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Così i Testimoni di Geova reintegrano nell’organizzazione gli abusatori sessuali di bambini

19 Febbraio 2016

PEDOFILI DENUNCIATI E ALLONTANATI? NO, SE PENTITI, REINTEGRATI

Un anziano dei Testimoni di Geova in Australia è finito dietro le sbarre la scorsa settimana per  abusi sessuali su minori, secondo il The West Australian.

Nel corso di sette anni, David Frank Pople  ha aggredito sessualmente due adolescenti che ha incontrato in una congregazione vicino a Perth. Una delle sue vittime nel 1997 ha riferito agli anziani dell’abuso, ma nessuno lo ha comunicato alla polizia finché una delle vittime nel 2014 ha presentato una denuncia. Pople è stato dichiarato colpevole e condannato a tre anni di carcere.

I dettagli della vicenda di Pople rispecchiano quelli di altri casi di abuso che coinvolgono i Testimoni di Geova in tutto il mondo. Gli anziani non hanno segnalato alle autorità secolari gli abusi sessuali su minori. L’autore del reato è stato espulso dell’organizzazione, solo per essere reintegrato in seguito.

Inoltre, la storia rientra nello schema costante dell’espulsione di membri dei Testimoni di Geova che abusano dei bambini, non per l’abuso stesso, ma per non aver dimostrato sufficiente pentimento.

Dopo che Pople ha ammesso agli anziani nel 1997, che aveva aggredito uno dei ragazzi, è stato disassociato – versione della scomunica nei Testimoni – per  non essere sufficientemente pentito, secondo il racconto del giornale. Un anno più tardi, dopo che Pople ha richiesto il ripristino, la comunità lo ha riaccolto.

L’anno scorso, Reveal ha riportato la storia di Debbie McDaniel, una ex Testimone in Oklahoma che ha affermato che un anziano di nome Ronald Lawrence aveva abusato sessualmente di lei per cinque anni, a partire da quando ne aveva 8. Nel 1990, la McDaniel e altre due vittime, ormai cresciute, hanno cominicato agli anziani che Lawrence aveva abusato di loro.

Gli anziani non hanno avvisato la polizia; alla fine disassociarono Lawrence, non perché aveva abusato delle bambine, ma per averlo negarlo. Come Pople, Lawrence è stato reintegrato un anno più tardi.

La responsabilità di decidere come gli anziani gestiscono gli abusi sui minori spetta ai funzionari della società madre della religione, la Watchtower Bible and Tract Society di New York. La Torre di Guardia sin dal 1989 ha istruito gli anziani a non segnalare gli abusi sui minori alle autorità secolari a meno che la legge del loro stato non lo richieda.

In sostituzione, gli anziani sono incaricati di formare comitati giudiziari interni per giudicare i pedofili come spiriti ribelli, non come criminali. Anche se gli autori impenitenti sono a volte disassociati, possono essere ripristinati dopo un anno o poco più, se chiedono scusa.

In Oklahoma, a Lawrence è stato concesso il reintegro dopo che per mesi ha negato di aver abusato dei bambini, a condizione scrivesse lettere di scuse alle sue vittime. Quando si fecero avanti altre vittime, è stato espulso di nuovo – questa volta per aver mentito su quanti bambini avesse abusato – , solo per essere poi reintegrato per la seconda volta.

In tutti i casi di disassociazione e reintegrazione, la Torre di Guardia ha l’ultima parola. Nei casi di abusi sui minori, la Torre di Guardia si riserva il diritto di decidere quali abusatori devono essere messi alla porta e quali riaccolti. I funzionari sostengono che prendono tali decisioni dopo aver determinato quali pedofili sono pericolosi e quali no.

In risposta a una inchiesta del Governo australiano che l’anno scorso ha appurato che i Testimoni di Geova non avevano segnalato alla polizia oltre 1.000 casi di pedofilia, i funzionari dei Testimoni di Geova hanno scritto: “La sola presenza di un pedofilo all’interno di una comunità non comporta necessariamente che gli altri bambini di una comunità o la comunità siano a rischio “.

La Torre di Guardia ha sottolineato quel punto ancora più esplicitamente tre anni prima, in una lettera riservata a tutti gli anziani negli Stati Uniti.

<<Non ogni persona che ha abusato sessualmente di un bambino in passato è considerato un ‘predatore‘>>, dice la lettera. <<La Torre di Guardia, non il locale corpo degli anziani, determina se un individuo che ha abusato sessualmente dei bambini in passato sarà considerato un ‘predatore’>>.

In Australia, Pople potrà beneficiare della libertà vigilata in 18 mesi.

In Oklahoma, dopo che la McDaniel nel 2013 ha riferito del suo abuso alla polizia, Lawrence ha evitato il processo a causa della prescrizione. Fino allo scorso anno, lui era ancora un rispettabile Testimone di Geova.

 

FONTE:  Reveal

https://www.revealnews.org/blog/how-child-sex-abusers-get-reinstated-as-jehovahs-witnesses/

 

Articolo originale del 17 febbraio 2016 a firma del giornalista investigativo Trey Bundy

Tratto dal blog dell’Associazione Favis onlus

https://favisonlus.wordpress.com/2016/02/18/ecco-come-vengono-reintegrati-i-testimoni-di-geova-che-abusano-sessualmente-dei-bambini/

Le strategie scorrette dei Testimoni di Geova per ritardare processi e inchieste su reati sessuali contro i bambini

12 Gennaio 2016

UN ALTRO GIUDICE CRITICA LE STRATEGIE PROCESSUALI DEI TESTIMONI DI GEOVA

 

Un collegio giudicante di Filadelfia ha dichiarato che i Testimoni di Geova hanno usato una “strategia scorretta” per ritardare un processo nel quale una donna ha accusato i leader della religione di aver coperto l’abuso sessuale subito quando era minorenne.

La casa madre dei Testimoni, la Società Torre di Guardia di New York, (Watchtower Bible and Tract Society), aveva vinto una mozione presso un tribunale di prima istanza per trasferire il processo da Filadelfia alla Contea di York che attualmente ha il maggior lavoro arretrato di cause civili della Pennsylvania.

La Torre di Guardia aveva sostenuto che lo svolgimento del processo a Filadelfia sarebbe pesato sui testimoni che avrebbero dovuto viaggiare per recarsi a deporre.

La Corte d’Appello ha annullato la sentenza del tribunale di grado inferiore definendo la mozione della Torre di Guardia “una mossa dell’ultimo momento per rinviare il processo“.

Nel suo giudizio il giudice Patricia Jenkins, si riferisce alla Torre di Guardia e agli altri imputati, come “le Congregazioni”.

