Archivi tag: australia

Abusi sessuali su minori nei Testimoni di Geova. Il secondo servizio shock de LE IENE

Marzo 2016

Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare

Giuseppe (Peppino) Diana

Il Profeta indica come prioritaria la via delle giustizia

Grida a squarciagola, non aver riguardo;
come una tromba alza la voce;
dichiara al mio popolo i suoi delitti

(Geremia 22,3 – Isaia 58)

Le Iene e gli abusi su minori mai denunciati dai Testimoni di Geova

 

Iene Testimoni di Geova

Un servizio de Le Iene accende di nuovo i riflettori sui casi di abusi sessuali su minori non denunciati dalla comunità dei Testimoni di Geova. Le vittime: «Gli anziani della congregazione dicono di non raccontare nulla in giro»

Le Iene accendono di nuovo i riflettori su casi di abusi sessuali su minori non denunciati dalla comunità deiTestimoni di Geova. Nel corso della puntata di ieri del programma di Italia1 è stato mandato in onda un servizio firmato da Luigi Pelazza con la testimonianza di diverse vittime di violenze da parte di adulti che, in virtù di precetti religiosi, non sono stati mai denunciati all’autorità giudiziaria e che nella maggior parte dei casi sono rimasti impuniti anche all’interno della congregazione.

Iene Testimoni di Geova

IENE TESTIMONI DI GEOVA, DUE TESTIMONI PER PUNIRE UN ABUSO SESSUALE

La comunità dei Testimon di Geova – spiega il servizio de Le Iene – non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone. Senza considerare che viene vietata la possibilità di denunciare il fatto all’Autorità giudiziaria. Ogni decisione e sanzione (nella peggiore delle ipotesi la disassociazione) spetta ad una sorta di tribunale interno. La regola (che deriva dalla Bibbia, dal Libro del Deuteronomio, capitolo 19) è scritta in una circolare interna della congregazione: in casi di abusi sessuali su minori gli anziani (i membri più autorevoli della comunità) «non sono autorizzati dalle Scritture a intraprendere alcuna azione […] fino a che non ci sarà una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili».

«Comunque uno se abusa su minore, non penso che lo fa alla vista di due persone», è il commento di uno degli associati ai Testimoni di Geova che ha deciso di parlare alle Iene in forma anonima per svelare i criteri interni di decisione. «Non penso – aggiunge il ragazzo – che gli anziani abbiano capacità o qualifiche professionali per poter valutare dei casi di questo tipo. Non è normale comportarsi così». Il rischio è che diversi casi di abusi compiuti da Testimoni di Geova non siano stati mai denunciati nonostante prove o sospetti. In Australia è stato scoperto che gli associati avrebbero distrutto prove di mille abusi sessuali compiuti su minori. Qualcosa di ugualmente grave potrebbe essere successo anche in Italia.

IENE TESTIMONI DI GEOVA, NESSUNA DENUNCIA ALLE AUTORITÀ PER ABUSO SESSUALE

«Una sera – è una delle testimonianze raccolte e pubblicate da Le iene – mi mandarono a dormire a casa di alcune persone di quella congregazione che noi frequentavamo. Avevo nove anni. Mi hanno mandato al piano di sopra per andare a letto. Quando sono entrata in camera è entrato un anziano. Cominciò a farmi una specie di predica. Dopodichè, mi attiro a sè prendendomi prima il braccio e poi la testa. Mi costrinse a fare quello che un bambino non dovrebbe neanche immaginare, il sesso orale». E dopo la confessione alla mamma di quanto accaduto? «Mi diede della bugiarda», racconta la vittima. «Lei voleva che lo denunciassi, ma non all’Autorità, perché loro non fanno così. Voleva che io trattassi la questione con gli anziani. Loro avrebbero parlato con lui. Ma se vanno a chiedere a lui, lui mica ammette?». Per loro – dice ancora la donna parlando della congregazione e di come regisce agli abusi – la punizione di un pedofilo vuol dire, portarlo, quelle volte che succede, davanti al tribunale interno. Ma sono normali due testimoni in un abuso su minore?». E se lo condannano? «Al massimo lo disassociano».

Iene Testimoni di Geova

(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

«Ho scoperto che c’erano anche altri miei familiari che avevano avuto la mia stessa sorte», è invece il racconto di una donna denuncia abusi sessuali e violenze del padre all’età di 13 anni. «Siamo andati a parlare dagli anziani. L’unica cosa che mi è stata detta: ‘Tuo padre non è pedofilo’. E che comunque questa storia non dovevo raccontarla in giro, perché era una vergogna per gli altri miei familiari». E anche dopo la confessione del padre davanti agli anziani sarebbe cambiato poco: «È stato fatto un Comitato Giudiziario ed è stato disassociato. Poi è stato riassociato dopo due anni». Nessuno avrebbe mai chiesto, davanti alle storie di violenze e abusi, di presentare una denuncia. «Hanno le mani macchiate del sangue di innocenti. Tutti quelli che vengono a conoscenza non fanno niente, sono complici».

Iene Testimoni di Geova
(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

E la risposta della congregazione? «Noi ripudiamo gli abusi. Si documenti bene e si accorgerà che è nel totale errore», si limita a dire telefonicamente un addetto stampa rispondendo a Luigi Pelazza. Che infine si chiede: «E se a fare le stesse domande fosse un magistrato?»

(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

 

FONTE: Giornalettismo

http://www.giornalettismo.com/archives/2042252/iene-testimoni-di-geova-abusi-su-minori/

 

GUARDA L’INTERO SERVIZIO DE LE IENE QUI:

1 parte

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/pelazza-quando-una-religione-ti-toglie-la-liberta_590272.html

2 parte

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2016/03/01/pelazza-testimoni-di-geova-e-abusi-sessuali_10053.shtml

 

I TESTIMONI DI GEOVA E GLI ABUSI SESSUALI A LE IENE

Le Iene tornano sulla vicenda degli abusi sessuali in alcune Congregazioni dei Testimoni di Geova ma Luigi Pelazza non riesce a trovare l’indirizzo del magistrato competente

di GIOVANNI DROGO mercoledì 02 marzo 2016 10:17

Ieri Luigi Pelazza a le Iene è tornato ad indagare sui casi di presunti abusi sessuali tra i Testimoni di Geova. Della vicenda le Iene se ne erano occupate qualche settimana fa, facendo eco alla notizia della scoperta di un migliaio di casi analoghi avvenuti in Australia. Un servizio con poche novità sul modo di condurre gli affari interni dei TdG ma che ha presentato diverse testimonianze del clima di violenza nel quale alcuni aderenti alla setta sono stati cresciuti. Una domanda, ma perché Pelazza invece di andare a chiedere all’Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova non è andato dal magistrato a presentare le prove dei reati dei quali è venuto a conoscenza?

