Archivi tag: disassociazione

Abusi sessuali su minori nei Testimoni di Geova. Il secondo servizio shock de LE IENE

Marzo 2016

Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare

Giuseppe (Peppino) Diana

Il Profeta indica come prioritaria la via delle giustizia

Grida a squarciagola, non aver riguardo;
come una tromba alza la voce;
dichiara al mio popolo i suoi delitti

(Geremia 22,3 – Isaia 58)

Le Iene e gli abusi su minori mai denunciati dai Testimoni di Geova

 

Iene Testimoni di Geova

Un servizio de Le Iene accende di nuovo i riflettori sui casi di abusi sessuali su minori non denunciati dalla comunità dei Testimoni di Geova. Le vittime: «Gli anziani della congregazione dicono di non raccontare nulla in giro»

Le Iene accendono di nuovo i riflettori su casi di abusi sessuali su minori non denunciati dalla comunità deiTestimoni di Geova. Nel corso della puntata di ieri del programma di Italia1 è stato mandato in onda un servizio firmato da Luigi Pelazza con la testimonianza di diverse vittime di violenze da parte di adulti che, in virtù di precetti religiosi, non sono stati mai denunciati all’autorità giudiziaria e che nella maggior parte dei casi sono rimasti impuniti anche all’interno della congregazione.

Iene Testimoni di Geova

IENE TESTIMONI DI GEOVA, DUE TESTIMONI PER PUNIRE UN ABUSO SESSUALE

La comunità dei Testimon di Geova – spiega il servizio de Le Iene – non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone. Senza considerare che viene vietata la possibilità di denunciare il fatto all’Autorità giudiziaria. Ogni decisione e sanzione (nella peggiore delle ipotesi la disassociazione) spetta ad una sorta di tribunale interno. La regola (che deriva dalla Bibbia, dal Libro del Deuteronomio, capitolo 19) è scritta in una circolare interna della congregazione: in casi di abusi sessuali su minori gli anziani (i membri più autorevoli della comunità) «non sono autorizzati dalle Scritture a intraprendere alcuna azione […] fino a che non ci sarà una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili».

«Comunque uno se abusa su minore, non penso che lo fa alla vista di due persone», è il commento di uno degli associati ai Testimoni di Geova che ha deciso di parlare alle Iene in forma anonima per svelare i criteri interni di decisione. «Non penso – aggiunge il ragazzo – che gli anziani abbiano capacità o qualifiche professionali per poter valutare dei casi di questo tipo. Non è normale comportarsi così». Il rischio è che diversi casi di abusi compiuti da Testimoni di Geova non siano stati mai denunciati nonostante prove o sospetti. In Australia è stato scoperto che gli associati avrebbero distrutto prove di mille abusi sessuali compiuti su minori. Qualcosa di ugualmente grave potrebbe essere successo anche in Italia.

IENE TESTIMONI DI GEOVA, NESSUNA DENUNCIA ALLE AUTORITÀ PER ABUSO SESSUALE

«Una sera – è una delle testimonianze raccolte e pubblicate da Le iene – mi mandarono a dormire a casa di alcune persone di quella congregazione che noi frequentavamo. Avevo nove anni. Mi hanno mandato al piano di sopra per andare a letto. Quando sono entrata in camera è entrato un anziano. Cominciò a farmi una specie di predica. Dopodichè, mi attiro a sè prendendomi prima il braccio e poi la testa. Mi costrinse a fare quello che un bambino non dovrebbe neanche immaginare, il sesso orale». E dopo la confessione alla mamma di quanto accaduto? «Mi diede della bugiarda», racconta la vittima. «Lei voleva che lo denunciassi, ma non all’Autorità, perché loro non fanno così. Voleva che io trattassi la questione con gli anziani. Loro avrebbero parlato con lui. Ma se vanno a chiedere a lui, lui mica ammette?». Per loro – dice ancora la donna parlando della congregazione e di come regisce agli abusi – la punizione di un pedofilo vuol dire, portarlo, quelle volte che succede, davanti al tribunale interno. Ma sono normali due testimoni in un abuso su minore?». E se lo condannano? «Al massimo lo disassociano».

Iene Testimoni di Geova

(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

«Ho scoperto che c’erano anche altri miei familiari che avevano avuto la mia stessa sorte», è invece il racconto di una donna denuncia abusi sessuali e violenze del padre all’età di 13 anni. «Siamo andati a parlare dagli anziani. L’unica cosa che mi è stata detta: ‘Tuo padre non è pedofilo’. E che comunque questa storia non dovevo raccontarla in giro, perché era una vergogna per gli altri miei familiari». E anche dopo la confessione del padre davanti agli anziani sarebbe cambiato poco: «È stato fatto un Comitato Giudiziario ed è stato disassociato. Poi è stato riassociato dopo due anni». Nessuno avrebbe mai chiesto, davanti alle storie di violenze e abusi, di presentare una denuncia. «Hanno le mani macchiate del sangue di innocenti. Tutti quelli che vengono a conoscenza non fanno niente, sono complici».

Iene Testimoni di Geova
(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

E la risposta della congregazione? «Noi ripudiamo gli abusi. Si documenti bene e si accorgerà che è nel totale errore», si limita a dire telefonicamente un addetto stampa rispondendo a Luigi Pelazza. Che infine si chiede: «E se a fare le stesse domande fosse un magistrato?»

