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Al via il Global Survey 2016 per raccogliere pareri da tutto il mondo sulle pratiche dell’organizzazione geovista

8 Febbraio 2016

E PER NON ESSERE PIU’ UNA MAGGIORANZA SILENZIOSA…

Anche quest’anno il noto attivista John Cedars, (alias Lloyd Evans), ha lanciato il   Sondaggio Globale 2016, dedicato ai membri dell’organizzazione geovista, agli ex appartenenti e ai non battezzati.

Il sondaggio, ideato per raccogliere opinioni e pareri in merito alle pratiche dell’organizzazione, ha preso il via questo fine settimana e ha già visto l’adesione di oltre un centinaio di persone. Lo scorso anno il Global Survey aveva registrato la partecipazione di  6.083 votanti, tra cui 1.022 testimoni di Geova, 145 anziani in servizio (di cui 25 coordinatori), 772 anziani inattivi, 1.706 ex membri (fader), 1.461 tra disassociati  / dissociati e 949 partecipanti non battezzati (di cui 597 con familiari geovisti) .

Nel 2014 avevano preso parte al sondaggio 5166 persone, con una crescita significativa rispetto le indagini degli anni precedenti (1.118 partecipanti nel 2011, 1.488 nel 2012 e 1.751 nel 2013). Vedi un nostro post al link di seguito

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/09/18/la-maggioranza-silenziosa-parla-i-risultati-del-global-survey-2014-che-ha-dato-voce-a-testimoni-di-geova-a-non-battezzati-e-agli-ex-membri/

Come già evidenziato in passato dallo stesso Cedars i risultati non potranno considerarsi rappresentativi del pensiero di TUTTI i Testimoni di Geova, ma è comunque incoraggiante, secondo l’attivista, constatare che un numero sempre crescente di testimoni, ex testimoni e non battezzati ricorrano a questa occasione per esprimere il loro onesto parere circa l’organizzazione e le sue pratiche. Non va inoltre dimenticato che i Testimoni di Geova hanno regole severe in merito all’utilizzo della rete internet e all’accesso a siti considerati apostati.

Tra i risultati dello scorso anno si segnala che il 67% dei testimoni non attivi hanno dichiarato di voler lasciare l’organizzazione laddove sia abolita la pratica dell’ostracismo; il 90% tra disassociati e dissociati hanno affermato di essere più felici da quando hanno abbandonato il culto; 27 anziani hanno ammesso di essere a conoscenza della pedofilia nella loro congregazione; il 46% di Testimoni di Geova attivi, ha riferito che avrebbe, apertamente o segretamente, accettato le trasfusioni di sangue; il 13% dei testimoni di Geova votanti avrebbero invece dato il consenso a lasciare morire il proprio bambino per mancanza di una trasfusione, il 10% dei testimoni di Geova partecipanti al sondaggio si è detto soddisfatto del fatto che le proprie donazioni siano usate per coprire le spese legali concernenti casi di abuso sessuale, 113 persone partecipanti al sondaggio hanno affermato di essere state vittime di abuso sessuale infantile all’interno dei Testimoni di Geova, 1123 votanti hanno detto di aver contemplato o tentato il suicidio come risultato delle loro credenze o a seguito della prospettiva dell’ostracismo; solo 136 su 6.083 partecipanti al Global Survey 2015 si sono detti d’accordo con tutti gli insegnamenti della Torre di Guardia.

 

Per ulteriori approfondimenti sui risultati si veda

The 2016 Global Survey of Jehovah’s Witnesses is launched!

Per partecipare al nuovo Sondaggio Globale 2016, cliccare qui:

https://www.surveymonkey.com/r/jwsurvey2016

 

Notizia tratta dal sito JW Survey

 

 

ALL’OMBRA DEL PECCATO. Il video reportage che ha fatto tremare i Testimoni di Geova

Dicembre 2015

ALL’OMBRA DEL PECCATO (Sottotitoli in italiano)

Nei giorni scorsi avevamo postato un interessante articolo a firma del giornalista investigativo Trey Bundy per REVEAL in cui veniva esaminata la reazione della leadership geovista rispetto a un nuovo documentario portoghese trasmesso nel mese di ottobre e, in generale, la risposta dell’organizzazione alle varie indagini svolte sulle politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile. L’articolo tradotto è consultabile qui

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/16/ecco-come-la-leadership-geovista-sta-reagendo-alle-indagini-sulle-politiche-di-gestione-degli-abusi-sessuali-sui-bambini/

Oggi, grazie al prezioso lavoro di traduzione a cura di  Franco Miglionico, possiamo mostravi il reportage che ha fatto tremare i Testimoni di Geova.