<<I fatti suggeriscono fortemente che l’istanza di trasferimento è stata il prodotto della collaborazione in malafede tra le Congregazioni e i 4 testimoni della Contea di York“, ha scritto il giudice.

Il procedimento è stato presentato nel 2013 da Stephanie Fessler che ha denunciato di essere stata abusata sessualmente dalle 30 alle 50 volte, dai 14 ai 16 anni d’età, da una donna di mezza età in un’altra congregazione.

Il giudice Jenkins non si è soffermata sulla collaborazione ma non è la prima volta che un magistrato solleva la questione delle strategie processuali dei Testimoni di Geova. In due procedimenti in California, i giudici hanno emesso  sentenze in contumacia perché la Torre di Guardia ha rifiutato di presentare documenti e testimoni.

Stephanie Fessler, oggi 27enne, ha dato l’autorizzazione a REVEAL di usare il suo nome in questa storia. Il suo avvocato, Jeff Fritz, ha asserito che le politiche della Torre di Guardia hanno consentito le sue molestie.

<<La congregazione e la Torre di Guardia erano venuti a conoscenza dell’abuso e avevano l’obbligo di segnalarlo alle forze dell’ordine e alle autorità responsabili del benessere dei minori” ha dichiarato il legale.  <<Ammettono che ne erano a conoscenza e non lo segnalarono. Di conseguenza Stephanie è stata soggetta ad abuso reiterato>>

La Torre di Guardia ha rifiutato di commentare il caso.

La denuncia di  Stephanie Fessler è una tra più di una dozzina di cause pendenti contro la Torre di Guardia negli Stati Uniti concernenti le politiche dell’organizzazione sull’abuso sessuale infantile.

Un’inchiesta di REVEAL dello scorso febbraio ha riscontrato che dal 1989 la Torre di Guardia aveva dato istruzioni agli anziani dei Testimoni  per nascondere gli abusi sui minori alle autorità secolari.

Il modello della segretezza della Torre di Guardia è stato successivamente messo in luce nel corso di un’inchiesta di una commissione governativa australiana che ha accertato che i Testimoni di Geova avevano omesso di segnalare oltre 1000 casi di sospetti abusi sui bambini nel loro paese.

Una Commissione che in Inghilterra regola gli enti di beneficenza sta attualmente investigando  le politiche dei Testimoni di gestione dell’abuso sessuale infantile.

Il processo concernente il caso Fessler potrebbe aver inizio all’inizio di questa primavera.

 

Articolo originale a firma di Trey Bundy 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

FONTE: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/another-judge-criticizes-jehovahs-witnesses-court-tactics/

 

NOTA: Ricordiamo che la Società Torre di Guardia ha cercato di opporsi anche all’inchiesta della Charity Commission causando un ritardo nella stessa, che, come rilevato dal giudice Alison McKenna, ha portato i bambini a correre dei rischi. Vedi approfondimenti al link di seguito

http://www.civilsociety.co.uk/governance/news/content/19237/charitys_elongated_delay_to_commission

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Testimoni di Geova proteggono gli abusatori di bambini? Ecco la loro risposta

22 Dicembre 2014

…NEGANDO, NONOSTANTE L’EVIDENZA.

I leader dei Testimoni di Geova sostengono di non proteggere i molestatori sessuali.

 

Malgrado le prove secondo cui  l’organizzazione dei Testimoni di Geova in Australia non ha segnalato più di 1,000 accuse di abusi sessuali in danno di minori, i leader della religione sostengono di stare svolgendo un ottimo lavoro per proteggere i bambini.

La replica arriva da un documento di 141 pagine depositato dai Testimoni di Geova presso una commissione governativa australiana che investiga il dilagante abuso sessuale infantile all’interno della religione.

Il documento consente un inusuale sguardo nel ragionamento di un’organizzazione che è stata messa sotto tiro  in almeno tre continenti per aver protetto i pedofili dai procedimenti giudiziari.

E ‘del tutto evidente che i Testimoni di Geova, almeno negli ultimi 65 anni, hanno svolto un ruolo proattivo nell’accertare e documentare tali abusi e adottato misure contro gli abusatori accertati “, si legge nella presentazione

Negli ultimi anni, i leader dei Testimoni di Geova hanno lavorato per evitare di rispondere in merito alle proprie politiche allontanando i media, occultando documenti sotto citazione in giudizio e, in alcuni casi, rifiutando di testimoniare in tribunale.

Ora i Testimoni sono di nuovo passati all’attacco. Nella loro confutazione, dipingono gli avvocati nel settore come inesperti, i testimoni come inaffidabili, il sistema di giustizia penale come inefficace e la Commissione reale australiana responsabile di aver oltrepassato il suo mandato.

Affermano di non proteggere coloro che abusano, di non mettere in pericolo i bambini e di non infrangere la legge. In discussione sono le direttive politiche provenienti dal quartier generale mondiale della religione a New York. Tra le quali:

  • Gli anziani devono riferire ogni accusa di abusi sessuali su minori al quartier generale, ma non alle autorità secolari se non richiesto dalla legge.
  • Gli anziani non devono agire contro un soggetto accusato di essere un molestatore di bambini, senza una confessione o due testimoni del crimine.
  • Gli anziani non devono comunicare alla congregazione che si è verificato un abuso su minori, anche quando il molestatore è autorizzato a rimanere un membro.

Ecco un rapido sguardo ad alcune delle argomentazioni presenti nella risposta dei Testimoni.

  • La sicurezza dei minori  è la massima priorità dell’organizzazione: “La sicurezza della vittima e degli altri bambini nelle congregazioni dei testimoni di Geova è la prima preoccupazione degli anziani, della filiale Australia e del Corpo Direttivo”
  • I Testimoni di Geova rispettano le leggi secolari: “Fino a quando non vi è alcuna violazione della legge secolare, la gestione del peccato dell’ abuso sui minori basata dai Testimoni di Geova sulla Scrittura non può essere biasimata da un punto di vista laico”
  • La maggior parte dei casi di violenza sessuale non sono comunque perseguiti : “In altre parole, il ricorso al sistema della giustizia penale non è un ‘toccasana’ al problema”
  • La regola dei due testimoni non può essere cambiata: “I testimoni di Geova ritengono che il requisito dei due testimoni non si discute poiché fondato su precetti scritturali presenti nella Legge mosaica e riaffermati da Gesù Cristo e dall’apostolo Paolo”
  • I Testimoni di Geova monitorano la cattiva condotta sessuale dei giovani membri per prevenire gli abusi sui bambini: “Gli anziani sono incaricati di chiamare l’ufficio locale se vengono a sapere che un minore è coinvolto in ‘sexting’ (scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e/o video a sfondo sessuale, tramite cellulare o per via telematica)
  • Gli anziani possono punire gli stupratori di bambini, anche se non chiamano la polizia: “Gli anziani possono avvertire l’accusato o imporre delle restrizioni al suo contatto con i bambini; e successivamente disassociare l’accusato per aver violato tali restrizioni “
  • Non tutti coloro che abusano sono recidivi: “La sola presenza di un trasgressore in una congregazione non comporta necessariamente che altri bambini di una congregazione o della comunità siano a rischio.”
  • Il pentimento è una lunga strada: “Se una persona è veramente pentita,  da quel momento, per sua natura,e è improbabile che possa peccare nuovamente perché i soggetti pentiti hanno una comprensione della loro iniquità e non vogliono ripeterla”
  • I Testimoni di Geova possono valutare il rischio di recidiva di un abusatore così come chiunque: “Inoltre, né gli psichiatri, né gli psicologi, hanno il monopolio sulla previsione del comportamento umano. Infatti, tutti i giorni della settimana, la gente comune prevede con una certa precisione il comportamento degli altri e, in generale, le nostre esperienze quotidiane dimostrano l’accuratezza di tali previsioni “.

