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Così i Testimoni di Geova reintegrano nell’organizzazione gli abusatori sessuali di bambini

19 Febbraio 2016

PEDOFILI DENUNCIATI E ALLONTANATI? NO, SE PENTITI, REINTEGRATI

Un anziano dei Testimoni di Geova in Australia è finito dietro le sbarre la scorsa settimana per  abusi sessuali su minori, secondo il The West Australian.

Nel corso di sette anni, David Frank Pople  ha aggredito sessualmente due adolescenti che ha incontrato in una congregazione vicino a Perth. Una delle sue vittime nel 1997 ha riferito agli anziani dell’abuso, ma nessuno lo ha comunicato alla polizia finché una delle vittime nel 2014 ha presentato una denuncia. Pople è stato dichiarato colpevole e condannato a tre anni di carcere.

I dettagli della vicenda di Pople rispecchiano quelli di altri casi di abuso che coinvolgono i Testimoni di Geova in tutto il mondo. Gli anziani non hanno segnalato alle autorità secolari gli abusi sessuali su minori. L’autore del reato è stato espulso dell’organizzazione, solo per essere reintegrato in seguito.

Inoltre, la storia rientra nello schema costante dell’espulsione di membri dei Testimoni di Geova che abusano dei bambini, non per l’abuso stesso, ma per non aver dimostrato sufficiente pentimento.

Dopo che Pople ha ammesso agli anziani nel 1997, che aveva aggredito uno dei ragazzi, è stato disassociato – versione della scomunica nei Testimoni – per  non essere sufficientemente pentito, secondo il racconto del giornale. Un anno più tardi, dopo che Pople ha richiesto il ripristino, la comunità lo ha riaccolto.

L’anno scorso, Reveal ha riportato la storia di Debbie McDaniel, una ex Testimone in Oklahoma che ha affermato che un anziano di nome Ronald Lawrence aveva abusato sessualmente di lei per cinque anni, a partire da quando ne aveva 8. Nel 1990, la McDaniel e altre due vittime, ormai cresciute, hanno cominicato agli anziani che Lawrence aveva abusato di loro.

Gli anziani non hanno avvisato la polizia; alla fine disassociarono Lawrence, non perché aveva abusato delle bambine, ma per averlo negarlo. Come Pople, Lawrence è stato reintegrato un anno più tardi.

La responsabilità di decidere come gli anziani gestiscono gli abusi sui minori spetta ai funzionari della società madre della religione, la Watchtower Bible and Tract Society di New York. La Torre di Guardia sin dal 1989 ha istruito gli anziani a non segnalare gli abusi sui minori alle autorità secolari a meno che la legge del loro stato non lo richieda.

In sostituzione, gli anziani sono incaricati di formare comitati giudiziari interni per giudicare i pedofili come spiriti ribelli, non come criminali. Anche se gli autori impenitenti sono a volte disassociati, possono essere ripristinati dopo un anno o poco più, se chiedono scusa.

In Oklahoma, a Lawrence è stato concesso il reintegro dopo che per mesi ha negato di aver abusato dei bambini, a condizione scrivesse lettere di scuse alle sue vittime. Quando si fecero avanti altre vittime, è stato espulso di nuovo – questa volta per aver mentito su quanti bambini avesse abusato – , solo per essere poi reintegrato per la seconda volta.

In tutti i casi di disassociazione e reintegrazione, la Torre di Guardia ha l’ultima parola. Nei casi di abusi sui minori, la Torre di Guardia si riserva il diritto di decidere quali abusatori devono essere messi alla porta e quali riaccolti. I funzionari sostengono che prendono tali decisioni dopo aver determinato quali pedofili sono pericolosi e quali no.

In risposta a una inchiesta del Governo australiano che l’anno scorso ha appurato che i Testimoni di Geova non avevano segnalato alla polizia oltre 1.000 casi di pedofilia, i funzionari dei Testimoni di Geova hanno scritto: “La sola presenza di un pedofilo all’interno di una comunità non comporta necessariamente che gli altri bambini di una comunità o la comunità siano a rischio “.

La Torre di Guardia ha sottolineato quel punto ancora più esplicitamente tre anni prima, in una lettera riservata a tutti gli anziani negli Stati Uniti.

<<Non ogni persona che ha abusato sessualmente di un bambino in passato è considerato un ‘predatore‘>>, dice la lettera. <<La Torre di Guardia, non il locale corpo degli anziani, determina se un individuo che ha abusato sessualmente dei bambini in passato sarà considerato un ‘predatore’>>.

In Australia, Pople potrà beneficiare della libertà vigilata in 18 mesi.

In Oklahoma, dopo che la McDaniel nel 2013 ha riferito del suo abuso alla polizia, Lawrence ha evitato il processo a causa della prescrizione. Fino allo scorso anno, lui era ancora un rispettabile Testimone di Geova.