Le violenze e gli abusi raccontati dalle vittime

Non sono in discussione le buffe credenze dei Testimoni di Geova, che sono proprie di ogni setta e religione, quanto l’ordinaria amministrazione della vita quotidiana da parte di alcuni aderenti. Certo, il fatto che qualsiasi cosa venga giustificata ricorrendo alla voce delle Scritture è parte integrante del sistema di credenze dei Testimoni di Geova ma questo non significa ipso facto che questa forma di culto religioso sia fondato sulla violenza e sugli abusi. Sono convinto che tra i Testimoni di Geova, così come tra i sacerdoti cattolici, ci siano molte persone buone ed oneste che però spesso per paura di essere estromesse dalla comunità (il termine preciso èdisassociati) non denunciano il comportamento di coloro che commettono i crimini più gravi. Tutti i testimoni ascoltati da Pelazza fanno o hanno fatto parte dei Testimoni di Geova e hanno chiesto di rimanere nell’anonimato. Quello che gli intervistati delle Iene raccontano a proposito delle violenze e della cultura di sottomissione ai dettami degli Anziani della congregazione – per quanto non forniscano prove – è verosimile ed in linea da quanto raccontato da Ignazio Tarantino nel suo libro Sto bene, è solo la fine del mondoe da altri fuoriusciti e disassociati. Noi che siamo fuori dei TdG conosciamo sostanzialmente due aspetti: le visite al citofono per “parlare della Bibbia” e il fatto che i TdG rifiutino le trasfusioni di sangue (fortunatamente non possono però imporre questa scelta ai minori). Ma è naturalmente l’aspetto nascosto della vita della comunità a destare più curiosità e suscitare maggiore indignazione. Ad un certo punto Pelazza tira fuori il testimone con la maschera di Guy Fawkes che ci spiega che secondo una circolare interna per poter denunciare un abuso la regola derivata dalle Sacre Scritture stabilisce che ci debbano essere almeno due testimoni di quell’abuso. Anche questa non è proprio una novità visto che era uno dei dati emersi dall’inchiesta australiana.

testimoni di geova abusi sessuali minori - 1

Perché i Testimoni di Geova non denunciano i reati?

Va da sé che in questo modo gli abusi non potrebbero mai essere denunciati di fronte alle autorità religiose della setta, ovvero il Corpo Direttivo. E se vi chiedete come mai questi abusi non vengano invece denunciati all’autorità giudiziaria dello Stato italiano oltre all’esistenza di un’indicazione che sconsiglia di rivolgersi alle autorità secolari per appianare i conflitti interni una possibile spiegazione sta nel fatto che i TdG vengono cresciuti all’interno di una rete di relazioni che comprende esclusivamente altri TdG ed è quindi difficile rivolgersi a qualcuno di esterno. Inoltre la disassociazione dalla setta – per i “peccati” più vari – comporta per chi ne fuoriesce la perdita di tutte le relazioni sociali e familiari. Il disassociato rischia di trovarsi – di colpo – nella solitudine più assoluta. Pelazza intervista anche un’altra vittima che racconta dell’abuso sessuale subito a nove anni da uno degli Anziani della sua Congregazione. Stando quindi alle vittime il problema esiste, non sappiamo però quanto sia diffuso ed è in ogni caso difficile sostenere che si tratti di una pratica comune, ma per i TdG può essere affrontato solo in seno alla Congregazione senza dove ricorrere alle autorità italiane. Questo non significa che la posizione ufficiale della setta sia a favore degli abusi, anzi un non meglio identificato addetto stampa sostiene che i TdG ripudiano gli abusi, almeno a parole. Per vedere se a queste parole seguiranno anche i fatti e delle prese di posizione chiare e nette probabilmente toccherà aspettare ancora del tempo.

 

FONTE: NEXT Quotidiano

http://www.nextquotidiano.it/cosa-significa-crescere-tra-i-testimoni-di-geova/

 

Le Iene: riflettori puntati sugli abusi minorili mai denunciati dei Testimoni di Geova

Le Iene accendono i riflettori sui Testimoni di Geova e sui nuovi casi di abusi sessuali su minori non denunciati dalla comunità. Durante l’ultima puntata la trasmissione di Italia Uno Luigi Pelazza ha intervistato alcune delle vittime che da piccoli hanno subito violenza all’interno della congregazione, violenze mai denunciate in virtù di precetti religiosi.  “La comunità dei Testimoni di Geova – spiega il servizio de Le Iene – non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone”. E’ inoltre proibito denunciare i propri consociati all’Autorità giudiziaria. Le sanzioni devono essere decise da un tribunale interno secondo una regola ispirata al Libro del Deuteronomio. “In casi di abusi sessuali su minori gli anziani (i membri più autorevoli della comunità) non sono autorizzati dalle Scritture a intraprendere alcuna azione fino a che non ci sarà una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili”. “Comunque uno se abusa su minore, non penso che lo fa alla vista di due persone – dice uno dei Testimoni di Geova – Non penso che gli anziani abbiano capacità o qualifiche professionali per poter valutare dei casi di questo tipo. Non è normale comportarsi così”. “Una sera – racconta a Le Iene una vittima – mi mandarono a dormire a casa di alcune persone di quella congregazione che noi frequentavamo. Avevo nove anni. Mi hanno mandato al piano di sopra per andare a letto. Quando sono entrata in camera è entrato un anziano. Cominciò a farmi una specie di predica. Dopodichè, mi attiro a sè prendendomi prima il braccio e poi la testa. Mi costrinse a fare quello che un bambino non dovrebbe neanche immaginare, il sesso orale”. La mamma quando ha saputo tutto voleva che la vittima trattasse con gli anziani senza denunciare l’accaduto all’Autorità Giudiziaria.  Una donna ha denunciato abusi sessuali e violenze del padre all’età di 13 anni. “Siamo andati a parlare dagli anziani. L’unica cosa che mi è stata detta: ‘Tuo padre non è pedofilo’. E che comunque questa storia non dovevo raccontarla in giro, perché era una vergogna per gli altri miei familiari”. Il padre però poi ha confessato ed è stato soltanto dissociato per due anni. “Hanno le mani macchiate del sangue di innocenti. Tutti quelli che vengono a conoscenza non fanno niente, sono complici”. La congregazione, ha ripudiato gli abusi: “Si documenti bene e si accorgerà che è nel totale errore”.