 

Articolo a firma di Trey Bundy 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della SocietàTorre di Guardia

FONTE ORIGINALE: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/24232/

 

NOTA SULL’AUTORE: Trey Bundy è un apprezzato giornalista investigativo di REVEAL The Center for Investigative Reporting. Dopo aver iniziato la sua carriera al San Francisco Chronicle, si è unito al The Bay Citizen, dove ha curato servizi sul benessere dei minori, la giustizia minorile, l’educazione e la criminalità. Il suo lavoro è apparso anche sul New York Times, SF Weekly, The Huffington Post, PBS NewsHour, Planet magazine etc. Ha vinto tre premi dalla Society of Professional Journalists e nel 2009 si è aggiudicato l’Hearst Journalism Award per l’articolo dell’anno. Per Reveal ha curato un’ampia e approfondita inchiesta sulla pedofilia e sulla gestione dell’abuso sessuale infantile all’interno dell’organizzazione cristiana dei Testimoni di Geova e diversi articoli sul medesimo tema

NOTA 2: Vedi anche, al link di seguito, precedente articolo, titolato “LA TERRIBILE VERITÀ: ABUSATORI SESSUALI DI BAMBINI PROTETTI DALLE POLITICHE GEOVISTE, VITTIME TRASCURATE E “PUNITE”, concernente il recente Rapporto stilato dall’avvocato Angus Stewart che ha condotto l’inchiesta sulle politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova per la “Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori”

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/08/la-terribile-verita-abusatori-sessuali-di-bambini-protetti-dalle-politiche-geoviste-vittime-trascurate-e-punite/

La terribile verità: abusatori sessuali di bambini protetti dalle politiche geoviste, vittime trascurate e “punite”

8 Dicembre 2015

IL NUOVO RAPPORTO DEL GOVERNO AUSTRALIANO: LE POLITICHE DEI TESTIMONI DI GEOVA SCHERMANO DALLE FORZE DELL’ORDINE GLI ABUSATORI SESSUALI DI BAMBINI.

 

Le politiche dei Testimoni di Geova consentono agli abusatori sessuali di bambini di operare all’interno delle loro comunità senza il timore di essere segnalati alla polizia, secondo un nuovo rapporto pubblicato dal governo australiano.

Il rapporto scaturisce dalle audizioni pubbliche svoltesi questa estate, nel corso delle quali i Testimoni di Geova hanno dato testimonianza giurata sui protocolli dell’organizzazione concernenti l’abuso infantile.

Dal 1950, secondo il rapporto, la sede centrale dei Testimoni di Geova in Australia, ha riportato accuse di abusi sessuali su minori contro 1.006 membri che coinvolgono almeno 1.800 vittime. Anche se 579 membri hanno confessato di aver commesso abusi sui bambini nessuno  è stato segnalati alla polizia o ad altre autorità.

“E’ politica e pratica dell’organizzazione dei Testimoni di Geova … di non denunciare le accuse di abusi sessuali su minori alla polizia o ad altre autorità se non richiesto dalla legge“, recita il rapporto.

L’avvocato Angus Stewart, che ha condotto l’inchiesta per la Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori, ha presentato 77 distinti punti critici delle politiche e pratiche dei Testimoni di Geova concernenti l’abuso sessuale infantile e la deposizioni rese durante le audizioni.

I risultati confermano quelli di una indagine di Reveal  che ha mostrato come le politiche dei Testimoni di Geova abbiano schermato gli abusatori sessuali di bambini negli Stati Uniti da azioni penali, in alcuni casi, permettendo loro di abusare di più bambini.

Stewart ha scritto che l’organizzazione ha favorito tra i suoi seguaci un senso di sfiducia verso le autorità secolari. E’ stato particolarmente severo circa il processo giudiziario interno dell’organizzazione, in cui una vittima di abusi  deve confrontarsi con l’abusatore in persona e le è vietato di condurre chiunque a suo sostegno durante il processo.

“L’attuale documentata procedura per rispondere alle accuse di abusi sessuali su minori nell’organizzazione dei Testimoni di Geova è incentrata soprattutto sui diritti e il conforto del presunto colpevole, con scarsa attenzione per le condizioni della vittima di abuso“, ha scritto Stewart,

Stewart ha anche  contestato la pratica dei Testimoni di ostracizzare i membri che lasciano o vengono espulsi dall’organizzazione.

La politica dell’organizzazione dei Testimoni di Geova di costringere i propri aderenti a evitare attivamente coloro che lasciano l’organizzazione … è particolarmente crudele verso coloro che hanno sofferto abusi sessuali infantili nell’organizzazione e che vogliono andarsene poiché ritengono che le loro denunce non sono state adeguatamente affrontate “, ha riportato nella relazione il consigliere della Commissione reale.

Nel corso delle audizioni estive, Stewart ha interrogato Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo dell’organizzazione a New York, sulla gestione dell’organizzazione rispetto le accuse di abusi da parte di due vittime, che hanno  testimoniato innanzi alla Commissione. Nel suo rapporto, Stewart ha contestato l’affermazione fatta da Jackson di nutrire comprensione per loro.

Il mancato esame da parte di Jackson delle testimonianze delle vittime prima di rendere la sua deposizione “smentisce la sua  dichiarata empatia per i superstiti di abuso e il suo asserito riconoscimento dell’importanza del loro punto di vista”, ha scritto Stewart.

I Testimoni di Geova con sede in Australia ricevono segnalazioni di abuso sessuale infantile, tre o quattro volte al mese, evidenzia il rapporto del consigliere.

La Commissione Reale ha il potere di indagare su qualsiasi organizzazione pubblica o privata che opera con i bambini, tra cui chiese, scuole, centri di cura e società sportive. La Commissione non ha il potere di perseguire i pedofili accusati ma ha riferito più di 800 casi alle agenzie preposte all’applicazione della legge in Australia.