 

FONTE:  Reveal

https://www.revealnews.org/blog/how-child-sex-abusers-get-reinstated-as-jehovahs-witnesses/

 

Articolo originale del 17 febbraio 2016 a firma del giornalista investigativo Trey Bundy

Tratto dal blog dell’Associazione Favis onlus

https://favisonlus.wordpress.com/2016/02/18/ecco-come-vengono-reintegrati-i-testimoni-di-geova-che-abusano-sessualmente-dei-bambini/

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Regno Unito. I Testimoni di Geova ignorano la richiesta del giudice che presiede la Commissione indipendente sugli abusi sessuali e ordinano la distruzione di documenti potenzialmente rilevanti per l’investigazione

Una copia della direttiva diramata dall’organizzazione geovista con cui si chiede la distruzione delle annotazioni sui casi di abuso, nelle mani dei giornalisti di WalesOnline

Ex anziano della chiesa geovista nel sud del Galles ha affermato che la chiesa è andata contro la richiesta formulata dal giudice Lowell Goddard

I Testimoni di Geova sono stati accusati di ordinare la distruzione di documenti in aperta opposizione a un ordine di non non procedere in tal senso proveniente da una importante inchiesta sugli abusi sessuali su minori.

Alle organizzazioni religiose, così come alle scuole, alle università e ad altre istituzioni, è stato comunicato dalla Independent Inquiry into Child Sexual Abuse (Commissione indipendente sugli abusi sessuali istituita a Londra) – guidata dal giudice Lowell Goddard – di conservare qualsiasi documento che potrebbe essere utile all’inchiesta.

Una richiesta trasmessa lo scorso anno agli organismi interessati ha stabilito che dovrebbero essere adottate misure “per garantire che tutto quanto di potenziale rilevanza per l’Inchiesta sia conservato“.

Gli anziani dei Testimoni di Geova ascoltano le  accuse contro i membri della congregazione e registrano quanto viene detto.

Abbiamo potuto vedere copia di una disposizione (edict) distribuita alle congregazioni dei Testimoni di Geova in tutto il Regno Unito che ordina la distruzione di “tutti gli ordini del giorno e dei verbali delle riunioni  degli anziani (esclusi i verbali degli incontri di lavoro)“, di “tutti gli appunti personali assunti alle riunioni degli anziani (a eccezione di quelli basati su discussioni di massima provenienti dallo ‘schiavo fedele e discreto’ e che non menzionino alcun particolare individuo) “e di ” qualsiasi altra storia personale, annotazioni o corrispondenza che fa riferimento a particolari individui “.

Riferendosi anche all’archivio di congregazione la disposizione dice inoltre che tutte le agende delle riunioni degli anziani devono essere distrutte e che i Comitati di Servizio di Congregazione dovrebbero “assicurarsi che tutti i documenti relativi alle molestie su minori siano conformi“.

Un ex anziano della chiesa di alto livello del Galles del Sud, che è stato testimone di Geova per più di mezzo secolo, ha detto che il contenuto del documento pone la chiesa geovista in netto contrasto con l’istanza dell’ Inchiesta indipendente.

L’uomo ha affermato: <<Il fatto è che esistono pericoli all’interno Testimoni di Geova come vi sono all’interno di altre organizzazioni – ma mentre osservo altre organizzazioni compiere passi per conformarsi con la sicurezza dei bambini, sembra che i Testimoni di Geova stiano andando nella direzione opposta. Stanno ancora cercando di gestire la cosa al proprio interno non rendendola trasparente “. Ha poi aggiunto: <<In base alle attuali regole, tutti i documenti personali, i promemoria, gli ordini del giorno e le annotazioni devono essere distrutte. Ciò significa che in futuro se i Testimoni di Geova saranno avvicinati dalla polizia  potrebbero affermare di non ricordare nulla>>.

Il giudice Lowell Goddard

<<Questo mi sembra un passo indietro, in particolare alla luce della richiesta del giudice Lowell Goddard che le organizzazioni conservino tutto quanto possibile per collaborare affinché le vittime possano essere aiutate nell’assicurare alla giustizia coloro che abusano>>.

IGNORATA LA RICHIESTA DEL GIUDICE

<<Perché se un’organizzazione sostiene di aborrire gli abusi sui minori, distruggerebbe i documenti che possono essere utili ad assicurare un molestatore di bambini alla giustizia? Quello che ho sperimentato personalmente è un rifiuto a collaborare, una chiusura  e un silenzio di  carattere pressoché ostruzionistico alle indagini di polizia..>>

Anche Karen Morgan, una vittima degli abusi sessuali di Mark Sewell, che una tempo era un anziano della congregazione di Barry, Vale of Glamorgan , ha criticato l’azione.

