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Quel “proselitismo indecente” dei testimoni di Geova dopo gli attentati parigini. La denuncia di Caffes, il centro nazionale francese di supporto alle famiglie e di formazione per contrastare l’influenza settaria.

20 novembre 2015

COMUNICATO STAMPA DEL CENTRO NAZIONALE FRANCESE CAFFES

In occasione degli avvenimenti drammatici che colpiscono il nostro paese, i soci di Caffes e tutte le persone assistite, vogliono condividere  la loro profonda commozione e solidarietà alle famiglie delle vittime. Riaffermano l’impegno al loro fianco per promuovere la convivenza pacifica, nel rispetto di sé, degli altri e della vita.

In queste circostanze, denunciano con forza coloro che cercano di tratte vantaggio da questi eventi, ossia, secondo numerose fonti concordanti, l’Organizzazione americana dei Testimoni di Geova. Costoro avrebbero intensificato il proselitismo porta a porta e alle uscite della metropolitana sostenendo che questi siano i segni della fine del mondo e che solo i Testimoni di Geova saranno salvati. <<Non bisogna avere paura, bensì rallegrarsi, alzare la testa, la liberazione si avvicina>> affermano.

Nel far leva in questo momento sugli attentati, con apparente grande zelo, per reclutare nuovi adepti tra i cittadini sconvolti da tali terribili avvenimenti, sarebbe così raggiunto il colmo dell’indecenza.  E questo al fine di trascinarli in un’altro tipo di estremismo, denunciato da tempo, dal momento che ciò che li fa rallegrare e li spinge al proselitismo è che questi drammatici fatti annuncerebbero, secondo loro, la liberazione dal mondo satanico in cui oggi viviamo.

Ecco dunque riapparire lo spettro della <<Guerra selettiva (sic!) di Armageddon>> auspicata dall’Organizzazione americana dei Testimoni di Geova. Guerra che, dopo aver <<cancellato>> dalla superficie della terra tra orribili sofferenze i nemici di <<Geova>>, lascerà soltanto ai suoi seguaci un paradiso in terra.

Dinnanzi a questo obiettivo mortifero che non è senza similitudini con quello che noi subiamo, dinnanzi a tale tipo di proselitismo offensivo e volgare, è imperativo chiamare alla più grande vigilanza i cittadini e all’azione risoluta le autorità pubbliche, al fine di proteggerli da tutti gli estremismi che li minacciano.

 

FONTE: CAFFES

http://caffes.fr/communique-de-presse-novembre-2015-regain-de-proselytisme-chez-les-temoins-de-jehovah-de-lindecence-a-lecoeurement/

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Comunità dei non udenti della Nuova Zelanda in rivolta: i Testimoni di Geova violerebbero la loro vita privata

6 ottobre 2015

NUOVA ZELANDA. TESTIMONI DI GEOVA ALLA PORTA DEI NON UDENTI. LAMENTELE E FRUSTRAZIONE DAI PARTE DEI VISITATI

La DEAF Aotearoa della Nuova Zelanda, che rappresenta la comunità dei non udenti, è stata inondata di reclami da parte dei consociati che hanno lamentato di essere stati letteralmente presi di mira dalla Chiesa dei Testimoni di Geova, ricevendo continue visite non richieste. La DEAF Ateorea aderisce alla World Federation of the Deaf, (Federazione Mondiale dei Sordi), un’organizzazione internazionale non governativa a cui partecipano associazioni nazionali di 130 paesi.

Secondo le segnalazioni giunte alla DEAF Aotearoa dai soci della Nuova Zelanda, i non udenti si dicono certi che i Testimoni di Geova visitino le loro abitazioni, perché a conoscenza della presenza di persone sorde. Lunedì l’organizzazione ha rilasciato una dichiarazione riferendo di stare esaminando la possibilità che la Chiesa dei Testimoni di Geova sia in possesso di un database con i dati relativi i non udenti.

La dichiarazione è stata postata anche sulla pagina facebook  del gruppo e ha ricevuto una marea di commenti da parte di persone frustrate. Una donna ha scritto che i testimoni di Geova si sono presentati alla sua casa domandando espressamente della persona sorda che vi risiede. Alla richiesta di come fossero a conoscenza di quella informazione i membri della congregazione religiosa si sono rifiutati di rispondere, inoltre non avevano fatto visita ai suoi vicini. Un altro utente ha commentato che i Testimoni di Geova erano a conoscenza anche del suo nome e della sua professione. Royce Flynn, un uomo residente a Hamilton, ha affermato che nel corso degli ultimi 9 mesi i Testimoni di Geova gli avevano fatto visita a domicilio 6 volte nonostante i suoi ripetuti inviti a non ripresentarsi. Flynn si è pertanto rivolto alla polizia locale che lo ha invitato a interessare il Commissariato per la protezione della vita privata (Office of the Privacy Commissioner). Ha aggiunto di aver contattato, al riguardo, anche Mary Moroney, una politica neozelandese, membro del New Zealand Labour Party.