 

FONTE: METROPOLIS

http://www.metropolisweb.it/mobile/news/le-iene-riflettori-puntati-sugli-abusi-minorili-mai-denunciati-dei-testimoni-di-geova/1931.html

 

ABUSI SESSUALI SU MINORI TRA I TESTIMONI DI GEOVA,
A ‘LE IENE’: “NESSUNO DENUNCIA, È VIETATO…”

Nuovi casi di abusi sessuali su minori, questa volta la denuncia arriva dalla comunità dei Testimoni di Geova e a parlarne ci ha pensato l’inviato de Le Iene Luigi Pelazza. Durante l’ultima puntata la trasmissione di Italia Uno ha intervistato alcune delle vittime che da piccoli hanno subito violenza all’interno della congregazione. PRECETTI RELIGIOSI Tutto è sempre stato taciuto e gli adulti hanno sempre giustificato il loro comportamento citando precetti religiosi. “La comunità dei Testimoni di Geova – spiega il servizio de Le Iene – non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone”…

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO QUI

http://www.leggo.it/news/italia/abusi_sessuali_su_minori_testimoni_di_geova_le_iene_nessuno_denuncia_vietato-1586537.html

ABUSI SESSUALI SU MINORI TRA I TESTIMONI DI GEOVA

Ci ha pensato l’inviato de ‘Le Iene’ Luigi Pelazza a parlare di quello che a nessuno sembra importare: i casi di abusi sui minori tra i Testimoni di Geova. La trasmissione di ‘Italia 1’ ha intervistato le vittime

Se non si arriva addirittura a negare l’abuso, l’unica via rimane poterne parlare solo agli anziani e dover sottostare alle loro decisioni, che il più delle volte negano i fatti avvenuti, facendo anche passare il povero ragazzo per l’essere un bugiardo. Le povere vittime devono poter dimostrare l’avvenuta violenza solo se due testimoni confermano il fatto e questo risulta davvero ridicolo dal momento che un simile abuso non viene certo perpetrato alla presenza di testimoni, soltanto nel caso che anche questi siano comlici della violenza.

Le comunità dei Testimoni di Geova sono cellule chiuse all’esterno, nelle quali i rapporti interpersonali sono soggetti a regole severissime, gli anziani stabiliscono chi deve sposare chi e anche quali frequentazioni sono lecite tra i membri. Inoltre, l’omertà è la regola sovrana e questo consente che possano accadere episodi come quelli portati alla ribalta televisiva dal reporter Luigi Pelazza.

Ovviamente, la comunità smentisce qualsiasi addebito e si trincera dietro il più assoluto riserbo.

 

FONTE: Fidelity House

http://news.fidelityhouse.eu/cronaca/abusi-sessuali-sui-minori-tra-i-testimoni-di-geova-193764.html

 

Le Iene raccontano gli abusi sui minori tra i Testimoni di Geova

iene

Rivelazioni inquietanti quelle raccolte dalla trasmissione di Italia 1‘Le Iene’ nell’ultima puntata andata in onda.

All’interno, un servizioriguardante i Testimoni di Geova con alcune testimonianze choc riguardanti il movimento religioso e racconti di abusi sessuali subiti da alcune vittime quando erano ancora bambini.

Il regolamento interno del movimento, come dice l’inviato Luigi Pelazza, è molto particolare per quanto riguarda questi casi: “La comunità dei Testimoni di Geova non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone. In casi di abusi sessuali su minori gli anziani (i membri più autorevoli della comunità) non sono autorizzati dalle Scritture a intraprendere alcuna azione fino a che non ci sarà una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili”.

Agghiaccianti le storie raccontate dalle vittime: “Una sera mi mandarono a dormire a casa di alcune persone di quella congregazione che noi frequentavamo. Avevo nove anni. Mi hanno mandato al piano di sopra per andare a letto. Quando sono entrata in camera è entrato un anziano. Cominciò a farmi una specie di predica. Dopodiché, mi attiro a sé prendendomi prima il braccio e poi la testa. Mi costrinse a fare quello che un bambino non dovrebbe neanche immaginare, il sesso orale”.

FONTE: Articolo Tre

http://www.articolotre.com/2016/03/le-iene-raccontano-gli-abusi-sui-minori-tra-i-testimoni-di-geova/?fdx_switcher=true

 

Lorita Tinelli in onda con “Le iene”, continua il servizio di Pelazza sui Testimoni di Geova

Ricordate il servizio de “Le Iene” andato in onda lo scorso 26 gennaio? In quell’occasione il giornalista del noto programma di Canale 5 della rete Mediaset Luigi Pelazza, in un servizio intitolato “Quando una religione ti toglie la libertà”, si interrogava con dati e prove alla mano su comportamenti e plagi che subirebbero alcuni Testimoni di Geova. La dottoressa Lorita Tinelli, in qualità di membro del Centro Studi Abusi Psicologi, rispondeva ad alcune dinamiche sollevate dal giornalista (leggi qui). A distanza di un mese la stessa questione è stata risollevata ed ancora una volta la dott.ssa Tinelli è riapparsa in tv.

