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SILENZI SUGLI ABUSI. Ex anziano rivela a LE IENE come i confratelli non vollero denunciare un caso di sospetto abuso su un bambino

26 Gennaio 2016

DAL SERVIZIO TELEVISIVO <<QUANDO UNA RELIGIONE TI TOGLIE LA LIBERTA’>>

realizzato con la collaborazione dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

Le Iene e i testimoni di Geova che non denunciano l’abuso sessuale su un bambino

Un presunto abuso sessuale subito da un bambino all’interno di una congregazione di testimoni di Geova viene tenuto nascosto e non denunciato alle autorità giudiziarie (nemmeno dai genitori del minore). È il caso raccontato ieri dalla trasmissione di Italiauno Le Iene in un servizio firmato dall’inviato Luigi Pelazza, che riporta il racconto di uno degli associati, espulso per aver provato a rivelare l’accaduto.

TESTIMONI DI GEOVA, LE CONFESSIONI DEGLI ASSOCIATI AGLI ‘ANZIANI’

Il servizio si apre con l’intervista ad una psicologa del Cesap, associazione di medici e psicologi che da dieci anni studia il comportamento, le regole e il plagio che subiscono i testimoni di Geova. La dottoressa Lorita Tinelli racconta: «Hanno un gruppo di circa dieci uomini al comando che hanno il potere di determinare le scelte di vita di oltre 5 milioni di persone in tutte il mondo. Possiamo parlare di manipolazione mentale: è possibile indurre delle persone attraverso un periodo di indottrinamento d concetti , pensieri ed ideologie, a pensarla diversamente da come la pensava prima. Ci sono dei modi di fare che determinano il modo di fare dell’intero gruppo».

iene testimoni geova

Le Iene mostrano le immagini registrate da una telecamera nascosta in una saletta di una congregazione di un comitato giudiziario, una sorte di tribunale interno dove gli anziani della setta giudicano i comportamenti degli adepti nella loro vita quotidiana. Nel filmato vengono mostrate le confessioni di una ragazza e un ragazzo: i due giovani (poi espulsi dalla congregazione) raccontano nei dettagli a due giudici che non conoscono, e alla presenza di un loro genitore, il rapporto intimo avuto con un partner. I giudici – dimostra il video – devono sapere tutto ciò che accade di una famiglia, anche le cose più intime. «Nell’ambito di questi gruppi con regole rigide, viene meno il rapporto tra genitori e figli, quello autentico, perché viene mediato dalle direttive del gruppo. Si comanda, si gestisce e si dirige la vita del singolo individuo», è la spiegazione della dottoressa Tinelli. «La persona allontanata non può avere più contatti cone le persone che sono dentro».

TESTIMONI DI GEOVA, ABUSO SU MINORE NON DENUNCIATO: LE TESTIMONIANZE

Poi la storia di presunti abusi. Alle telecamere delle Iene Riccardo, uno degli ‘anziani’ di una congregazione, racconta di essere stato allontanato dopo aver provato a denunciare un caso di abusi sessuali su minori. «Non volevano che li dencunciassi all’autorità giudiziaria», dice. «Durante una serata goliardica con gli associati – continua – un soggetto riesce ad isolarsi con il bambino e ad avere un rapporto orale in macchina. Si avvicina la madre e lo scopre con le braghe tirate giù, genitali fuori e il bambino che piangeva». Il racconto viene anche confermato da una registrazione telefonica tra la moglie di Riccardo e un altro associato, in cui i due parlano dell’accaduto e in cui l’interlocutore ricorda l’impossibilità di denunciarsi tra associati, anche in presenza di un reato grave come l’abuso sessuale.

