Archivi tag: fine del mondo

ALL’OMBRA DEL PECCATO. Il video reportage che ha fatto tremare i Testimoni di Geova

Dicembre 2015

ALL’OMBRA DEL PECCATO (Sottotitoli in italiano)

Nei giorni scorsi avevamo postato un interessante articolo a firma del giornalista investigativo Trey Bundy per REVEAL in cui veniva esaminata la reazione della leadership geovista rispetto a un nuovo documentario portoghese trasmesso nel mese di ottobre e, in generale, la risposta dell’organizzazione alle varie indagini svolte sulle politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile. L’articolo tradotto è consultabile qui

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/16/ecco-come-la-leadership-geovista-sta-reagendo-alle-indagini-sulle-politiche-di-gestione-degli-abusi-sessuali-sui-bambini/

Oggi, grazie al prezioso lavoro di traduzione a cura di  Franco Miglionico, possiamo mostravi il reportage che ha fatto tremare i Testimoni di Geova.

Buona visione!

Annunci

Quel “proselitismo indecente” dei testimoni di Geova dopo gli attentati parigini. La denuncia di Caffes, il centro nazionale francese di supporto alle famiglie e di formazione per contrastare l’influenza settaria.

20 novembre 2015

COMUNICATO STAMPA DEL CENTRO NAZIONALE FRANCESE CAFFES

In occasione degli avvenimenti drammatici che colpiscono il nostro paese, i soci di Caffes e tutte le persone assistite, vogliono condividere  la loro profonda commozione e solidarietà alle famiglie delle vittime. Riaffermano l’impegno al loro fianco per promuovere la convivenza pacifica, nel rispetto di sé, degli altri e della vita.

In queste circostanze, denunciano con forza coloro che cercano di tratte vantaggio da questi eventi, ossia, secondo numerose fonti concordanti, l’Organizzazione americana dei Testimoni di Geova. Costoro avrebbero intensificato il proselitismo porta a porta e alle uscite della metropolitana sostenendo che questi siano i segni della fine del mondo e che solo i Testimoni di Geova saranno salvati. <<Non bisogna avere paura, bensì rallegrarsi, alzare la testa, la liberazione si avvicina>> affermano.

Nel far leva in questo momento sugli attentati, con apparente grande zelo, per reclutare nuovi adepti tra i cittadini sconvolti da tali terribili avvenimenti, sarebbe così raggiunto il colmo dell’indecenza.  E questo al fine di trascinarli in un’altro tipo di estremismo, denunciato da tempo, dal momento che ciò che li fa rallegrare e li spinge al proselitismo è che questi drammatici fatti annuncerebbero, secondo loro, la liberazione dal mondo satanico in cui oggi viviamo.

Ecco dunque riapparire lo spettro della <<Guerra selettiva (sic!) di Armageddon>> auspicata dall’Organizzazione americana dei Testimoni di Geova. Guerra che, dopo aver <<cancellato>> dalla superficie della terra tra orribili sofferenze i nemici di <<Geova>>, lascerà soltanto ai suoi seguaci un paradiso in terra.

Dinnanzi a questo obiettivo mortifero che non è senza similitudini con quello che noi subiamo, dinnanzi a tale tipo di proselitismo offensivo e volgare, è imperativo chiamare alla più grande vigilanza i cittadini e all’azione risoluta le autorità pubbliche, al fine di proteggerli da tutti gli estremismi che li minacciano.

 

FONTE: CAFFES

http://caffes.fr/communique-de-presse-novembre-2015-regain-de-proselytisme-chez-les-temoins-de-jehovah-de-lindecence-a-lecoeurement/

Perché parlare della Società Torre di Guardia e di violazione dei diritti umani?

1 Novembre 2015

Da un articolo di Jeni Lundblom

IL CORAGGIO DI PARLARE CHIARO

Spesso, quando parlo con amici e conoscenti mi chiedono: “Perché?Perché ti interessa quello che fanno i Testimoni di Geova? Perché preoccuparsi di scrivere articoli o aiutare il movimento degli ex testimoni di Geova? Perché, semplicemente, non guardare oltre e dimenticare tutto? ”

Sono sicura che alcuni di voi leggendo questo si pongono analoghe domande.

