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Il silenzio dei Testimoni di Geova sui crimini sessuali di un anziano di congregazione, già condannato e ora nuovamente processato per abusi sessuali su minori

12 Febbraio 2016

“I testimoni di Geova aborriscono gli abusi sui minori…”

Dichiarazione di un portavoce dell’organizzazione geovista

“…Holt ha continuato ad aggredire sessualmente bambini in seguito alla mancata segnalazione dei Testimoni di Geova alla polizia.. .”

“…Uno degli assalti si è verificato nella Sala del Regno, luogo d’incontro amministrato dalla chiesa…”

Deposizioni rese alla Corte

Un anziano della chiesa geovista responsabile di abusi sessuali su bambini vulnerabili fu invitato a tenere un discorso al matrimonio della sua prima vittima

PERVERT: Harry Holt, now living in Nelson, committed his crimes in Scotland
Harry Holt

Un Tribunale ha appreso che Harry Holt, un 71enne, attualmente residente in Rutland Street, Nelson,Galles) ha continuato ad aggredire sessualmente altre sette ragazzine come aveva fatto con altre nove, in seguito alla mancata segnalazione alla polizia da parte dei Testimoni di Geova.

Quando la questione venne sollevata, un funzionario del posto aveva consigliato ai genitori di “tenere solo i bambini lontano da lui”.

Holt sta affrontando una lunga pena detentiva dopo essere stato condannato per violenze sessuali contro otto giovani in Scozia, risalenti a più di 40 anni fa.

La sua prima vittima, oggi 56enne, ha riferito che Holt le diceva che avrebbe negato di toccarla e che nessuno l’avrebbe creduta.

La donna ha dichiarato alla Corte di Kilmarnock Sheriff: “Da bambina mi faceva passare da bugiarda ma Charlie sa bene che non sto mentendo. Mia madre e mio padre sono stati trattati malissimo e questo causò molti problemi nella congregazione. Avevano un’ottima reputazione. Il poliziotto locale era presente e mia madre e mio padre gli chiesero che cosa dovevano fare, lui rispose: <<basta teniate i vostri figli lontano da lui>>.

La donna, allora 14enne, ha detto che si tenne un comitato giudiziario degli anziani,  Holt ammise il palpeggiamento, ma non i toccamenti sessuali. Ha aggiunto: “Era seduto dritto davanti a me. In seguito venne rimosso da anziano dalla congregazione “.

La corte ha appreso che a 19 anni, la donna si sposò e sua madre insistette affinché Holt ufficiasse, fatto che aveva causato una <<grande discussione>> poiché <<fu solo molti anni dopo che avrebbe scoperto il perché >>.

Un’altra vittima, ora 32enne, ha dichiarato che Holt abusò di lei nella vasca a idromassaggio presso il centro ricreativo Magnum a Irvine, Ayrshire, quando aveva tra i 14 e i 15 anni.

Al tribunale è stato riferito che la visita fu fatta passare come regalino speciale per il  porta a porta ‘pionieristico’ con volantini e riviste della chiesa geovista.

La vittima ha detto alla corte: <<Io continuavo a dirgli di smettere>>.

Holt, ingegnere in pensione, e sua moglie si trasferirono in seguito da Ayrshire alla zona di Edimburgo, anche se la vittima lo vide ancora tramite i Testimoni di Geova.

L’uomo è stato riconosciuto colpevole di 11 accuse di abuso sessuale, atti osceni e comportamento libidinoso a Seamill, Dalry, Saltcoats, Kilbirnie, Stevenston e Kilwinning, Ayrshire, e in Gorebridge, Midlothian, tra il maggio 1971 e l’agosto 2004.

La Corte ha appreso che uno degli assalti si è verificato nella  Sala del Regno luogo d’incontro gestito dalla chiesa. I crimini sono venuti alla luce quando due vittime, anni più tardi, hanno condiviso le loro esperienze e si sono recate in polizia.

La sentenza è stata rinviata al mese prossimo e Holt è stato posto in detenzione preventiva

Un portavoce della chiesa ha affermato: <<I testimoni di Geova aborriscono gli abusi sui minori e li considerano  un crimine spregevole e un peccato. Chiunque commette il peccato di abuso su minori affronta l’espulsione dalla congregazione e qualsiasi illazione che i testimoni di Geova coprano gli abusi sui minori è falsa>>.