La donna ha affermato: <<Al tempo della mia vicenda, alla polizia venne detto che non esisteva documentazione relativa al mio caso poiché era stata distrutta. Le carte avrebbero dovuto contenere tutte le prove documentate dai numerosi incontri con gli anziani. Pur conoscendo l’importanza di questi documenti il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova sembra stia intenzionalmente istruendo i propri anziani a non conservali. Questo non fa che confermare la mia opinione che il Corpo Direttivo sia più interessato a proteggere la propria immagine che a prendersi cura delle vittime>>.

Caduto in disgrazia il manager Sewell è stato imprigionato nel 2014 dopo essere stato condannato a un totale di otto imputazioni per reati sessuali .

Un portavoce della chiesa geovista ha affermato: <<Siamo impegnati a fare tutto il possibile per prevenire gli abusi sui minori e per fornire conforto spirituale a tutti coloro che hanno sofferto di questo terribile peccato e crimine>>.

Parlando della disposizione trapelata,  il portavoce ha aggiunto: <<Il documento … è semplicemente un promemoria annuale inviato agli amministratori della congregazione per incoraggiarli a seguire le procedure standard in modo da assumersi le proprie responsabilità in base alla normativa sulla tutela dei dati personali e ad altre disposizioni legislative>>.

Inoltre portavoce ha detto: <<I testimoni di Geova aborriscono pedofilia e la vedono come un crimine atroce e un peccato. La sicurezza dei nostri figli è della massima importanza. Per decenni le nostre riviste La Torre di Guardia e Svegliatevi !, così come il nostro sito jw.org , hanno pubblicato articoli per  i Testimoni di Geova e per il pubblico in generale su come proteggere i bambini dagli abusi. Noi non abbiamo clero pagato. Gli anziani di congregazione rispettano le leggi di segnalazione dell’abuso infantile e i principi di protezione dei dati contenuti nel Data Protection Act del 1998. (Romani 13: 1) Forniscono alle vittime di abusi e alle loro famiglie conforto spirituale dalla Bibbia. (Isaia 32: 2; 1 Tessalonicesi 5:14). La vittima e il suo o i suoi genitori hanno il diritto assoluto di denunciare il fatto alle autorità governative. (Galati 6: 5) Gli anziani di congregazione non proteggono gli abusatori dalle autorità o dalle conseguenze delle loro azioni. (Galati 6: 7). Chiunque commette il peccato di abusi sui minori affronta l’espulsione dalla congregazione. Se una persona sta servendo in una posizione di responsabilità viene rimosso. Ogni insinuazione che i testimoni di Geova coprano gli abusi sui minori è assolutamente falsa>>.

Un portavoce della Independent Inquiry into Child Sexual Abuse ha dichiarato: <<La Presidenza ha fatto presente che l’inchiesta indagherà gli abusi in tutti i contesti religiosi (tra cui tutte le fedi e tradizioni religiose) e ha emesso una lettera di intimazione di conservazione / non-distruzione dei documenti indirizzata ai leader delle 18 principali organizzazioni religiose>>.

 

Articolo originale a firma di 

 

Libera traduzione tratta dal blog favisonlus

https://favisonlus.wordpress.com/2016/02/07/regno-unito-i-testimoni-di-geova-hanno-ordinato-la-distruzione-di-documenti-che-avrebbero-potuto-essere-utilizzati-nellambito-della-commissione-indipendente-sugli-abusi-sessuali-istituita-a-lon/

FONTE ORIGINALE: WalesOnline

http://www.walesonline.co.uk/news/wales-news/jehovahs-witnesses-ordered-destruction-notes-10848053

I Testimoni di Geova potrebbero aver distrutto le annotazioni raccolte su casi di abusi sessuali e pedofilia

30 Gennaio 2016

REGISTRI E DOCUMENTI SULL’INSABBIAMENTO DI ABUSI SESSUALI E PEDOFILIA NEI TESTIMONI DI GEOVA, POTREBBERO ESSERE STATI DISTRUTTI

Ex anxiano della chiesa sostiene che è stata trasmessa una comunicazione interna in cui viene detto di sbarazzarsi delle annotazioni raccolte nel corso delle”riunioni giudiziarie” con accusati di crimini sessuali

I documenti di abusi su minori potrebbero essere stati distrutti dagli anziani della chiesa accusati di coprire i reati sessuali.

E’ possibile che la Chiesa dei Testimoni di Geova abbia inviato una comunicazione dicendo loro di sbarazzarsi delle annotazioni raccolte durante le “riunioni giudiziarie” con i presunti autori di reati sessuali.

Ciò fa seguito all’avvertimento alle istituzioni del Giudice Lowell Goddard, – capo inchiesta  della Commissione indipendente sugli abusi sessuali su minori in Gran Bretagna -,  che nessun documento relativo a denunce di abusi venga distrutto.

Il Sunday People ha rivelato 15 mesi fa, che la chiesa è stata accusata di coprire i pedofili nelle congregazioni.

