata per la successiva denuncia della sua seconda vittima.

Quella ragazza aveva 14 anni all’epoca, e quando Pheasey la vide mentre lui stava svolgendo qualche lavoretto per una donna anziana che viveva vicino a casa sua,  la chiamò ripetutamente, e la ragazzina si avvicinò, ha narrato il procuratoreTatlow.

<<Lui l’afferrò al collo, la trascinò in casa e la gettò sul pavimento della cucina, dove le salì addosso e le strinse il collo mentre lei lottava per respirare>>

La ragazza perse conoscenza, rinvenne, ma poi svenne di nuovo prima di riprendersi per una seconda volta e gridare: <<Geova aiutami!>>

I suoi pantaloni erano stati in parte abbassati ed era sofferente e sanguinante – ma Pheasey ha presentato la sua dichiarazione basandosi sul fatto che non l’aveva penetrata.

La lasciò andare, ma come lei  si riprese, con calma, le disse che se lo avesse rivelato a qualcuno, l’avrebbe uccisa, aggiungendo gelidamente che, se è crescendo avesse avuto bambine le avrebbe violentate.

Corse a casa urlando e piangendo e raccontò a sua madre quello che era accaduto – ma le fu solo detto di ripulirsi prima che di essere condotta in ospedale per le ecchimosi al collo da curare.

<<Purtroppo i suoi genitori hanno scelto di nascondere la natura sessuale dell’episodio e le hanno detto di tacere al riguardo. Hanno continuato a sottovalutare la gravità dell’aggressione e la questione è stata insabbiata dalla chiesa >>

Nel corso degli anni la vittima è stata gravemente danneggiata da ciò che era accaduto, soffrendo di flashback e terrori notturni e la sua fede religiosa è stata minata.

Prova rabbia verso i suoi genitori e verso la congregazione per non aver affrontato adeguatamente il caso, ma non è riuscita a parlare apertamente  fino a che non ha appreso che nel 2014 Pheasey aveva ottenuto un lavoro in una casa di cura.

La terza vittima di Pheasey aveva appena sei anni all’epoca in cui lui stava eseguendo qualche lavoro a casa dei suoi genitori;  mentre la bambina si era seduta nel suo furgone, lui entrò  e cominciò a farle il solletico prima di passare la mano sotto la sua gonna, ma si fermò quando lei gridò.

In seguito al suo arresto Pheasey ha sostenuto di non riuscire a ricordare l’episodio in biblioteca, ma ha ammesso di aver stretto le mani intorno al collo di quella ragazza in più di una occasione.

Ha ammesso di aver fantasticato di strangolare la 14enne, di averla adescata con l’intenzione di strangolarla e di essersi eccitato sessualmente.

Il suo legale, Nick Devine, ha affermato: <<L’inevitabile lunga pena detentiva avrà conseguenze devastanti per lui andando in prigione alla sua età per un reato di questo tipo. Non escludo  che sebbene la congregazione dei Testimoni di Geova possa essere criticata per come ha affrontato il caso,  possa aver agito su lui, in parte, per impedire il ripetersi delle fantasie che aveva>>.

Imprigionandolo, il giudice Griffith-Jones  ha detto a Pheasey: <<Lei ottiene la gratificazione sessuale dall’idea di strangolare i bambini. Questa è una fantasia orribile e sconcertante, tale che mi ha destato una certa preoccupazione quando ho emesso la sua sentenza di condanna. Una delle caratteristiche più gravi è che lo strangolamento rischia di comportare lesioni molto gravi e la morte. Quindi non è semplicemente una questione spaventosa e disgustosa che bambini piccoli siano stati fatti soffrire in quel modo, è il rischio che soffrirebbero di qualcosa di ancora più catastrofico>>.

Della vittima di 14 anni, il giudice ha affermato, tra l’altro,: <<...Purtroppo, quando ha parlato ai suoi genitori le loro priorità sono state del tutto fuori luogo. Come risultato del loro fallimento e delle persone intorno a lei, ha dovuto sopportare questo tremendo ricordo>>.