(Immagine da: Le Iene / Italiauno / Mediaset)

 

FONTE: Giornalettismo

http://www.giornalettismo.com/archives/2042252/iene-testimoni-di-geova-abusi-su-minori/

 

GUARDA L’INTERO SERVIZIO DE LE IENE QUI:

1 parte

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/pelazza-quando-una-religione-ti-toglie-la-liberta_590272.html

2 parte

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2016/03/01/pelazza-testimoni-di-geova-e-abusi-sessuali_10053.shtml

 

I TESTIMONI DI GEOVA E GLI ABUSI SESSUALI A LE IENE

Le Iene tornano sulla vicenda degli abusi sessuali in alcune Congregazioni dei Testimoni di Geova ma Luigi Pelazza non riesce a trovare l’indirizzo del magistrato competente

di GIOVANNI DROGO mercoledì 02 marzo 2016 10:17

Ieri Luigi Pelazza a le Iene è tornato ad indagare sui casi di presunti abusi sessuali tra i Testimoni di Geova. Della vicenda le Iene se ne erano occupate qualche settimana fa, facendo eco alla notizia della scoperta di un migliaio di casi analoghi avvenuti in Australia. Un servizio con poche novità sul modo di condurre gli affari interni dei TdG ma che ha presentato diverse testimonianze del clima di violenza nel quale alcuni aderenti alla setta sono stati cresciuti. Una domanda, ma perché Pelazza invece di andare a chiedere all’Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova non è andato dal magistrato a presentare le prove dei reati dei quali è venuto a conoscenza?

Le violenze e gli abusi raccontati dalle vittime

Non sono in discussione le buffe credenze dei Testimoni di Geova, che sono proprie di ogni setta e religione, quanto l’ordinaria amministrazione della vita quotidiana da parte di alcuni aderenti. Certo, il fatto che qualsiasi cosa venga giustificata ricorrendo alla voce delle Scritture è parte integrante del sistema di credenze dei Testimoni di Geova ma questo non significa ipso facto che questa forma di culto religioso sia fondato sulla violenza e sugli abusi. Sono convinto che tra i Testimoni di Geova, così come tra i sacerdoti cattolici, ci siano molte persone buone ed oneste che però spesso per paura di essere estromesse dalla comunità (il termine preciso èdisassociati) non denunciano il comportamento di coloro che commettono i crimini più gravi. Tutti i testimoni ascoltati da Pelazza fanno o hanno fatto parte dei Testimoni di Geova e hanno chiesto di rimanere nell’anonimato. Quello che gli intervistati delle Iene raccontano a proposito delle violenze e della cultura di sottomissione ai dettami degli Anziani della congregazione – per quanto non forniscano prove – è verosimile ed in linea da quanto raccontato da Ignazio Tarantino nel suo libro Sto bene, è solo la fine del mondoe da altri fuoriusciti e disassociati. Noi che siamo fuori dei TdG conosciamo sostanzialmente due aspetti: le visite al citofono per “parlare della Bibbia” e il fatto che i TdG rifiutino le trasfusioni di sangue (fortunatamente non possono però imporre questa scelta ai minori). Ma è naturalmente l’aspetto nascosto della vita della comunità a destare più curiosità e suscitare maggiore indignazione. Ad un certo punto Pelazza tira fuori il testimone con la maschera di Guy Fawkes che ci spiega che secondo una circolare interna per poter denunciare un abuso la regola derivata dalle Sacre Scritture stabilisce che ci debbano essere almeno due testimoni di quell’abuso. Anche questa non è proprio una novità visto che era uno dei dati emersi dall’inchiesta australiana.

testimoni di geova abusi sessuali minori - 1

Perché i Testimoni di Geova non denunciano i reati?

Va da sé che in questo modo gli abusi non potrebbero mai essere denunciati di fronte alle autorità religiose della setta, ovvero il Corpo Direttivo. E se vi chiedete come mai questi abusi non vengano invece denunciati all’autorità giudiziaria dello Stato italiano oltre all’esistenza di un’indicazione che sconsiglia di rivolgersi alle autorità secolari per appianare i conflitti interni una possibile spiegazione sta nel fatto che i TdG vengono cresciuti all’interno di una rete di relazioni che comprende esclusivamente altri TdG ed è quindi difficile rivolgersi a qualcuno di esterno. Inoltre la disassociazione dalla setta – per i “peccati” più vari – comporta per chi ne fuoriesce la perdita di tutte le relazioni sociali e familiari. Il disassociato rischia di trovarsi – di colpo – nella solitudine più assoluta. Pelazza intervista anche un’altra vittima che racconta dell’abuso sessuale subito a nove anni da uno degli Anziani della sua Congregazione. Stando quindi alle vittime il problema esiste, non sappiamo però quanto sia diffuso ed è in ogni caso difficile sostenere che si tratti di una pratica comune, ma per i TdG può essere affrontato solo in seno alla Congregazione senza dove ricorrere alle autorità italiane. Questo non significa che la posizione ufficiale della setta sia a favore degli abusi, anzi un non meglio identificato addetto stampa sostiene che i TdG ripudiano gli abusi, almeno a parole. Per vedere se a queste parole seguiranno anche i fatti e delle prese di posizione chiare e nette probabilmente toccherà aspettare ancora del tempo.