Buona visione!

Abusi sessuali su minori. Testimoni di Geova ancor più omertosi dei sacerdoti cattolici. Lo sostiene Massimiliano Frassi presidente dell’associazione di tutela minori Prometeo e consulente di Scotland Yard

Novembre 2015

ESPERTO AFFERMA CHE I TESTIMONI DI GEOVA SONO PIU’ OMERTOSI DELLA CHIESA CATTOLICA SUI CASI DI ABUSO SESSUALE INFANTILE

Nei giorni scorsi Milla Prandelli de il quotidiano il GIORNO ha pubblicato un’ intervista a Massimiliano Frassi, consulente di Scotland Yard e presidente di Prometeo, un’ associazione italiana che si occupa di abusi sui bambini a livello internazionale. Dal 2000 Prometeo riunisce annualmente nel nostro paese i migliori esperti a livello mondiale, con cui si pregia di collaborare, anche nell’ambito del convegno internazionale “Infanzia Violata”, che dal 2004 viene replicato nelle nostre città.
Tra i vari relatori intervenuti ai convegni dell’associazione fondata e diretta da Frassi, si ricorda la presenza, per la prima volta in Europa, della sezione “crimini contro i minori” della prestigiosa F.B.I. di New York City, della Rete americana dei sopravvissuti agli abusi dei sacerdoti (SNAP), che rappresenta il più importante gruppo di supporto al mondo per le vittime di pedofilia, e della stessa Scotland Yard di Londra. Al riguardo, Prometeo è l’unica associazione italiana che collabora con le forze di polizia del Regno Unito di Scotland Yard. Inoltre, una volta al mese, Frassi e il suo prestigioso team di collaboratori, organizzano un corso di formazione permanente con esperti di caratura internazionale esclusivamente riservato ad agenti delle forze dell’ordine, (Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, etc.). Per alcune Questure, il corso è diventato obbligatorio per i propri operatori specializzati nel contrasto della pedofilia e delle violenze in danno di donne e minori.

L’associazione segue con attenzione il fenomeno della pedofilia anche nei contesti di gruppi e movimenti coercitivi  e di organizzazioni e confessioni spirituali e/o religiose, esaminandone, tra l’altro, le politiche di gestione dell’abuso sessuale minorile, non di rado gravemente carenti .Nella recente intervista rilasciata al quotidiano milanese, focalizzata sull’abuso intrafamiliare e sulla sua incidenza nel bresciano, oltre a ricordare che il dato dell’abuso sui bambini, per quanto allarmante continua rimanere sottostimato, Frassi ha menzionato anche il caso di pedofilia più eclatante nel bresciano, “quello dell’ex direttore del seminario,don Marco Baresi che per ironia della sorte, per un certo periodo si è trovato a trascorrere i domiciliari alla Casa del Giovane di Bergamo, ovvero una comunità per ragazzi con problemi“.

Il direttore di Prometeo ha poi evidenziato il fatto che tanti episodi continuano a non venire riportati perché toccare la chiesa resta un tabù“, sottolineando che non si tratta tuttavia di un problema solo della Chiesa cattolica. E non ha usato mezzi termini per spiegarlo: <<Succede anche in altre religioni, come ad esempio nei Testimoni di Geova, che sono ancora più omertosi dei sacerdoti>>. Inequivocabili e sferzanti parole quelle pronunciate dall’autorevole esperto, a ulteriore e drammatica conferma di uno scandalo internazionale diventato oramai trasparente, come dimostrato anche dal caso di studio concernente l’organizzazione geovista, di cui si è recentemente occupata la “Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi su minori”, a cui rimandiamo, ancora una volta, gli eventuali lettori interessati.