E’ accusata anche di aver fatto il lavaggio del cervello a ragazze e donne vittime di abusi affinché  non andassero in polizia, in modo da poter proteggere la propria immagine,  e preferissero  affrontare i loro abusatori in sessioni “giudiziarie”.

Un ex anziano della chiesa ha dichiarato: “Quest’ ultima mossa è disgustosa. Si offre una scusa agli anziani  sul banco dei testimoni  per sostenere di non possedere documentazione relativa le riunioni giudiziarie e di non poterne ricordare i dettagli” .

Nell’ambito delle “audizioni” della chiesa, le informazioni di base concernenti quello di cui l’abusatore viene accusato, il momento in cui è stato dichiarato si sarebbe verificata l’aggressione e gli esiti di tali riunioni giudiziarie, sono conservati in archivio.

Ma le annotazioni più dettagliate, solitamente scritte a mano dagli anziani durante gli incontri, potrebbero essere state distrutte.

La Chiesa dei Testimoni di Geova ha omesso di rispondere alle critiche sulla nota interna.

Tuttavia ha affermato: “Noi aborriamo l’abuso sui minori e lo guardiamo come crimine efferato. Ogni illazione che i Testimoni di Geova coprano gli abusi sui minori è assolutamente falsa “.

L’anno scorso abbiamo narrato come Louise Palmer, 38 anni, venne ignorata dai suoi genitori e dagli anziani della chiesa quando rivelò che suo fratello l’aveva violentata da bambina.

L’uomo è stato condannato a 14 anni di carcere dalla Wolverhampton Crown Court.

A Newcastle upon Tyne (nel nord dell’Inghilterra), gli anziani si sono rifiutati di parlare con la polizia sul servitore di ministero Gordon Leighton, 53 anni, che è stato incarcerato a 13 anni nel 2013 per aggressioni sessuali sui bambini.

A Barry, Galles del Sud, i testimoni di Geova non hanno aiutato la polizia nelle indagini sull’anziano Mark Sewell, 53 anni, incarcerato per 14 anni nel 2014 per violenze sessuali.

 

Articolo a firma di GRACE MACASKILL

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

FONTE: The Mirror

http://www.mirror.co.uk/news/uk-news/jehovahs-witnesses-paedophile-sex-abuse-7278824

 

Primo: non infangare il nome di Geova. La storia di Louise Palmer vittima di abuso sessuale infantile e del silenzio degli anziani di congregazione e della sua stessa famiglia

11 Ottobre 2015

Vittima di abuso sessuale infantile da parte del fratello maggiore lo rivela ai genitori, testimoni di Geova e agli anziani di congregazione. Tutti tacciono per non infangare il nome di Dio. Condannato a 14 anni il suo stupratore

I MIEI GENITORI HANNO SCELTO MIO FRATELLO ABUSATORE. NON POTRO’ MAI PERDONARLI PER IL TRADIMENTO

Louise Palmer, che ha rinunciato il suo diritto all'anonimato dopo essere stata vittima di abusi sessuali da ragazza dal suo fratello maggiore, Richard Davenport
Louise Palmer

Una donna stuprata da suo fratello quando era bambina ha ottenuto giustizia ma ha pagato il caro prezzo di essere disconosciuta dai suoi genitori.

La coraggiosa Louise Palmer, di 38 anni, ha sofferto in silenzio per decenni poiché i suoi rigidi genitori, Testimoni di Geova, hanno protetto il suo abusatore. Aveva solo cinque anni quando Richard Davenport, allora 14 enne, cominciò a molestarla. Il giovane si era trasferito in una roulotte nel giardino della famiglia  a causa di un’atmosfera tesa in casa. Si era offerto di tenere la piccola Louise con lui, apparentemente per proteggerla da scene di violenza domestica ma in realtà per aver l’opportunità di violarla. Per sei  anni, Davenport, oggi 47enne, ha fatto attraversare l’inferno all’indifesa Louise. Cessò gli abusi solamente quando alla sorella cominciò il ciclo mestruale, temendo potesse restare incinta.

Louise raccontò ai genitori, Trevor e Diane, e agli anziani della chiesa dei Testimoni di Geova il tremendo abuso subito, ma scandalosamente non fecero nulla per timore di disonorare il nome di Dio. Il mese scorso la madre e il padre di Louise erano presenti a Wolverhampton Crown Court dove Davenport ha negato la duplice accusa di stupro e le tre imputazioni per aggressione a sfondo sessuale nei confronti sorella. Ma i genitori si trovavano lì per il figlio, non per Louise. Richard Davenport è stato giudicato colpevole di tutti i capi d’accusa e condannato a 14 anni di reclusione.