 

FONTE: NEXT Quotidiano

http://www.nextquotidiano.it/cosa-significa-crescere-tra-i-testimoni-di-geova/

 

Le Iene: riflettori puntati sugli abusi minorili mai denunciati dei Testimoni di Geova

Le Iene accendono i riflettori sui Testimoni di Geova e sui nuovi casi di abusi sessuali su minori non denunciati dalla comunità. Durante l’ultima puntata la trasmissione di Italia Uno Luigi Pelazza ha intervistato alcune delle vittime che da piccoli hanno subito violenza all’interno della congregazione, violenze mai denunciate in virtù di precetti religiosi.  “La comunità dei Testimoni di Geova – spiega il servizio de Le Iene – non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone”. E’ inoltre proibito denunciare i propri consociati all’Autorità giudiziaria. Le sanzioni devono essere decise da un tribunale interno secondo una regola ispirata al Libro del Deuteronomio. “In casi di abusi sessuali su minori gli anziani (i membri più autorevoli della comunità) non sono autorizzati dalle Scritture a intraprendere alcuna azione fino a che non ci sarà una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili”. “Comunque uno se abusa su minore, non penso che lo fa alla vista di due persone – dice uno dei Testimoni di Geova – Non penso che gli anziani abbiano capacità o qualifiche professionali per poter valutare dei casi di questo tipo. Non è normale comportarsi così”. “Una sera – racconta a Le Iene una vittima – mi mandarono a dormire a casa di alcune persone di quella congregazione che noi frequentavamo. Avevo nove anni. Mi hanno mandato al piano di sopra per andare a letto. Quando sono entrata in camera è entrato un anziano. Cominciò a farmi una specie di predica. Dopodichè, mi attiro a sè prendendomi prima il braccio e poi la testa. Mi costrinse a fare quello che un bambino non dovrebbe neanche immaginare, il sesso orale”. La mamma quando ha saputo tutto voleva che la vittima trattasse con gli anziani senza denunciare l’accaduto all’Autorità Giudiziaria.  Una donna ha denunciato abusi sessuali e violenze del padre all’età di 13 anni. “Siamo andati a parlare dagli anziani. L’unica cosa che mi è stata detta: ‘Tuo padre non è pedofilo’. E che comunque questa storia non dovevo raccontarla in giro, perché era una vergogna per gli altri miei familiari”. Il padre però poi ha confessato ed è stato soltanto dissociato per due anni. “Hanno le mani macchiate del sangue di innocenti. Tutti quelli che vengono a conoscenza non fanno niente, sono complici”. La congregazione, ha ripudiato gli abusi: “Si documenti bene e si accorgerà che è nel totale errore”.

 

FONTE: METROPOLIS

http://www.metropolisweb.it/mobile/news/le-iene-riflettori-puntati-sugli-abusi-minorili-mai-denunciati-dei-testimoni-di-geova/1931.html

 

ABUSI SESSUALI SU MINORI TRA I TESTIMONI DI GEOVA,
A ‘LE IENE’: “NESSUNO DENUNCIA, È VIETATO…”

Nuovi casi di abusi sessuali su minori, questa volta la denuncia arriva dalla comunità dei Testimoni di Geova e a parlarne ci ha pensato l’inviato de Le Iene Luigi Pelazza. Durante l’ultima puntata la trasmissione di Italia Uno ha intervistato alcune delle vittime che da piccoli hanno subito violenza all’interno della congregazione. PRECETTI RELIGIOSI Tutto è sempre stato taciuto e gli adulti hanno sempre giustificato il loro comportamento citando precetti religiosi. “La comunità dei Testimoni di Geova – spiega il servizio de Le Iene – non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone”…

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO QUI

http://www.leggo.it/news/italia/abusi_sessuali_su_minori_testimoni_di_geova_le_iene_nessuno_denuncia_vietato-1586537.html

ABUSI SESSUALI SU MINORI TRA I TESTIMONI DI GEOVA

Ci ha pensato l’inviato de ‘Le Iene’ Luigi Pelazza a parlare di quello che a nessuno sembra importare: i casi di abusi sui minori tra i Testimoni di Geova. La trasmissione di ‘Italia 1’ ha intervistato le vittime

Se non si arriva addirittura a negare l’abuso, l’unica via rimane poterne parlare solo agli anziani e dover sottostare alle loro decisioni, che il più delle volte negano i fatti avvenuti, facendo anche passare il povero ragazzo per l’essere un bugiardo. Le povere vittime devono poter dimostrare l’avvenuta violenza solo se due testimoni confermano il fatto e questo risulta davvero ridicolo dal momento che un simile abuso non viene certo perpetrato alla presenza di testimoni, soltanto nel caso che anche questi siano comlici della violenza.

Le comunità dei Testimoni di Geova sono cellule chiuse all’esterno, nelle quali i rapporti interpersonali sono soggetti a regole severissime, gli anziani stabiliscono chi deve sposare chi e anche quali frequentazioni sono lecite tra i membri. Inoltre, l’omertà è la regola sovrana e questo consente che possano accadere episodi come quelli portati alla ribalta televisiva dal reporter Luigi Pelazza.

Ovviamente, la comunità smentisce qualsiasi addebito e si trincera dietro il più assoluto riserbo.

 

FONTE: Fidelity House

http://news.fidelityhouse.eu/cronaca/abusi-sessuali-sui-minori-tra-i-testimoni-di-geova-193764.html

 

Le Iene raccontano gli abusi sui minori tra i Testimoni di Geova

iene

Rivelazioni inquietanti quelle raccolte dalla trasmissione di Italia 1‘Le Iene’ nell’ultima puntata andata in onda.

All’interno, un servizioriguardante i Testimoni di Geova con alcune testimonianze choc riguardanti il movimento religioso e racconti di abusi sessuali subiti da alcune vittime quando erano ancora bambini.

Il regolamento interno del movimento, come dice l’inviato Luigi Pelazza, è molto particolare per quanto riguarda questi casi: “La comunità dei Testimoni di Geova non ammette relazioni degli associati con l’esterno e, per provare la veridicità di fatti gravi come un abuso occorre la testimonianza di due persone. In casi di abusi sessuali su minori gli anziani (i membri più autorevoli della comunità) non sono autorizzati dalle Scritture a intraprendere alcuna azione fino a che non ci sarà una confessione o la testimonianza di due testimoni credibili”.