FONTI DELLA NOTIZIA:

http://www.ilgiorno.it/brescia/orchi-famiglia-1.1446993

http://www.childabuseroyalcommission.gov.au/case-study/636f01a5-50db-4b59-a35e-a24ae07fb0ad/case-study-29,-july-2015,-sydney

IL SITO DELL’ASSOCIAZIONE PROMETEO

http://www.associazioneprometeo.org/cms/

Perché parlare della Società Torre di Guardia e di violazione dei diritti umani?

1 Novembre 2015

Da un articolo di Jeni Lundblom

IL CORAGGIO DI PARLARE CHIARO

Spesso, quando parlo con amici e conoscenti mi chiedono: “Perché?Perché ti interessa quello che fanno i Testimoni di Geova? Perché preoccuparsi di scrivere articoli o aiutare il movimento degli ex testimoni di Geova? Perché, semplicemente, non guardare oltre e dimenticare tutto? ”

Sono sicura che alcuni di voi leggendo questo si pongono analoghe domande.

Per l’osservatore casuale, i Testimoni di Geova sono nel migliore dei casi un gruppo di brava gente, e nella peggiore ipotesi, dei disturbatori che bussano alla porta con un messaggio sulla fine del mondo,  La persona comune non classificherebbe la Torre di Guardia come pericolosa. Ma questo non è assolutamente vero. Ed è per questo che parlo chiaro.

Parlo apertamente perché le famiglie sono state distrutte dalla politica ingiusta e crudele dell’ostracismo praticata dallaTorre di Guardia

Una persona che decide di lasciare l’organizzazione deve farlo pur sapendo che si perderanno amici e anche parenti di sangue a causa della politica della Torre di Guardia che richiede di evitare coloro che rifiutano i loro insegnamenti. Personalmente ho una sorella che non vedo da tredici anni. Siamo cresciute insieme inseparabili e ora siamo estranee. Non ha mai conosciuto mia figlia, e a meno che  lei non decida di andarsene, io non potrò mai incontrare i suoi figli.

I miei genitori sono persi e francamente dispero di recuperare quel rapporto. Io vengo ostracizzata.  E’ ingiusto e fa male. Quindi, parlo chiaro

Parlo apertamente perché le donne e i bambini sono reclusi poiché vittime degli insegnamenti misogini alla Sala del Regno

La pedofilia e  violenza domestica vengono insabbiate in maniera allarmante in tutto il mondo. Gli uomini al comando preferiscono continuare a mantenere pulito  il marchio Torre di Guardia piuttosto di ammettere un problema con l’abuso e cambiare le politiche che danneggiano le persone vulnerabili tra loro.

A meno non vi siano due testimoni del fatto, un bambino che è molestato non ha alcuna speranza di ricorrere se l’abusatore nega le sue accuse.

Una donna che è percossa dal marito non lo può lasciare e mantenere rispettabilità all’interno dell’organizzazione. L’unico consiglio offertole è di “essere una moglie migliore.”

Ero quella moglie. So come ci si sente. Quindi, parlo chiaro.

Parlo apertamente perché innumerevoli persone innocenti hanno perso la vita a causa di una interpretazione distorta di un versetto biblico sul nutrirsi di sangue

Le persone continuano letteralmente a morire, rifiutando le trasfusioni di sangue. Le esistenze di innumerevoli uomini, donne, bambini e addirittura neonati sono considerate meno importanti che seguire le disposizioni del Corpo direttivo. Non sopporto di vedere questa perdita insensata di vite umane. Mi fa troppo male osservare  queste vittime della follia venire sacrificate. Quindi, parlo chiaro

Parlo apertamente perché ai bambini e ai giovani, molti dei quali non conoscono altro modo di vivere, viene negato l’accesso a un’istruzione di qualità

Lo studio a casa, tra i testimoni di Geova è essenzialmente incoraggiato per isolare i bambini dal resto del mondo esterno. Viene detto loro che l’apprendimento alle scuole superiori e all’università è peccato, che la lettura di qualsiasi cosa al di fuori delle informazioni  fornite dalla Torre di Guardia, è un percorso verso la distruzione, che assumere una decisione informata, valutando tutte le fonti su un argomento, potrebbe rendere colpevoli di un crimine noto come apostasia.

