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“Quell’ indagine non s’ha da fare…” La Società Torre di Guardia della Gran Bretagna continua a opporsi all’inchiesta della Charity Commission sulle politiche di tutela dei Testimoni di Geova

10 Febbraio 2016

La Charity Commission difende in Corte d’Appello la propria inchiesta sull’ente dei Testimoni di Geova

Gli amministratori della Società Torre di Guardia della Gran Bretagna hanno chiesto alla Corte d’Appello di consentire l’impugnazione legale dell’ inchiesta aperta dalla Charithy Commission nel 2014

A seguito delle decisioni assunte nei loro confronti  presso il “Charity Tribunal and High Court”, (vedi in italiano https://favisonlus.wordpress.com/2015/04/15/la-charity-commission-prosegue-lindagine-legale-sulla-congregazione-dei-testimoni-di-geova-trad-ita/ ), gli amministratori della Società Torre di Guardia della Gran Bretagna,  (Watch Tower Bible and Tract Society, la principale charity dei Testimoni di Geova nel Regno Unito) hanno chiesto alla Corte d’Appello di consentire l’impugnazione legale dell’inchiesta di legge sulle loro attività aperta dalla Commissione nel 2014. A oggi nessuna decisione è stata raggiunta.

La Commissione sta esaminando le modalità con cui la Torre di Guardia tutela i bambini e gli adulti a rischio e ha richiesto, a tal fine, l’accesso alla documentazione registrata dalla charity  a partire dal 2014. La Torre di Guardia contesta la base giuridica dell’inchiesta della Commissione e il suo ordine di accesso ai documenti della charity. L’udienza di oggi è parte del contenzioso di lunga data nei confronti della Commissione. La Commissione ha sostenuto che il Charity Tribunal è la sede appropriata per queste vicende e ha fatto presente che in caso di pronuncia differente della Corte, si rischia  di escludere gli enti caritatevoli svantaggiati finanziariamente dall’accesso alla giustizia attraverso il Tribunale meno oneroso.

La Commissione è determinata a indagare con fermezza le accuse secondo le quali le associazioni non dispongono di adeguate politiche e pratiche di tutela. Continua a difendere la sua indagine di legge sulla Torre di Guardia. Incoraggia le persone che sono state colpite nelle congregazioni dei testimoni di Geova in Inghilterra e nel Galles, a entrare in contatto con l’investigatore capo Jonathan Sanders

jonathan.sanders@charitycommission.gsi.gov.uk

I cittadini possono contattare la Commissione per qualsiasi preoccupazione concernente la tutela o altro in riferimento agli enti di beneficenza, attraverso la Complain about a charity.

 

FONTE: GOVERNO DEL REGNO UNITO

https://www.gov.uk/government/news/charity-commission-defends-its-investigation-into-jehovahs-witness-charity-in-the-court-of-appeal

 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

NOTA: E’ la quarta volta che la Società Torre di Guardia ricorre contro l’inchiesta della Charity Commission. Vedi

http://www.civilsociety.co.uk/governance/news/content/21273/regulator_defends_investigation_into_jehovahs_witness_charity_after_fourth_appeal_launched_into_unlawful_investigation

NOTA 2 : Sull’inchiesta della Charity Commission leggi anche precedenti articoli postati in lingua italiana ai link di seguito

https://favisonlus.wordpress.com/2015/04/15/la-charity-commission-prosegue-lindagine-legale-sulla-congregazione-dei-testimoni-di-geova-trad-ita/

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/26/testimoni-di-geova-e-politiche-di-gestione-dellabuso-sessuale-infantile-ex-membro-in-audizione-presso-la-charity-commission/

 

 

TESTIMONI DI GEOVA DEL REGNO UNITO ACCUSATI DI OCCULTARE GLI ABUSI SESSUALI

3 Gennaio 2016

TESTIMONI DI GEOVA SOTTO ACCUSA ANCHE NEL REGNO UNITO. AVREBBERO COPERTO UNA SERIE DI DENUNCE DI ABUSI SESSUALI

Un membro dei Testimoni di Geova che strangolava ragazzine per ottenere gratificazione sessuale è stato incarcerato dopo che i suoi crimini sono stati tenuti nascosti dalla chiesa per più di 25 anni. 