TESTIMONI DI GEOVA, ABUSO SU MINORE NON DENUNCIATO: IL NO COMMENT

Ma è possibile che un genitore sia plagiato al punto di non fare denuncia? «Sì, perché le regole interne sono forti», dice Riccardo. «Dico soltato che mio fratello non ha abusato di nessuno», è la riposta della sorella del ragazzo che avrebbe compiuto l’abuso. «Eravamo soliti stare in villa da noi… è capitato che mio fratello stava facendo pipì nel bosco. Il bambino ha visto mio fratello fare pipì e ha pensato a male. […] Mio fratello poi è entrato in macchina e si è sistemato i pantaloni. […] Il bambino ha fatto: ‘Lo sai che ho visto quello del mio papà’. Fatto sta che mio fratello si è spaventato e ha detto: ‘Non dire niente a mamma’». E i genitori del bambino? «Questa cosa è falsa», risponde il papà. L’uomo poi si allontana dalle telecamere, allunga il passo, scortato da altri associati alla congregazione. Nessun commento sul caso nemmeno dagli altri adepti.

 

FONTE: Giornalettismo

http://www.giornalettismo.com/archives/2003976/iene-testimoni-di-geova-abuso-sessuale-bambino/

 

 

NOTA: Altri articoli sono consultabili ai link di seguito

http://www.peoplexpress.it/2016/01/26/le-iene-pelazza-servizio-choc-sui-testimoni-di-geova-quando-una-religione-ti-toglie-la-liberta-video/

Le Iene: “I testimoni di Geova coprono gli abusi sessuali dei minori”

http://www.nextquotidiano.it/il-servizio-de-le-iene-su-testimoni-di-geova-e-pedofilia/

http://www.noci24.it/cronaca/notizie-da-noci/12724-le-iene-pelazza-intervista-lorita-tinelli-nell-inchiesta-contro-le-manipolazioni-dei-testimoni-di-geova

 

 

 

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REGNO UNITO. Ex testimone di Geova denuncia pubblicamente la mancata protezione da parte della chiesa dei bambini e di altre vittime di abuso sessuale.

24 Novembre 2015

I membri della chiesa geovista continuano a sostenere che le loro politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile e di tutela dei minori  funzionano, a dispetto di quanto dichiarato da un membro del Corpo Direttivo della Società Torre di Guardia, che ne ha espressamente ammesso l’imperfezione nel corso della sua audizione presso la Commissione governativa australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sui minori …

LE PRATICHE DELL’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA BASATE SULLA BIBBIA OSTACOLANO LE ACCUSE DI ABUSI SU MINORI, NON PROTEGGONO LA CONGREGAZIONE DAI CRIMINALI SESSUALI E AI POTENZIALI FEDELI NON VIENE RIVELATA LA REGOLA DEI DUE TESTIMONI. UN PORTAVOCE DELLA CHIESA NEGA TUTTO.

 

Un ex testimone di Geova sta chiedendo una cambiamento nelle pratiche interne della chiesa, che sostiene non aiutino le vittime di abusi sessuali

 

Steve Rose, un 51enne di  Hartlepool, ritiene che le politiche della chiesa geovista, basate sulla Bibbia, rendano difficile portare alla luce le affermazioni concernenti abusi sui bambini e altri abusi sessuali e agire di conseguenza. L’uomo spera di vedere l’eliminazione della “regola dei due testimoni”,  per la quale gli anziani di congregazione non possono assumere provvedimenti contro le accuse di illeciti a meno che non siano testimoniate da almeno due persone.

La chiesa afferma che le sue regole non impediscono che le accuse vengano considerate seriamente o segnalate alle forze di polizia. Rose, che è stato membro della Sala del Regno di Hartlepool in Ashgrove Avenue, è preoccupato anche del fatto che agli autori di reati sessuali condannati, come Richard Ogilvie, verso il quale è stata recentemente emessa una sentenza per adescamento di una minore, siano autorizzati a rimanere nella chiesa.

A Richard Ogilvie, un 32enne di di Scott Grove, (Hartlepool) è stato risparmiato il carcere tuttavia l’uomo è soggetto a un’ordinanza di prevenzione a tempo indefinito finalizzata a limitare i suoi contatti con i bambini e dovrà seguire un trattamento  per sex offenders per due anni.

Nel contempo Rose è stato disassociato per aver espresso alla congregazione preoccupazioni circa un anziano e ora è ostracizzato dalla chiesa.