Per l’osservatore casuale, i Testimoni di Geova sono nel migliore dei casi un gruppo di brava gente, e nella peggiore ipotesi, dei disturbatori che bussano alla porta con un messaggio sulla fine del mondo,  La persona comune non classificherebbe la Torre di Guardia come pericolosa. Ma questo non è assolutamente vero. Ed è per questo che parlo chiaro.

Parlo apertamente perché le famiglie sono state distrutte dalla politica ingiusta e crudele dell’ostracismo praticata dallaTorre di Guardia

Una persona che decide di lasciare l’organizzazione deve farlo pur sapendo che si perderanno amici e anche parenti di sangue a causa della politica della Torre di Guardia che richiede di evitare coloro che rifiutano i loro insegnamenti. Personalmente ho una sorella che non vedo da tredici anni. Siamo cresciute insieme inseparabili e ora siamo estranee. Non ha mai conosciuto mia figlia, e a meno che  lei non decida di andarsene, io non potrò mai incontrare i suoi figli.

I miei genitori sono persi e francamente dispero di recuperare quel rapporto. Io vengo ostracizzata.  E’ ingiusto e fa male. Quindi, parlo chiaro

Parlo apertamente perché le donne e i bambini sono reclusi poiché vittime degli insegnamenti misogini alla Sala del Regno

La pedofilia e  violenza domestica vengono insabbiate in maniera allarmante in tutto il mondo. Gli uomini al comando preferiscono continuare a mantenere pulito  il marchio Torre di Guardia piuttosto di ammettere un problema con l’abuso e cambiare le politiche che danneggiano le persone vulnerabili tra loro.

A meno non vi siano due testimoni del fatto, un bambino che è molestato non ha alcuna speranza di ricorrere se l’abusatore nega le sue accuse.

Una donna che è percossa dal marito non lo può lasciare e mantenere rispettabilità all’interno dell’organizzazione. L’unico consiglio offertole è di “essere una moglie migliore.”

Ero quella moglie. So come ci si sente. Quindi, parlo chiaro.

Parlo apertamente perché innumerevoli persone innocenti hanno perso la vita a causa di una interpretazione distorta di un versetto biblico sul nutrirsi di sangue

Le persone continuano letteralmente a morire, rifiutando le trasfusioni di sangue. Le esistenze di innumerevoli uomini, donne, bambini e addirittura neonati sono considerate meno importanti che seguire le disposizioni del Corpo direttivo. Non sopporto di vedere questa perdita insensata di vite umane. Mi fa troppo male osservare  queste vittime della follia venire sacrificate. Quindi, parlo chiaro

Parlo apertamente perché ai bambini e ai giovani, molti dei quali non conoscono altro modo di vivere, viene negato l’accesso a un’istruzione di qualità

Lo studio a casa, tra i testimoni di Geova è essenzialmente incoraggiato per isolare i bambini dal resto del mondo esterno. Viene detto loro che l’apprendimento alle scuole superiori e all’università è peccato, che la lettura di qualsiasi cosa al di fuori delle informazioni  fornite dalla Torre di Guardia, è un percorso verso la distruzione, che assumere una decisione informata, valutando tutte le fonti su un argomento, potrebbe rendere colpevoli di un crimine noto come apostasia.

Sono stata una bambina che aveva troppa paura di fare domande. Da adulta, posso comprendere quante opportunità ho perso nella vita non proseguendo l’istruzione. E’ faticoso ora laurearmi e crescere un bambino allo stesso tempo. Quindi, parlo chiaro.

Parlo per quelli ancora dentro che stanno soffrendo.
Parlo per quelli che sono stati abbandonati o che hanno perso i propri cari per queste politiche.
Parlo per quelli troppo fragili per condividere le loro storie.
Parlo apertamente per offrire appoggio a coloro che stanno cercando di aiutare.
Io parlo per informare l’opinione pubblica e, possibilmente, per impedire che altre persone possano essere ferite.