L’Ispettore capo della polizia John Hogg ha dichiarato: <<Harry Holt ha abusato della sua posizione di fiducia, utilizzando il suo status per abusare e sfruttare bambini vulnerabili, sottoponendoli ad atti di abuso sessuale. I suoi crimini si estendono per quarant’anni e da parte mia sono fermamente convinto che le sue azioni hanno profondamente danneggiato le sue vittime. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare le vittime per avere avuto il coraggio di farsi avanti e assistere gli agenti   in modo da assicurare che Harry Holt fosse ritenuto responsabile  delle sue azioni. Senza il loro supporto questo risultato non sarebbe stato possibile. Spero anche che questo caso invii un segnale chiaro ad altri abusatori, ossia che questo tipo di comportamento non sarà tollerato e che nostri funzionari appositamente addestrati lavoreranno per scoprire i vostri crimini e consegnarvi alla giustizia>>. 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE http://www.lancashiretelegraph.co.uk/news/14271622.display/

CANADA. Padre e figlio testimoni di Geova accusati di crimini sessuali

15 Gennaio 2016

DENUNCE DI ABUSI SESSUALI A TERRANOVA (CANADA) GETTANO UN’OMBRA OSCURA SUI TESTIMONI DI GEOVA

Ex anziano geovista e il figlio affrontano accuse di reati sessuali: la polizia conferma lo stesso denunziante in entrambi i casi.

 

Sebbene i dettagli delle accuse siano protetti da un divieto di pubblicazione imposto dal Tribunale, sono emerse denunce di abusi che coinvolgono due membri del movimento religioso dei Testimoni di Geova a Terranova (Newfoundland).

La CBC News è venuta a sapere che ad affrontare le accuse sono un ex anziano volontario della chiesa e suo figlio.

L’ex anziano è accusato  di violenza e sfruttamento sessuale in relazione a denunce risalenti al 2009-2012, a Terranova centro.

In base ai documenti del tribunale un secondo uomo è accusato di stupro, con informazioni che si riferiscono a un periodo compreso tra maggio 2011 e dicembre 2013,  in una comunità nella penisola di Avalon.

La CBC News ha confermato che i due sono padre e figlio. Inoltre, giovedì, la Regia polizia canadese a cavallo (Royal Canadian Mounted Police -RCMP-),  ha dato conferma che entrambi i casi coinvolgono il medesimo denunziante.

L’accusa di sfruttamento sessuale riguarda chiunque in una posizione di fiducia o autorità commetta un reato contro una persona giovane.

Il caso che coinvolge l’imputato più anziano , era approdato mercoledì di fronte ad un tribunale provinciale ma è stato rinviato al mese successivo, in  cui si attende la decisione sulla  data del processo.

L’imputato più giovane dovrà invece comparire verso fine mese.

Il padre della presunta vittima ha dichiarato a CBC News che è stato un periodo duro per la sua famiglia.  Ha riferito di essere ancora associato ai Testimoni di Geova e si è espresso in modo indulgente.

<<Le cose accadono. Siamo tutti esseri umani.  Di qualunque religione tu sia, le cose possono accadere>>.

CBC News ha parlato brevemente anche con l’ex anziano. Questi ha rifiutato di commentare ma ha dichiarato di essere ancora impegnato nella chiesa geovista. L’uomo non è comparso in tribunale mercoledì, ma ci si attende si dichiari innocente.

Un portavoce della Regia polizia canadese a cavallo, ha spiegato di non poter rilasciare commenti su nessuno dei due casi a causa dell’ordine del tribunale. Tuttavia ha sottolineato che gli ufficiali considerano molto seriamente le accuse.

Un membro della congregazione legato a entrambi gli accusati ha affermato che è stato un momento molto difficile ma ha rifiutato di commentare.

I Testimoni di Geova sono un movimento religioso con sede negli Stati Uniti che conta otto milioni di seguaci nel mondo, compresi circa 1200 membri a Terranova e Labrador (CANADA), con chiese note come Sale del Regno, presenti nelle comunità di tutta la provincia. Sono cristiani ma talvolta sono stati descritti come una setta insulare. L’essenza del loro movimento è servire Dio come “testimoni” .