Agghiaccianti le storie raccontate dalle vittime: “Una sera mi mandarono a dormire a casa di alcune persone di quella congregazione che noi frequentavamo. Avevo nove anni. Mi hanno mandato al piano di sopra per andare a letto. Quando sono entrata in camera è entrato un anziano. Cominciò a farmi una specie di predica. Dopodiché, mi attiro a sé prendendomi prima il braccio e poi la testa. Mi costrinse a fare quello che un bambino non dovrebbe neanche immaginare, il sesso orale”.

FONTE: Articolo Tre

http://www.articolotre.com/2016/03/le-iene-raccontano-gli-abusi-sui-minori-tra-i-testimoni-di-geova/?fdx_switcher=true

 

Lorita Tinelli in onda con “Le iene”, continua il servizio di Pelazza sui Testimoni di Geova

Ricordate il servizio de “Le Iene” andato in onda lo scorso 26 gennaio? In quell’occasione il giornalista del noto programma di Canale 5 della rete Mediaset Luigi Pelazza, in un servizio intitolato “Quando una religione ti toglie la libertà”, si interrogava con dati e prove alla mano su comportamenti e plagi che subirebbero alcuni Testimoni di Geova. La dottoressa Lorita Tinelli, in qualità di membro del Centro Studi Abusi Psicologi, rispondeva ad alcune dinamiche sollevate dal giornalista (leggi qui). A distanza di un mese la stessa questione è stata risollevata ed ancora una volta la dott.ssa Tinelli è riapparsa in tv.

Testimoni di Geova e abusi sessuali. Questo il titolo del nuovo servizio di Pelazza andato in onda lo scorso martedì 1 marzo 2016. Raccogliendo ulteriori testimonianze ed andando ancora più a fondo nella questione sugli abusi sessuali dei minori e relativi comportamenti degli “Anziani” della congregazione, Pelazza ha sollevato questa volta il fenomeno del “disassociazionismo” e delle mancate segnalazioni da parte della Congregazione Cristiana dei testimoni di Geova alle addette attività giudiziarie. Il giornalista, rivolgendosi direttamente alla congregazione, pare non abbia ancora una volta ricevuto risposte concrete sulle decisioni. L’interrogativo esposto sarebbe rimasto ancora una volta: “come possono genitori ed anziani della congregazione non proteggere i propri figli e consentire che gli abusatori continuino a vivere senza alcuna colpa?”.

A tutto questo la dottoressa Lorita Tinelli, attualmente anche assessore del Comune di Noci, ha continuato a rispondere e a dare in proprio contributo da professionista, qual è, nell’ambito degli abusi psicologici. Pubblichiamo di seguito i link di entrambe le puntate andate in onda il 26 gennaio ed il 1° marzo durante il programma “Le Iene”.

1° PUNTATA –   2° PUNTATA 

 

FONTE: NOCI 24

http://www.noci24.it/cronaca/notizie-da-noci/12990-lorita-tinelli-a-le-iene-continua-il-servizio-di-pelazza-sui-testimoni-di-geova3

Lo strano caso dei Testimoni di Geova

di Antonino La Mattina

Nella puntata di martedì scorso de Le Iene, Luigi Pelazza si è occupato di presunti abusi sessuali all’interno della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

Qualche settimana fa, la Iena Luigi Pelazza si era occupato di presunti abusi sessuali, all’interno della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, che conta all’incirca 8 milioni di fedeli in tutto il mondo.

Dopo la messa in onda del servizio, la redazione de Le Iene è stata completamente sommersa da numerose segnalazioni di testimoni ed ex testimoni, che hanno raccontato a Luigi Pelazza la loro esperienza all’interno della Congregazione dei Testimoni di Geova.

Tutte le persone intervistate hanno chiesto l’anonimato, per non vedere le loro vite rovinate e distrutte a causa della “disassociazione”, il provvedimento disciplinare attuato dai Testimoni di Geova, che consente loro di espellere dalla Congregazione i “fratelli” che si comportano male e che trasgrediscono le loro norme.

Per comprendere al meglio la dinamica dei fatti, è bene tracciare un breve profilo sulla dottrina dei Testimoni.

La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (in origine, “Studenti Biblici”) nasce inPennsylvania, ad opera del suo fondatore Charles Taze Russel nel 1870. Il nome “Geova” è la resa italiana del Tetragramma biblico (YHWH), le 4 lettere che compongono il nome del Dio giudaico-cristiano, con l’aggiunta delle vocali di “Adonai”. I Testimoni si differenziano da tutti i cristiani delle altre Confessioni religiose, perchè affermano di professare il “vero” Cristianesimo, quello originario del I secolo d. C.; essi interpretano le Sacre Scritture, considerate la Parola di Dio scesa sulla Terra, in modo letterale: l’attività interpretativa della Bibbia è svolta dal Corpo Direttivo nella sede centrale dei Testimoni di Geova a Brooklyn. I Testimonirifiutano la dottrina della Trinità e dell’immortalità dell’anima, asserendo che queste credenze trovano radici nel paganesimo; in base alla loro interpretazione del Testo Sacro, non festeggiano i compleanni né il Natale, ma predicano la“separazione dal mondo”, intendendo che tutte le altre religioni diverse dalla loro insegnano false dottrine. Per questo motivo, i Testimoni hanno rapporti sociali solo con altri Testimoni: chi viene disassociato, cioè espulso dalla Congregazione, non può avere più alcun contatto con i Testimoni, inclusi parenti e amici.