Testimoni di Geova e abusi sessuali. Questo il titolo del nuovo servizio di Pelazza andato in onda lo scorso martedì 1 marzo 2016. Raccogliendo ulteriori testimonianze ed andando ancora più a fondo nella questione sugli abusi sessuali dei minori e relativi comportamenti degli “Anziani” della congregazione, Pelazza ha sollevato questa volta il fenomeno del “disassociazionismo” e delle mancate segnalazioni da parte della Congregazione Cristiana dei testimoni di Geova alle addette attività giudiziarie. Il giornalista, rivolgendosi direttamente alla congregazione, pare non abbia ancora una volta ricevuto risposte concrete sulle decisioni. L’interrogativo esposto sarebbe rimasto ancora una volta: “come possono genitori ed anziani della congregazione non proteggere i propri figli e consentire che gli abusatori continuino a vivere senza alcuna colpa?”.

A tutto questo la dottoressa Lorita Tinelli, attualmente anche assessore del Comune di Noci, ha continuato a rispondere e a dare in proprio contributo da professionista, qual è, nell’ambito degli abusi psicologici. Pubblichiamo di seguito i link di entrambe le puntate andate in onda il 26 gennaio ed il 1° marzo durante il programma “Le Iene”.

1° PUNTATA –   2° PUNTATA 

 

FONTE: NOCI 24

http://www.noci24.it/cronaca/notizie-da-noci/12990-lorita-tinelli-a-le-iene-continua-il-servizio-di-pelazza-sui-testimoni-di-geova3

Lo strano caso dei Testimoni di Geova

di Antonino La Mattina

Nella puntata di martedì scorso de Le Iene, Luigi Pelazza si è occupato di presunti abusi sessuali all’interno della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

Qualche settimana fa, la Iena Luigi Pelazza si era occupato di presunti abusi sessuali, all’interno della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, che conta all’incirca 8 milioni di fedeli in tutto il mondo.

Dopo la messa in onda del servizio, la redazione de Le Iene è stata completamente sommersa da numerose segnalazioni di testimoni ed ex testimoni, che hanno raccontato a Luigi Pelazza la loro esperienza all’interno della Congregazione dei Testimoni di Geova.

Tutte le persone intervistate hanno chiesto l’anonimato, per non vedere le loro vite rovinate e distrutte a causa della “disassociazione”, il provvedimento disciplinare attuato dai Testimoni di Geova, che consente loro di espellere dalla Congregazione i “fratelli” che si comportano male e che trasgrediscono le loro norme.

Per comprendere al meglio la dinamica dei fatti, è bene tracciare un breve profilo sulla dottrina dei Testimoni.

La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (in origine, “Studenti Biblici”) nasce inPennsylvania, ad opera del suo fondatore Charles Taze Russel nel 1870. Il nome “Geova” è la resa italiana del Tetragramma biblico (YHWH), le 4 lettere che compongono il nome del Dio giudaico-cristiano, con l’aggiunta delle vocali di “Adonai”. I Testimoni si differenziano da tutti i cristiani delle altre Confessioni religiose, perchè affermano di professare il “vero” Cristianesimo, quello originario del I secolo d. C.; essi interpretano le Sacre Scritture, considerate la Parola di Dio scesa sulla Terra, in modo letterale: l’attività interpretativa della Bibbia è svolta dal Corpo Direttivo nella sede centrale dei Testimoni di Geova a Brooklyn. I Testimonirifiutano la dottrina della Trinità e dell’immortalità dell’anima, asserendo che queste credenze trovano radici nel paganesimo; in base alla loro interpretazione del Testo Sacro, non festeggiano i compleanni né il Natale, ma predicano la“separazione dal mondo”, intendendo che tutte le altre religioni diverse dalla loro insegnano false dottrine. Per questo motivo, i Testimoni hanno rapporti sociali solo con altri Testimoni: chi viene disassociato, cioè espulso dalla Congregazione, non può avere più alcun contatto con i Testimoni, inclusi parenti e amici.

Il “Corpo degli Anziani”, messi a capo di una “Sala del Regno”, attua la disassociazione in base al comportamento morale tenuto dal Testimone: in questo modo si viene a creare una pressione psicologica enorme! La disassociazione, infatti, è una delle controversie più discusse: essere disassociati significa essere abbandonati da tutti quelli che conosci.

Per paura dell’emarginazione sociale, molti Testimoni di Geova abusati dagli Anziani della Congregazione hanno taciuto tali abusi, come raccontato dalle video interviste delle Iene: lo stesso Corpo Direttivo degli Anziani, in caso di reati gravi come l’abuso sessuale, sconsiglia di informare la competente Autorità Giudiziaria, ma di avvertire soltanto la sede Centrale dei Testimoni.

Per vedere l’intero servizio di Luigi Pelazza clicca qui

 

FONTE: ZON

Lo strano caso dei Testimoni di Geova

 

AUSTRALIA. Nuova condanna di un predatore sessuale seriale, per molestie su un bambino. L’uomo era stato un devoto testimone di Geova e aveva precedentemente abusato della figlia e di altri membri della sua famiglia

10 Febbraio 2016

IL MOLESTATORE SESSUALE SERIALE CHE SPERA DI RITORNARE NELL’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA

Un molestatore sessuale seriale responsabile di atti osceni commessi per 4 decenni contro la figlia, la nipote e due figliastre, si è dichiarato colpevole di nove capi d’accusa per trattamenti indecenti su un bambino di età inferiore ai 12 anni.

L’uomo, che non può essere menzionato per proteggere l’identità delle vittime, il 9 febbraio davanti al Tribunale distrettuale di Bundaberg  ha confermato che tra il 1 gennaio 1988 e il 26 Novembre 1990, a Kingaroy e poi a Bundaberg, ha commesso reati sessuali contro le sue due figliastre, scolare delle elementari.

Il 75enne aveva scontato un periodo di 6 anni e mezzo di carcere nel New South Wales per reati simili ma più gravi contro la figlia  nel periodo 1972-1978 e contro la nipote tra 1997-2000, quando è stato estradato in Queensland nel mese di aprile 2015 per affrontare le nove imputazioni per atti osceni sul minore.

Il Procuratore della Corona David Finch ha dichiarato che i gravi reati sono stati una seria violazione della fiducia compresa una occasione in cui l’uomo è stato a letto tra le sue due figlie adottive.