I seguaci sono ben conosciuti per l’evangelizzazione porta a porta e per le pubblicazione gratuite “Svegliatevi!” e “La Torre di Guardia”. Seguono inoltre regole severe che proibiscono , fra l’altro, il sesso fuori dal matrimonio, l’omosessualità, il fumo e le droghe.

Il movimento ha fatto notizia anche per il rifiuto ad autorizzare le trasfusioni di sangue anche quando una vita è a rischio e per il rifiuto di celebrare eventi come il Natale, la Pasqua e i compleanni.

In Canada il movimento ha sede a Georgetown, Ont., fuori Toronto.

CBN News ha parlato con Simon Picard dell’ufficio informazione pubbliche dei Testimoni di Geova. Alla domanda postagli in merito alle accuse, ha fatto riferimento anche all’indagine in corso, ma ha condannato fermamente ogni abuso contro i giovani.

<<Quello che pensiamo dell’abuso su minori è estremamente chiaro da anni. Aborriamo qualunque genere di immoralità…non proteggiamo nessuno di questi individui e consentiamo alle autorità di svolgere il loro lavoro>> ha dichiarato Picard.

Ha confermato che l’imputato più vecchio non ricopre più il ruolo di anziano nella chiesa e che la chiesa sta cooperando nell’indagine. Ha inoltre sottolineato che i Testimoni di Geova hanno provvedimenti in vigore per proteggere i membri della chiesa.

<<Le nostre pubblicazioni offrono ai nostri genitori tutti i tipi di strumenti sulle modalità per insegnare e formare i propri figli a essere protetti da questo genere di cose>>, ha precisato aggiungendo che anche il sito web dell’organizzazione fornisce consigli.

 

FONTE: CBCNEWS

http://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/abuse-allegations-jehovahs-witness-1.3401468

 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

 

10 anni fa la misteriosa scomparsa di Emo Piccioni. La battaglia del figlio Marco, tra pressioni e mancata collaborazione

31 ottobre 2015

Mi chiamo Marco Piccioni e sono il figlio di Emo, testimone di Geova sequestrato il 31/10/2005 e mai più ritrovato. Sono oltraggiato nel leggere come i miei ex confratelli modifichino apertamente la verità. Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto molte pressioni affinchè le indagini circa il sequestro di mio padre non coinvolgessero i testimoni anche se ogni evidenza dimostrava con chiarezza come il sequestro fosse avvenuto proprio con l’intento di colpire i testimoni di Geova. Anziani, il rappresentante stampa locale e la stessa sede centrale hanno più volte insistito affinché noi, nel parlare con la stampa, evitassimo qualsiasi riferimento ai testimoni. Anzi per loro l’ideale era che evitassimo del tutto i giornalisti. Questo ha portato ad un ritardo nelle indagini con conseguanze davvero deleterie. Per qualsiasi informazione sul caso Emo Piccioni vi invito a consultare il sito di Chi l’ha visto.

(da un commento del figlio di Emo Piccioni  all’articolo «Adesso basta, siamo stufi di obbedire alla nostra religione» de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 2 giugno 2010)

A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI EMO

A 10 anni dalla scomparsa di Emo Piccioni, la sua scheda compare ancora sul sito di CHI L’HA VISTO?, ma nulla è concretamente emerso dalle indagini investigative, nonostante l’incessante battaglia della sua famiglia per la ricerca della verità. Una battaglia, come ha ripetutamente ricordato il figlio Marco, costellata anche di mancata collaborazione, di pressioni, di “obblighi al silenzio”  che finirono, di fatto, col ritardare le indagini. L’inchiesta venne ufficialmente archiviata nel febbraio 2008. Ripercorriamo la storia di questo uomo attraverso alcuni articoli di stampa, un servizio della trasmissione televisiva CHI L’HA VISTO? e le parole del figlio Marco

