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Sentenza Corte d’Appello di Liegi. Minore non dovrà partecipare a funzioni e attività dei Testimoni di Geova

18 Settembre 2015

PRESENTAZIONE DEI FATTI:

Il 14 giugno 1999 il primo giudice ha emesso un provvedimento provvisorio , relativamente il quale il Signor X ha contestato tre punti:

-primariamente il giudice ha affidato esclusivamente alla Signora B, madre del bambino, l’autorità parentale

-il giudice ha altresì vietato al Signor X di condurre con sé il suo bambino a qualsivoglia attività in relazione con le sue convinzioni religiose:

-infine il Signor X  ha contestato anche l’applicazione del diritto relativamente all’alloggio secondario, segnatamente il fatto che deve essere accompagnato durante i suoi spostamenti con il bambino e che il minore deve continuare a vivere a casa dei genitori.

PRONUNCIA DELLA CORTE

In merito l’autorità parentale la Corte d’Appello ricorda che l’attribuzione esclusiva dell’esercizio della patria potestà a un unico genitore, non comporta la decadenza dell’autorità parentale per il Signor X . Si tratta piuttosto di organizzare differentemente le modalità dell’esercizio di questa autorità in nome del superiore interesse del minore. A tal riguardo la Corte richiama la chiara formulazione dell’art. 374 comma 2 del Codice civile.

Nella fattispecie la Corte constata che il disaccordo dei genitori verte esclusivamente sull’educazione religiosa del bambino, e in particolare sulle conseguenze dell’appartenenza del padre alla comunità dei Testimoni di Geova e non su altri aspetti dell’educazione del minore. La Corte peraltro stima che per quanto riguarda l’educazione scolastica del bambino, l’autorità parentale sembra potersi esercitare in modo congiunto senza eccessive difficoltà. La Corte in tal senso conferma la decisione del primo grado e affida l’autorità parentale esclusivamente alla madre, fatta eccezione per quanto attiene in senso stretto alla scolarità del minore. Per contro, per le attività parascolastiche, per esempio, l’autorità resta affidata al convenuto. La ragione è che il bambino deve poter partecipare alle attività organizzate dalla scuola.

In quanto al diritto del padre di portare il suo bambino a una riunione domenicale dei Testimoni di Geova, la Corte inizia ricordando che la libertà di religione è garantita dalla Costituzione. Tuttavia quando i genitori hanno delle convinzioni religiose differenti, la scelta della religione per il minore è più difficile. In questo caso spetta al giudice assumere una decisione tenendo conto dell’esclusivo interesse del minore e non del credo religioso dei genitori.  Nella fattispecie, a causa della tenera età del bambino, (solamente 5 anni), La Corte stabilisce che il bambino sia allevato in un contesto di stabilità spirituale e conforme, soprattutto, alle concezioni religiose che il minore troverà più frequentemente nel suo quotidiano. Quindi far partecipare il bambino alle riunioni dei Testimoni di Geova, avrebbe come solo risultato quello di destabilizzarlo. La Corte d’Appello conferma la decisione di primo grado.

Infine riguardo al secondo alloggio, la Corte ricorda che il primo giudice aveva assunto questa decisione a causa del fragile stato di salute mentale del Signor X. La nuova valutazione sociale, inoltre, non gli è favorevole.

Tuttavia, poiché la decisione di primo grado risale a più di due anni fa, e non è stato segnalato alcun fatto negativo a carico del Signor X, la Corte d’Appello accoglie la sua istanza di applicazione del diritto di alloggio.

NOTA: In  relazione all’articolo 374 comma 2 del Codice civile, il legislatore ha previsto l’eccezione dell’autorità parentale esclusiva nei seguenti termini: ” In difetto di accordo sull’organizzazione dell’alloggio del bambino, sulle decisioni importanti concernenti la sua salute, la sua educazione, la sua formazione, il suo tempo libero e l’orientamento religioso o filosofico o se tale accordo appare contrario all’interesse del bambino, il competente Tribunale della famiglia, può affidare l’esercizio esclusivo dell’autorità parentale al padre o alla madre.

Vedi ulteriori note alla sentenza qui:

http://www.actualitesdroitbelge.be/jurisprudence/droit-de-la-famille/autorite-parentale/cour-d-appel-de-liege—article-374-du-code-civil

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