I Testimoni di Geova sono attualmente sotto inchiesta anche nel Regno Unito da parte della Commissione che regolamenta gli enti di benificenza per il possibile fallimento nel proteggere i bambini dagli abusi.

Negli Stati Uniti, i Testimoni affrontano più di una dozzina di cause intentate da presunte vittime che affermano di essere state abusate da bambini da parte dei membri delle loro congregazioni.

 

FONTE: REVEAL

https://www.revealnews.org/blog/jehovahs-witnesses-shield-child-sexual-abusers-from-police-report-says/

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

NOTA SULL’AUTORE:Trey Bundy, è un apprezzato giornalista di REVEAL The Center for Investigative Reporting. Dopo aver iniziato la sua carriera al San Francisco Chronicle, si è unito al The Bay Citizen, dove ha curato servizi sul benessere dei minori, la giustizia minorile, l’educazione e la criminalità. Il suo lavoro è apparso anche sul New York Times, SF Weekly, The Huffington Post, PBS NewsHour, Planet magazine etc. Ha vinto tre premi dalla Society of Professional Journalists e nel 2009 si è aggiudicato l’Hearst Journalism Award per l’articolo dell’anno. Per Reveal ha curato un’ampia e approfondita inchiesta sulla pedofilia e sulla gestione dell’abuso sessuale infantile all’interno dell’organizzazione cristiana dei Testimoni di Geova.

Così l’organizzazione geovista reagisce alle accuse del fallimento della politica di gestione dell’abuso sessuale infantile (ultima parte)

3 Dicembre 2015

Tratto da un articolo di 

SECONDA PARTE 

Leggi la prima parte dell’articolo qui

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/category/articoli/

L’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA CHIEDE ASSISTENZA AD AVVOCATI E DOTTORI COMMERCIALISTI…PER TUTELARE CHI?

[…] Certamente i Testimoni di Geova, essendo una religione basata sull’amore e guidata dallo Spirito Santo, preoccupandosi di queste povere e piccole pecorelle della congregazione di Dio, intendono farsi perdonare e tutelare maggiormente i bambini dall’essere vittimizzati e sono quindi passati subito all’azione. Non hanno perso tempo nel mostrare a quelle vittime “l’amore e la preoccupazione” che il sig. G. Jackson voleva esprimere nei loro confronti nella  testimonianza resa nell’ambito dell’inchiesta della Commissione australiana. Lo hanno fatto subito, prima ancora che il sig. Stewart presentasse le sue risultanze, inviando una comunicazione urgente, accorata e sincera di richiesta di assistenza da parte di…legali e contabili.

Cattura lettera aussie

Se non riuscite a distinguere bene la lettera, la Società Torre di Guardia sta chiedendo agli anziani in Australia di inviare loro i nomi e altre informazioni su testimoni di Geova che siano “legali, avvocati patrocinatori, contabili praticanti certificati e dottori commercialisti”.

Deduco che la Torre di Guardia si stia preparando ad affrontare la valanga di denunce a seguito delle risultanze della Commissione Reale. Il lavoro svolto dalla Commissione ha senza dubbio spronato molte vittime a riflettere sulla possibilità di farsi avanti per chiedere, come è giusto, un qualche tipo di compenso per l’abuso subito.

E’ probabile che la Società Torre di Guardia necessiti di contabili per trasferire il denaro e di legali o avvocati patrocinatori per essere tutelata da qualsiasi responsabilità. A prescindere da questo, ciò che trovo più preoccupante è che  non hanno hanno fatto nessuna richiesta per counselor, terapeuti, psicologi, medici, professionisti con esperienza nel trattamento di vittime di abuso sessuale infantile. Persone che potrebbero aiutare la stessa organizzazione a preparare al meglio le loro risposte quando bambini e adulti presentano accuse di abusi sessuali e ad assistere adeguatamente queste vittime.

Si perdoni la mia espressione, ma la Società Torre di Guardia vuole tutelare le proprie chiappe e i propri beni, non le proprie vittime. A quanto pare a costoro nemmeno viene in mente che il vero problema a cui dovranno far fronte in futuro è il modo in cui gli anziani in pratica maltrattano le vittime di abuso sessuale infantile e questi uomini inesperti, privi di qualifiche, mancanti di empatia, sovente adirati e misogini, non hanno professionalità per parlare con queste vittime, ancor meno per investigare le accuse.

Sembra inoltre ancora non comprendano gli errori delle loro pratiche e politiche che richiedono  la presenza di un secondo testimone all’abuso sessuale di minore, prima che lo stupratore venga estromesso dalla congregazione, permettendo che tale persona abbia di fatto accesso illimitato ai bambini sia nell’ambito della congregazione che nella famiglia, nel quartiere e così via.

Quella non è affatto la preoccupazione della Società Torre di Guardia. Come ho riferito apertamente in questo post, Geoffrey Jackson può aver detto che lui voleva esprimere “amore e preoccupazione” per le vittime, ma non si è nemmeno degnato di prendersi il disturbo di leggere le loro dichiarazioni.

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha avuto la sua opportunità per manifestare preoccupazione per le vittime di pedofilia, ma si è riferito a tali accuse come a “menzogne degli apostati”.  Ancora una volta sembra non stiano riuscendo a mostrare alcun tipo di preoccupazione per le vittime. Stanno preparando la loro risposta al danno che questa religione ha causato alle vittime di abusi sessuali infantili, ma con un esercito di legali per combattere in tribunale e un esercito di contabili per nascondere i soldi che potrebbero usare per la terapia e altri tipi di assistenza.

Il loro “amore e preoccupazione” è per sé stessi, per il proprio denaro e la propria reputazione.  A quanto pare direi che per costoro le  vittime possono andarsene all’inferno, ma io so per certo che molte di loro sono già lì.

 

FONTE: JWVICTIMS.ORG

http://jwvictims.org/2015/12/02/jehovahs-witnesses-respond-to-how-theyve-failed-child-sex-abuse-victims-with-a-call-for-lawyers-and-accountants/

 

Così l’organizzazione geovista reagisce alle accuse del fallimento della politica di gestione dell’abuso sessuale infantile

2 Dicembre 2015

Tratto da un articolo di 

PRIMA PARTE

L’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA CHIEDE ASSISTENZA AD AVVOCATI E DOTTORI COMMERCIALISTI…PER TUTELARE CHI?

Questa settimana, Angus Stewart, Senior Counsel per la “Commissione Reale sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori in Australia”, ha presentato le sue prime conclusioni e la relazione concernente il suo interrogatorio dei Testimoni di Geova.