Mr Finch ha precisato che l’accusato strofinò e toccò i genitali delle bambine, chiedendo: “Come ti fa sentire?” e “ti piace?”

In un’altra occasione una bambina, di circa sei anni, era a letto quando il suo patrigno aveva tirato giù il lenzuolo  toccandola nella parte esterna della sua biancheria intima.

Poi aveva afferrato la mano della bambina mettendola sui suoi genitali.

Mentre lasciava la stanza, le aveva detto “Questo è il nostro piccolo segreto.”

Mr Finch ha affermato che le caratteristiche aggravanti del caso sono state la giovane età delle ragazze e la seria violazione di fiducia, tuttavia ha riconosciuto che il giudice Fleur Kingham aveva dovuto considerare il complesso delle questioni perché i reati si sono verificati insieme agli episodi occorsi nel New South Wales, per i quali l’uomo è già stato condannato.

In difesa del suo cliente, l’avvocato James Godbolt ha sostenuto che costui  si era dichiarato colpevole risparmiando alle vittime di dover testimoniare.

Ha risparmiato a tutte le vittime il trauma della testimonianza. Non ha contestato alcuna accusa“, ha dichiarato

L’ avv. Godbolt ha precisato che il suo cliente era un devoto testimone di Geova che era stato “disassociato” dalla chiesa geovista nel senso che era “spiritualmente morto”, ma sperava di potersi ricongiungere alla chiesa.

Ha indicato che il suo cliente aveva passato cinque anni e tre settimane in carcere da quando era stato condannato nel New South Wales, inclusi 295 giorni di custodia cautelare in Queensland.

Il 75enne è stato condannato a due anni di carcere con sospensione di pena dopo aver scontato 325 giorni.

Sarà rilasciato fra 30 giorni.

 

Articolo in lingua originale a firma di 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

FONTE: http://www.pressreader.com/australia/newsmail/20160210/281479275459720/TextView

I Testimoni di Geova proteggono gli abusatori di bambini? Ecco la loro risposta

22 Dicembre 2014

…NEGANDO, NONOSTANTE L’EVIDENZA.

I leader dei Testimoni di Geova sostengono di non proteggere i molestatori sessuali.

 

Malgrado le prove secondo cui  l’organizzazione dei Testimoni di Geova in Australia non ha segnalato più di 1,000 accuse di abusi sessuali in danno di minori, i leader della religione sostengono di stare svolgendo un ottimo lavoro per proteggere i bambini.

La replica arriva da un documento di 141 pagine depositato dai Testimoni di Geova presso una commissione governativa australiana che investiga il dilagante abuso sessuale infantile all’interno della religione.

Il documento consente un inusuale sguardo nel ragionamento di un’organizzazione che è stata messa sotto tiro  in almeno tre continenti per aver protetto i pedofili dai procedimenti giudiziari.

E ‘del tutto evidente che i Testimoni di Geova, almeno negli ultimi 65 anni, hanno svolto un ruolo proattivo nell’accertare e documentare tali abusi e adottato misure contro gli abusatori accertati “, si legge nella presentazione

Negli ultimi anni, i leader dei Testimoni di Geova hanno lavorato per evitare di rispondere in merito alle proprie politiche allontanando i media, occultando documenti sotto citazione in giudizio e, in alcuni casi, rifiutando di testimoniare in tribunale.

Ora i Testimoni sono di nuovo passati all’attacco. Nella loro confutazione, dipingono gli avvocati nel settore come inesperti, i testimoni come inaffidabili, il sistema di giustizia penale come inefficace e la Commissione reale australiana responsabile di aver oltrepassato il suo mandato.

Affermano di non proteggere coloro che abusano, di non mettere in pericolo i bambini e di non infrangere la legge. In discussione sono le direttive politiche provenienti dal quartier generale mondiale della religione a New York. Tra le quali:

  • Gli anziani devono riferire ogni accusa di abusi sessuali su minori al quartier generale, ma non alle autorità secolari se non richiesto dalla legge.
  • Gli anziani non devono agire contro un soggetto accusato di essere un molestatore di bambini, senza una confessione o due testimoni del crimine.
  • Gli anziani non devono comunicare alla congregazione che si è verificato un abuso su minori, anche quando il molestatore è autorizzato a rimanere un membro.

Ecco un rapido sguardo ad alcune delle argomentazioni presenti nella risposta dei Testimoni.

  • La sicurezza dei minori  è la massima priorità dell’organizzazione: “La sicurezza della vittima e degli altri bambini nelle congregazioni dei testimoni di Geova è la prima preoccupazione degli anziani, della filiale Australia e del Corpo Direttivo”
  • I Testimoni di Geova rispettano le leggi secolari: “Fino a quando non vi è alcuna violazione della legge secolare, la gestione del peccato dell’ abuso sui minori basata dai Testimoni di Geova sulla Scrittura non può essere biasimata da un punto di vista laico”
  • La maggior parte dei casi di violenza sessuale non sono comunque perseguiti : “In altre parole, il ricorso al sistema della giustizia penale non è un ‘toccasana’ al problema”
  • La regola dei due testimoni non può essere cambiata: “I testimoni di Geova ritengono che il requisito dei due testimoni non si discute poiché fondato su precetti scritturali presenti nella Legge mosaica e riaffermati da Gesù Cristo e dall’apostolo Paolo”
  • I Testimoni di Geova monitorano la cattiva condotta sessuale dei giovani membri per prevenire gli abusi sui bambini: “Gli anziani sono incaricati di chiamare l’ufficio locale se vengono a sapere che un minore è coinvolto in ‘sexting’ (scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e/o video a sfondo sessuale, tramite cellulare o per via telematica)
  • Gli anziani possono punire gli stupratori di bambini, anche se non chiamano la polizia: “Gli anziani possono avvertire l’accusato o imporre delle restrizioni al suo contatto con i bambini; e successivamente disassociare l’accusato per aver violato tali restrizioni “
  • Non tutti coloro che abusano sono recidivi: “La sola presenza di un trasgressore in una congregazione non comporta necessariamente che altri bambini di una congregazione o della comunità siano a rischio.”
  • Il pentimento è una lunga strada: “Se una persona è veramente pentita,  da quel momento, per sua natura,e è improbabile che possa peccare nuovamente perché i soggetti pentiti hanno una comprensione della loro iniquità e non vogliono ripeterla”
  • I Testimoni di Geova possono valutare il rischio di recidiva di un abusatore così come chiunque: “Inoltre, né gli psichiatri, né gli psicologi, hanno il monopolio sulla previsione del comportamento umano. Infatti, tutti i giorni della settimana, la gente comune prevede con una certa precisione il comportamento degli altri e, in generale, le nostre esperienze quotidiane dimostrano l’accuratezza di tali previsioni “.