La Charity Commission sta svolgendo un’inchiesta statutaria nei confronti dell’organo direttivo dei Testimoni di Geova del Regno Unito (Watch Tower Bible and Tract Society of Britain), proprio in ordine a problemi di politiche di tutela.

Rose ha aggiunto che i Testimoni di Geova “fanno tutto secondo la Bibbia. Nessun abusatore però andrà mai a chiedere a due testimoni di essere presenti al suo misfatto. La mia principale preoccupazione“, ha dichiarato l’uomo, “ è che le persone che si stanno cerando di reclutare come nuovi membri, in centro città, non conoscano la regola dei due testimoni. L’ argomento preferito della chiesa è che Dio rivelerà la verità. Ma mentre noi attendiamo che Dio prenda una decisione, tanti bambini potrebbero essere abusati. Negli otto anni e mezzo che ho trascorso in questa organizzazione noi non abbiamo mai parlato di tutela e di regola dei due testimoni“.

Per quanto concerne gli autori di reato a cui è consentito rimanere nella chiesa, Rose ha detto <<Nella comunità dei Testimoni di Geova se sei pentito puoi ancora far parte della congregazione. E’ più che probabile che chi ha abusato un bambino, lo farà di nuovo>>.

Le politiche geoviste di protezione dei bambini affermano” La cura e la tutela dei bambini e la promozione del loro benessere sono di massima preoccupazione e importanza nella congregazione. Riconoscendo questa responsabilità i nostri obiettivi devono garantire che se mai una questione che richiede la tutela di un bambino, dovesse sorgere nella congregazione sarà trattata prontamente e correttamente e i bambini della congregazione saranno protetti da danni prevenibili

Per quanto riguarda la regola dei due testimoni, un portavoce della chiesa ha affermato che un peccato non deve essere testimoniato da due o più persone nello stesso momento. I Testimoni di Geova hanno aggiunto “Noi non pensiamo che le Sacre Scritture ci autorizzino ad agire su una segnalazione non comprovata, ma una analoga segnalazione fatta da un altro individuo costituisce una conferma. Se qualcuno è stato vittima di un crimine e vuole recarsi dalle autorità queste hanno molti poteri di indagine che noi non abbiamo”.

Sulla questione dei criminali sessuali condannati e a cui è permesso continuare a far parte della chiesa, il portavoce ha sostenuto che costoro vengono attentamente monitorati e non gli è permesso di rimanere da soli con i bambini ma ha aggiunto “Io non conosco nessuna chiesa che chiude le porte, controlla le persone e impedisce di assistere alle funzioni religiose

La polizia di Cleveland ha lanciato un messaggio “Incoraggiamo tutti coloro che sospettano abusi sui  bambini a contattare immediatamente la polizia

 

VEDI APPROFONDIMENTI ALLA NOTIZIA SU HARTLEPOOL MAIL, qui:

http://www.hartlepoolmail.co.uk/news/local/former-jehovah-s-witness-says-church-s-policies-don-t-help-abuse-victims-1-7588106

NOTA: Sul caso di Richard Ogilvie, leggi notizia precedente, pubblicata qui:

http://www.hartlepoolmail.co.uk/news/crime/jehovah-s-witness-spared-jail-over-grooming-girl-1-7551106

 

PRIMO: NON INFANGARE IL NOME DI GEOVA. (seconda e ultima parte)

Ottobre 2015

LA STORIA DI LOUISE PALMER VITTIMA DI ABUSO SESSUALE INFANTILE E DEL SILENZIO DEGLI ANZIANI DI CONGREGAZIONE E DELLA SUA STESSA FAMIGLIA

Louise Palmer è una giovane donna che ha sofferto in silenzio e taciuto per decenni la sua storia di bambina violata sessualmente. Oggi ha rinunciato all’anonimato, ha denunciato il suo stupratore e conduce una importante campagna pubblica per esporre le politiche fallimentari di gestione dell’abuso sessuale minorile e le coperture dei casi di abuso, dell’organizzazione geovista.