Louise, madre di due figli e che ha rinunciato al suo diritto all’anonimato, si è sentita ancora una volta tradita. La giovane donna ha dichiarato  al Sunday People: “I miei genitori hanno preferito mio fratello a me, anche se sapevano quello che ha fatto. Non posso perdonarli. Sono stata molto vicino a mia madre, eravamo le migliori amiche. La reazione che ha avuto non appartiene alla mamma che conosco “. Louise è attualmente impegnata in una campagna per riformare “l’oppressiva” chiesa geovista e porre fine alle sofferenze di altri giovani. “Parlo poiché  desidero che altre vittime di abusi sappiano che non importa quanto tempo è trascorso dal crimine, possono farsi avanti ed essere credute. L’aiuto è là fuori, non si è mai soli “.

Lei ha tenuto segreto il suo abuso per decenni. Suo fratello la minacciava e ricattava emotivamente. In un’occasione la implorò: “Per favore non dirlo alla polizia – non ho la stoffa per la prigione“.

Oggi Louise ritiene che i Testimoni di Geova, inclusi i suoi genitori volessero tenere segreto l’abuso di suo fratello usando l’inquietante e poco nota regola dei due testimoni.  Questo significa che i Testimoni di Geova non segnalano gli abusi alla polizia e che le accuse sono investigate internamente solo se al fatto era presente un secondo testimone.

Le fu raccomandato vivamente di non riferire l’abuso alla polizia perché avrebbe procurato biasimo al nome di Geova e messo in cattiva luce i Testimoni di Geova.  “Loro dicevano che c’erano altre storie simili di abusi occorse a sorelle di fede che si erano rivolte a Geova e pregato. Sostenevano che la nostra religione mi avrebbe aiutato a passarci sopra“, ha raccontato Louise.

I coniugi Davenport erano visti come una famiglia rispettabile, pilastri della comunità nella loro nella città natale di Halesowen, nel West Midlands. Eppure come spiegato in tribunale, dietro le porte chiuse, Diane, la mamma, subì anch’ella violenza domestica per mano del marito Trevor.  Nel frattempo Louise, a metri di distanza, veniva adescata dal fratello per il sesso.  “Ricordo che usava olio di  patchouli e incenso bruciato…aveva anche libri sull’occulto nella roulotte. Non so il perché. Era contrario alle credenze dei Testimoni di Geova. Io non ricordo di avere avuto paura ma che c’erano alcune cose che mi costringeva a fare. Quando diventai più grande, mi diceva che se avessi parlato sarei finita in affido e lui in prigione. Poi mi chiedeva chi avrebbe protetto la mamma. Si trattava di un ricatto”. Si fermò solo quando Louise ebbe il primo ciclo e da allora non accadde mai più.  “In qualche maniera ho respinto quello che mi era successo in un piccolo contenitore nella mia mente per salvaguardarmi, cercando di dimenticare“…

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA

Libera traduzione a cura Associazione delle Vittime della Torre di Guardia dell’articolo a firma di JEANETTE OLDHAM, pubblicato in data odierna sul Mirror

FONTE ORIGINALE: Mirror

http://www.mirror.co.uk/news/uk-news/victim-says-can-never-forgive-6612185

NOTA: Sula vicenda vedi anche articolo a cura della stessa autrice. pubblicato sul Birmingham MAIL. al link di seguito

http://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/abused-brother-shunned-jehovahs-witnesses-10233281

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

10 anni fa la misteriosa scomparsa di Emo Piccioni. La battaglia del figlio Marco, tra pressioni e mancata collaborazione

31 ottobre 2015

Mi chiamo Marco Piccioni e sono il figlio di Emo, testimone di Geova sequestrato il 31/10/2005 e mai più ritrovato. Sono oltraggiato nel leggere come i miei ex confratelli modifichino apertamente la verità. Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto molte pressioni affinchè le indagini circa il sequestro di mio padre non coinvolgessero i testimoni anche se ogni evidenza dimostrava con chiarezza come il sequestro fosse avvenuto proprio con l’intento di colpire i testimoni di Geova. Anziani, il rappresentante stampa locale e la stessa sede centrale hanno più volte insistito affinché noi, nel parlare con la stampa, evitassimo qualsiasi riferimento ai testimoni. Anzi per loro l’ideale era che evitassimo del tutto i giornalisti. Questo ha portato ad un ritardo nelle indagini con conseguanze davvero deleterie. Per qualsiasi informazione sul caso Emo Piccioni vi invito a consultare il sito di Chi l’ha visto.