Dopo aver incarcerato Pheasey, il giudice Griffith-Jones ha elogiato il coraggio di quella vittima a farsi avanti ‘non per aiutare se stessa, ma perché ansiosa che gli altri dovessero essere protetti‘.

 

Estratto e libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

FONTE: Stratford HERALD

http://www.stratford-herald.com/45973-jehovahs-witness-jailed-for-sexually-motivated-attacks-on-girls.html

 

NOTA: Leggi la notizia riportata anche dal Daily Mail in data 20 dicembre 2015, qui:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3377449/Jehovah-s-Witness-strangled-girls-young-six-sexual-thrills-finally-jailed-congregation-covered-crimes-20-years.html

 

I Testimoni di Geova proteggono gli abusatori di bambini? Ecco la loro risposta

22 Dicembre 2014

…NEGANDO, NONOSTANTE L’EVIDENZA.

I leader dei Testimoni di Geova sostengono di non proteggere i molestatori sessuali.

 

Malgrado le prove secondo cui  l’organizzazione dei Testimoni di Geova in Australia non ha segnalato più di 1,000 accuse di abusi sessuali in danno di minori, i leader della religione sostengono di stare svolgendo un ottimo lavoro per proteggere i bambini.

La replica arriva da un documento di 141 pagine depositato dai Testimoni di Geova presso una commissione governativa australiana che investiga il dilagante abuso sessuale infantile all’interno della religione.

Il documento consente un inusuale sguardo nel ragionamento di un’organizzazione che è stata messa sotto tiro  in almeno tre continenti per aver protetto i pedofili dai procedimenti giudiziari.

E ‘del tutto evidente che i Testimoni di Geova, almeno negli ultimi 65 anni, hanno svolto un ruolo proattivo nell’accertare e documentare tali abusi e adottato misure contro gli abusatori accertati “, si legge nella presentazione

Negli ultimi anni, i leader dei Testimoni di Geova hanno lavorato per evitare di rispondere in merito alle proprie politiche allontanando i media, occultando documenti sotto citazione in giudizio e, in alcuni casi, rifiutando di testimoniare in tribunale.

Ora i Testimoni sono di nuovo passati all’attacco. Nella loro confutazione, dipingono gli avvocati nel settore come inesperti, i testimoni come inaffidabili, il sistema di giustizia penale come inefficace e la Commissione reale australiana responsabile di aver oltrepassato il suo mandato.

Affermano di non proteggere coloro che abusano, di non mettere in pericolo i bambini e di non infrangere la legge. In discussione sono le direttive politiche provenienti dal quartier generale mondiale della religione a New York. Tra le quali:

  • Gli anziani devono riferire ogni accusa di abusi sessuali su minori al quartier generale, ma non alle autorità secolari se non richiesto dalla legge.
  • Gli anziani non devono agire contro un soggetto accusato di essere un molestatore di bambini, senza una confessione o due testimoni del crimine.
  • Gli anziani non devono comunicare alla congregazione che si è verificato un abuso su minori, anche quando il molestatore è autorizzato a rimanere un membro.

Ecco un rapido sguardo ad alcune delle argomentazioni presenti nella risposta dei Testimoni.