Sono stata una bambina che aveva troppa paura di fare domande. Da adulta, posso comprendere quante opportunità ho perso nella vita non proseguendo l’istruzione. E’ faticoso ora laurearmi e crescere un bambino allo stesso tempo. Quindi, parlo chiaro.

Parlo per quelli ancora dentro che stanno soffrendo.
Parlo per quelli che sono stati abbandonati o che hanno perso i propri cari per queste politiche.
Parlo per quelli troppo fragili per condividere le loro storie.
Parlo apertamente per offrire appoggio a coloro che stanno cercando di aiutare.
Io parlo per informare l’opinione pubblica e, possibilmente, per impedire che altre persone possano essere ferite.

FONTE: JW Survey

http://jwsurvey.org/apostates/the-friday-column-why-speak-out

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

AVVERTENZA: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti. Ci scusiamo per eventuali errori

I 62 apostati che amano i Testimoni di Geova (cortometraggio ENG -sottotitoli in italiano)

4 ottobre 2015

UN MESSAGGIO PER I TESTIMONI DI GEOVA DA EX TESTIMONI DI GEOVA DI TUTTO IL MONDO

Nel mese di settembre 2015, 62 ex Testimoni di Geova di tutto il mondo si sono riuniti per inviare un messaggio positivo a coloro che sono ancora intrappolati nella fede che anch’essi un tempo professavano. Il loro ha voluto essere un messaggio a una sola voce, di amore e preoccupazione, unito al forte desiderio di mettere le cose in chiaro così da eliminare alcuni “miti” perpetuati dalla Società Torre di Guardia e dal Corpo direttivo dell’organizzazione geovista, relativamente quello che è un “apostata”. Per questo hanno realizzato il cortometraggio che pubblichiamo in questo post, unendo alle loro, anche le voci di noi ex membri dei Testimoni di Geova italiani

10 anni fa la misteriosa scomparsa di Emo Piccioni. La battaglia del figlio Marco, tra pressioni e mancata collaborazione

31 ottobre 2015

Mi chiamo Marco Piccioni e sono il figlio di Emo, testimone di Geova sequestrato il 31/10/2005 e mai più ritrovato. Sono oltraggiato nel leggere come i miei ex confratelli modifichino apertamente la verità. Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto molte pressioni affinchè le indagini circa il sequestro di mio padre non coinvolgessero i testimoni anche se ogni evidenza dimostrava con chiarezza come il sequestro fosse avvenuto proprio con l’intento di colpire i testimoni di Geova. Anziani, il rappresentante stampa locale e la stessa sede centrale hanno più volte insistito affinché noi, nel parlare con la stampa, evitassimo qualsiasi riferimento ai testimoni. Anzi per loro l’ideale era che evitassimo del tutto i giornalisti. Questo ha portato ad un ritardo nelle indagini con conseguanze davvero deleterie. Per qualsiasi informazione sul caso Emo Piccioni vi invito a consultare il sito di Chi l’ha visto.

(da un commento del figlio di Emo Piccioni  all’articolo «Adesso basta, siamo stufi di obbedire alla nostra religione» de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 2 giugno 2010)

A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI EMO

A 10 anni dalla scomparsa di Emo Piccioni, la sua scheda compare ancora sul sito di CHI L’HA VISTO?, ma nulla è concretamente emerso dalle indagini investigative, nonostante l’incessante battaglia della sua famiglia per la ricerca della verità. Una battaglia, come ha ripetutamente ricordato il figlio Marco, costellata anche di mancata collaborazione, di pressioni, di “obblighi al silenzio”  che finirono, di fatto, col ritardare le indagini. L’inchiesta venne ufficialmente archiviata nel febbraio 2008. Ripercorriamo la storia di questo uomo attraverso alcuni articoli di stampa, un servizio della trasmissione televisiva CHI L’HA VISTO? e le parole del figlio Marco