Nel suo rapporto Stewart ha elencato decine di fallimenti che ha constatato nella religione geovista in relazione a come questa ha gestito e risposto alle accuse di abusi sessuali sui bambini. La relazione in formato pdf, è consultabile qui.

Ho molte cose da dire sulle sue prime conclusioni compreso il fatto che le vittime donne erano molto a disagio nel dover riferire dell’abuso subito a un comitato di soli uomini, alle quali  veniva detto di non parlare (ad altri) del loro abuso per rispetto delle famiglie dell’abusatore e che erano anche costrette a presenziare agli studi biblici condotti da e alla presenza del loro molestatore.

E’ stato anche dichiarato che era assolutamente scorretto per gli anziani portare un presunto abusatore a casa della vittima e mettere la vittima difronte all’accusato in quel modo.

Il si. Stewart ha inoltre affermato nella sua relazione che la preoccupazione degli anziani che si occupavano di gestire le accuse di abusi era rivolta alla reputazione della congregazione non alla vittima. In un punto dichiara “il trattamento riservato dagli anziani alla vittima BCG era privo di comprensione e sostegno e l’ha fatta sentire indegna e indifesa“.

L’elenco potrebbe continuare da qui e niente di tutto ciò è positivo per i Testimoni di Geova. Durante l’inchiesta il presidente della Commissione Reale ha affermato di non avere mai visto un’organizzazione con  problemi così numerosi nell’affrontare le accuse di abuso sessuale sui bambini come i Testimoni di Geova ed era evidente dalle testimonianze delle vittime, degli anziani e anche del membro del Corpo Direttivo, Geoffrey Jackson, che le vittime erano rimaste traumatizzate, abbandonate e messe a tacere dall’organizzazione, sentendosi ulteriormente abusate, più di quanto non fossero prima di aver riferito la molestia.

Certamente i Testimoni di Geova, essendo una religione basata sull’amore e guidata dallo Spirito Santo, preoccupandosi di queste povere e piccole pecorelle della congregazione di Dio, intendono farsi perdonare e tutelare maggiormente i bambini dall’essere vittimizzati e sono quindi passati subito all’azione. Non hanno perso tempo nel mostrare a quelle vittime “l’amore e la preoccupazione” che il sig. G. Jackson voleva esprimere nei loro confronti nella  testimonianza resa nell’ambito dell’inchiesta della Commissione australiana.

Lo hanno fatto subito, prima ancora che il sig. Stewart presentasse le sue risultanze, inviando una comunicazione urgente, accorata e sincera di richiesta di assistenza da parte di…legali e contabili.

Cattura lettera aussie

 

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA

 

FONTE: JWVICTIMS.ORG

http://jwvictims.org/2015/12/02/jehovahs-witnesses-respond-to-how-theyve-failed-child-sex-abuse-victims-with-a-call-for-lawyers-and-accountants/

 

 

Atto parlamentare 4/11122. Lo Stato tuteli i minori vittime di movimenti settari abusanti e di tipo fondamentalista. Richiesti chiarimenti anche sulle “inquietanti” politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova

13 Novembre 2015

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11122

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 521 del 13/11/2015
Firmatari
Primo firmatario: FITZGERALD NISSOLI FUCSIA
Gruppo: PER L’ITALIA – CENTRO DEMOCRATICO
Data firma: 13/11/2015
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL’INTERNO
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • MINISTERO DELLA SALUTE
  • MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 13/11/2015
Stato iter: IN CORSO

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11122

presentato da FITZGERALD NISSOLI Fucsia

Venerdì 13 novembre 2015, seduta n. 521

FITZGERALD NISSOLI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

— Per sapere – premesso che:

il nostro Paese individua, tra le priorità in materia di diritti umani, la tutela della libertà di religione e credo e la protezione dei diritti degli appartenenti alle minoranze religiose, operando con determinazione affinché siano oggetto di un’azione più efficace anche a livello internazionale;
unitamente agli altri Stati membri dell’Unione europea, l’Italia promuove annualmente una risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU sulla libertà di religione o credo e di condanna di ogni forma di intolleranza e discriminazione su base religiosa. La più recente di queste risoluzioni (A/RES/69/175), adottata all’unanimità nel dicembre 2014, pone particolare attenzione agli episodi di violenza contro gli appartenenti alle minoranze religiose;

l’Italia sostiene inoltre le attività del relatore speciale ONU sulla libertà religiosa, che ha anche il compito di rivolgere raccomandazioni agli Stati per migliorare la difesa della libertà religiosa nel mondo;

le «Linee Guida UE sulla libertà di religione o credo», adottate nel 2013, proprio su impulso italiano, fanno espresso riferimento all’esercizio collettivo della libertà di religione a tutela delle comunità religiose minoritarie. La stessa Commissione sulla libertà religiosa degli Stati Uniti (USCIRF) ha riconosciuto il grande impegno del nostro Paese, citandolo quale esempio di nazione attiva nella promozione del fondamentale diritto alla libertà di religione e di credo;

occorre tuttavia sottolineare, come evidenziato, tra l’altro, nella raccomandazione del Consiglio d’Europa n. 1804 (2007), «State, religion, secularity and human rights», che «Tali libertà non sono illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile… le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblica, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani»;

d’altro canto, l’imprescindibile difesa e promozione del diritto alla libertà di religione e di credo, nonché il riconoscimento e la tutela delle minoranze religiose e spirituali contro ogni forma di intolleranza e discriminazione, non dovrebbero costituire un’impasse rispetto alla protezione delle vittime di organizzazioni cultuali abusanti e/o totalitarie, né un freno all’attuazione di indispensabili e specifiche politiche informativo-preventive nell’interesse di tutti i connazionali;

nel 2006 il Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’infanzia, nel contesto di un ampio capitolo dedicato ai minori inseriti in gruppi coercitivi, evidenziava come, all’indomani della pubblicazione nel 1999 del noto Rapporto UCIGOS, «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia», i culti e i loro sostenitori avessero iniziato, con «intraprendente aggressività una controffensiva in nome delle libertà religiose»; reazione, a quanto risulta all’interrogante, proseguita e amplificatasi sino ai nostri giorni, non solo attraverso palesi tentativi di minimizzare il fenomeno e disinformare l’opinione pubblica, ma anche mediante campagne di pesante discredito e altre condotte verosimilmente illecite poste in essere, in particolare sulla rete web, in danno di associazioni di volontariato, dei loro rappresentanti e in generale di tutti quei soggetti attivi in questo delicato settore, nonché, e primariamente, delle stesse ex vittime, come più volte dettagliatamente denunciato da colleghi parlamentari nel contesto dei loro atti di indirizzo e di sindacato ispettivo che stante la totale mancanza di risposte dei Ministeri interrogati, non può che sollevare legittimi dubbi in merito alla sussistenza, accanto a una inaccettabile indifferenza sull’argomento, di possibili pressioni e/o timori rispetto alle questioni rilevate (Mozione onorevole Arlotti e altri atto n. 1-00565 Camera del 31 luglio 2014, interrogazione onorevole Arlotti e altri atto n. 4-04316 Camera del 2 aprile 2014, interrogazione senatore Casellati e altri atto n. 4-01758 del 26 febbraio 2014, interrogazione senatore Casellati e altri atto n. 4-00374 del 19 giugno 2013, interrogazione senatore Allegrini e Gallone atto n. 4-08890 del 18 dicembre 2012, interrogazione senatore Casellati e altri atto n. 4-08835 del 6 dicembre 2012);