  • La sicurezza dei minori  è la massima priorità dell’organizzazione: “La sicurezza della vittima e degli altri bambini nelle congregazioni dei testimoni di Geova è la prima preoccupazione degli anziani, della filiale Australia e del Corpo Direttivo”
  • I Testimoni di Geova rispettano le leggi secolari: “Fino a quando non vi è alcuna violazione della legge secolare, la gestione del peccato dell’ abuso sui minori basata dai Testimoni di Geova sulla Scrittura non può essere biasimata da un punto di vista laico”
  • La maggior parte dei casi di violenza sessuale non sono comunque perseguiti : “In altre parole, il ricorso al sistema della giustizia penale non è un ‘toccasana’ al problema”
  • La regola dei due testimoni non può essere cambiata: “I testimoni di Geova ritengono che il requisito dei due testimoni non si discute poiché fondato su precetti scritturali presenti nella Legge mosaica e riaffermati da Gesù Cristo e dall’apostolo Paolo”
  • I Testimoni di Geova monitorano la cattiva condotta sessuale dei giovani membri per prevenire gli abusi sui bambini: “Gli anziani sono incaricati di chiamare l’ufficio locale se vengono a sapere che un minore è coinvolto in ‘sexting’ (scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e/o video a sfondo sessuale, tramite cellulare o per via telematica)
  • Gli anziani possono punire gli stupratori di bambini, anche se non chiamano la polizia: “Gli anziani possono avvertire l’accusato o imporre delle restrizioni al suo contatto con i bambini; e successivamente disassociare l’accusato per aver violato tali restrizioni “
  • Non tutti coloro che abusano sono recidivi: “La sola presenza di un trasgressore in una congregazione non comporta necessariamente che altri bambini di una congregazione o della comunità siano a rischio.”
  • Il pentimento è una lunga strada: “Se una persona è veramente pentita,  da quel momento, per sua natura,e è improbabile che possa peccare nuovamente perché i soggetti pentiti hanno una comprensione della loro iniquità e non vogliono ripeterla”
  • I Testimoni di Geova possono valutare il rischio di recidiva di un abusatore così come chiunque: “Inoltre, né gli psichiatri, né gli psicologi, hanno il monopolio sulla previsione del comportamento umano. Infatti, tutti i giorni della settimana, la gente comune prevede con una certa precisione il comportamento degli altri e, in generale, le nostre esperienze quotidiane dimostrano l’accuratezza di tali previsioni “.

 

Articolo a firma di Trey Bundy 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della SocietàTorre di Guardia

FONTE ORIGINALE: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/24232/

 

NOTA SULL’AUTORE: Trey Bundy è un apprezzato giornalista investigativo di REVEAL The Center for Investigative Reporting. Dopo aver iniziato la sua carriera al San Francisco Chronicle, si è unito al The Bay Citizen, dove ha curato servizi sul benessere dei minori, la giustizia minorile, l’educazione e la criminalità. Il suo lavoro è apparso anche sul New York Times, SF Weekly, The Huffington Post, PBS NewsHour, Planet magazine etc. Ha vinto tre premi dalla Society of Professional Journalists e nel 2009 si è aggiudicato l’Hearst Journalism Award per l’articolo dell’anno. Per Reveal ha curato un’ampia e approfondita inchiesta sulla pedofilia e sulla gestione dell’abuso sessuale infantile all’interno dell’organizzazione cristiana dei Testimoni di Geova e diversi articoli sul medesimo tema

NOTA 2: Vedi anche, al link di seguito, precedente articolo, titolato “LA TERRIBILE VERITÀ: ABUSATORI SESSUALI DI BAMBINI PROTETTI DALLE POLITICHE GEOVISTE, VITTIME TRASCURATE E “PUNITE”, concernente il recente Rapporto stilato dall’avvocato Angus Stewart che ha condotto l’inchiesta sulle politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova per la “Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori”

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/08/la-terribile-verita-abusatori-sessuali-di-bambini-protetti-dalle-politiche-geoviste-vittime-trascurate-e-punite/

ALL’OMBRA DEL PECCATO. Il video reportage che ha fatto tremare i Testimoni di Geova

Dicembre 2015

ALL’OMBRA DEL PECCATO (Sottotitoli in italiano)

Nei giorni scorsi avevamo postato un interessante articolo a firma del giornalista investigativo Trey Bundy per REVEAL in cui veniva esaminata la reazione della leadership geovista rispetto a un nuovo documentario portoghese trasmesso nel mese di ottobre e, in generale, la risposta dell’organizzazione alle varie indagini svolte sulle politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile. L’articolo tradotto è consultabile qui

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/16/ecco-come-la-leadership-geovista-sta-reagendo-alle-indagini-sulle-politiche-di-gestione-degli-abusi-sessuali-sui-bambini/

Oggi, grazie al prezioso lavoro di traduzione a cura di  Franco Miglionico, possiamo mostravi il reportage che ha fatto tremare i Testimoni di Geova.