LA STAMPA 2 settembre 2006

“L’ipotesi è inquietante: un artigiano Testimone di Geova, scomparso da un anno, potrebbe stato «punito» per vendetta da un ex confratello, espulso dalla Congregazione. A questa ipotesi, rigettata con decisione dai Testimoni di Geova, si aggrappa Marco, il figlio di Emo Piccioni, 55 anni. Abita a Fontaneto d’Agogna, trenta chilometri dal capoluogo, vicino a Borgomanero dove il 31 ottobre 2005 il padre Emo sta tenendo una conferenza nella Sala del Regno: squilla il telefono ed esce trafelato. Da quel momento se ne perdono le tracce. Giorni dopo viene trovata la sua auto, chiusa a chiave sulla piazza di Prato Sesia. Poi più nulla, soltanto la disperazione della moglie Enza Gentina che con il figlio batte tutte le piste, tappezza i muri e le cabine telefoniche di volantini. […] emergono testimonianze che aggrovigliano il mistero. Piccioni ha risposto al telefono a qualcuno che lo invitava ad andare a Prato Sesia per recuperare documenti persi. Si scoprirà poi che telefonate di questo tenore sarebbero arrivate ad altri confratelli della zona e della Bassa Valsesia, con richieste d’incontri e appuntamenti andati a vuoto. E tutti sono tornati a casa. Non Emo Piccioni. […] Un confratello carismatico che partecipava al Consiglio degli anziani, quello che eroga le pene inappellabili che portano alle espulsioni. Si fa strada anche l’ipotesi di una setta satanica che avrebbe preso di mira i Testimoni di Geova. Ma un anno dopo il figlio avvalora l’altra possibilità. «Forse c’è qualcuno nella zona – dice – che pensa di aver subito qualche torto. La traccia da seguire è quella religiosa. Dietro la scomparsa non c’è alcuna decisione di cambiare vita nè un suicidio, non era depresso». Una tesi, quella di Marco Piccioni, rilanciata da Adriano Fontani, toscano, fondatore dell’associazione dei fuoriusciti dai Testimoni di Geova: «La congregazione è molto rigorosa e in alcuni casi si arriva all’espulsione di chi si comporta in maniera non conforme. L’allontanamento può avere conseguenze molto serie, soprattutto di natura psicologica e chi ha subito la punizione può covare risentimento e odio». Secondo Fontani non è detto che l’obiettivo fosse Piccioni: «Potrebbe essere qualcuno che voleva vendicarsi comunque dei Testimoni per quello che a suo giudizio era un torto subito. Piccioni ha risposto alla telefonata e a lui è toccato di andare al tragico appuntamento». Alberto Bertone di Moncalieri (Torino), Testimone che si occupa di pubbliche relazioni nel gruppo torinese, respinge questa tesi. «L’espulsione dalla Congregazione – osserva – è una norma che apparteneva al cristianesimo primitivo e che l’associazione di Geova ha fatto propria. Spetta a un gruppo di anziani decidere. In trent’anni ho registrato 2 casi. I peccati gravi sono l’adulterio, tutti i reati di tipo sessuale, il furto. Non esiste un Tar, la nostra è una giustizia interna».

IL FIGLIO DI EMO PICCIONI, LO SCOMPARSO: VOLEVANO CHE DISTRUGGESSI LE INFORMAZIONI SU MIO PADRE

«Mi hanno espulso dai Testimoni di Geova»
 Marco Piccioni, figlio di Emo, il Testimone di Geova scomparso il 31 ottobre 2005 e di cui non è stata più trovata traccia, è stato espulso dall’associazione religiosa dopo il suo rifiuto di distruggere le informazioni ricevute via Internet e che farebbero riferimento a una possibile pista religiosa nella scomparsa del padre. «Sono sconcertato – dice Marco Piccioni – perché ho fatto parte per 21 anni dei Testimoni di Geova ed in questo periodo mi sono sempre impegnato in modo attivo per loro, ma da quando ho iniziato a chiedere che rivelassero delle informazioni che potevano in qualche modo aiutare nelle indagini sulla scomparsa di mio padre, non solo non ho più ricevuto collaborazione, ma mi è stato chiesto esplicitamente di non parlare più dei Testimoni di Geova in questa vicenda».