L’uomo che l’ha violata era suo fratello, condannato per reati sessuali a 14 anni di reclusione. L’orrore si è consumato nel contesto di una famiglia di fedeli geovisti, ma né i genitori di Louise, né la stessa organizzazione l’hanno sostenuta in alcun modo. Quello che invece hanno fatto è stato suggerirle di non parlare, di confidare esclusivamente in Geova, prendendo esempio da altre donne che come lei avevano subito violenza e superato il trauma grazie alla sola preghiera. Genitori e anziani l’hanno scoraggiata dal cercare consulenza esterna…perché la prima “regola” non dichiarata della chiesa, così come hanno messo in luce tante, troppe storie analoghe a quella di Louise o la recente inchiesta governativa della Commissione Reale australiana, di cui abbiamo parlato in altri post, è: NON INFANGARE IL NOME DI GEOVA.

La vicenda di Louise è stata narrata nei giorni scorsi da Jeanette Oldham e dalla stessa Louise e pubblicata sul MIRROR. Ne abbiamo tradotto la prima parte, consultabile al link di seguito:

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/10/11/vittima-di-abuso-sessuale-infantile-da-parte-del-fratello-maggiore-lo-rivela-ai-genitori-testimoni-di-geova-e-agli-anziani-di-congregazione-tutti-tacciono-per-non-infangare-il-nome-di-dio-condannat/

Questa è la parte conclusiva.

[…] Il fratello di Louise, Richard Davenport  era  entrato e uscito dalla sua vita, ma una volta, sulla strada di ritorno da un cinema, menzionò quello che aveva fatto quando Louise era appena adolescente. Lei ricorda : “Disse che pensava dovessimo confessarlo a mamma e papà. Io non volli poiché temevo sarei finita nei guai dato che l’avevo tenuto segreto. Ora so che era controllante e manipolatore. La sua era una psicologia inversa, del tipo <<Adesso dimenticalo, ti ho dato  la possibilità di raccontare…>>

Per anni quello che è accaduto nel caravan, è rimasto segreto perché Louise, che era diventata mamma e successivamente divorziata, ha cercato coraggiosamente di portare avanti la sua vita come Testimone di Geova. Ma questo cambiò quando Davenport tornato a casa dei genitori, si comportava come se nulla fosse accaduto, mentre una ragazzina, una parente, sedeva sulle sue ginocchia.

Stavamo parlando d’infanzia e mio fratello ha detto rivolgendosi a me: <<Non è stata così brutta come ricordi>>. Ho risposto che lo era stata, ma lui ha sostenuto ancora che non era così. La combinazione della ragazzina seduta sulle sue ginocchia e lui che parlava della mia infanzia … all’improvviso, in quel momento, tutto mi è tornato alla mente” .

Louise finì in una spirale autodistruttiva.

Ha dichiarato: “Bevevo, facevo cose di cui non ero orgogliosa, andavo di nascosto in discoteca, avevo fidanzati segreti e  ho avuto difficoltà con la mia autostima…. Punivo me stessa per quello che mi era successo e non mi sono mai rispettata. Desideravo qualcuno che mi amasse “.

Nel 2005 ne parlò a suo padre, un rispettato anziano dei Testimoni di Geova, e lui crollò a terra.

Altri tre leader di sesso maschile della chiesa erano stati invitati ad ascoltare quello che Louise aveva rivelato.

Louise ha affermato che erano comprensivi, ma la esortarono a non cercare consulenza perché avrebbe portato vergogna alla religione.

Le dissero: “Se desideri ottenere consigli, rivolgiti a noi“. Ma perché avrei dovuto andare a parlare a tre uomini dei miei abusi sessuali ? Louise apprese poi della “regola dei due testimoni”.

Una regola oggi messa in discussione dagli attivisti che temono che altre vittime, come Louise, restino inascoltate.

Quando i genitori, Diane e Trevor, furono faccia a faccia con i due figli, Richard Davenport negò lo stupro, ma crollò. Louise ha ricordato: “Mio fratello implorava: <<Per favore, non dirlo alla polizia … non ho la stoffa per il carcere, non voglio finire in  prigione>>. Era un nuovo ricatto emotivo. Significava “io sono il tuo fratello, ti voglio bene, abbiamo entrambi famiglia adesso “.