Buona visione!

Ecco come la leadership geovista sta reagendo alle indagini sulle politiche di gestione degli abusi sessuali sui bambini

16 Dicembre 2015

 

FINGENDO CHE NULLA ACCADA…

Sthepen Lett, membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova

Trey Bundy, noto giornalista di REVEAL The Center for Investigative Reporting, per cui ha curato diverse, documentate e approfondite inchieste sulla pedofilia nei Testimoni di Geova e sulle inquietanti politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile della Società Torre di Guardia, firma un nuovo articolo nel quale ci narra  quale sia, a oggi, la reazione della leadership geovista rispetto all’evidenza di drammatici fatti che stanno emergendo ovunque, nel mondo. Di seguito il suo racconto.

Di Trey Bundy

Assediata dai rapporti secondo cui i Testimoni di Geova proteggono gli abusatori di minori dalle azioni giudiziarie, la dirigenza geovista sembra aver optato per una strategia: <<Lasciamo che la storia si estingua>>.

Un  nuovo documentario portoghese trasmesso nel mese di ottobre, ha costituito l’ennesima notizia dal mondo per approfondire ulteriormente la politica dei Testimoni di non denunciare i pedofili alle forze dell’ordine. Come per altre notizie diffuse dai media, gli alti funzionari hanno rifiutato di parlare con i giornalisti che hanno prodotto il documentario.

Tuttavia, dopo la messa in onda, David Splane, un membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, ha parlato a 600 congregazioni dal quartier generale portoghese della religione a Carnaxide, secondo TVI, la stazione che ha trasmesso il documentario. Il discorso di Splane ha aperto una finestra sul modo in cui i leader dei Testimoni di Geova stanno occupandosi dell’indagine.

<<I fratelli, adesso, chiameranno qualche volta New York per dire: “Perché non fate qualcosa al proposito? Si trattava di un programma terribile “, ha detto Splane, che era in visita alla sede centrale di Brooklyn. <<Cosa dobbiamo fare? Il giornalista ha una mente chiusa. Il giornalista non è interessato alla verità. E così noi di solito lasciamo le cose così come stanno e lasciamo che la storia si estingua>>.

Il documentario, titolato  “In the Shadow of Sin“, si è basato su documenti interni dei Testimoni ma secondo quanto dichiarato ancora da  Splane, si è trattato di un prodotto calunnioso, con commenti negativi formulati sui Testimoni di Geova senza che costoro fossero presenti per difendersi.

Ana Leal, la giornalista che ha narrato la vicenda, ha affermato di aver inviato numerose e-mail ai Testimoni e di essersi recata al quartier generale portoghese dell’organizzazione chiedendo la loro partecipazione prima della messa in onda del documentario Dopo le osservazioni di Splane nel mese di novembre, Leal è tornata e ha riprovato.

In un  successivo report, Leal ha dichiarato che i Testimoni l’hanno lasciata entrare solo per dirle: <<Non abbiamo nulla da aggiungere>>.

Reveal si è occupato delle politiche geoviste concernenti gli abusi sui minori sin dallo scorso anno. Ho chiamato e inviato e-mail  all’Ufficio delle relazioni con il pubblico dei Testimoni di Geova, decine di volte. Ho telefonato alle abitazioni degli alti funzionari, compresi i membri del Corpo Direttivo. Sono volato a New York per due volte ed entrato nel quartier generale mondiale dei Testimoni per richiedere interviste. Nessuno ha parlato.

Entrambe le volte, alla sede centrale, ho chiesto di visitare l’Ufficio delle relazioni con il pubblico al quarto piano e mi è stato detto di sedermi nella hall e attendere che il telefono di servizio sul muro squillasse.