Il “Corpo degli Anziani”, messi a capo di una “Sala del Regno”, attua la disassociazione in base al comportamento morale tenuto dal Testimone: in questo modo si viene a creare una pressione psicologica enorme! La disassociazione, infatti, è una delle controversie più discusse: essere disassociati significa essere abbandonati da tutti quelli che conosci.

Per paura dell’emarginazione sociale, molti Testimoni di Geova abusati dagli Anziani della Congregazione hanno taciuto tali abusi, come raccontato dalle video interviste delle Iene: lo stesso Corpo Direttivo degli Anziani, in caso di reati gravi come l’abuso sessuale, sconsiglia di informare la competente Autorità Giudiziaria, ma di avvertire soltanto la sede Centrale dei Testimoni.

Per vedere l’intero servizio di Luigi Pelazza clicca qui

 

FONTE: ZON

Lo strano caso dei Testimoni di Geova

 

Annunci

Così i Testimoni di Geova reintegrano nell’organizzazione gli abusatori sessuali di bambini

19 Febbraio 2016

PEDOFILI DENUNCIATI E ALLONTANATI? NO, SE PENTITI, REINTEGRATI

Un anziano dei Testimoni di Geova in Australia è finito dietro le sbarre la scorsa settimana per  abusi sessuali su minori, secondo il The West Australian.

Nel corso di sette anni, David Frank Pople  ha aggredito sessualmente due adolescenti che ha incontrato in una congregazione vicino a Perth. Una delle sue vittime nel 1997 ha riferito agli anziani dell’abuso, ma nessuno lo ha comunicato alla polizia finché una delle vittime nel 2014 ha presentato una denuncia. Pople è stato dichiarato colpevole e condannato a tre anni di carcere.

I dettagli della vicenda di Pople rispecchiano quelli di altri casi di abuso che coinvolgono i Testimoni di Geova in tutto il mondo. Gli anziani non hanno segnalato alle autorità secolari gli abusi sessuali su minori. L’autore del reato è stato espulso dell’organizzazione, solo per essere reintegrato in seguito.

Inoltre, la storia rientra nello schema costante dell’espulsione di membri dei Testimoni di Geova che abusano dei bambini, non per l’abuso stesso, ma per non aver dimostrato sufficiente pentimento.

Dopo che Pople ha ammesso agli anziani nel 1997, che aveva aggredito uno dei ragazzi, è stato disassociato – versione della scomunica nei Testimoni – per  non essere sufficientemente pentito, secondo il racconto del giornale. Un anno più tardi, dopo che Pople ha richiesto il ripristino, la comunità lo ha riaccolto.

L’anno scorso, Reveal ha riportato la storia di Debbie McDaniel, una ex Testimone in Oklahoma che ha affermato che un anziano di nome Ronald Lawrence aveva abusato sessualmente di lei per cinque anni, a partire da quando ne aveva 8. Nel 1990, la McDaniel e altre due vittime, ormai cresciute, hanno cominicato agli anziani che Lawrence aveva abusato di loro.

Gli anziani non hanno avvisato la polizia; alla fine disassociarono Lawrence, non perché aveva abusato delle bambine, ma per averlo negarlo. Come Pople, Lawrence è stato reintegrato un anno più tardi.

La responsabilità di decidere come gli anziani gestiscono gli abusi sui minori spetta ai funzionari della società madre della religione, la Watchtower Bible and Tract Society di New York. La Torre di Guardia sin dal 1989 ha istruito gli anziani a non segnalare gli abusi sui minori alle autorità secolari a meno che la legge del loro stato non lo richieda.

In sostituzione, gli anziani sono incaricati di formare comitati giudiziari interni per giudicare i pedofili come spiriti ribelli, non come criminali. Anche se gli autori impenitenti sono a volte disassociati, possono essere ripristinati dopo un anno o poco più, se chiedono scusa.

In Oklahoma, a Lawrence è stato concesso il reintegro dopo che per mesi ha negato di aver abusato dei bambini, a condizione scrivesse lettere di scuse alle sue vittime. Quando si fecero avanti altre vittime, è stato espulso di nuovo – questa volta per aver mentito su quanti bambini avesse abusato – , solo per essere poi reintegrato per la seconda volta.

In tutti i casi di disassociazione e reintegrazione, la Torre di Guardia ha l’ultima parola. Nei casi di abusi sui minori, la Torre di Guardia si riserva il diritto di decidere quali abusatori devono essere messi alla porta e quali riaccolti. I funzionari sostengono che prendono tali decisioni dopo aver determinato quali pedofili sono pericolosi e quali no.

In risposta a una inchiesta del Governo australiano che l’anno scorso ha appurato che i Testimoni di Geova non avevano segnalato alla polizia oltre 1.000 casi di pedofilia, i funzionari dei Testimoni di Geova hanno scritto: “La sola presenza di un pedofilo all’interno di una comunità non comporta necessariamente che gli altri bambini di una comunità o la comunità siano a rischio “.

La Torre di Guardia ha sottolineato quel punto ancora più esplicitamente tre anni prima, in una lettera riservata a tutti gli anziani negli Stati Uniti.

<<Non ogni persona che ha abusato sessualmente di un bambino in passato è considerato un ‘predatore‘>>, dice la lettera. <<La Torre di Guardia, non il locale corpo degli anziani, determina se un individuo che ha abusato sessualmente dei bambini in passato sarà considerato un ‘predatore’>>.

In Australia, Pople potrà beneficiare della libertà vigilata in 18 mesi.

In Oklahoma, dopo che la McDaniel nel 2013 ha riferito del suo abuso alla polizia, Lawrence ha evitato il processo a causa della prescrizione. Fino allo scorso anno, lui era ancora un rispettabile Testimone di Geova.