Louise  accettò di non andare alla polizia, ma cambiò idea nel 2013, quando i suoi genitori invitarono il figlio e la sua famiglia in vacanza vicino a dove lei risiedeva. Temeva di poter imbattersi in lui e chiese a suo padre di annullare l’invito.

Il padre rifiutò e quando Louise lasciò la religione i suoi genitori ruppero i rapporti con lei. Davenport è stato arrestato nella sua casa di Tayvallich, Argll e Bute.

Louise, che ora è fidanzata con Kevin, di 36 anni, ha detto dei suoi genitori e del fratello: “Non posso perdonare. Sapendo che mi mandarono via, pur conoscendo quello che lui aveva fatto, non c’è modo per farli rientrare nella mia vita. Hanno sbagliato troppe volte“.

Louise is now starting a new life Kevin Tucker
Louise Palmer con il suo attuale compagno Kevin

Il portavoce dei  testimoni di Geova ha dichiarato  “Richard Davenport non è mai stato un Testimone di Geova. Noi aborriamo gli abusi sui minori. La sicurezza dei nostri figli è della massima importanza“.

Il padre, Trevor Davenport, ha rifiutato di commentare.

FONTE: MIRROR

http://www.mirror.co.uk/news/uk-news/victim-says-can-never-forgive-6612185

NOTA: Sulla vicenda vedi anche articolo a cura della stessa autrice. pubblicato sul Birmingham MAIL. al link di seguito

http://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/abused-brother-shunned-jehovahs-witnesses-10233281

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

SILENZI SUGLI ABUSI. Il racconto di un ex Testimone di Geova affiliato per 40 anni all’organizzazione

17 Settembre 2015

Un ex Testimone di Geova di Hobart (Tasmania), ha raccontato di sentirsi in colpa per non avere rotto con la chiesa e non aver segnalato gli abusi sui minori. 

Diversi anziani e personaggi di spicco hanno rappresentato la Chiesa dei Testimoni di Geova per rispondere alle domande della Commissione Reale sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori.

Gavin, (non fittizio), ha affermato che durante i suoi 40 anni da Testimone di Geova ha sentito che le storie e le accuse di abusi relativi ai bambini non andavano dichiarate.

Sento la  vergogna dentro  me per non aver mai fatto niente quando ho sentito parlare di queste cose e mi passa costantemente per la mente….“,

Si unì ai Testimoni di Geova nella tarda adolescenza, dopo alcuni anni difficili, ma non crede che la chiesa lo abbia avvicinato perché era vulnerabile.

Ha raccontato che era in uno stato di disperazione  quando ha incontrato un uomo, sul posto di lavoro, che era testimone di Geova.  “Avevo passato un sacco di guai nella vita  – la droga e quel modo di vivere…  Lui mi aveva raccontato qualcosa a proposito di un’esistenza migliore a venire. Beh, ovviamente, versando in una profonda crisi, era certamente qualcosa che mi consentiva di guardare al futuro. L’amico che mi ha parlato lo ha fatto con genuina preoccupazione, non ho dubbi. Era convinto di fare una cosa buona parlandomi

Ripensando al tempo trascorso nella chiesa, ha descritto il suo impegno per la religione come dedicato e zelante: “se chiedete ai miei figli direbbero che ero piuttosto fanatico”, e la vita all’interno dell’organizzazione come molto definita e uniforme, dall’abbigliamento alle decisioni in materia di istruzione superiore dei suoi figli.

Con il passare degli anni ha cominciato a mettere in discussione la sua fede nella religione, quando in precedenza si sarebbe scrollato di dosso ogni critica suggerita da altri.

Se avessi mai parlato con qualcuno che criticava l’organizzazione, mi sarei separato “

Da due anni non fa più parte della chiesa e anche se non recrimina, non vuole essere visto come schierato con i testimoni di Geova.

Per tutto il tempo in  cui Gavin è rimasto affiliato, è stato completamente devoto e impegnato, così quando i dubbi hanno cominciato a insinuarsi, il suo mondo è cambiato.