LA STAMPA 2 settembre 2006

“L’ipotesi è inquietante: un artigiano Testimone di Geova, scomparso da un anno, potrebbe stato «punito» per vendetta da un ex confratello, espulso dalla Congregazione. A questa ipotesi, rigettata con decisione dai Testimoni di Geova, si aggrappa Marco, il figlio di Emo Piccioni, 55 anni. Abita a Fontaneto d’Agogna, trenta chilometri dal capoluogo, vicino a Borgomanero dove il 31 ottobre 2005 il padre Emo sta tenendo una conferenza nella Sala del Regno: squilla il telefono ed esce trafelato. Da quel momento se ne perdono le tracce. Giorni dopo viene trovata la sua auto, chiusa a chiave sulla piazza di Prato Sesia. Poi più nulla, soltanto la disperazione della moglie Enza Gentina che con il figlio batte tutte le piste, tappezza i muri e le cabine telefoniche di volantini. […] emergono testimonianze che aggrovigliano il mistero. Piccioni ha risposto al telefono a qualcuno che lo invitava ad andare a Prato Sesia per recuperare documenti persi. Si scoprirà poi che telefonate di questo tenore sarebbero arrivate ad altri confratelli della zona e della Bassa Valsesia, con richieste d’incontri e appuntamenti andati a vuoto. E tutti sono tornati a casa. Non Emo Piccioni. […] Un confratello carismatico che partecipava al Consiglio degli anziani, quello che eroga le pene inappellabili che portano alle espulsioni. Si fa strada anche l’ipotesi di una setta satanica che avrebbe preso di mira i Testimoni di Geova. Ma un anno dopo il figlio avvalora l’altra possibilità. «Forse c’è qualcuno nella zona – dice – che pensa di aver subito qualche torto. La traccia da seguire è quella religiosa. Dietro la scomparsa non c’è alcuna decisione di cambiare vita nè un suicidio, non era depresso». Una tesi, quella di Marco Piccioni, rilanciata da Adriano Fontani, toscano, fondatore dell’associazione dei fuoriusciti dai Testimoni di Geova: «La congregazione è molto rigorosa e in alcuni casi si arriva all’espulsione di chi si comporta in maniera non conforme. L’allontanamento può avere conseguenze molto serie, soprattutto di natura psicologica e chi ha subito la punizione può covare risentimento e odio». Secondo Fontani non è detto che l’obiettivo fosse Piccioni: «Potrebbe essere qualcuno che voleva vendicarsi comunque dei Testimoni per quello che a suo giudizio era un torto subito. Piccioni ha risposto alla telefonata e a lui è toccato di andare al tragico appuntamento». Alberto Bertone di Moncalieri (Torino), Testimone che si occupa di pubbliche relazioni nel gruppo torinese, respinge questa tesi. «L’espulsione dalla Congregazione – osserva – è una norma che apparteneva al cristianesimo primitivo e che l’associazione di Geova ha fatto propria. Spetta a un gruppo di anziani decidere. In trent’anni ho registrato 2 casi. I peccati gravi sono l’adulterio, tutti i reati di tipo sessuale, il furto. Non esiste un Tar, la nostra è una giustizia interna».

IL FIGLIO DI EMO PICCIONI, LO SCOMPARSO: VOLEVANO CHE DISTRUGGESSI LE INFORMAZIONI SU MIO PADRE

«Mi hanno espulso dai Testimoni di Geova»
 Marco Piccioni, figlio di Emo, il Testimone di Geova scomparso il 31 ottobre 2005 e di cui non è stata più trovata traccia, è stato espulso dall’associazione religiosa dopo il suo rifiuto di distruggere le informazioni ricevute via Internet e che farebbero riferimento a una possibile pista religiosa nella scomparsa del padre. «Sono sconcertato – dice Marco Piccioni – perché ho fatto parte per 21 anni dei Testimoni di Geova ed in questo periodo mi sono sempre impegnato in modo attivo per loro, ma da quando ho iniziato a chiedere che rivelassero delle informazioni che potevano in qualche modo aiutare nelle indagini sulla scomparsa di mio padre, non solo non ho più ricevuto collaborazione, ma mi è stato chiesto esplicitamente di non parlare più dei Testimoni di Geova in questa vicenda».