 

Articolo a firma di Trey Bundy 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della SocietàTorre di Guardia

FONTE ORIGINALE: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/24232/

 

NOTA SULL’AUTORE: Trey Bundy è un apprezzato giornalista investigativo di REVEAL The Center for Investigative Reporting. Dopo aver iniziato la sua carriera al San Francisco Chronicle, si è unito al The Bay Citizen, dove ha curato servizi sul benessere dei minori, la giustizia minorile, l’educazione e la criminalità. Il suo lavoro è apparso anche sul New York Times, SF Weekly, The Huffington Post, PBS NewsHour, Planet magazine etc. Ha vinto tre premi dalla Society of Professional Journalists e nel 2009 si è aggiudicato l’Hearst Journalism Award per l’articolo dell’anno. Per Reveal ha curato un’ampia e approfondita inchiesta sulla pedofilia e sulla gestione dell’abuso sessuale infantile all’interno dell’organizzazione cristiana dei Testimoni di Geova e diversi articoli sul medesimo tema

NOTA 2: Vedi anche, al link di seguito, precedente articolo, titolato “LA TERRIBILE VERITÀ: ABUSATORI SESSUALI DI BAMBINI PROTETTI DALLE POLITICHE GEOVISTE, VITTIME TRASCURATE E “PUNITE”, concernente il recente Rapporto stilato dall’avvocato Angus Stewart che ha condotto l’inchiesta sulle politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova per la “Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori”

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/08/la-terribile-verita-abusatori-sessuali-di-bambini-protetti-dalle-politiche-geoviste-vittime-trascurate-e-punite/

Presentata la relazione del consigliere della Commissione Reale australiana che investiga gli abusi sui minori: un macigno enorme sui Testimoni di Geova

1 Dicembre 2015

La relazione scritta da Angus Stewart, consigliere della Commissione reale australiana, e pubblicata quest’oggi, infligge un durissimo colpo all’organizzazione geovista. I Testimoni di Geova hanno promosso diffidenza verso le autorità secolari e le risposte della chiesa all’abuso sessuale infantile sono  ben lontane dalla prassi più adeguata. Denunciata anche la crudeltà verso le vittime di abusi e di ostracismo

 

Il  consigliere della “Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali sui bambini” ha presentato oggi una relazione schiacciante contenente 77 conclusioni negative contro i Testimoni di Geova in Australia.

Nella sua relazione  Angus Stewart SC, ha osservato che alla chiesa dei Testimoni di Geova pervengono circa tre-quattro segnalazioni di abusi su minori ogni mese. Dal 1950  sono state 1006 le accuse contro i suoi membri relative ad almeno 1800 vittime ma non una singola accusa è mai stata segnalata alla polizia o ad altre autorità australiane, nonostante 579 persone abbiano confessato gli abusi. I pareri di Stewart derivano dalle audizioni pubbliche  dei Testimoni di Geova e del loro organo supervisore, la Società Torre di Guardia dell’Australia (Watchtower Bible and Tract Society of Australia), tenutesi nel luglio scorso.

L’organizzazione dei Testimoni di Geova ha sottoposto i suoi membri a ” insegnamenti ambigui e contradditori che concernono il loro rapporto con le autorità secolari contribuendo così a favorire la sfiducia verso tali autorità“, ha affermato Stewart.

Il consigliere ha inoltre criticato la chiesa sia per aver obbligato una vittima di abusi nominata BCB, (che aveva reso la sua testimonianza alla Commissione nel luglio scorso), a confrontarsi con il suo abusatore, sia per non aver consentito la partecipazione di donne  quando la sua denuncia era stata esaminata. Stewart ha detto che l’asserita comprensione degli anziani di congregazione per BCB era inconsistente.

Nelle prove presentate a  luglio era emerso che seppure gli anziani della congregazione di Narrogin in Australia occidentale, dove BCB era stata abusata dall’anziano Bill Neill, le aveano creduto, all’uomo era stato  permesso di mantenere il suo posto perché secondo la regola del “testimone” basata su un precetto biblico  del II sec., sono necessari due testimoni per provare un crimine.

BCB che era un’adolescente ed era stata istruita per diversi anni da Neill, fu costretta a continuare a presenziare alle lezioni bibliche con l’uomo e scoraggiata dal discutere l’abuso con chiunque, ha rilevato Stewart.

Fra le altre risultanze rese note alla Commissione, anche il fatto che non vi era alcuna giustificazione per i testimoni di Geova di non denunciare alla polizia quando la vittima era un minore e altri erano a rischio.

Uno dei membri di grado più elevato della chiesa dei Testimoni di Geova, Geoffrey Jackson,  che siede nel Corpo Direttivo con sede a New York, (l’organo che sovrintende le decisioni assunte a livello internazionale,) ha testimoniato l’ultimo giorno dell’udienza pubblica.

Stewart sostiene potrebbe ravvisarsi il fatto che Jackson familiarizzando solo con le dichiarazioni dei testimoni della chiesa e non leggendo la testimonianza dei superstiti “smentisca la sua dichiarata empatia per i sopravvissuti di abuso e il suo asserito riconoscimento dell’importanza del loro punto di vista“.

In una relazione in risposta alle conclusioni di Stewart, la Società Torre di Guardia ha riferito non esser vero che l’organizzazione dei Testimoni di Geova favorisca la diffidenza.  La stessa relazione  sostiene che Stewart sia stato selettivo in ciò che ha usato degli insegnamenti dottrinali per avvalorare le sue risultanze e che il suo ragionamento  in merito alla relazione della chiesa con le autorità secolari sia viziato perché i testimoni affermano che è loro “responsabilità cristiana essere buoni cittadini” e incoraggiano l’obbedienza alla legge. La relazione della Società Torre di Guardia  afferma che molte conclusioni proposte da Stewart siano basate su “asserzioni errate”  e quelle riferite a Jackson non riflettano chi sia veramente quest’ultimo. Jackson si era recato in Australia per prendersi cura del padre malato e non si aspettava di essere chiamato dalla commissione, ha precisato la Società Torre di Guardia.