L’indagine della Carithy Commission su altri casi…

A copy of Watchtower magazine
Torre di Guardia. La rivista offre sconcertanti consigli circa le accuse di abusi sessuali

Il primo attacco di Ian Pheasey fu verso una bambina di sette anni mentre stava lavorando come bibliotecario volontario alla Sala del Regno dei Testimoni di Geova a Warwick negli anni ’90. La settimana scorsa è stato incarcerato a 5 anni dopo essersi dichiarato colpevole dell’aggressione di una ragazza, di lesioni colpose nei sui confronti e di atti di libidine in danno di altre due giovani.

Il Procuratore Nicholas Taplow ha dichiarato alla Warwick Crown Court che i genitori di una delle vittime,  una ragazzina di quattordici anni, <<scelsero di  celare la natura sessuale dell’episodio e le dissero di non proferire parola al riguardo. Continuarono a minimizzare la gravità della situazione e la faccenda venne insabbiata dalla chiesa>>.

In un caso separato la Charity Commission sta indagando due enti di beneficenza  registrati dei Testimoni di Geova : la Società Torre di Guardia della Gran Bretagna e la congregazione di Manchester New Moston.

Quest’ultima avrebbe permesso a un pedofilo condannato, un ex anziano della chiesa, di interrogare due delle sue vittime nell’ambito di una riunione pubblica.

I Testimoni di Geova credono che presunte aggressioni sessuali e stupri devono essere osservati da almeno due persone per essere ritenuti credibili.

Ma tale scenario non si verifica quasi mai nel contesto degli abusi su minori e nelle aggressioni sessuali, che vedono solitamente presenti solo la vittima e l’assalitore.

Si sostiene che i membri siano scoraggiati dal riferire le accuse di abusi alla polizia, Piuttosto vengono esortati a parlare con gli anziani della chiesa in modo che le accuse possano essere trattate internamente senza interferenze esterne e controllo.

Un’ edizione della rivista Torre di Guardia del gruppo ha invitato i propri lettori a essere “accorti” in merito alle denunce di abusi sessuali che coinvolgono i Testimoni di Geova.

Scandalosamente la rivista sostiene <<Anche se un report è vero non vuol dire che debba essere necessariamente divulgato. Ci sono volte quando non sarebbe né giusto né amorevole diffondere un resoconto fedele ad altri>>.

Steve Rose, un 51enne ex testimone di Geova, ha spiegato che l’articolo è stato chiaramente finalizzato a mantenere i membri dell’organizzazione geovista all’oscuro sugli abusi sessuali.

L’uomo di Hartlepool, County Durham, ha dichiarato << Si dice che anche se è vero sarebbe scorretto pubblicare storie.  Possono avere un pedofilo nell’organizzazione eppure dicono: “non scrivere la storia perché è scortese”. Le persone devono sapere questo>>.

La Torre di Guardia in passato aveva marchiato coloro che lasciano l’organizzazione come “mentalmente malati”.

Il portavoce dei Testimoni di Geova ha sostenuto che la Torre di Guardia stava offrendo “principi utili” e ha aggiunto << Con così tante notizie in circolazione, le persone possono farsi rapidamente coinvolgere da informazioni che non sono state verificate >>.

 

Testo originale a firma di Joe Hinton

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

FONTE: DAILY STAR

http://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/484952/UK-Jehovahs-Witnesses-sex-abuse-cover-up

 

 

 

Regno Unito. Colmata una lacuna di legge: in vigore il nuovo reato di “comportamento coercitivo o controllante”

2 Gennaio 2016

VIOLENZA PSICOLOGICA ORA REATO COME LA VIOLENZA FISICA

Da una ricerca del ministero dell’Interno inglese, nel dicembre scorso, era emerso che il 30% delle donne e il 15% degli uomini subiva, tra le mura di casa, da parte del partner, violenze di tipo psicologico. L’85% degli inglesi riteneva poco efficaci le norme già previste. Per questo motivo il premier Cameron si era impegnato a promulgare in tempi stretti una legge che prevedesse una nuova tipologia reato – “il comportamento coercitivo e il controllo invasivo” e una pena fino a 5 anni di carcere. La proposta aveva trovato tutti concordi in Parlamento e la conservatrice Theresa May parlò al riguardo di “abuso equivalente alla tortura”.