il Consiglio d’Europa, in considerazione dell’inquietante diffusione a livello europeo del fenomeno delle cosiddette «sette», di violazioni dei diritti umani e di drammatici avvenimenti determinati dalle condotte delittuose di gruppi o movimenti a carattere settario, ha approvato nel corso di circa un ventennio, molteplici risoluzioni e raccomandazioni finalizzate, tra l’altro, alla promozione di mirate politiche educative e preventive, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei minori, nella fattispecie, degli stessi «figli di membri di gruppi religiosi, esoterici o spirituali, in caso di maltrattamenti, stupri, negligenza, indottrinamento attraverso lavaggio del cervello e mancata iscrizione scolastica»;

già con raccomandazione 1412 (1999), il Consiglio d’Europa, sollecitava inoltre l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di organizzazioni non governative di aiuto per le vittime e per le loro famiglie e la creazione di un Osservatorio europeo con lo scopo di facilitare lo scambio tra detti centri nazionali;

ad oggi, a quanto consta all’interrogante, e come ribadito anche nell’ottobre 2012 dai rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle organizzazioni non governative, presso il Consiglio d’Europa, gli Stati membri, con l’eccezione di pochi Paesi, non risultano avere ancora assunto concrete e fattive misura all’altezza della sfida rappresentata da gruppi coercitivi o estremisti che agiscono al riparo della libertà religiosa e che sono «causa di procedimenti di infrazione, in particolare, nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui, che attentano ai diritti dell’uomo, alle libertà fondamentali dei cittadini e ai principi fondamentali delle società democratiche», e questo, nonostante il fenomeno abbia continuato a dilagare nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, né risulti diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale;

in questi ultimi anni, come riferiscono concordemente recenti relazioni e dati forniti da organizzazioni operanti in questo settore, nonché gli annuali rapporti della Missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie – Miviludes –, istituita presso il Governo francese, si sono anzi registrati un aumento di movimenti controversi, un’accresciuta richiesta di consulenza e aiuto da parte dei cittadini europei, un’infiltrazione massiccia di derive settarie in particolare nei settori della salute e del benessere, una più facile e rapida diffusione del fenomeno attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet e delle nuove tecnologie, con il reclutamento e indottrinamento dei soggetti maggiormente sensibili e dei giovani, nonché una trasformazione e atomizzazione dei gruppi che ne rende particolarmente problematico il riconoscimento e la relativa, eventuale attività di vigilanza. A questo va aggiunto il preoccupante fenomeno di adolescenti e minorenni europei auto-radicalizzati e reclutati attraverso il web nei cosiddetti «culti della morte», quali il famigerato Stato Islamico;

al riguardo, preme rilevare che, accanto alle analisi degli studiosi di settarismo, anche alcuni tra i massimi esperti e docenti di terrorismo e di storia dell’Islam e altro, hanno convenuto nel valutare la presenza di marcate affinità, nelle strategie di captazione del consenso, reclutamento e indottrinamento dei membri, tra realtà quali l’ISIS e i culti distruttivi;

secondo quanto reso noto dal Centro d’informazione e consulenza sui movimenti settari nocivi (CIAOSN), struttura indipendente attivata presso il Servizio pubblico federale giustizia del Belgio, nel 2014, il numero di dossier concernenti l’attività del centro è quasi raddoppiato nel corso di un anno, ancorché CIAOSN abbia precisato che le cifre riportate in un articolo del gruppo Sudpresse, abbiano potuto erroneamente far intendere che si trattasse di una lista di gruppi, piuttosto che dei vari soggetti trattati dal centro;

l’AIAP, la più importante associazione Iberoamericana per la ricerca sull’abuso psicologico, composta da unaéquipe di professionisti specializzati in relazioni settarie, culti distruttivi e altre dinamiche di condizionamento psicologico, diretta dal dottor Miguel Perlado, membro della prestigiosa International Cultic Studies Association (ICSA), attesta che in Spagna opererebbero attualmente oltre 250 culti coercitivi, stimando in circa 600 mila il numero di spagnoli sotto l’influenza di gruppi abusanti. A Valencia le cosiddette «sette» avrebbero ad esempio registrato un incremento del 22 per cento nel corso dell’ultimo decennio. E proprio presso l’Università di Valencia, nel dicembre scorso, il Prof. Miguel Cuevas Barranquero dell’Università di Malaga e vicepresidente AIAP, nell’ambito di un master su criminologia e sicurezza, ha tenuto un importante intervento sul tema dei minori nei culti, passando in rassegna le evidenze scientifiche emerse dall’attività di ricerca di altri studiosi del fenomeno, che confermano i gravi rischi per i bambini inseriti in tali gruppi. I movimenti a crescita maggiore sarebbero quelli pseudo-terapici e new age, come confermato già nel 2013 anche dalla piattaforma di esperti della Rete iberoamericana di studio sulle sette-RIES;

nel Rapporto annuale stilato dal Centro di Informazione sulle sette «INFOSEKTA», reso pubblico nell’aprile 2015, l’associazione zurighese ha registrato nell’anno 2014, 2055 domande, con un incremento del 21 per cento rispetto al 2013: il terzo aumento annuale consecutivo;

analogo discorso per il Regno Unito. In un’intervista del dicembre 2014 il Direttore del Cult Information Centre, operante nel settore dal 1987, dichiarava la presenza di un numero compreso tra i 500 e i 1000 gruppi abusanti e ne attestava la crescita esponenziale;