(da un commento del figlio di Emo Piccioni  all’articolo «Adesso basta, siamo stufi di obbedire alla nostra religione» de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 2 giugno 2010)

A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI EMO

A 10 anni dalla scomparsa di Emo Piccioni, la sua scheda compare ancora sul sito di CHI L’HA VISTO?, ma nulla è concretamente emerso dalle indagini investigative, nonostante l’incessante battaglia della sua famiglia per la ricerca della verità. Una battaglia, come ha ripetutamente ricordato il figlio Marco, costellata anche di mancata collaborazione, di pressioni, di “obblighi al silenzio”  che finirono, di fatto, col ritardare le indagini. L’inchiesta venne ufficialmente archiviata nel febbraio 2008. Ripercorriamo la storia di questo uomo attraverso alcuni articoli di stampa, un servizio della trasmissione televisiva CHI L’HA VISTO? e le parole del figlio Marco

LA STAMPA 2 settembre 2006

“L’ipotesi è inquietante: un artigiano Testimone di Geova, scomparso da un anno, potrebbe stato «punito» per vendetta da un ex confratello, espulso dalla Congregazione. A questa ipotesi, rigettata con decisione dai Testimoni di Geova, si aggrappa Marco, il figlio di Emo Piccioni, 55 anni. Abita a Fontaneto d’Agogna, trenta chilometri dal capoluogo, vicino a Borgomanero dove il 31 ottobre 2005 il padre Emo sta tenendo una conferenza nella Sala del Regno: squilla il telefono ed esce trafelato. Da quel momento se ne perdono le tracce. Giorni dopo viene trovata la sua auto, chiusa a chiave sulla piazza di Prato Sesia. Poi più nulla, soltanto la disperazione della moglie Enza Gentina che con il figlio batte tutte le piste, tappezza i muri e le cabine telefoniche di volantini. […] emergono testimonianze che aggrovigliano il mistero. Piccioni ha risposto al telefono a qualcuno che lo invitava ad andare a Prato Sesia per recuperare documenti persi. Si scoprirà poi che telefonate di questo tenore sarebbero arrivate ad altri confratelli della zona e della Bassa Valsesia, con richieste d’incontri e appuntamenti andati a vuoto. E tutti sono tornati a casa. Non Emo Piccioni. […] Un confratello carismatico che partecipava al Consiglio degli anziani, quello che eroga le pene inappellabili che portano alle espulsioni. Si fa strada anche l’ipotesi di una setta satanica che avrebbe preso di mira i Testimoni di Geova. Ma un anno dopo il figlio avvalora l’altra possibilità. «Forse c’è qualcuno nella zona – dice – che pensa di aver subito qualche torto. La traccia da seguire è quella religiosa. Dietro la scomparsa non c’è alcuna decisione di cambiare vita nè un suicidio, non era depresso». Una tesi, quella di Marco Piccioni, rilanciata da Adriano Fontani, toscano, fondatore dell’associazione dei fuoriusciti dai Testimoni di Geova: «La congregazione è molto rigorosa e in alcuni casi si arriva all’espulsione di chi si comporta in maniera non conforme. L’allontanamento può avere conseguenze molto serie, soprattutto di natura psicologica e chi ha subito la punizione può covare risentimento e odio». Secondo Fontani non è detto che l’obiettivo fosse Piccioni: «Potrebbe essere qualcuno che voleva vendicarsi comunque dei Testimoni per quello che a suo giudizio era un torto subito. Piccioni ha risposto alla telefonata e a lui è toccato di andare al tragico appuntamento». Alberto Bertone di Moncalieri (Torino), Testimone che si occupa di pubbliche relazioni nel gruppo torinese, respinge questa tesi. «L’espulsione dalla Congregazione – osserva – è una norma che apparteneva al cristianesimo primitivo e che l’associazione di Geova ha fatto propria. Spetta a un gruppo di anziani decidere. In trent’anni ho registrato 2 casi. I peccati gravi sono l’adulterio, tutti i reati di tipo sessuale, il furto. Non esiste un Tar, la nostra è una giustizia interna».

IL FIGLIO DI EMO PICCIONI, LO SCOMPARSO: VOLEVANO CHE DISTRUGGESSI LE INFORMAZIONI SU MIO PADRE

«Mi hanno espulso dai Testimoni di Geova»
 Marco Piccioni, figlio di Emo, il Testimone di Geova scomparso il 31 ottobre 2005 e di cui non è stata più trovata traccia, è stato espulso dall’associazione religiosa dopo il suo rifiuto di distruggere le informazioni ricevute via Internet e che farebbero riferimento a una possibile pista religiosa nella scomparsa del padre. «Sono sconcertato – dice Marco Piccioni – perché ho fatto parte per 21 anni dei Testimoni di Geova ed in questo periodo mi sono sempre impegnato in modo attivo per loro, ma da quando ho iniziato a chiedere che rivelassero delle informazioni che potevano in qualche modo aiutare nelle indagini sulla scomparsa di mio padre, non solo non ho più ricevuto collaborazione, ma mi è stato chiesto esplicitamente di non parlare più dei Testimoni di Geova in questa vicenda».