“Se tutta la tua vita è stata una certa cosa e poi tutto a un tratto scopri che non è così buona, o metti la testa sotto la sabbia o te ne vai. Purtroppo, la maggior parte di loro ha messo la testa sotto la sabbia. In questo momento staranno dicendo che si tratta di ‘un attacco di Satana.  Che il mondo sta attaccando l’organizzazione di Geova

Gavin ha raccontato che la sua famiglia aveva sofferto per il suo impegno zelante nella Chiesa e di come i Testimoni di Geova non promuovano l’istruzione superiore o la celebrazione del Natale o dei compleanni. Col senno di poi  ha aggiunto che c’erano persone all’interno dell’organizzazione che avrebbero voluto denunciare alcune azioni alle autorità.

Conoscendo ciò che sanno ora grazie all’inchiesta australiana, suppongo ci siano alcuni che desiderano parlare, ma restano fedeli all’organizzazione. Noi non siamo pentiti  per aver lasciato la chiesa perché ora possiamo chiaramente identificare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. 

Lo  vedo come un guadagno, più che una perdita

Testo liberamente tratto dall’articolo di Fred Hooper “Former Tasmanian Jehovah’s Witness tells of guilt for not reporting church child abuse”, pubblicato su ABC News al link di seguito

http://www.abc.net.au/news/2015-09-17/former-jehovahs-witness-tells-of-guilt-for-not-reporting/6780366

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

OSTRACISMO NEI TESTIMONI DI GEOVA. CONVERSAZIONE CON RAPHAEL ARON, DIRETTORE DI CULT CONSULTING AUSTRALIA E CON UNA FEDELE GEOVISTA

QUANDO LASCIARE UN CREDO SIGNIFICA DOVER RINUNCIARE A TUTTI GLI AFFETTI: IL RACCONTO TOCCANTE DI UNA TESTIMONE DI GEOVA (seconda parte)

Il Dr. Glenville Ashby, editorialista e giornalista accreditato presso il Dipartimento di Stato americano, è l’autore di questo articolo. Interessato ad approfondire le conseguenze della pratica dell’ostracismo nell’organizzazione geovista, ha intervistato il dott. Raphael Aron riconosciuto esperto di gruppi coercitivi e direttore dell’organizzazione non-confessionale CULT CONSULTING AUSTRALIA (CCA). Aron opera nel settore da oltre trent’anni ed è consulente di governo su queste tematiche.

La prima parte dell’articolo è consultabile qui

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/09/13/ostracismo-nei-testimoni-di-geova-conversazione-con-raphael-aron-direttore-di-cult-consulting-australia-e-con-una-fedele-geovista/

Oltre a quella dello specialista, il Dr. Ashby, ha raccolto la testimonianza di una Testimone di Geova, Jane Doe, (nome fittizio), che vorrebbe lasciare l’organizzazione ma è frenata dal fatto che tale scelta comporterebbe, secondo la prassi geovista, essere esclusa ed evitata anche dai propri familiari. Quello che segue è il suo racconto

Qual è il ruolo degli anziani nel Ministero dei Testimoni di Geova?

J.D. “Gli anziani si occupano di tutte le questioni della congregazione. Garantiscono che i membri s’impegnino il tempo minimo richiesto di 10 ore per il servizio porta a porta e presiedono a tutte le adunanze di congregazione. Inoltre si adoperano perché i membri che hanno peccato o sono in disaccordo con le politiche della chiesa, vengano disciplinati. Esiste poi un comitato di collegamento ospedaliero composto da anziani che controllano i ricoveri in ospedale dei Testimoni di Geova per impedire ai fedeli di accettare le trasfusioni di sangue. Sovrintendono inoltre alle finanze della congregazione.

Agli anziani è fornito anche un manuale segreto su come trattare i membri?

Il manuale proviene dal Corpo Direttivo di New York. Per Corpo Direttivo s’intendono i leader dei Testimoni di Geova,  che si definiscono “lo schiavo fedele e discreto” che Dio ha costituito su tutti i suoi beni terreni. Comunicano con Dio tramite lo Spirito Santo e successivamente provvedono “cibo a suo tempo” per i fedeli.

L’ostracismo ha il sostegno biblico?