Nell’articolo a firma di Tessa Akerman pubblicato ieri sul The Australian, l’autrice si è soffermata anche su un altro aspetto preso in esame nella relazione del consigliere Angus Stewart, quello concernete la politica di ostracismo dell’organizzazione. Nella sua relazione Stewart ha rilevato infatti che la pratica di ostracizzare coloro che hanno lasciato l’organizzazione non appare giustificata dalle Scritture che sono state citate a suo sostegno, bensì adottata e applicata per impedire alle persone di abbandonare il culto e in tal modo mantenere l’adesione dei membri. Tale pratica, riferisce il consigliere, appare inoltre particolarmente crudele nei confronti delle vittime di abusi  che hanno manifestato la volontà di abbandonare l’organizzazione perché le loro denunce non sono state adeguatamente trattate. Stewart ha inoltre sostenuto che tale politica è in contrasto con l’asserito sostegno dell’organizzazione geovista alla libera scelta religiosa e con la credenza in un Dio che riconosce il valore e la dignità di tutti gli esseri umani.

 

Fonti della notizia:

THE GUARDIAN

http://www.theguardian.com/australia-news/2015/dec/01/jehovahs-witnesses-fostered-distrust-of-secular-authority-royal-commission-counsel

THE AUSTRALIAN

http://www.theaustralian.com.au/news/nation/jehovahs-witness-group-caned-by-abuse-royal-commission-submission/story-e6frg6nf-1227630157644

NOTA: Il testo della relazione del consigliere Angus Stewart è consultabile sul sito della Commissione Reale sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali su minori, al link di seguito

https://www.childabuseroyalcommission.gov.au/case-study/636f01a5-50db-4b59-a35e-a24ae07fb0ad/case-study-29,-july-2015,-sydney

 

 

Testimoni di Geova. Un approccio quasi medioevale all’abuso sessuale infantile

ARCHIVI 15 AGOSTO 2015

I Testimoni di Geova affrontano un’indagine di abuso sui bambini in Australia

L’abuso è stato meticolosamente catalogato. Dal 1950 al 2014, la Società Torre di Guardia ha raccolto 5.000 fascicoli che descrivono gli abusi sessuali di bambini australiani, commessi da 1.006 dei suoi membri, che credono di essere, (i Testimoni di Geova), gli unici a proclamare la verità su Dio.

Giovani ragazze sono state aggredite da persone vicine, adolescenti stuprate dai loro padri. Le vittime sono state costrette a pregare con i loro abusatori. Quando i bambini hanno cercato aiuto, è scattata l’ossessione della chiesa per la segretezza e l’ostilità verso gli esterni. Alle vittime è stato imposto il silenzio e sono state obbligate a confrontarsi con i loro aguzzini in persona. Tutte le accuse -una media pari a una al mese per 65 anni-, sono state registrate in dossier riservati insieme alle risposte della chiesa “secondo la Bibbia”.

In tutto, 127 funzionari della chiesa geovista sono stati demansionati. Nessuno è stato segnalato alle autorità. Gli abusi sui bambini sono stati registrati e nascosti.

Ora sono stati resi pubblici i sordidi dettagli del mondo chiuso dei Testimoni di Geova e potrebbero seriamente danneggiare l’immagine della potente organizzazione che conta 8,2 milioni di membri e ha in gran parte evitato i controlli.

Due anni fa il governo australiano ha istituito  una commissione reale simile a una commissione presidenziale negli Stati Uniti, per investigare l’abuso istituzionalizzato sui bambini.

Ampi poteri d’indagine

Obiettivo primario dell’inchiesta era la chiesa cattolica . La protezione dei preti pedofili era infatti diffusa in Australia quasi quanto negli Stati Uniti.  Per evitare di discriminare una religione, i funzionari di governo hanno dato all’inchiesta ampi poteri legali al fine di esaminare alcune organizzazioni che potevano aver coperto gli abusi. La Commissione non ha il potere di determinare la colpevolezza  o comminare una punizione. Tuttavia un portavoce ha spiegato che la Commissione ha riferito oltre 700 casi alle autorità  e presenterà Raccomandazioni al governo nel Rapporto finale nel 2017.

Tra i gruppi religiosi e non religiosi oggetto dell’inchiesta, i Testimoni di Geova sono singolari, dicono gli esperti. In un ufficio riadattato nel centro di Sidney, dottrine e pratiche dell’organizzazione sono analizzate da avvocati, vittime e giornalisti, fornendo un raro spaccato di una delle chiese più conservatrici del mondo cristiano.

La chiesa geovista, che oggi ha sede a Brooklyn, è stata fondata in Pennsylvania nel 1870 per promuovere una interpretazione del I secolo della Bibbia, ed è emersa come la meno affidabile o  la meno disposta ad affrontare l’abuso sessuale al suo interno, ha affermato Anne Cossins, una consulente dell’inchiesta, Professore associato di legge presso l’Università del Nuovo Galles del Sud ed esperta in crimini sessuali.

“Trovo il loro approccio al problema e alle vittime, estremamente bizzarro, quasi medioevale” ha dichiarato in un’intervista.

A differenza dei preti pedofili della chiesa cattolica, i Testimoni di Geova non hanno clero stipendiato. Gli abusatori sono quasi sempre membri regolari di congregazione,  protetti da procedimenti ufficiali dal rigoroso codice di condotta morale della chiesa.

Sulla base di un’interpretazione letterale della Bibbia, le regole richiedono la separazione dagli altri membri della società che sono considerati spiritualmente inferiori.