FONTE: JW Survey

http://jwsurvey.org/apostates/the-friday-column-why-speak-out

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

AVVERTENZA: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti. Ci scusiamo per eventuali errori

SPECIALISTA RACCONTA LA SUA ESPERIENZA CON VITTIME DI ABUSI NEI TESTIMONI DI GEOVA E SCATTA LA DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE DA PARTE DELL’ORGANIZZAZIONE IN SVIZZERA. MAGISTRATO RIGETTA L’ATTO

22 Ottobre 2015

Specialista in psicotraumatologia con competenze nel trattamento dei pazienti affetti da DPTS dichiara “Ogni mio paziente cresciuto nei testimone di Geova, ha subito abusi”. L’associazione dei Testimoni di Geova in Svizzera la denuncia ma il giudice rigetta l’atto.

In un’ intervista rilasciata a WATSON lo scorso maggio, Anne Gunkel fisioterapista, specialista in psicotraumatologia con competenza nel trattamento di  persone affette da disturbo post-traumatico da stress (DPTS), parlando della sua esperienza professionale, aveva raccontato come tra i suoi pazienti vi fossero molte vittime di abusi e violenza sessuale in contesti comunitari e cultuali, in particolare tra ex testimoni di Geova. Al riguardo aveva dichiarato  “praticamente ogni mio paziente cresciuto nei Testimoni di Geova è stato vittima di abusi“. La consulente  aveva spiegato, tra l’altro, che i bambini cresciuti nell’organizzazione geovista subiscono una forte pressione per tutto l’arco dell’infanzia, hanno poche relazioni con il mondo esterno, considerato, secondo il credo della confessione, come viziato e privo, per i non testimoni, di ogni possibilità di sopravvivenza all’evento della fine del mondo.

La consulente, aveva inoltre riferito come gli abusi, consumati all’interno della famiglia o a opera degli stessi anziani di congregazione, venissero tenuti nascosti, spiegando anche che per dimostrare un fatto di violenza sessuale, -in base a una regola interna all’organizzazione-, fosse necessaria la parola di almeno due testimoni, evenienza impossibile secondo la stessa professionista.

Per Anne Gunkel, le sorti della vittima non sarebbero d’interesse per i Testimoni di Geova, mentre altro trattamento riceverebbe il colpevole o l’aggressore eventualmente estromesso, che con un un atto di pentimento, verrebbe reintegrato nell’organizzazione. Alla domanda postale su chi avesse il compito di intervenire, la specialista aveva risposto che lo Stato dovrebbe provvedere al monitoraggio di un’organizzazione che, a suo parere, si configura come una setta antidemocratica. Secondo il Rapporto annuale 2014 redatto dall’accreditato centro INFOSEKTE, di cui si fa cenno in un riquadro nel medesimo articolo, le maggiori richieste di informazioni e consulenza concernono proprio Testimoni di Geova e Scientology, con un significativo aumento nel corso degli anni. In particolare per il centro, queste due confessioni, presenterebbero alcuni paralleli, tra cui l’ignorare esigenze e diritti dei minori.

La risposta dell’Associazione svizzera dei Testimoni di Geova alle considerazioni di Anne Gunkel, non si era fatta attendere e il 14 luglio, l’avvocato incaricato Olivier Huber, aveva sporto denuncia nei suoi confronti per diffamazione. Il parere sul caso è arrivato questo mercoledì. Per la procura non sussistono le condizioni che giustifichino l’apertura di un procedimento, in quanto le osservazioni di Anne Gunkel non fanno espresso riferimento all’Associazione dei Testimoni di Geova in Svizzera, ma alla comunità religiosa in generale.

Anne Gunkel ha espresso soddisfazione per la decisione, mentre l’avvocato Huber, non ha rilasciato al momento commenti. Anche per Hugo Stamm, noto e riconosciuto esperto di culti abusanti, (a sua volta oggetto di numerose molestie e denunce per la sua attività di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno delle cosiddette sette), la regola dei due testimoni, non solo non consentirebbe di accertare il fatto criminale ma finirebbe col protegge indirettamente il colpevole.