Marco Piccioni è stato convocato dal «Comitato di giustizia», che ha ribadito la richiesta: «Mi hanno chiesto anche di cancellare tutte le e-mail passate e future che riguardassero in qualche modo mio padre: ovviamente ho risposto di no. Così ieri ho ricevuto la raccomandata che mi annuncia che non faccio più parte dei Testimoni di Geova. Sono davvero sconcertato da questo comportamento, soprattutto perché sono dell’avviso che la collaborazione dei Testimoni di Geova sarebbe preziosa per trovare qualche utile pista. Resto sempre dell’idea che qualcuno abbia voluto vendicarsi di un membro dell’associazione per qualche decisione che non è stata accettata e che ha causato questa reazione, ma non capisco davvero questo comportamento: chiedere la collaborazione è forse una colpa? Voglio invece che si vada proprio a fondo per capire chi possa avere avuto motivi di rancore o di altro e questo aiuto potevamo averlo proprio dai Testimoni di Geova. Invece è arrivato il provvedimento di espulsione, una decisione sconcertante, che mi dà molto da riflettere».

A seguito di questo articolo alcuni commentatori intervennero per esprimere solidarietà a Marco e alla sua famiglia, ma altri dubitarono delle sue asserzioni e si scagliarono contro lui e contro gli ex membri dell’organizzazione geovista.
I lettori interessati possono consultare i testi al seguente link
http://quotidianocattolico.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7548763
Concludiamo con la risposta di Marco a quei commenti e lanciando un sentito appello a chiunque avesse informazioni sulla scomparsa di Emo Piccioni, a segnalarle alle autorità o a contattare, anche in forma anonima. la redazione di Chi L’ha Visto?
Marco Piccioni .. vorrei aggiungere qualche cosa. 
E mi spiace poterlo solo scrivere. Le lettere sono fredde, non lasciano trasparire i sentimenti. Fa male davvero leggere accuse del genere. Fa male perché non puoi spiegare a sconosciuti le notti insonni, il pianto di una madre, il dolore di una figlia.
Il senso di tradimento che ti colpisce quando coloro che rivestono il ruolo di pastori spirituali ti tradiscono.
Quando chiedi loro un gesto di solidarietà che permetta l’esclusione di una pista determinante e ti senti sbattere la porta in faccia.
Per paura? per ignoranza? non penso per cattiveria.
Ma per un insano senso di lealtà agli uomini.
Perché far sapere se ci sono stati casi gravi di disassociazioni nella zona può recare biasimo….a chi? a Dio?
Dio se la cava da solo! E’ agli uomini che si sacrifica un individuo, si, un galantuomo.  Caro Libero1978, che dirti? Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco. Provo un filo di pietà. Sei un uomo d’onore? Non scusarti con me allora. Scusati con mia madre, che ieri , oggi e domani è al mio fianco.”
A Marco e a tutta la sua famiglia, i volontari dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia esprimono sentita vicinanza e solidarietà
PER CONTATTARE CHI L’HA VISTO?
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-364b29e5-5572-4c36-82e9-fcad1f52443f.html
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/index.html

Dissonanza cognitiva e Testimoni di Geova: un’analisi

Settembre 2015

UN’ANALISI DI  RICHARD E. KELLY

Nel suo libro  rivoluzionario “Quando la profezia non si avvera” del 1956,  il celebre psicologo e sociologo statunitense, LEON FESTINGER, coinvolge il lettore sin dal primo paragrafo. “Un uomo che ha delle convinzioni radicate è un uomo difficile da cambiare. Ditegli che non siete d’accordo con lui e vi volterà le spalle. Mostrategli fatti o dati e metterà in dubbio le vostre fonti. Fate appello alla logica e non capirà il vostro punto di vista“.