 

FONTE:  Reveal

https://www.revealnews.org/blog/how-child-sex-abusers-get-reinstated-as-jehovahs-witnesses/

 

Articolo originale del 17 febbraio 2016 a firma del giornalista investigativo Trey Bundy

Tratto dal blog dell’Associazione Favis onlus

https://favisonlus.wordpress.com/2016/02/18/ecco-come-vengono-reintegrati-i-testimoni-di-geova-che-abusano-sessualmente-dei-bambini/

10 anni fa la misteriosa scomparsa di Emo Piccioni. La battaglia del figlio Marco, tra pressioni e mancata collaborazione

31 ottobre 2015

Mi chiamo Marco Piccioni e sono il figlio di Emo, testimone di Geova sequestrato il 31/10/2005 e mai più ritrovato. Sono oltraggiato nel leggere come i miei ex confratelli modifichino apertamente la verità. Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto molte pressioni affinchè le indagini circa il sequestro di mio padre non coinvolgessero i testimoni anche se ogni evidenza dimostrava con chiarezza come il sequestro fosse avvenuto proprio con l’intento di colpire i testimoni di Geova. Anziani, il rappresentante stampa locale e la stessa sede centrale hanno più volte insistito affinché noi, nel parlare con la stampa, evitassimo qualsiasi riferimento ai testimoni. Anzi per loro l’ideale era che evitassimo del tutto i giornalisti. Questo ha portato ad un ritardo nelle indagini con conseguanze davvero deleterie. Per qualsiasi informazione sul caso Emo Piccioni vi invito a consultare il sito di Chi l’ha visto.

(da un commento del figlio di Emo Piccioni  all’articolo «Adesso basta, siamo stufi di obbedire alla nostra religione» de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 2 giugno 2010)

A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI EMO

A 10 anni dalla scomparsa di Emo Piccioni, la sua scheda compare ancora sul sito di CHI L’HA VISTO?, ma nulla è concretamente emerso dalle indagini investigative, nonostante l’incessante battaglia della sua famiglia per la ricerca della verità. Una battaglia, come ha ripetutamente ricordato il figlio Marco, costellata anche di mancata collaborazione, di pressioni, di “obblighi al silenzio”  che finirono, di fatto, col ritardare le indagini. L’inchiesta venne ufficialmente archiviata nel febbraio 2008. Ripercorriamo la storia di questo uomo attraverso alcuni articoli di stampa, un servizio della trasmissione televisiva CHI L’HA VISTO? e le parole del figlio Marco

LA STAMPA 2 settembre 2006

“L’ipotesi è inquietante: un artigiano Testimone di Geova, scomparso da un anno, potrebbe stato «punito» per vendetta da un ex confratello, espulso dalla Congregazione. A questa ipotesi, rigettata con decisione dai Testimoni di Geova, si aggrappa Marco, il figlio di Emo Piccioni, 55 anni. Abita a Fontaneto d’Agogna, trenta chilometri dal capoluogo, vicino a Borgomanero dove il 31 ottobre 2005 il padre Emo sta tenendo una conferenza nella Sala del Regno: squilla il telefono ed esce trafelato. Da quel momento se ne perdono le tracce. Giorni dopo viene trovata la sua auto, chiusa a chiave sulla piazza di Prato Sesia. Poi più nulla, soltanto la disperazione della moglie Enza Gentina che con il figlio batte tutte le piste, tappezza i muri e le cabine telefoniche di volantini. […] emergono testimonianze che aggrovigliano il mistero. Piccioni ha risposto al telefono a qualcuno che lo invitava ad andare a Prato Sesia per recuperare documenti persi. Si scoprirà poi che telefonate di questo tenore sarebbero arrivate ad altri confratelli della zona e della Bassa Valsesia, con richieste d’incontri e appuntamenti andati a vuoto. E tutti sono tornati a casa. Non Emo Piccioni. […] Un confratello carismatico che partecipava al Consiglio degli anziani, quello che eroga le pene inappellabili che portano alle espulsioni. Si fa strada anche l’ipotesi di una setta satanica che avrebbe preso di mira i Testimoni di Geova. Ma un anno dopo il figlio avvalora l’altra possibilità. «Forse c’è qualcuno nella zona – dice – che pensa di aver subito qualche torto. La traccia da seguire è quella religiosa. Dietro la scomparsa non c’è alcuna decisione di cambiare vita nè un suicidio, non era depresso». Una tesi, quella di Marco Piccioni, rilanciata da Adriano Fontani, toscano, fondatore dell’associazione dei fuoriusciti dai Testimoni di Geova: «La congregazione è molto rigorosa e in alcuni casi si arriva all’espulsione di chi si comporta in maniera non conforme. L’allontanamento può avere conseguenze molto serie, soprattutto di natura psicologica e chi ha subito la punizione può covare risentimento e odio». Secondo Fontani non è detto che l’obiettivo fosse Piccioni: «Potrebbe essere qualcuno che voleva vendicarsi comunque dei Testimoni per quello che a suo giudizio era un torto subito. Piccioni ha risposto alla telefonata e a lui è toccato di andare al tragico appuntamento». Alberto Bertone di Moncalieri (Torino), Testimone che si occupa di pubbliche relazioni nel gruppo torinese, respinge questa tesi. «L’espulsione dalla Congregazione – osserva – è una norma che apparteneva al cristianesimo primitivo e che l’associazione di Geova ha fatto propria. Spetta a un gruppo di anziani decidere. In trent’anni ho registrato 2 casi. I peccati gravi sono l’adulterio, tutti i reati di tipo sessuale, il furto. Non esiste un Tar, la nostra è una giustizia interna».