Marco Piccioni è stato convocato dal «Comitato di giustizia», che ha ribadito la richiesta: «Mi hanno chiesto anche di cancellare tutte le e-mail passate e future che riguardassero in qualche modo mio padre: ovviamente ho risposto di no. Così ieri ho ricevuto la raccomandata che mi annuncia che non faccio più parte dei Testimoni di Geova. Sono davvero sconcertato da questo comportamento, soprattutto perché sono dell’avviso che la collaborazione dei Testimoni di Geova sarebbe preziosa per trovare qualche utile pista. Resto sempre dell’idea che qualcuno abbia voluto vendicarsi di un membro dell’associazione per qualche decisione che non è stata accettata e che ha causato questa reazione, ma non capisco davvero questo comportamento: chiedere la collaborazione è forse una colpa? Voglio invece che si vada proprio a fondo per capire chi possa avere avuto motivi di rancore o di altro e questo aiuto potevamo averlo proprio dai Testimoni di Geova. Invece è arrivato il provvedimento di espulsione, una decisione sconcertante, che mi dà molto da riflettere».

A seguito di questo articolo alcuni commentatori intervennero per esprimere solidarietà a Marco e alla sua famiglia, ma altri dubitarono delle sue asserzioni e si scagliarono contro lui e contro gli ex membri dell’organizzazione geovista.
I lettori interessati possono consultare i testi al seguente link
http://quotidianocattolico.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7548763
Concludiamo con la risposta di Marco a quei commenti e lanciando un sentito appello a chiunque avesse informazioni sulla scomparsa di Emo Piccioni, a segnalarle alle autorità o a contattare, anche in forma anonima. la redazione di Chi L’ha Visto?
Marco Piccioni .. vorrei aggiungere qualche cosa. 
E mi spiace poterlo solo scrivere. Le lettere sono fredde, non lasciano trasparire i sentimenti. Fa male davvero leggere accuse del genere. Fa male perché non puoi spiegare a sconosciuti le notti insonni, il pianto di una madre, il dolore di una figlia.
Il senso di tradimento che ti colpisce quando coloro che rivestono il ruolo di pastori spirituali ti tradiscono.
Quando chiedi loro un gesto di solidarietà che permetta l’esclusione di una pista determinante e ti senti sbattere la porta in faccia.
Per paura? per ignoranza? non penso per cattiveria.
Ma per un insano senso di lealtà agli uomini.
Perché far sapere se ci sono stati casi gravi di disassociazioni nella zona può recare biasimo….a chi? a Dio?
Dio se la cava da solo! E’ agli uomini che si sacrifica un individuo, si, un galantuomo.  Caro Libero1978, che dirti? Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco. Provo un filo di pietà. Sei un uomo d’onore? Non scusarti con me allora. Scusati con mia madre, che ieri , oggi e domani è al mio fianco.”
A Marco e a tutta la sua famiglia, i volontari dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia esprimono sentita vicinanza e solidarietà
PER CONTATTARE CHI L’HA VISTO?
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-364b29e5-5572-4c36-82e9-fcad1f52443f.html
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/index.html

ARGENTINA. Ex ministro di culto dei Testimoni di Geova sequestrò, stuprò e ridusse in schiavitù una minore che aveva introdotto nell’organizzazione. Chiesti 45 anni di carcere

29 Settembre 2015

CHIESTI 45 ANNI DI CARCERE PER JORGE ANTONIO TORRES

Una procuratrice, questo venerdì, ha chiesto una condanna a 45 anni di reclusione per un ex anziano e leader di una congregazione locale dei Testimoni di Geova, accusato di molteplici e gravi crimini commessi in danno di una giovane, secondo quanto riportato dal quotidiano El Tiempo de Azul. La presunta vittima aveva sporto denuncia contro l’imputato a Tapalquè (Argentina) nel luglio 2013. Dopo averla reclutata nell’organizzazione religiosa, l’uomo avrebbe ripetutamente abusato di lei oltre a sequestrarla e a ridurla in stato di schiavitù. La dottoressa  Laura Margaretic, rappresentante del Pubblico Ministero nel processo che si sta celebrando a porte chiuse presso il Tribunal Oral en lo Criminal 2, in una località vicina a Tapalquè, ha chiesto una pena esemplare per l’imputato, identificato come Jorge Antonio Torres. Nell’arringa presentata, Torres viene ritenuto responsabile dei seguenti delitti “Stupro aggravato per essere stato commesso da  un ministro di qualche culto riconosciuto o meno, sequestro aggravato e ritenzione coattiva contro una minore di età  inferiore ai 18 anni, con sfruttamento della preesistente situazione di convivenza, riduzione in schiavitù, abuso sessuale con violenza carnale aggravata per essere commesso contro una minore di 18 anni, con la partecipazione di due o più persone e per il danno causato alla salute della vittima -delitto continuato-, corruzione aggravata realizzata con minacce e violenza da soggetti in concorso“.