Ogni volta, ho aspettato 30 minuti prima che un segretario di nome Bryce mi convocasse per informarmi che non ci sarebbe stata nessuna dichiarazione. Non mi ha permesso di entrare nel suo ufficio per discutere il motivo. Quando ho chiesto di Bryce  il suo cognome, si è ha rifiutato di darmelo.

Qualche ora prima che pubblicassimo la nostra prima storia nel mese di febbraio, la Torre di Guardia ha inviato una breve dichiarazione in luogo di una intervista asserendo che i Testimoni di Geova aborrono gli abusi sui minori e osservano le leggi secolari.

Due settimane dopo che la storia è stata resa nota, un altro membro del Corpo Direttivo, Stephen Lett, ha postato un video sul sito web dei Testimoni, respingendo le notizie secondo le quali l’organizzazione è permissiva verso i molestatori di bambini. Ha chiamato tali report “menzogne guidate dagli apostati” e “false storie concepite per separarci dall’organizzazione di Geova“. <<Dato che qualunque essere umano che cerca di farci scendere a compromessi con  princìpi biblici è in realtà un agente di Satana>>, ha affermato Lett.

Lett ha anche rifiutato di concedere un’intervista.

Splane ha detto ai seguaci in Portogallo, che Geova si sta già occupando della disinformazione diffusa dai giornalisti.

<<Lui manda i suoi Testimoni di porta a porta per correggere l’informazione>> ha sostenuto, riferendosi alle campagne di predicazione porta a porta per le quali l’organizzazione è nota.

I leader dei Testimoni di Geova hanno affermato pubblicamente che sono orgogliosi delle loro politiche di protezione dell’infanzia e che fanno  più delle altre religioni per proteggere i giovani membri dal male. Nonostante le crescenti cause legali e i report dei media  non sono riusciti ad ammettere che l’organizzazione ha nascosto gli abusi sui minori alle autorità secolari di tutto il mondo per decenni.

Non hanno espresso indignazione per l’abuso dei loro figli né dato indicazioni circa il fatto che cambieranno le loro politiche. Hanno invece fatto una cosa chiara: mandare via la stampa.

 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/how-jehovahs-witness-leaders-are-responding-to-child-abuse-scrutiny/

La terribile verità: abusatori sessuali di bambini protetti dalle politiche geoviste, vittime trascurate e “punite”

8 Dicembre 2015

IL NUOVO RAPPORTO DEL GOVERNO AUSTRALIANO: LE POLITICHE DEI TESTIMONI DI GEOVA SCHERMANO DALLE FORZE DELL’ORDINE GLI ABUSATORI SESSUALI DI BAMBINI.

 

Le politiche dei Testimoni di Geova consentono agli abusatori sessuali di bambini di operare all’interno delle loro comunità senza il timore di essere segnalati alla polizia, secondo un nuovo rapporto pubblicato dal governo australiano.

Il rapporto scaturisce dalle audizioni pubbliche svoltesi questa estate, nel corso delle quali i Testimoni di Geova hanno dato testimonianza giurata sui protocolli dell’organizzazione concernenti l’abuso infantile.

Dal 1950, secondo il rapporto, la sede centrale dei Testimoni di Geova in Australia, ha riportato accuse di abusi sessuali su minori contro 1.006 membri che coinvolgono almeno 1.800 vittime. Anche se 579 membri hanno confessato di aver commesso abusi sui bambini nessuno  è stato segnalati alla polizia o ad altre autorità.

“E’ politica e pratica dell’organizzazione dei Testimoni di Geova … di non denunciare le accuse di abusi sessuali su minori alla polizia o ad altre autorità se non richiesto dalla legge“, recita il rapporto.

L’avvocato Angus Stewart, che ha condotto l’inchiesta per la Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori, ha presentato 77 distinti punti critici delle politiche e pratiche dei Testimoni di Geova concernenti l’abuso sessuale infantile e la deposizioni rese durante le audizioni.