IL FIGLIO DI EMO PICCIONI, LO SCOMPARSO: VOLEVANO CHE DISTRUGGESSI LE INFORMAZIONI SU MIO PADRE

«Mi hanno espulso dai Testimoni di Geova»
 Marco Piccioni, figlio di Emo, il Testimone di Geova scomparso il 31 ottobre 2005 e di cui non è stata più trovata traccia, è stato espulso dall’associazione religiosa dopo il suo rifiuto di distruggere le informazioni ricevute via Internet e che farebbero riferimento a una possibile pista religiosa nella scomparsa del padre. «Sono sconcertato – dice Marco Piccioni – perché ho fatto parte per 21 anni dei Testimoni di Geova ed in questo periodo mi sono sempre impegnato in modo attivo per loro, ma da quando ho iniziato a chiedere che rivelassero delle informazioni che potevano in qualche modo aiutare nelle indagini sulla scomparsa di mio padre, non solo non ho più ricevuto collaborazione, ma mi è stato chiesto esplicitamente di non parlare più dei Testimoni di Geova in questa vicenda».

Marco Piccioni è stato convocato dal «Comitato di giustizia», che ha ribadito la richiesta: «Mi hanno chiesto anche di cancellare tutte le e-mail passate e future che riguardassero in qualche modo mio padre: ovviamente ho risposto di no. Così ieri ho ricevuto la raccomandata che mi annuncia che non faccio più parte dei Testimoni di Geova. Sono davvero sconcertato da questo comportamento, soprattutto perché sono dell’avviso che la collaborazione dei Testimoni di Geova sarebbe preziosa per trovare qualche utile pista. Resto sempre dell’idea che qualcuno abbia voluto vendicarsi di un membro dell’associazione per qualche decisione che non è stata accettata e che ha causato questa reazione, ma non capisco davvero questo comportamento: chiedere la collaborazione è forse una colpa? Voglio invece che si vada proprio a fondo per capire chi possa avere avuto motivi di rancore o di altro e questo aiuto potevamo averlo proprio dai Testimoni di Geova. Invece è arrivato il provvedimento di espulsione, una decisione sconcertante, che mi dà molto da riflettere».

A seguito di questo articolo alcuni commentatori intervennero per esprimere solidarietà a Marco e alla sua famiglia, ma altri dubitarono delle sue asserzioni e si scagliarono contro lui e contro gli ex membri dell’organizzazione geovista.
I lettori interessati possono consultare i testi al seguente link
http://quotidianocattolico.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7548763
Concludiamo con la risposta di Marco a quei commenti e lanciando un sentito appello a chiunque avesse informazioni sulla scomparsa di Emo Piccioni, a segnalarle alle autorità o a contattare, anche in forma anonima. la redazione di Chi L’ha Visto?
Marco Piccioni .. vorrei aggiungere qualche cosa. 
E mi spiace poterlo solo scrivere. Le lettere sono fredde, non lasciano trasparire i sentimenti. Fa male davvero leggere accuse del genere. Fa male perché non puoi spiegare a sconosciuti le notti insonni, il pianto di una madre, il dolore di una figlia.
Il senso di tradimento che ti colpisce quando coloro che rivestono il ruolo di pastori spirituali ti tradiscono.
Quando chiedi loro un gesto di solidarietà che permetta l’esclusione di una pista determinante e ti senti sbattere la porta in faccia.
Per paura? per ignoranza? non penso per cattiveria.
Ma per un insano senso di lealtà agli uomini.
Perché far sapere se ci sono stati casi gravi di disassociazioni nella zona può recare biasimo….a chi? a Dio?
Dio se la cava da solo! E’ agli uomini che si sacrifica un individuo, si, un galantuomo.  Caro Libero1978, che dirti? Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco. Provo un filo di pietà. Sei un uomo d’onore? Non scusarti con me allora. Scusati con mia madre, che ieri , oggi e domani è al mio fianco.”
A Marco e a tutta la sua famiglia, i volontari dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia esprimono sentita vicinanza e solidarietà
PER CONTATTARE CHI L’HA VISTO?
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-364b29e5-5572-4c36-82e9-fcad1f52443f.html
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/index.html

OSTRACISMO NEI TESTIMONI DI GEOVA. CONVERSAZIONE CON RAPHAEL ARON, DIRETTORE DI CULT CONSULTING AUSTRALIA E CON UNA FEDELE GEOVISTA

QUANDO LASCIARE UN CREDO SIGNIFICA DOVER RINUNCIARE A TUTTI GLI AFFETTI: IL RACCONTO TOCCANTE DI UNA TESTIMONE DI GEOVA (seconda parte)

Il Dr. Glenville Ashby, editorialista e giornalista accreditato presso il Dipartimento di Stato americano, è l’autore di questo articolo. Interessato ad approfondire le conseguenze della pratica dell’ostracismo nell’organizzazione geovista, ha intervistato il dott. Raphael Aron riconosciuto esperto di gruppi coercitivi e direttore dell’organizzazione non-confessionale CULT CONSULTING AUSTRALIA (CCA). Aron opera nel settore da oltre trent’anni ed è consulente di governo su queste tematiche.

La prima parte dell’articolo è consultabile qui

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/09/13/ostracismo-nei-testimoni-di-geova-conversazione-con-raphael-aron-direttore-di-cult-consulting-australia-e-con-una-fedele-geovista/

Oltre a quella dello specialista, il Dr. Ashby, ha raccolto la testimonianza di una Testimone di Geova, Jane Doe, (nome fittizio), che vorrebbe lasciare l’organizzazione ma è frenata dal fatto che tale scelta comporterebbe, secondo la prassi geovista, essere esclusa ed evitata anche dai propri familiari. Quello che segue è il suo racconto

Qual è il ruolo degli anziani nel Ministero dei Testimoni di Geova?