Marco Piccioni è stato convocato dal «Comitato di giustizia», che ha ribadito la richiesta: «Mi hanno chiesto anche di cancellare tutte le e-mail passate e future che riguardassero in qualche modo mio padre: ovviamente ho risposto di no. Così ieri ho ricevuto la raccomandata che mi annuncia che non faccio più parte dei Testimoni di Geova. Sono davvero sconcertato da questo comportamento, soprattutto perché sono dell’avviso che la collaborazione dei Testimoni di Geova sarebbe preziosa per trovare qualche utile pista. Resto sempre dell’idea che qualcuno abbia voluto vendicarsi di un membro dell’associazione per qualche decisione che non è stata accettata e che ha causato questa reazione, ma non capisco davvero questo comportamento: chiedere la collaborazione è forse una colpa? Voglio invece che si vada proprio a fondo per capire chi possa avere avuto motivi di rancore o di altro e questo aiuto potevamo averlo proprio dai Testimoni di Geova. Invece è arrivato il provvedimento di espulsione, una decisione sconcertante, che mi dà molto da riflettere».

A seguito di questo articolo alcuni commentatori intervennero per esprimere solidarietà a Marco e alla sua famiglia, ma altri dubitarono delle sue asserzioni e si scagliarono contro lui e contro gli ex membri dell’organizzazione geovista.
I lettori interessati possono consultare i testi al seguente link
http://quotidianocattolico.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7548763
Concludiamo con la risposta di Marco a quei commenti e lanciando un sentito appello a chiunque avesse informazioni sulla scomparsa di Emo Piccioni, a segnalarle alle autorità o a contattare, anche in forma anonima. la redazione di Chi L’ha Visto?
Marco Piccioni .. vorrei aggiungere qualche cosa. 
E mi spiace poterlo solo scrivere. Le lettere sono fredde, non lasciano trasparire i sentimenti. Fa male davvero leggere accuse del genere. Fa male perché non puoi spiegare a sconosciuti le notti insonni, il pianto di una madre, il dolore di una figlia.
Il senso di tradimento che ti colpisce quando coloro che rivestono il ruolo di pastori spirituali ti tradiscono.
Quando chiedi loro un gesto di solidarietà che permetta l’esclusione di una pista determinante e ti senti sbattere la porta in faccia.
Per paura? per ignoranza? non penso per cattiveria.
Ma per un insano senso di lealtà agli uomini.
Perché far sapere se ci sono stati casi gravi di disassociazioni nella zona può recare biasimo….a chi? a Dio?
Dio se la cava da solo! E’ agli uomini che si sacrifica un individuo, si, un galantuomo.  Caro Libero1978, che dirti? Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco. Provo un filo di pietà. Sei un uomo d’onore? Non scusarti con me allora. Scusati con mia madre, che ieri , oggi e domani è al mio fianco.”
A Marco e a tutta la sua famiglia, i volontari dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia esprimono sentita vicinanza e solidarietà
PER CONTATTARE CHI L’HA VISTO?
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-364b29e5-5572-4c36-82e9-fcad1f52443f.html
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/index.html

I Testimoni di Geova possono mentire per proteggere la religione

23 Settembre 2015

La verità vi renderà liberi, la menzogna credenti…
Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova

Quest’oggi , noto giornalista di Reveal, già autore di un’approfondita e documentata inchiesta sulle politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova, ha firmato un nuovo articolo, alla luce delle risultanze emerse in seno alla Commissione reale australiana, che nel luglio scorso a Sidney, ha esaminato il “caso dei Testimoni di Geova”.

https://www.childabuseroyalcommission.gov.au/case-study/636f01a5-50db-4b59-a35e-a24ae07fb0ad/case-study-29,-july-2015,-sydney

Di seguito la prima parte del suo racconto, liberamente tradotto in lingua italiana.

Una mattina di un venerdì d’agosto, uno dei maggiori leader dei Testimoni di Geova, si è seduto davanti a una commissione del governo australiano che intende accertare se l’organizzazione ha nascosto gli abusi sessuali sui bambini alle autorità.  Il fatto che Geoffrey Jackson, uno dei sette membri del Corpo Direttivo della religione, sia stato interrogato pubblicamente, ha catturato l’attenzione della comunità mondiale degli ex testimoni di Geova che hanno guardato la diretta streaming sul loro computer di casa.  Nel corso delle due settimane di audizioni, Jackson e i pezzi grossi dell’organizzazione in Australia, hanno fornito ore di testimonianze giurate, tuttavia è rimasta almeno una domanda fondamentale: qualcuno di loro stava dicendo la verità?

Fin dagli anni ’50  i Testimoni, hanno predicato una dottrina che consente ai seguaci di ingannare coloro che si trovano al di fuori della religione, se così facendo si protegge l’organizzazione. La chiamano “guerra teocratica”.