I risultati confermano quelli di una indagine di Reveal  che ha mostrato come le politiche dei Testimoni di Geova abbiano schermato gli abusatori sessuali di bambini negli Stati Uniti da azioni penali, in alcuni casi, permettendo loro di abusare di più bambini.

Stewart ha scritto che l’organizzazione ha favorito tra i suoi seguaci un senso di sfiducia verso le autorità secolari. E’ stato particolarmente severo circa il processo giudiziario interno dell’organizzazione, in cui una vittima di abusi  deve confrontarsi con l’abusatore in persona e le è vietato di condurre chiunque a suo sostegno durante il processo.

“L’attuale documentata procedura per rispondere alle accuse di abusi sessuali su minori nell’organizzazione dei Testimoni di Geova è incentrata soprattutto sui diritti e il conforto del presunto colpevole, con scarsa attenzione per le condizioni della vittima di abuso“, ha scritto Stewart,

Stewart ha anche  contestato la pratica dei Testimoni di ostracizzare i membri che lasciano o vengono espulsi dall’organizzazione.

La politica dell’organizzazione dei Testimoni di Geova di costringere i propri aderenti a evitare attivamente coloro che lasciano l’organizzazione … è particolarmente crudele verso coloro che hanno sofferto abusi sessuali infantili nell’organizzazione e che vogliono andarsene poiché ritengono che le loro denunce non sono state adeguatamente affrontate “, ha riportato nella relazione il consigliere della Commissione reale.

Nel corso delle audizioni estive, Stewart ha interrogato Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo dell’organizzazione a New York, sulla gestione dell’organizzazione rispetto le accuse di abusi da parte di due vittime, che hanno  testimoniato innanzi alla Commissione. Nel suo rapporto, Stewart ha contestato l’affermazione fatta da Jackson di nutrire comprensione per loro.

Il mancato esame da parte di Jackson delle testimonianze delle vittime prima di rendere la sua deposizione “smentisce la sua  dichiarata empatia per i superstiti di abuso e il suo asserito riconoscimento dell’importanza del loro punto di vista”, ha scritto Stewart.

I Testimoni di Geova con sede in Australia ricevono segnalazioni di abuso sessuale infantile, tre o quattro volte al mese, evidenzia il rapporto del consigliere.

La Commissione Reale ha il potere di indagare su qualsiasi organizzazione pubblica o privata che opera con i bambini, tra cui chiese, scuole, centri di cura e società sportive. La Commissione non ha il potere di perseguire i pedofili accusati ma ha riferito più di 800 casi alle agenzie preposte all’applicazione della legge in Australia.

I Testimoni di Geova sono attualmente sotto inchiesta anche nel Regno Unito da parte della Commissione che regolamenta gli enti di benificenza per il possibile fallimento nel proteggere i bambini dagli abusi.

Negli Stati Uniti, i Testimoni affrontano più di una dozzina di cause intentate da presunte vittime che affermano di essere state abusate da bambini da parte dei membri delle loro congregazioni.

 

FONTE: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/jehovahs-witnesses-shield-child-sexual-abusers-from-police-report-says/

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

NOTA SULL’AUTORE:Trey Bundy, è un apprezzato giornalista di REVEAL The Center for Investigative Reporting. Dopo aver iniziato la sua carriera al San Francisco Chronicle, si è unito al The Bay Citizen, dove ha curato servizi sul benessere dei minori, la giustizia minorile, l’educazione e la criminalità. Il suo lavoro è apparso anche sul New York Times, SF Weekly, The Huffington Post, PBS NewsHour, Planet magazine etc. Ha vinto tre premi dalla Society of Professional Journalists e nel 2009 si è aggiudicato l’Hearst Journalism Award per l’articolo dell’anno. Per Reveal ha curato un’ampia e approfondita inchiesta sulla pedofilia e sulla gestione dell’abuso sessuale infantile all’interno dell’organizzazione cristiana dei Testimoni di Geova.