Tale descrizione di un “uomo con convinzioni radicate” potrebbe essere applicata con molta facilità a numerosi “apocalittici” Testimoni di Geova. Poiché le intuizioni di Festinger sulla dissonanza cognitiva danno l’impressione che stesse scrivendo per i testimoni di Geova, presenterò la mia analisi in questo modo “Supponiamo che a un <<testimone di Geova>>, venga dimostrato con incontrovertibili prove che la sua credenza è sbagliata. Che succederà? Il <<testimone di Geova>>potrebbe risultare non solo saldo nella sua convinzione ma ancor più convinto di prima. Di fatto il <<testimone di Geova>> potrebbe mostrare un rinnovato fervore nel convincere e convertire altre persone alla sua idea.

In che modo e per quale motivo può essere data una simile risposta nonostante le evidenze contrarie?

Festinger nel suo libro spiega che la ragione, abitualmente, non interviene nei nostri processi decisionali. Al contrario noi ci attacchiamo alle nostre credenze e adattiamo i fatti alla nostra convenienza. Festinger descrive inoltre cinque condizioni che devono essere presenti  dopo la disconferma di una credenza.

Si tratta di queste (con le mie annotazioni):

  1. una credenza deve essere posseduta con una profonda convinzione e deve essere strettamente legata ai comportamenti del credente;
  2. la persona che ha una credenza deve essere ella stessa impegnata e aver assunto alcune importanti decisioni “come essersi separata dai propri figli per guadagnare il favore di Dio” , cosa difficile da realizzare
  3. la credenza deve essere sufficientemente precisa e connessa agli avvenimenti del mondo reale “Armageddon (la fine del mondo) verrà nel 1914, 1925, 1975, o è imminente
  4. la prova innegabile che Armageddon che non ha avuto luogo, avrà effettivamente  luogo, e che questo sia accettato e riconosciuto dal <<Testimone di Geova>> che difende tale credenza
  5. Il <<testimone di Geova>> deve aver un sostegno sociale, perché è poco probabile che un <<testimone di Geova>> isolato possa resistere a questo genere di prove contrarie alle sue credenze. Quando un <<testimone di Geova>> è impegnato in una credenza e in un tale sistema, per quanto le prove fornite possano essere precise e importanti, semplicemente lo porteranno ad afferrarsi ancor più saldamente alle sue convinzioni e ad un incremento dell’attività di proselitismo.

Tentare di ragionare con i Testimoni di Geova, rinforza le loro convinzioni. Tuttavia la dissonanza si produrrà a un certo livello.Ma come si spiega che i Testimoni di Geova manifestino l’accresciuto interesse di convincere gli altri e di sostenere la loro verità dopo l’insuccesso di una predizione?

Ecco come lo spiega Festinger:

“Dissonanza e consonanza sono relazioni esistenti tra opinioni, credenze, conoscenze dell’ambiente in cui si vive, e dei propri impegni e sentimenti. In altri termini, due opinioni o credenze, possono essere sia dissonanti o incoerenti, Un tentativo di riduzione della dissonanza prenderà una o più forme:

1) la persona può provare a cambiare una o più delle sue credenze;

2) la persona può acquisire delle nuove informazioni o convinzioni che le permetteranno di aumentare la consonanza presente e ridurre la dissonanza;

3) la persona può lasciare da parte o sminuire l’importanza delle conoscenze all’interno di una relazione dissonante”.

Se uno qualsiasi di questi tentativi è coronato da successo, è perché il soggetto deve aver ricevuto il sostegno fisico o sociale ricevuto dal suo ambiente naturale << come incontrare continuamente e unicamente i Testimoni di Geova alla Sala del Regno, alle assemblea e nel contesto sociale>>.

La dissonanza avrebbe potuto essere eliminata se il <<testimone di Geova>> avesse rigettato la credenza confutata e <<cessato di assistere alle riunioni e fare proselitismo>>. Ma più spesso l’impegno comportamentale nel loro sistema di credenze è così elevato che quasi ogni altra linea di condotta è preferibile.

E’ meno doloroso sopportare la dissonanza che rigettare il proprio credo e ammettere di essersi sbagliati. Si impedisce a sé stessi di vedere i fatti che comprovano che la predizione non si è verificata o che il credo è stato riconosciuto come manifestamente erroneo.