Jill Dean, direttore esecutivo di DEAF Aotearoa, oltre a riferire che le lagnanze su tale attività della chiesa geovista rappresentano un problema ricorrente e fonte di preoccupazione, ha aggiunto che a suo parere, in virtù del fatto che soltanto circa 4000 non udenti utilizzano prevalentemente il linguaggio dei segni, appare una “coincidenza onnipotente” il fatto che i membri di una “chiesa minoritaria” si presentino presso tali abitazioni con una persona al seguito come interprete. La Dean ha anche spiegato che le persone affette da sordità, proprio a causa della loro particolare condizione, tengono molto alla loro privacy.  Ha infine dichiarato di attendere una risposta dalla chiesa dei Testimoni di Geova, ma laddove risultasse insoddisfacente, l’organizzazione avrebbe interessato il Commissariato della privacy.

La Chiesa dei Testimoni di Geova tramite il suo portavoce, Rod Spinks , ha negato di possedere un database con i nomi e i riferimenti di persone non udenti, di essere solita visitare chiunque, di non aver affatto preso di mira la comunità dei non udenti e di avere tra i propri membri migliaia di persone che hanno potuto imparare la lingua dei segni. Dinnanzi a una eventuale denuncia, ha aggiunto che la chiesa avrebbe preso seriamente in considerazione la questione.

Il direttore esecutivo di  DEAF Aotearoa, ha dunque sollecitato tutti coloro che si sono sentiti molestati a contattare la residenza locale dei Testimoni di Geova e a sporgere denuncia, assicurando che i membri dello staff dell’organizzazione, presenti in tutto il paese, saranno a completa disposizione per sostenerli.

Notizia liberamente tratta dall’articolo “Deaf Aotearoa flooded with complaints about Jehovah’s Witness church“, a firma di KASHKA TUNSTALL, pubblicato in data odierna su Stuff.

FONTE ORIGINALE: STUFF

http://www.stuff.co.nz/life-style/well-good/72742962/deaf-aotearoa-flooded-with-complaints-about-jehovahs-witness-church

Lettera di cordoglio o cinico proselitismo?

26 Settembre 2015

GLI ESTREMI DEL PROSELITISMO

In Florida un uomo in lutto per la recente scomparsa della figlia, ha ricevuto una lettera sgradita insieme a letteratura geovista. La lettera, firmata col nome Eva Robinson,  è stata inviata da una testimone di Geova sconosciuta al destinatario. Nel testo la donna esprimeva vicinanza per la tragica perdita . Ma come aveva saputo di quella scomparsa? Semplicemente scorrendo la sezione necrologi di un giornale di Jacksonville. Successivamente una lettera analoga è stata inviata anche alla chiesa frequentata dall’uomo, di fede presbiteriana.

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Un giornalista della stazione locale ha contattato la signora Robinson che si è detta sorpresa del fatto che l’uomo fosse sconvolto e si è scusata, ma ha anche candidamente ammesso di essere solita consultare necrologi e di aver inoltrato altre lettere senza che alcuno avesse mai espresso contrarietà e indignazione.

L’uomo che ha ricevuto la missiva ha invece spiegato al giornalista che in un momento di così intenso dolore ciò di cui si ha bisogno è sentirsi  circondati dal conforto dei propri cari e amici e che non trovava opportuno ricevere una lettera da uno sconosciuto qualunque, scritta nell’evidente tentativo di fare proselitismo.

Inviare lettere e opuscoli a un’altra confessione religiosa, per chi non è un testimone di Geova, può apparire privo di logica e del tutto inutile. Chi ha familiarità con la cultura dei Testimoni di Geova, sa che questo è un modo dei fedeli geovisti per cumulare le ore dedicate al servizio di campo. Karenne Gionette, in un post pubblicato su JW Survey, ha scritto che approcciare persone in lutto ed emotivamente vulnerabili, non è che un modo crudele per reclutare potenziali fedeli e sfogliare necrologi per evangelizzare le persone, oltre che biasimevole è un triste indice degli estremi a cui l’indottrinamento può condurre.