 

Testo liberamente tratto dall’articolo a firma di Rafaela Roth  “Zeugen Jehovas zeigen Beraterin von Missbrauchsopfern wegen übler Nachrede an – und blitzen ab” pubblicato in data 22 ottobre 2015 su Watson

Vedi approfondimenti alla fonte originale:

http://www.watson.ch/Schweiz/Justiz/549251076-Zeugen-Jehovas-zeigen-Beraterin-von-Missbrauchsopfern-wegen-%C3%BCbler-Nachrede-an-%E2%80%93-und-blitzen-ab

La mia battaglia per essere una bambina. Storia di V. nata e cresciuta nei Testimoni di Geova

Ottobre 2015

Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l’abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli anziani della città: Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è uno sfrenato e un bevitore. Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore

Deuteronomio  XXI-18,21

STORIA DI V. (prima parte)

Quando ripenso alla mia infanzia, la ricordo come una battaglia quotidiana, una lotta estenuante per essere semplicemente quella che ero, una bambina. I miei genitori erano diventati testimoni di Geova circa 3 mesi dopo la mia nascita, praticamente posso dire di essere nata e cresciuta in un culto religioso.
La vita che ben presto mi si è prospettata e che ho conosciuto come figlia di fedeli geovisti,  è stata colma di regole, di doveri e divieti spesso per me incomprensibili e assurdi, di obblighi e forzature, a volte di vere e proprie minacce e soprattutto di dolorosi ricatti morali. Tutta la mia infanzia è stata interamente assorbita nel vortice della fede che i miei genitori avevano abbracciato e che crescendo mi accorgevo sempre più non appartenermi. Mi rivedo, come fosse ora, trascorrere ore e ore nelle attività di predicazione, distribuire volantini ai passanti, partecipare a tutte le adunanze e alle assemblee o immersa negli studi di materiale biblico a casa dei miei, degli altri, al parco e in ogni occasione possibile e immaginabile.
Sin da piccola i miei genitori mi istruivano su cosa avrei dovuto fare e dire, sul modo in cui dovevo presentarmi e comportarmi, in altre parole, su chi dovevo essere, evidenziando il “privilegio” della carriera che mi attendeva.

Per quanto possa apparire incredibile a coloro che non sono stati allevati in questa fede, questi erano solo alcuni degli obblighi e divieti che dovevo rispettare:

• non dovevo esitare a muovermi un istante quando venivo chiamata, ma scattare immediatamente in piedi per rispettare i voleri di Geova e servirlo.

• non potevo guardare i cartoni animati, specie quelli che parlavano di magia, poiché si trattava di tentazioni sataniche e quindi di attività “pagane”.

• mi erano proibiti alcuni giochi per non correre il rischio di essere allettata e attratta da satana

• non potevo recarmi in gita con gli scout perché si trattava di un’iniziativa degli oratori della chiesa cattolica e quindi riconducibile ad attività mondane non amate da Geova

• non avrei mai dovuto vestirmi in un certo modo, né truccarmi poiché significava apparire “quella che non si è” e mostrare una maschera che sarebbe rimasta indelebile

• non potevo frequentare né giocare con bambini non testimoni di Geova perché avrebbero potuto influenzarmi coi loro pensieri pagani e mondani e condurmi sulla via sbagliata

• dovevo sempre essere cosciente che Armageddon era alle porte e prestare ascolto  ai continui riferimenti alla fine del mondo, (tanto da aver trascorso gli anni infantili con l’incontenibile terrore che all’improvviso sarebbe sopraggiunta veramente una catastrofe e io sarei morta in chissà quale modo atroce se “non avessi fatto la volontà di Geova”

• dovevo avere la massima diligenza quando era il momento di recarsi in sala.  Diversamente subivo strattoni, urla e minacce da parte di mia madre e più che eloquenti avvertimenti con alzate di bastone da parte mio padre, (spesso mi sono ritrovata ad aggrapparmi alla scrivania o allo stipite della porta per non cedere)

• dovevo rinunciare a un paio di scarpe nuove se le mie erano rotte e indossare sempre gli stessi vestiti, perché non c’erano soldi per i bisogni personali ma solo per le contribuzioni alla chiesa

• non potevo festeggiare i compleanni né alcuna altra festa considerata pagana: all’asilo durante un compleanno i miei pretesero che rimanessi fuori perché “potevo venire esposta alle tentazioni di una vita mondana corrotta”

• mi era proibito incontrare, stare in compagnia o anche solo parlare o salutare chi “trasgrediva” le regole; una volta al mercato del paese vidi una “sorella” dissociata perché era rimasta incinta, da non sposata, con  “uno del mondo” e, contro il volere di mia madre, le andai incontro salutandola e scambiando con lei qualche parola. Per questo fui aspramente rimproverata.