Per questi motivi la procuratrice ha sollecitato i giudici Gustavo Abudarham, Alejandra Raverta e Carlos Pagliere, a emettere una sentenza di condanna alla pena richiesta, stimando non solo la gravità dei crimini attribuiti all’imputato ma anche le circostanze in cui si sono verificati.

L’avvocato di Torres, Mario Argeri, ha invece chiesto per il suo assistito l’assoluzione ritenendo non sia stata fornita prova materiale dei reati contestatigli e mettendo in dubbio la stessa testimonianza della vittima.

La giovane, oggi 20enne, ha affermato che gli abusi avevano avuto inizio quando aveva 14 anni ed entrambi erano membri dell’organizzazione dei Testimoni di Geova in cui l’uomo l’aveva introdotta. Sempre secondo la sua testimonianza, dal 2011 al 2013 era stata tenuta prigioniera fino al momento in cui aveva realizzato la fuga. Nel corso di quel periodo era stata abusata in diverse occasioni oltre a essere sottoposta ad aggressioni e punizioni. Nel corso del procedimento, il pubblico ministero, in merito alla condotta dell’imputato, aveva posto in luce che costui” aveva approfittato dell’immaturità sessuale della vittima, in ragione della sua maggiore età e della preesistente relazione di preminenza dovuta al ruolo ricoperto in qualità di anziano di congregazione, -ministro di culto-, ovvero di leader della congregazione locale di cui anche la giovane faceva parte”.

I Testimoni di Geova nel settembre 2013, secondo quanto riportato da diversi organi d’informazione, avevano diramato un comunicato stampa, sostenendo che se un loro membro  è accusato di abuso sessuale, i sovrintendenti della congregazione attivano un’indagine interna e laddove vi sia prova del fatto, l’accusato viene espulso dandone pubblico annuncio e assumendo misure volte alla protezione degli affiliati. Nella nota in cui avevano puntualizzato che Torres non era più membro attivo della congregazione da quattro anni, come sostenuto dallo stesso Torres, e che per i Testimoni di Geova gli abusi sessuali sono considerati atti ripugnanti, avevano anche dichiarato che l’organizzazione incoraggia le vittime a non rimanere in silenzio denunciando eventuali fatti di pedofilia e fatto riferimento a varie pubblicazioni attraverso cui i Testimoni di Geova educano i propri membri e in generale tutte le persone, circa l’importanza di proteggere adulti e bambini dagli abusi sessuali.

Curiosamente il comunicato, non specificava se il sig. Torres fosse stato disassociato dalla congregazione né gli eventuali motivi che avevano condotto alla sua espulsione, o se fosse solo un fratello inattivo e pertanto, nel 2013, ancora un testimone di Geova.

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE DELLA NOTIZIA: EL ECO

http://eleco.com.ar/policiales/piden-45-anos-de-prision-por-abusar-y-mantener-cautiva-a-una-joven/

ALTRE FONTI CONSULTATE SULLA VICENDA SONO VISIONALIBI AL LINK DI SEGUITO:

http://eleco.com.ar/policiales/comenzo-el-juicio-contra-el-acusado-de-secuestrar-y-abusar-de-una-menor/

http://laplataya.com/wp/?p=28444

https://favisonlus.wordpress.com/tag/jorge-antonio-torres/

 

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

La libertà è necessaria al bambino perché solo nella libertà può crescere naturalmente, nel modo giusto. ALEXANDER NEILL