Difficile darle torto.

 

FONTI DELLA NOTIZIA:

https://www.ijreview.com/2015/09/430108-daughter-dies-florida-father-receives-letter-called-horribly-inappropriate/

http://jwsurvey.org/news/a-new-low-jehovahs-witness-counts-time-by-mailing-grieving-families-via-the-obituaries

Dissonanza cognitiva e Testimoni di Geova: un’analisi

Settembre 2015

UN’ANALISI DI  RICHARD E. KELLY

Nel suo libro  rivoluzionario “Quando la profezia non si avvera” del 1956,  il celebre psicologo e sociologo statunitense, LEON FESTINGER, coinvolge il lettore sin dal primo paragrafo. “Un uomo che ha delle convinzioni radicate è un uomo difficile da cambiare. Ditegli che non siete d’accordo con lui e vi volterà le spalle. Mostrategli fatti o dati e metterà in dubbio le vostre fonti. Fate appello alla logica e non capirà il vostro punto di vista“.

Tale descrizione di un “uomo con convinzioni radicate” potrebbe essere applicata con molta facilità a numerosi “apocalittici” Testimoni di Geova. Poiché le intuizioni di Festinger sulla dissonanza cognitiva danno l’impressione che stesse scrivendo per i testimoni di Geova, presenterò la mia analisi in questo modo “Supponiamo che a un <<testimone di Geova>>, venga dimostrato con incontrovertibili prove che la sua credenza è sbagliata. Che succederà? Il <<testimone di Geova>>potrebbe risultare non solo saldo nella sua convinzione ma ancor più convinto di prima. Di fatto il <<testimone di Geova>> potrebbe mostrare un rinnovato fervore nel convincere e convertire altre persone alla sua idea.

In che modo e per quale motivo può essere data una simile risposta nonostante le evidenze contrarie?

Festinger nel suo libro spiega che la ragione, abitualmente, non interviene nei nostri processi decisionali. Al contrario noi ci attacchiamo alle nostre credenze e adattiamo i fatti alla nostra convenienza. Festinger descrive inoltre cinque condizioni che devono essere presenti  dopo la disconferma di una credenza.

Si tratta di queste (con le mie annotazioni):

  1. una credenza deve essere posseduta con una profonda convinzione e deve essere strettamente legata ai comportamenti del credente;
  2. la persona che ha una credenza deve essere ella stessa impegnata e aver assunto alcune importanti decisioni “come essersi separata dai propri figli per guadagnare il favore di Dio” , cosa difficile da realizzare
  3. la credenza deve essere sufficientemente precisa e connessa agli avvenimenti del mondo reale “Armageddon (la fine del mondo) verrà nel 1914, 1925, 1975, o è imminente
  4. la prova innegabile che Armageddon che non ha avuto luogo, avrà effettivamente  luogo, e che questo sia accettato e riconosciuto dal <<Testimone di Geova>> che difende tale credenza
  5. Il <<testimone di Geova>> deve aver un sostegno sociale, perché è poco probabile che un <<testimone di Geova>> isolato possa resistere a questo genere di prove contrarie alle sue credenze. Quando un <<testimone di Geova>> è impegnato in una credenza e in un tale sistema, per quanto le prove fornite possano essere precise e importanti, semplicemente lo porteranno ad afferrarsi ancor più saldamente alle sue convinzioni e ad un incremento dell’attività di proselitismo.

Tentare di ragionare con i Testimoni di Geova, rinforza le loro convinzioni. Tuttavia la dissonanza si produrrà a un certo livello.Ma come si spiega che i Testimoni di Geova manifestino l’accresciuto interesse di convincere gli altri e di sostenere la loro verità dopo l’insuccesso di una predizione?

Ecco come lo spiega Festinger:

“Dissonanza e consonanza sono relazioni esistenti tra opinioni, credenze, conoscenze dell’ambiente in cui si vive, e dei propri impegni e sentimenti. In altri termini, due opinioni o credenze, possono essere sia dissonanti o incoerenti, Un tentativo di riduzione della dissonanza prenderà una o più forme:

1) la persona può provare a cambiare una o più delle sue credenze;

2) la persona può acquisire delle nuove informazioni o convinzioni che le permetteranno di aumentare la consonanza presente e ridurre la dissonanza;

3) la persona può lasciare da parte o sminuire l’importanza delle conoscenze all’interno di una relazione dissonante”.