J.D. “Gli anziani si occupano di tutte le questioni della congregazione. Garantiscono che i membri s’impegnino il tempo minimo richiesto di 10 ore per il servizio porta a porta e presiedono a tutte le adunanze di congregazione. Inoltre si adoperano perché i membri che hanno peccato o sono in disaccordo con le politiche della chiesa, vengano disciplinati. Esiste poi un comitato di collegamento ospedaliero composto da anziani che controllano i ricoveri in ospedale dei Testimoni di Geova per impedire ai fedeli di accettare le trasfusioni di sangue. Sovrintendono inoltre alle finanze della congregazione.

Agli anziani è fornito anche un manuale segreto su come trattare i membri?

Il manuale proviene dal Corpo Direttivo di New York. Per Corpo Direttivo s’intendono i leader dei Testimoni di Geova,  che si definiscono “lo schiavo fedele e discreto” che Dio ha costituito su tutti i suoi beni terreni. Comunicano con Dio tramite lo Spirito Santo e successivamente provvedono “cibo a suo tempo” per i fedeli.

L’ostracismo ha il sostegno biblico?

J.D.: Esistono due categorie, la “dissociazione” e la “disassociazione”. Disassociato è il termine usato dai Testimoni di Geova per definire l’espulsione e la successiva esclusione di un trasgressore impenitente. Il dissociato è qualcuno che ha rifiutato l’organizzazione di Dio ed è diventato apostata. Costoro sono definiti “mentalmente malati”, persone che cercano di infettare gli altri con i loro insegnamenti.  Gli anziani hanno introdotto la disassociazione come praticata ora nel 1952, ma non vi è alcuna giustificazione biblica per questa forma di manipolazione non cristiana. Tuttavia, i Testimoni di Geova citano 2 Giovanni 10 <<Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto>, ossia non dovremmo salutare l’Anticristo. Questo singola scrittura è utilizzata per sostenere che non si deve salutare un disassociato. Nelle Scritture, come ad esempio in 1 Corinzi  5, Paolo definì i limiti dell’associazione con i cristiani che praticano atti illeciti, ma non la loro rigida esclusione. I membri sono disassociati per pratiche come il fumo, il gioco d’azzardo e la trasfusione di sangue. Ai familiari stretti viene impedito di relazionarsi con i loro parenti disassociati.

La punizione vale per sempre o fino a quando la Società Torre di Guardia reintegra formalmente la persona. E’ considerato irrilevante se la persona non pratica più l’illecito commesso. Il moderno ostracismo si deve al terzo presidente Nathan Knorr. È interessante notare che nel 1947, la scomunica era considerata  una pratica pagana non scritturale. All’epoca, veniva citato Ebrei 10: 26-31 affermando che si doveva lasciare a Dio il giudizio degli individui.

Quali sono alcuni dei danni psicologici che l’ostracismo arreca a una persona?

JD: Come un gruppo di controllo, i Testimoni di Geova instillano la mentalità del “noi contro loro”. Tutti i non Testimoni di Geova sono persone del mondo sotto il dominio di Satana. Pertanto, l’associazione con persone mondane deve essere limitata solo ai rapporti necessari e alla predicazione. Questo significa che se un testimone di Geova lascia l’organizzazione non esiste alcun sistema di supporto esterno. Coloro che lasciano non hanno più nessuno, hanno perso la loro famiglia e gli amici.

Questo è devastante.

Nella Torre di Guardia (rivista del 15 Giugno, 2013, p 28), una persona disassociata afferma “Se la mia famiglia fosse associata con me anche per poco, diciamo per controllarmi, quella piccola dose di associazione potrebbe appagarmi e probabilmente non permetterebbe che il mio desiderio di associazione diventi fattore motivante per tornare a Dio“. Questo evidenzia quanto assoluto sia l’ostracismo. La Torre di Guardia (1 Gennaio 2013, pag 16) nega anche la comunicazione familiare via e-mail, indicando: “Non cercate scuse per associarvi a un membro della famiglia disassociato, ad esempio, tramite e-mail”.  È interessante notare che, mentre la traduzione nella maggior parte delle lingue è la medesima, l’edizione spagnola estende il divieto a “e-mail, telefono o messaggi di testo”.

I nuovi fedeli sono messi al corrente di questa pratica?

JD: Ai nuovi studenti non viene detto nulla di questa pratica fino a quando non saranno completamente indottrinati; l’argomento viene evitato sino a che non siano immersi negli insegnamenti…

FINE SECONDA PARTE

CONTINUA

NOTA SULL’AUTORE:  Il Dr. Glenville Ashby, è un ex insegnante e membro delle forze armate degli Stati Uniti. Si è laureato alla  University of the West Indies (Trinidad), alla The London School of Journalism, Pole Universitaire Euclide (Gambia) e all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. E’ membro della American Board of Clinical Hypnotherapy e dell’ American Association of Transpersonal Psychology. Oggi lavora come editorialista e critico letterario ed è un giornalista accreditato presso il Dipartimento di Stato americano. Ha conseguito un dottorato in Dialogo Interreligioso e Diplomazia ed è  dottore in lettere ( laurea honoris causa). Attualmente è presidente dell’istituto di ricerca sociale e culturale The Global Interfaith Council Corp, con sede a New York

FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO:

http://jamaica-gleaner.com/article/news/20150913/shunning-cult-practice-jehovahs-witnesses

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

La libertà è necessaria al bambino perché solo nella libertà può crescere naturalmente, nel modo giusto. ALEXANDER NEILL