Tra le punizioni che subii, come le immancabili sculacciate quando esprimevo il mio disappunto a recarmi in sala, ricordo con una stretta al cuore quando gettarono via il mio giocattolo preferito, (un peluche bianco e azzurro che raffigurava un cagnolone). Una volta, sempre a causa del mio rifiuto a presenziare alle riunioni dei testimoni, mia madre mi assestò uno schiaffo così forte da farmi uscire il sangue dalla bocca. Non riuscii a trattenere le lacrime, ma lei non si scompose “Smettila di lamentarti per un nonnulla e comincia a comportarti bene”, furono le sue sole parole.

Ho il vivido ricordo dei fratelli di fede che si profondevano in “consigli” ai miei genitori per “correggere” il mio comportamento così da condurmi una volta per tutte sulla retta via, tra le braccia di Geova. Suggerivano loro, per il mio bene, di essere rigidi e severi e di non demordere. Tutti, (genitori e testimoni), insistevano poi nel ripetermi che mi sarei dovuta battezzare ma dato che non era mia intenzione farlo, per indurmi a cambiare idea, mi ricordavano che sarei morta se non avessi fatto la volontà di Geova in quanto la fine del mondo era ormai prossima.
Arrivai a chiudermi a chiave in camera per sottrarmi alle loro pressanti richieste ma quella chiave un giorno sparì e non ebbi più scampo.

Avrei voluto soltanto  giocare, frequentare i miei coetanei, essere stretta tra le braccia dei miei genitori e coccolata quando avevo paura o bisogno di tenerezza e cogliere nei loro occhi, di tanto in tanto, un lampo di felicità e orgoglio, perché ero una bambina, lo loro bambina.

LA VIOLENZA SESSUALE

Accadeva che i miei genitori  mi affidassero a volte anche ad altri fratelli di fede. Quando avevo circa 9 anni un pomeriggio mi avvisarono che la sera stessa mi sarebbero venute a prendere due “sorelle” e sarei rimasta a dormire a casa loro. Si trattava di  una madre e di una figlia di circa 30 anni, non c’erano bambini della mia età e fui stupita di quella decisione, così ne domandai a mia madre il motivo. Mi rispose incurante “fai qualcosa di diverso e chiacchierate un po’”.

Quando arrivai a casa loro, non mi sentivo a mio agio, ero imbarazzata e non riuscii a toccare il pasto. Non ci furono discorsi particolari e mi portarono presto a letto.
Era stato sistemato per me un lettino ai piedi di un letto matrimoniale. Quando le due donne uscirono, nella stanza entrò  un uomo adulto, lo conoscevo, era un anziano di congregazione. Chiuse la porta a chiave e mi si avvicinò. Ricordo che si rivolse a me con poche parole “devi stare calma, essere obbediente e non deviare dalla strada di Geova”. Non aggiunse altro. Meccanicamente abbassò i pantaloni e mi costrinse a un rapporto sessuale orale.
Il mio cuore batteva all’impazzata e faticavo a respirare ma quando lo vidi allontanarsi da me pensai fosse finita. Furono solo pochi istanti, poi lui si riavvicinò chiedendomi di stendermi sul letto. Io non volevo, non riuscivo a muovermi, così il suo sguardo si fece cupo e minaccioso e per paura di una qualche reazione violenta mi stesi inerme. Quello che accadde dopo è avvolto in una nube oscura,..nel tentativo di sottrarmi alla vergogna e all’orrore, continuo ancora oggi a confinare in qualche angolo inaccessibile della mia mente i ricordi dell’abuso subito.  Come nulla fosse mai accaduto o fosse possibile cancellare tutto. Come non dolessero i lividi sull’anima e quella bambina che voleva essere soltanto una bambina non fosse mai esistita.

FINE PRIMA PARTE