Questa politica ha assunto un nuovo significato oggi che i Testimoni di Geova sono sempre più sotto esame nei diversi continenti per aver protetto gli abusatori di bambini.  Gli alti dirigenti sono stati interrogati sotto giuramento da giudici e investigatori che cercano di andare a fondo a uno scandalo globale.

Un articolo del 1957 pubblicato sulla rivista Torre di Guardia, (il nome della società madre dei Testimoni, la  Watchtower Bible and Tract Society of New York- Società Torre di Guardia), concede il permesso ai fedeli geovisti di nascondere la verità ai “nemici” della religione. La religione insegna che il mondo all’esterno dell’organizzazione è controllato da Satana.

Quindi in un’epoca di guerra spirituale è opportuno sviare il nemico nascondendo la verità“, recita l’articolo. “Oggi i servitori di Dio sono impegnati in una guerra, una guerra spirituale, teocratica, una guerra ordinata da Dio contro le malvagie forze spirituali e contro i falsi insegnamenti“.

La dottrina della guerra teocratica insegna che il rifiuto di cooperare nelle inchieste penali che coinvolgono i Testimoni di Geova è approvato da Dio, perché gli outsider non hanno diritto alla verità.  Anche se l’espressione “guerra teocratica” con il passare del tempo, compare sempre meno nella letteratura della Torre di Guardia, la leadership dell’organizzazione insegna ancora che la segretezza è un metodo essenziale per sottrarsi al controllo del sistema giudiziario. E c’è ragione di credere che la pratica continui.

Per 25 anni le politiche della Torre di Guardia hanno indirizzato gli anziani in tutte le congregazioni degli Stati Uniti a nascondere i casi di abusi sessuali sui bambini alle forze dell’ordine, così come alle loro stesse congregazioni, secondo documenti riservati interni all’organizzazione. 

Reveal ha analizzato più di  una dozzina di cause legali e ha scoperto elementi di prova che suggeriscono che i leader dei Testimoni di Geova hanno o mentito sotto giuramento o  rifiutato di cooperare con le autorità nella ricerca degli abusatori. In alcuni casi quegli anziani sono rimasti in posizione di potere nelle congregazioni locali.

QUESTI TRE FRATELLI HANNO MENTITO IN TRIBUNALE E MOLTO DI PIU‘”

Candace Conti

Tre anziani dei Testimoni di Geova mentirono sotto giuramento sul ruolo avuto nell’aver reso possibile a un noto molestatore di bambini di continuare a commettere abusi, secondo la testimonianza di un altro anziano che afferma di avere conoscenza degli eventi.

In una causa del 2011,  Michael Clarke, Gary Abrahamson e Larry Lamerdin tre anziani della congregazione dei Testimoni di Geova del North Fremont, sono stati interrogati sul perché non riferirono alla polizia che uno dei loro membri, Jonathan Kendrick, aveva confessato di avere abusato sessualmente della sua figlia adottiva.

Clarke e Abrahamson testimoniarono di aver riunito tutti gli anziani della congregazione e ordinato loro di controllare strettamente Kendrick per assicurarsi non abusasse più di bambini.

Ma in una serie di lettere del 2013 ai leader dei Testimoni di Geova,  Rod Francis, -che era un anziano della congregazione del North Fremont negli anni ’90, quando cioè si era verificato l’abuso-, accusò i tre anziani di avere mentito sotto giuramento. “Nessuno degli altri anziani, me compreso, era a conoscenza che un predatore sessuale di bambini era in mezzo a noi” ha scritto Francis ” Per questo motivo la congregazione e le nostre famiglie non hanno potuto essere adeguatamente protette con il risultato di conseguenze catastrofiche per altre giovani ragazze e per la mia stessa famiglia. Questi tre fratelli hanno mentito alla Corte e molto di più…”

Francis ha rifiutato di commentare questa storia. Reveal ha ottenuto le sue lettere da terzi.  Clarke, Abrahamson e Lamerdin non hanno richiamato per un commento.

Il caso contro la Torre di Guardia, è stato intentato da Candace Conti  nel 2011. La donna ha sostenuto che i Testimoni di Geova avrebbero potuto impedire il suo abuso da parte di Kendrick nel 1990, avvertendo la congregazione che costui in precedenza aveva commesso abusi su un bambino. Il tribunale ha stabilito un risarcimento di 28 milioni di dollari, cifra successivamente ridotta a un importo non divulgabile. Kendrick ha confessato di aver molestato due giovani ma nega l’abuso di Candace Conti. L’uomo non è mai stato perseguito penalmente per il presunto crimine contro Candace Conti e rimane un Testimone di Geova con una buona reputazione…

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FONTE ORIGINALE: REVEAL

https://www.revealnews.org/article/jehovahs-witnesses-can-hide-the-truth-in-court-to-protect-religion/

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

La libertà è necessaria al bambino perché solo nella libertà può crescere naturalmente, nel modo giusto. ALEXANDER NEILL