Se uno qualsiasi di questi tentativi è coronato da successo, è perché il soggetto deve aver ricevuto il sostegno fisico o sociale ricevuto dal suo ambiente naturale << come incontrare continuamente e unicamente i Testimoni di Geova alla Sala del Regno, alle assemblea e nel contesto sociale>>.

La dissonanza avrebbe potuto essere eliminata se il <<testimone di Geova>> avesse rigettato la credenza confutata e <<cessato di assistere alle riunioni e fare proselitismo>>. Ma più spesso l’impegno comportamentale nel loro sistema di credenze è così elevato che quasi ogni altra linea di condotta è preferibile.

E’ meno doloroso sopportare la dissonanza che rigettare il proprio credo e ammettere di essersi sbagliati. Si impedisce a sé stessi di vedere i fatti che comprovano che la predizione non si è verificata o che il credo è stato riconosciuto come manifestamente erroneo.

La razionalizzazione può ridurre un poco la dissonanza, Tuttavia per risultare veramente efficace la razionalizzazione necessita del sostegno di altre persone per rendere corretta la spiegazione o la riformulazione. E certamente c’è un modo affinché la restante dissonanza sia ridotta. Se sempre più soggetti possono essere persuasi che il sistema di credenze dei Testimoni di Geova è corretto, allora, dopo tutto, se è corretto, deve essere la verità.

Il mio principale obiettivo era quello di condividere la teoria della dissonanza cognitiva di Festinger applicata ai testimoni di Geova. Ma voglio anche aggiungere un approccio più recente della teoria della dissonanza cognitiva, quello di Saul McLeod, come riportato nel suo blog nel 2006: 

La dissonanza cognitiva implica atteggiamenti contrastanti riguardo le credenze o i comportamenti. Questo produce una sensazione di disagio che porta a una alterazione sia degli orientamenti, sia delle convinzioni personali, che dei comportamenti volti a ridurre il disagio e a ripristinare l’equilibrio . Ad esempio, quando le persone fumano (comportamento) e sanno che il fumo provoca il cancro (cognizione) <oppure, quando evitano gli ex testimoni di Geova (comportamento), e sanno che stanno facendo un ricatto emotivo che  induce anche a suicidi (cognizione)>

McLeod sottolinea che la teoria della dissonanza cognitiva di Festinger suggerisce che tutti noi abbiamo una motivazione interiore per contenere armoniosamente tutti i nostri atteggiamenti e le credenze e per evitare lo squilibrio (o dissonanza).

Gli atteggiamenti possono cambiare a causa di vari fattori interni alla persona. Un fattore importante è il principio della coerenza cognitiva, mentre Festinger pone l’accento sulla dissonanza cognitiva. Questa teoria parte dall’idea che noi cerchiamo coerenza tra le nostre convinzioni e gli atteggiamenti in tutte le situazioni in cui due cognizioni sono incompatibili. In presenza di una forte motivazione per mantenere la coerenza cognitiva questo può portare a comportamenti irrazionali e talvolta inadatti

Secondo Festinger, possediamo numerose conoscenze sul mondo e su noi stessi; quando queste si scontrano,  viene registrata una discrepanza, e ne risulta uno stato di tensione conosciuto come dissonanza cognitiva.  Quando l’esperienza della dissonanza è sgradevole, siamo motivati ​​a ridurla o a eliminarla e raggiungere una consonanza o un’armonia

La dissonanza cognitiva studiata da Leon Festinger, deriva dai risultati di uno studio concernente l’osservazione dei partecipanti di un culto (apocalittico) che credevano che la terra sarebbe andata distrutta da un’inondazione, e da quello che successe ai membri quando l’inondazione apocalittica non si verificò, in particolare a coloro che erano realmente impegnati e avevano abbandonato le loro case e i posti di lavoro per operare per il culto.

Anche se i membri più socializzati erano più propensi a riconoscere che essi erano stati degli stupidi ed erano pronti a concludere l’esperimento, i membri impegnati erano quelli pronti a reinterpretare le prove per dimostrare che avevano ragione, e che se la terra non era stata distrutta, era stato grazie alla fedeltà dei membri della setta .

Quindi, se non siete un Testimone di Geova – o se siete un ex TdG – ricordate che non si possono davvero cambiare le credenze di un testimone di Geova  attivo presentandogli fatti e dati. Anche se il testimone è un membro della vostra famiglia, o un amico, si ha poca o alcuna possibilità di cambiarne la convinzione, se lui ,(o lei),  è impegnato nel proselitismo attivo, se partecipa regolarmente alle riunioni e se limita il suo contatto sociale ai compagni di fede.