per la Miviludes, che ha reso pubblico il suo ultimo Rapporto il 4 maggio 2015, sarebbero mezzo milione i francesi toccati dal fenomeno e quasi il 39 per cento delle segnalazioni pervenute alla struttura riguarderebbe il settore della salute, con ben 4000 sedicenti psicoterapeuti e 3000 medici legati a movimenti settari. Peraltro, l’accresciuto numero di metodi terapeutici deviati e di pseudo-operatori privi di qualifiche riconosciute dallo Stato, motivati essenzialmente dal mero desiderio di predominio e asservimento psicologico delle vittime e dall’avidità di denaro, costituiscono fonte di grande preoccupazione per le autorità che hanno intrapreso una vasta attività preventiva. Il professor Philippe-Jean Parquet, psichiatra e membro del consiglio di orientamento della Miviludes, ha osservato che le derive settarie infiltrate nell’ambiente della salute, mietono soprattutto vittime tra i malati di cancro e i pazienti affetti da gravi patologie. Secondo le recenti dichiarazioni del dottor Patrick Romestaing, vice presidente del CNOM (Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici francesi), sempre più movimenti settari si presentano con un certo bagaglio accademico o in alcuni casi, un medico presente al loro interno funge da garante scientifico, coprendo così attività poco trasparenti e non di rado pericolose per la salute degli individui;

il rapporto annuale Miviludes non ha mancato di porre l’accento anche sul ruolo di internet nello sviluppo di credenze estreme che potrebbero dar luogo a nuovi fenomeni settari difficilmente controllabili. Gérald Bronner, autorevole specialista di sociologia cognitiva, professore presso l’Università Paris Diderot e già codirettore del Centro di Studi sociologici alla Sorbona, nel suo apprezzato saggio del 2013 «La Démocratie des crédules», sottolineava, -basandosi sulla diffusione su vasta scala di credenze radicali, come ad esempio le teorie cospirazioniste che stanno attraendo persone sempre più giovani o il già citato fenomeno della auto-radicalizzazione sulla rete degli apprendisti jihadisti-, i rischi della emersione «di nuovi tipi di credenze settarie» ancora più difficili da rintracciare non essendo più strutturate attorno a un gruppo localizzato o a un guru. Questi nuovi, inafferrabili movimenti, difficili da identificare ma in grado di produrre individui disposti a passare all’azione, costituirebbero, secondo il professor Bronner, una nuova sfida per la stessa democrazia;

in Germania, l’associazione Infosekte NRW, un centro di informazione e consulenza psicosociale su nuove comunità ideologiche, religiose e psico-gruppi, promosso dallo Stato del Nord-reno Vestfalia, nel suo rapporto, reso noto nel marzo 2015 e concernente l’anno 2014, ha evidenziato come la richiesta di informazioni e consulenze continui a rimanere elevata;

nel nostro Paese la situazione non risulta dissimile. La dottoressa Maria Carla Bocchino, 1o dirigente responsabile divisione analisi del servizio centrale operativo presso la direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, che da anni segue l’evoluzione di queste realtà, ha infatti riferito lo scorso anno che «il fenomeno rispetto al passato è cambiato: ora riguarda soprattutto centri terapici di cure alternative, corsi di yoga o associazioni che propongono un “incremento del potenziale umano”, promettendo successo e raggiungimento del benessere»;

in una precedente intervista rilasciata al settimanale Panorama, la dottoressa M. C. Bocchino riferiva il preoccupante aumento di giovani attirati, in particolare sul web, da gruppi di satanismo acido; dati confermati anche dall’attività di Polizia postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi «simpatizzanti» risulterebbe quella compresa tra i 12 e 22 anni;

in relazione all’allarmante crescita dei ciarlatani della salute, in data 11 maggio 2015 il Prof. Diego Piazza, Presidente dell’Associazione dei medici chirurghi ospedalieri italiani, come riportato dal Quotidiano Sanità, ha dichiarato «Si sta, affermando una pericolosa sottocultura che ha preso di mira la scienza, la chirurgia e la medicina ufficiale. Tra rimedi “alternativi” e teorie del complotto, pericolosi siti fanno disinformazione sulla pelle delle persone più ingenue e meno attrezzate culturalmente. Inorridisco quando, da chirurgo ed esponente della comunità scientifica, leggo di miracolose cure anticancro basate addirittura sull’autoguarigione… Si deve porre rimedio ad un fenomeno in preoccupante aumento. Invitiamo, allora, il governo a lanciare una campagna pubblica per difendere e diffondere la cultura della scienza e contro i ciarlatani in campo medico»;

per il Centro studi sugli abusi psicologici (CESAP), una onlus italiana, affiliata alla Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo Fecris, (organizzazione non governativa rappresentata al Consiglio d’Europa e all’ONU, che rappresenta con le associazioni federate 25 Paesi dell’Unione europea), in Italia opererebbero almeno 500 gruppi le cui attività sconfinerebbero nell’abuso psicologico, a cui andrebbero aggiunte annualmente una cinquantina di nuove realtà controverse o di organizzazioni riciclatesi sotto altra denominazione, anche se, sottolineano concordemente le associazioni e la prima dirigente della Divisione analisi del servizio centrale operativo della Polizia di Stato, si tratta di stime relative, non essendo di fatto possibile, per plurimi motivi, pervenire a dati certi;

l’associazione onlus Familiari delle vittime delle sette, anch’essa federata FECRIS, gestisce da alcuni anni un blog con notizie aggiornate dall’Italia e dall’estero, articoli scientifici e documentazione concernente casi giudiziari e sentenze processuali, che offre un quadro obiettivo di questo fenomeno sociale anche nel nostro Paese, con risvolti particolarmente drammatici nel caso degli abusi, non di rado raccapriccianti, commessi nei confronti di adolescenti e bambini;

per quanto concerne la più ampia categoria del mondo dei maghi, guaritori, sensitivi, satanisti improvvisati e altro, secondo il rapporto 2013-2014 dell’Osservatorio antiplagio, ancorché la crisi economica abbia determinato negli ultimi anni una diminuzione del volume di affari degli operatori dell’occulto del 25 per cento, attestandosi su 4,5 miliardi di euro annui, non sarebbe tuttavia diminuita la richiesta di consulenza;

si ricorda anche che la regione autonoma del Friuli Venezia Giulia ha approvato la legge regionale 31 maggio 2012, n. 11, «Norme per il sostegno dei diritti della persona e la piena libertà intellettuale, psicologica e morale dell’individuo», finalizzata al contrasto del fenomeno della dipendenza psicologica attuata da individui, o gruppi, anche apparentemente religiosi, tramite tecniche di manipolazione mentale e comportamentale che mirano, per diversi fini, all’annullamento dell’identità della vittima e all’assoggettamento della sua volontà;