J.D.: Esistono due categorie, la “dissociazione” e la “disassociazione”. Disassociato è il termine usato dai Testimoni di Geova per definire l’espulsione e la successiva esclusione di un trasgressore impenitente. Il dissociato è qualcuno che ha rifiutato l’organizzazione di Dio ed è diventato apostata. Costoro sono definiti “mentalmente malati”, persone che cercano di infettare gli altri con i loro insegnamenti.  Gli anziani hanno introdotto la disassociazione come praticata ora nel 1952, ma non vi è alcuna giustificazione biblica per questa forma di manipolazione non cristiana. Tuttavia, i Testimoni di Geova citano 2 Giovanni 10 <<Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto>, ossia non dovremmo salutare l’Anticristo. Questo singola scrittura è utilizzata per sostenere che non si deve salutare un disassociato. Nelle Scritture, come ad esempio in 1 Corinzi  5, Paolo definì i limiti dell’associazione con i cristiani che praticano atti illeciti, ma non la loro rigida esclusione. I membri sono disassociati per pratiche come il fumo, il gioco d’azzardo e la trasfusione di sangue. Ai familiari stretti viene impedito di relazionarsi con i loro parenti disassociati.

La punizione vale per sempre o fino a quando la Società Torre di Guardia reintegra formalmente la persona. E’ considerato irrilevante se la persona non pratica più l’illecito commesso. Il moderno ostracismo si deve al terzo presidente Nathan Knorr. È interessante notare che nel 1947, la scomunica era considerata  una pratica pagana non scritturale. All’epoca, veniva citato Ebrei 10: 26-31 affermando che si doveva lasciare a Dio il giudizio degli individui.

Quali sono alcuni dei danni psicologici che l’ostracismo arreca a una persona?

JD: Come un gruppo di controllo, i Testimoni di Geova instillano la mentalità del “noi contro loro”. Tutti i non Testimoni di Geova sono persone del mondo sotto il dominio di Satana. Pertanto, l’associazione con persone mondane deve essere limitata solo ai rapporti necessari e alla predicazione. Questo significa che se un testimone di Geova lascia l’organizzazione non esiste alcun sistema di supporto esterno. Coloro che lasciano non hanno più nessuno, hanno perso la loro famiglia e gli amici.

Questo è devastante.

Nella Torre di Guardia (rivista del 15 Giugno, 2013, p 28), una persona disassociata afferma “Se la mia famiglia fosse associata con me anche per poco, diciamo per controllarmi, quella piccola dose di associazione potrebbe appagarmi e probabilmente non permetterebbe che il mio desiderio di associazione diventi fattore motivante per tornare a Dio“. Questo evidenzia quanto assoluto sia l’ostracismo. La Torre di Guardia (1 Gennaio 2013, pag 16) nega anche la comunicazione familiare via e-mail, indicando: “Non cercate scuse per associarvi a un membro della famiglia disassociato, ad esempio, tramite e-mail”.  È interessante notare che, mentre la traduzione nella maggior parte delle lingue è la medesima, l’edizione spagnola estende il divieto a “e-mail, telefono o messaggi di testo”.

I nuovi fedeli sono messi al corrente di questa pratica?

JD: Ai nuovi studenti non viene detto nulla di questa pratica fino a quando non saranno completamente indottrinati; l’argomento viene evitato sino a che non siano immersi negli insegnamenti…

FINE SECONDA PARTE

CONTINUA

NOTA SULL’AUTORE:  Il Dr. Glenville Ashby, è un ex insegnante e membro delle forze armate degli Stati Uniti. Si è laureato alla  University of the West Indies (Trinidad), alla The London School of Journalism, Pole Universitaire Euclide (Gambia) e all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. E’ membro della American Board of Clinical Hypnotherapy e dell’ American Association of Transpersonal Psychology. Oggi lavora come editorialista e critico letterario ed è un giornalista accreditato presso il Dipartimento di Stato americano. Ha conseguito un dottorato in Dialogo Interreligioso e Diplomazia ed è  dottore in lettere ( laurea honoris causa). Attualmente è presidente dell’istituto di ricerca sociale e culturale The Global Interfaith Council Corp, con sede a New York

FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO:

http://jamaica-gleaner.com/article/news/20150913/shunning-cult-practice-jehovahs-witnesses

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

OSTRACISMO NEI TESTIMONI DI GEOVA. Conversazione con Raphael Aron, direttore di Cult Consulting Australia e con una fedele geovista

13 Settembre 2015

QUANDO LASCIARE UN CREDO SIGNIFICA DOVER RINUNCIARE A TUTTI GLI AFFETTI: IL RACCONTO TOCCANTE DI UNA TESTIMONE DI GEOVA (prima parte)

Raphael Aron

Il termine ‘setta’ spesso è usato per descrivere gruppi di frangia, apocalittici, controculturali, separati dalla società. Ma non sempre è così. Alcune religioni tradizionali, ritenne innocue e rispettose della legge, non sono diverse dai culti nel loro uso di tattiche che determinano un profonda sofferenza psicologica tra i membri. Uno di questi gruppi è quello dei Testimoni di Geova, secondo il consulente ed esperto di gruppi coercitivi Raphael Aron, direttore dell’organizzazione non-confessionale CULT CONSULTING AUSTRALIA (CCA).  Aron opera nel settore da oltre trent’anni  ed è consulente di governo su queste tematiche  oltre che autore di diversi libri, tra cui  “Culti, Troppo bello per essere vero” Cults Too Good To Be True. (Harper Collins, Australia 1989); e “Culti, Terrore e Controllo Mentale”, Cults, Terror and Mind Control. (Bay Tree Publications, California 2007).

Particolarmente interessato alla pratica del cosiddetto ostracismo, che svilisce, umilia ed esclude i membri dalla loro organizzazione, mi sono rivolto a Raphael Aron.  Ho appreso che quando un membro è espulso ogni forma di comunicazione è vietata, carità e amore sono parole astratte, i cuori sono di ghiaccio, e il motto biblico “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” è privo di senso.  Questo accade quando una religione adotta una posizione rigida e fuorviante che porta a chiederti se gli umanisti non siano più vicini alla verità di quanto pensiamo.

Incredibilmente, l’individuo non viene solo evitato per aver violato i precetti dei Testimoni di Geova. Le vittime di violenza sessuale e le persone ammalatesi psicologicamente, per qualsiasi motivo, sono ritenute colpevoli e ostracizzate…Le vittime di stupro sono considerate responsabili se non gridano o non reagiscono con forza  nel momento della loro sconvolgente esperienza.

Per convalidare ulteriormente la questione contro l’ostracismo, Aron ha invitato una fedele geovista a condividere i suoi pensieri. Ciò che è interessante è che questa persona vuole rompere completamente con il suo credo ma è esitante e preoccupata, consapevole che sarà evitata da tutta la sua famiglia: una prospettiva terribile da sperimentare.

Per proteggere la sua identità, mi riferirò a lei come Jane Doe.

Il dialogo che segue ha il fine di fare luce su un movimento religioso con caratteristiche tipiche di un culto pericoloso.

FINE PRIMA PARTE. CONTINUA.

Testo liberamente tradotto dell’articolo a firma del Dr Glenville Ashby

NOTA SULL’AUTORE:  Il Dr. Glenville Ashby, è un ex insegnante e membro delle forze armate degli Stati Uniti. Si è laureato alla  University of the West Indies (Trinidad), alla The London School of Journalism, Pole Universitaire Euclide (Gambia) e all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. E’ membro della American Board of Clinical Hypnotherapy e dell’ American Association of Transpersonal Psychology. Oggi lavora come editorialista e critico letterario ed è un giornalista accreditato presso il Dipartimento di Stato americano. Ha conseguito un dottorato in Dialogo Interreligioso e Diplomazia ed è  dottore in lettere ( laurea honoris causa). Attualmente è presidente dell’istituto di ricerca sociale e culturale The Global Interfaith Council Corp, con sede a New York

FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO:

http://jamaica-gleaner.com/article/news/20150913/shunning-cult-practice-jehovahs-witnesses

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.