La leadership nella chiesa e nelle famiglie ha una struttura gerarchica ed è esercitata dai membri di sesso maschile. Il profondo sospetto della chiesa geovista per gli estranei, che sono spregiativamente appellati come “mondani”, è la regione per cui gli abusi sessuali tra i Testimoni di Geova sono raramente segnalati alle autorità, secondo l’opinione Angus Stewart, un avvocato sudafricano che conduce come consigliere della Commissione reale, l’inchiesta sulla chiesa.

E’ un sistema in cui un gruppo di uomini che sono stati nominati dall’altro, non dai membri della congregazione, si ergono a giudici sugli altri confratelli, donne e bambini in ogni aspetto della loro vita“, ha affermato Stewart nell’inchiesta la scorsa settimana,”Non esiste distinzione significativa tra chiesa e famiglia“.

“Siate obbedienti”

Nel 1988, una ragazza di 17 anni, nello Stato del Queensland, era stata abusata da suo padre, un membro preminente della locale congregazione dei Testimoni di Geova, mentre la madre e sei fratelli e sorelle si trovavano in vacanza, secondo la testimonianza resa alla Commissione. Il padre le fece bere alcol e le mostrò filmati pornografici.

La prima volta che ha provato a fare sesso con me, lui è venuto di notte,  mentre dormivo, nudo nel mio letto e mi ha toccata ovunque“, ha narrato alla Commissione la donna, che non può essere identificata secondo la legge australiana.  “Quando protestai, ricordo che mi diceva: Shhhh, va tutto bene. Io sono tuo padre. Devi obbedire a tuo padre”

Mio padre mi ha toccato e ha cercato di avere rapporti sessuali con me in 4 o 5 differenti occasioni“, ha continuato la donna  “Ho resistito ogni volta per quanto ho potuto, ma lui era un uomo violento e incline a perdere il controllo. Ero assolutamente pietrificata da lui e cercavo di non farlo adirare”.

Mentre veniva violentata, suo padre citava passi della Bibbia con riferimento a versetti delle Sacre Scritture circa l’essere più obbedienti, che aveva appeso alla parete della camera.

Devi essere obbediente con me” diceva durante gli atti sessuali, secondo quanto dichiarato dalla donna ora 44enne.

Dopo che la famiglia ritornò dalla vacanza, il padre le proibì di parlare con chiunque pensasse si sarebbe potuta confidare. “Se avessi infranto le sue regole mi avrebbe fustigata

Quando da adolescente rivelò le aggressioni a sua madre, venne a sapere che alcune delle sue sorelle avevano passato simili orrori, tra cui una di cinque anni.

La chiesa ha direttive severe che disciplinano il comportamento morale. Se un testimone di Geova si rende conto che un altro membro ha commesso un peccato grave, come “fornicazione, adulterio, omosessualità, blasfemia, apostasia, e altri simili gravi peccati”, è sollecitato a riferirlo agli anziani di congregazione. Il processo di gestione delle accuse è basato su nozioni di giustizia ed equo procedimento ideate 2000 anni fa e annotate nella Bibbia.

I Testimoni di Geova pretendono molto per la disciplina dei loro  membri. Gli anziani della chiesa devono garantire una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili dello stesso misfatto, due testimoni per separare infrazioni della stessa natura, o la forte evidenza circostanziale, confermata da almeno due testimoni. Anche l’accusatore deve motivare le sue accuse agli anziani della chiesa spesso alla presenza del presunto colpevole.

I funzionari della chiesa riconoscono che il processo può essere difficile per le vittime ma dicono che non hanno altra scelta se non seguire la Bibbia.

Tutta la Scrittura è ispirata da Dio“, ha affermato dinnanzi la Commissione, Rodney Spinks, uno dei massimi amministratori della chiesa geovista in Australia. “Noi, come molti cristiani, non siamo impegnati fanaticamente a cercare i riferimenti per rendere dura la vita. Stiamo applicando le Scritture come le leggiamo, nel miglior modo possibile per un’integrazione responsabile con la società moderna”. 

I colpevoli sono spesso banditi dalla chiesa per un certo numero di anni, o retrocessi nella gerarchia ecclesiastica.

”Quando la  17enne ha denunciato agli anziani della chiesa lo stupro subito, due amici di suo padre hanno svolto le indagini. “Ti è piaciuto?”  le è stato chiesto. Quando è stata costretta a ripetere le accuse davanti a suo padre, gli ha detto: “Tu mi hai sedotta“.

In seguito la donna ha presentato una denuncia alla polizia, ha lasciato la chiesa e ha tentato di suicidarsi. Suo padre è stato espulso dall’organizzazione e condannato per stupro a tre anni di carcere.

Quattro anni dopo l’abuso, gli è stato permesso di essere nuovamente integrato nella chiesa. “Mi ricordo che quando è stato annunciato alla congregazione, tutti si affollarono intorno a mio padre, stringendogli la mano e dandogli una pacca sulla spalla“, ha detto la figlia agli inquirenti, facendo riferimento ai membri di sesso maschile della chiesa.

Nonostante molta gente della congregazione sapesse quello che aveva fatto a me e alle mie sorelle, ho sentito i membri della congregazione dirgli: ‘Bentornato! 

Testo liberamente tratto dall’articolo ” ” a firma di A. Odysseus Patrick, pubblicato il 15 agosto 2015, su THE WASHINGTON POST.

FONTE ORIGINALE:

https://www.washingtonpost.com/world/asia_pacific/jehovahs-witnesses-face-child-sex-abuse-investigation-in-australia/2015/08/14/d8a58eda-406e-11e5-9561-4b3dc93e3b9a_story.html

NOTA: Vedi al link di seguito, la lista dei 1006 casi di abusi e dettagli connessi, mai segnalati alle autorità

file:///C:/Users/asus/Downloads/WAT.0021.001.0001.pdf

NOTA 2: Una libera traduzione in lingua francese, è consultabile qui:

https://pourunenfant.wordpress.com/2015/08/15/la-commission-australienne-sur-la-pedophile-chez-les-temons-de-jehovah-offre-une-comprehension-sans-precedent-de-cette-organisation/

POST TRATTO DAL BLOG DELL’ASSOCIAZIONE FAVIS

https://favisonlus.wordpress.com/2015/08/15/testimoni-di-geova-un-approccio-quasi-medioevale-allabuso-sessuale-infantile/

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.