Confutare con la logica  le credenze bizzarre dei Testimoni di Geova con l’aiuto di fatti e dati, rafforzerà più probabilmente, (secondo Festinger), i loro insegnamenti, le loro ansie, le loro paure e  le direttive imposte dalla Società Torre di Guardia.

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE: AAWA

http://aawa.co/blog/cognitive-dissonance-and-jehovahs-witnesses/

GERMANIA – Nord-Reno Wesfalia. Nessun aiuto ma solo attività di proselitismo e reclutamento di profughi e rifugiati da parte di salafiti radicali, Testimoni di Geova e scientologist

SALAFITI RADICALI, TESTIMONI DI GEOVA E SCIENTOLOGIST CERCANO ADESIONI TRA PROFUGHI E RIFUGIATI

12 Settembre 2015

In un articolo a firma di , il settimanale tedesco FOCUS, ha ripreso e approfondito una notizia diffusa nei giorni scorsi da altri quotidiani, concernente l’attività di reclutamento di profughi musulmani nel Nord-Reno Wesfalia, da parte dei salafiti radicali. Ma anche i Testimoni di Geova e i membri della Chiesa di Scientology non hanno rinunciato a cercare proseliti tra i nuovi arrivati, ha precisato l’autore, dunque tra persone in evidente stato di vulnerabilità e prive di riferimenti e orientamento in un paese sconosciuto. Fatti che hanno allarmato lo stesso Ufficio federale della Protezione della costituzione. Un progetto subdolo e non finalizzato a recare alcun concreto aiuto e che potrebbe rappresentare un pericolo per la stessa sicurezza interna della nazione, ha aggiunto l’articolista, ricordando che due dei tre movimenti sono monitorati dai servizi segreti.

SALAFITI RADICALI: E’ il gruppo islamico in più rapida crescita in Germania: nel Nord-Reno Westfalia si contano circa 1200 affiliati.  “L’obiettivo dei salafiti è quello di attrarre nuovi sostenitori tra i rifugiati”, ha dichiarato a FOCUS ONLINE, Jörg Rademacher, portavoce del Ministero dell’Interno. Secondo le osservazioni dei servizi di intelligence, i salafiti radicali approcciano i nuovi arrivati offrendo loro dolci “ma invece di aiutarli, mirano a metterli in contatto con l’ambiente salafita”, ha proseguito Rademacher “Costoro cercano di convincere i rifugiati che i valori occidentali sono pericolosi e che dovrebbero invece vivere in base alla vera fede”.

I TESTIMONI DI GEOVA: Alcuni membri del controverso gruppo religioso sono entrati nei locali di un ostello per rifugiati in zona Stuttgart Plieningen, come riportato dal quotidiano tedesco “Stuttgarter Zeitung”. Benché abbiano ammesso di voler evengelizzare i rifugiati hanno accusato la chiesa cattolica e quella protestante di gestire il monopolio di richiedenti asilo e rifugiati. Un’accusa immediatamente respinta da un portavoce del Ministero dell’integrazione. Organizzazioni religiose quali la Caritas, lavorano attivamente nei centri accoglienza dei rifugiati senza svolgere alcuna attività di proselitismo.

SCIENTOLOGY: Georg Spielberg, portavoce dell’Ufficio federale della Protezione della costituzione, ha dichiarato a FOCUS online di aver ricevuto prova dell’attività di proselitismo svolto per strada nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo da parte di membri della chiesa di Scientology. Il proselitismo all’interno delle strutture è infatti vietato.  Riferendosi ai rifugiati Spilberg ha ancora dichiarato: “Queste sono per lo più persone che non hanno mai sentito parlare di Scientology, facili prede che ignorano cosa vi sia dietro l’organizzazione”.

Dal canto suo Scientology, nonostante l’evidenza, ha negato di voler reclutare i rifugiati.

NOTIZIA LIBERAMENTE TRATTA DA FOCUS ONLINE E DAL QUOTIDIANO TEDESCO STUTTGARTER ZEITUNG. VEDI ALLA FONTE ARTICOLI ORIGINALI:

http://www.focus.de/politik/deutschland/sie-locken-teils-mit-suessigkeiten-zeugen-jehovas-scientology-salafisten-sie-haben-es-auf-fluechtlinge-abgesehen_id_4939189.html

http://www.stuttgarter-zeitung.de/inhalt.stuttgarter-fluechtlingsunterkunft-zeugen-jehovas-wollen-fluechtlinge-missionieren.85331ee7-1a46-4f87-a93c-7f39614d0f3b.html