La razionalizzazione può ridurre un poco la dissonanza, Tuttavia per risultare veramente efficace la razionalizzazione necessita del sostegno di altre persone per rendere corretta la spiegazione o la riformulazione. E certamente c’è un modo affinché la restante dissonanza sia ridotta. Se sempre più soggetti possono essere persuasi che il sistema di credenze dei Testimoni di Geova è corretto, allora, dopo tutto, se è corretto, deve essere la verità.

Il mio principale obiettivo era quello di condividere la teoria della dissonanza cognitiva di Festinger applicata ai testimoni di Geova. Ma voglio anche aggiungere un approccio più recente della teoria della dissonanza cognitiva, quello di Saul McLeod, come riportato nel suo blog nel 2006: 

La dissonanza cognitiva implica atteggiamenti contrastanti riguardo le credenze o i comportamenti. Questo produce una sensazione di disagio che porta a una alterazione sia degli orientamenti, sia delle convinzioni personali, che dei comportamenti volti a ridurre il disagio e a ripristinare l’equilibrio . Ad esempio, quando le persone fumano (comportamento) e sanno che il fumo provoca il cancro (cognizione) <oppure, quando evitano gli ex testimoni di Geova (comportamento), e sanno che stanno facendo un ricatto emotivo che  induce anche a suicidi (cognizione)>

McLeod sottolinea che la teoria della dissonanza cognitiva di Festinger suggerisce che tutti noi abbiamo una motivazione interiore per contenere armoniosamente tutti i nostri atteggiamenti e le credenze e per evitare lo squilibrio (o dissonanza).

Gli atteggiamenti possono cambiare a causa di vari fattori interni alla persona. Un fattore importante è il principio della coerenza cognitiva, mentre Festinger pone l’accento sulla dissonanza cognitiva. Questa teoria parte dall’idea che noi cerchiamo coerenza tra le nostre convinzioni e gli atteggiamenti in tutte le situazioni in cui due cognizioni sono incompatibili. In presenza di una forte motivazione per mantenere la coerenza cognitiva questo può portare a comportamenti irrazionali e talvolta inadatti

Secondo Festinger, possediamo numerose conoscenze sul mondo e su noi stessi; quando queste si scontrano,  viene registrata una discrepanza, e ne risulta uno stato di tensione conosciuto come dissonanza cognitiva.  Quando l’esperienza della dissonanza è sgradevole, siamo motivati ​​a ridurla o a eliminarla e raggiungere una consonanza o un’armonia

La dissonanza cognitiva studiata da Leon Festinger, deriva dai risultati di uno studio concernente l’osservazione dei partecipanti di un culto (apocalittico) che credevano che la terra sarebbe andata distrutta da un’inondazione, e da quello che successe ai membri quando l’inondazione apocalittica non si verificò, in particolare a coloro che erano realmente impegnati e avevano abbandonato le loro case e i posti di lavoro per operare per il culto.

Anche se i membri più socializzati erano più propensi a riconoscere che essi erano stati degli stupidi ed erano pronti a concludere l’esperimento, i membri impegnati erano quelli pronti a reinterpretare le prove per dimostrare che avevano ragione, e che se la terra non era stata distrutta, era stato grazie alla fedeltà dei membri della setta .

Quindi, se non siete un Testimone di Geova – o se siete un ex TdG – ricordate che non si possono davvero cambiare le credenze di un testimone di Geova  attivo presentandogli fatti e dati. Anche se il testimone è un membro della vostra famiglia, o un amico, si ha poca o alcuna possibilità di cambiarne la convinzione, se lui ,(o lei),  è impegnato nel proselitismo attivo, se partecipa regolarmente alle riunioni e se limita il suo contatto sociale ai compagni di fede.

Confutare con la logica  le credenze bizzarre dei Testimoni di Geova con l’aiuto di fatti e dati, rafforzerà più probabilmente, (secondo Festinger), i loro insegnamenti, le loro ansie, le loro paure e  le direttive imposte dalla Società Torre di Guardia.

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE: AAWA

http://aawa.co/blog/cognitive-dissonance-and-jehovahs-witnesses/

La libertà è necessaria al bambino perché solo nella libertà può crescere naturalmente, nel modo giusto. ALEXANDER NEILL