di fatto, accanto a drammatiche vicende che hanno avuto ribalta internazionale, come quella del gruppo di giovani denominati «Le Bestie di Satana» macchiatisi di plurimi omicidi, le cronache giudiziarie nel nostro Paese hanno continuato, con inquietante frequenza, a informarci sulle attività illegali poste in essere in danno degli stessi adepti, da sedicenti maestri, guru e leader di gruppi di varia matrice, in particolare religiosa e/o spirituale o pseudo-terapica, ovvero propria dei movimenti del potenziale umano, di auto-miglioramento o di guarigione, noti anche come psico-sette. Eppure, va contestualmente rilevato, rifacendosi ancora alle dichiarazioni della dottoressa Maria Carla Bocchino, come l’attività di contrasto risenta del fatto che, raramente, le vittime denunciano e i reati quasi mai sono procedibili d’ufficio; considerazione che porta a desumere come il fenomeno rimanga in buona parte sommerso;

se non può che ritenersi sconcertante e scoraggiante l’atteggiamento di mancata attenzione e partecipazione fattiva delle istituzioni e dunque di sensibilizzazione dei connazionali su queste tematiche, eccezion fatta per l’apprezzabile operato della «Squadra anti-sette», assolutamente inaccettabile risulta l’indifferenza riservata ai minori nati o cresciuti in contesti gruppali ad alta richiesta o in organizzazioni di tipo fondamentalista;

si ritiene indispensabile rammentare come la stessa vicenda legata alla tristemente nota comunità di affido minori il Forteto, – il cui leader, Rodolfo Fiesoli, detto «il Profeta», è stato condannato in primo grado a 17 anni e 6 mesi di reclusione, in data 17 giugno 2015, per violenze sessuali e maltrattamenti in danno dei piccoli ospiti –, sia stata anche oggetto di un’ampia, accurata e purtroppo agghiacciante indagine della Commissione d’inchiesta della regione Toscana, che ne ha individuato indubitabili similarità con una vera e propria organizzazione settaria. Conclusione che ha trovato piena conferma, sia da quanto emerso nel corso del procedimento penale contro il Fiesoli più altri, che in un prestigioso saggio pubblicato sulla Rivista italiana di Freniatria, (la più antica pubblicazione italiana in tema di salute mentale), secondo il cui giudizio, fondato anche sul contributo offerto da altri psichiatri, il Forteto era una «comunità ideologica», con molte affinità con le sette dominate da un «culto totalizzante e distruttivo». D’altro canto, nelle motivazioni della monumentale sentenza di quasi 1000 pagine, i giudici scrivono testualmente che «Il Forteto», fin dal suo nascere, aveva le caratteristiche tipiche di una setta, con un «credo» essenzialmente legato alle prospettive liberatorie proprie di un approccio terapeutico (ancorché praticato da persone totalmente incompetenti)… Il termine setta non è utilizzato a caso, non c’è stata udienza in questo processo durante la quale non sia stato svolto un tentativo di comprendere aspetti (piuttosto stravaganti) della vita di questa comunità»;

nel marzo 2014, studiosi italiani di fama internazionale, unitamente a riconosciute associazioni di tutela dei minori, a centri per lo studio degli abusi psicologici e per la prevenzione dei rischi criminologici, ad associazioni di informazione e ricerca sul fenomeno settario e di tutela dell’individuo e delle famiglie e altro, inoltravano una documentata ed esaustiva lettera alla Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, onde rappresentare la situazione italiana concernente i minori vittime di gruppi abusanti;

nella missiva, consultabile online si legge, tra l’altro, che «Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce, per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5o Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes…, rilevava che «Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti alla Direzione centrale della Polizia Criminale»;

altresì nel 9o Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come «i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate», e ulteriormente constatato che «i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subito abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità».

Nel marzo 2006 veniva discussa e approvata dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia, una importante relazione, realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, titolata «Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia». Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette «sette», si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini… Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’istruzione, ricerca e università), ben 240 mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con «sette» e gruppi legati al satanismo –:

se e quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano adottare, sia sul piano interno che in sede comunitaria, al fine di promuovere un’efficace azione di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, anche mediante appositi programmi educativi e formativi, in particolare nei settori della scuola e della salute, così come da rinnovati solleciti espressi in ambito europeo;

se non si ritenga opportuno assumere iniziative per attivare, con la massima tempestività, un’indagine Ministeriale per far luce sulla condizione dei minori inseriti in contesti gruppali ad alta richiesta, in considerazione di quanto già evidenziato, tra l’altro, nel «Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia» (2006) dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e in base a quanto ripetutamente emerso dalle osservazioni di associazioni di tutela minori, da passate e recenti vicende di cronaca giudiziaria nonché dagli accertamenti degli organi di polizia;

di quali elementi i Ministri, per quanto di competenza, dispongono in relazione alle sconcertanti dichiarazioni riferite da un dichiarato membro attivo della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova nell’articolo pubblicato il 28 aprile 2015 da Linkiesta in merito a presunti abusi sessuali commessi in danno di bambini che la comunità religiosa avrebbe silenziato anche in riferimento a «inquietanti» politiche interne di gestione degli abusi sessuali su minori, come d’altra parte drammaticamente emerso nel recente caso di studio esaminato dalla Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori;

se il Governo non ritenga necessario e opportuno valutare l’istituzione di un centro nazionale ovvero di una struttura statale analoga alla missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie Miviludes operante in Francia, in considerazione del proliferare di organizzazioni controverse, sia per quanto concerne possibili aspetti di pericolosità individuale e sociale, che per i risvolti illeciti di natura economica e fiscale e tenuto conto dell’esistenza di reti di collegamento tra i vari gruppi coercitivi e/o oltranzisti, attivi sul territorio nazionale ed europeo, come già da tempo segnalato anche nelle Relazioni dei servizi segreti italiani sulla politica informativa e della sicurezza;

se non si ritenga necessario e opportuno, in considerazione dell’evoluzione che, nel corso degli ultimi anni, il fenomeno ha assunto anche nel nostro Paese, in particolare interessando l’ambito del benessere e della salute, monitorare, per quanto di competenza, il suo sviluppo e contestualmente avviare una campagna pubblica finalizzata alla promozione della cultura scientifica;

se siano o meno a conoscenza dell’aggressiva e pressante campagna a fini diffamatori di cui sono a tutt’oggi bersaglio le associazioni impegnate in questo settore, la stessa squadra anti-sette e gli ex membri di gruppi abusanti e quali iniziative di tutela i Ministri interrogati, per quanto di competenza, intendano promuovere in favore delle ex vittime e delle loro famiglie, nonché in supporto dell’azione condotta dalla specialità del dipartimento di pubblica sicurezza e dalle menzionate associazioni di volontariato. (4-11122)

TRATTO DA:

https://favisonlus.wordpress.com/2015/11/16/camera-dei-deputati-crescita-di-gruppi-cultuali-abusanti-ed-emersione-di-nuove-credenze-settarie-e-antiscientifiche-nel-paese-e-in-europa-lo-stato-garantisca-tutela-ai-connazionali-e-non-dimentichi/

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/11122&ramo=CAMERA&leg=17