Oggi in Inghilterra e Galles non sarà più necessaria la violenza fisica per incriminare qualcuno per il maltrattamento subito a opera dei partner o dei membri della propria famiglia. Il nuovo reato di “comportamento coercitivo o controllante” entrato in vigore il 29 dicembre 2015 sarà considerato come abuso domestico e perseguito come un crimine.

Con il nuovo reato di comportamento illecito coercitivo o di controllo le vittime di abusi psicologici ed emotivi estremi potranno portare i loro autori davanti alla giustizia

Il delitto prevede un massimo di 5 anni di reclusione, una multa o entrambe le sanzioni

Il ministro per la prevenzione degli abusi e dello sfruttamento Karen Bradley ha dichiarato:

<<Nessuno dovrebbe vivere nella paura degli abusi domestici, che è il motivo per cui questo governo ha deciso di fare della fine della violenza contro le donne e le giovani una priorità. Il nostro nuovo reato di comportamento coercitivo o controllante sarà finalizzato a proteggere le vittime che altrimenti sarebbero soggette a continui schemi di abuso che possono condurre a un controllo totale della propria vita da parte del colpevole. 

Stiamo trasmettendo un segnale chiaro per cui è sbagliato violare la fiducia di costoro che sono più vicini e l’abuso emotivo e il controllo non saranno tollerati >>.

Ricorsi, procedimenti giudiziari e il volume di condanne per violenza domestica e abusi hanno raggiunto i massimi livelli.

Il governo si è impegnato a sostenere la polizia per assicurare i responsabili alla giustizia e garantire alle vittime il sostegno di cui hanno bisogno per ricostruire le loro vite.

Il comportamento coercitivo o controllante, non si riferisce a un unico episodio, si tratta di un modello deliberato di incidenti che si verificano nel corso del tempo consentendo a un individuo di esercitare potere, controllo o coercizione su un altro.

Il nuovo reato si propone di colmare una lacuna nella legge concernente i modelli di comportamento coercitivo e di controllo nel contesto di un rapporto tra partner intimi, ex partner che vivono ancora insieme, o membri della famiglia.

Alison Saunders, il Direttore della Pubblica Accusa ( DPP), ha detto che << tale tipo di comportamento può limitare i diritti umani fondamentali delle vittime >>

Ha aggiunto che numerose vittime affermano che il trauma da abuso psicologico è peggiore di quello fisico.

 

FONTI DELLA NOTIZIA:

https://www.gov.uk/government/publications/statutory-guidance-framework-controlling-or-coercive-behaviour-in-an-intimate-or-family-relationship

https://www.gov.uk/government/news/coercive-or-controlling-behaviour-now-a-crime?=rnb

http://www.cbsnews.com/news/uk-law-coercive-or-controlling-behavior-partner-abuse-crime-criminal/

NOTA: L’articolo è consultabile anche sul blog dell’Associazione Familiari delle Vittime delle sette (FAVIS)

https://favisonlus.wordpress.com/2016/01/02/regno-unito-colmata-una-lacuna-di-legge-in-vigore-il-nuovo-reato-di-comportamento-coercitivo-o-controllante/

REGNO UNITO. Carcere e iscrizione nel registro dei sex offenders per un anziano testimone di Geova, ora disassociato, che molestò sessualmente una minore

22 novembre 2015

CONDANNA, CARCERE E ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEI SEX OFFENDERS PER UN ANZIANO DEI TESTIMONI DI GEOVA CHE LA CHIESA ORA HA ESPULSO. PER IL GIUDICE L’UOMO E’ STATO UN IPOCRITA

Un ex anziano dei Testimoni di Geova è stato incarcerato a seguito degli atti osceni commessi nei confronti di una scolaretta in tre occasioni, circa quarant’anni fa.

La corte penale di Stoke-on-Trent (nella contea dello Staffordshire, Inghilterra), ha esaminato il modo in l’uomo, di nome John Winkle, aveva commesso l’aggressione sessuale sulla bambina e l’aveva baciata.

La vittima aveva sporto denuncia nel 2013 e l’imputato, oggi 58enne, ha ammesso due accuse di atti di libidine ma  ha negato una terza accusa per lo stesso crimine, tuttavia è stato condannato dopo un processo il mese scorso.

La nuova sentenza ha ora stabilito che dovrà scontare 4 anni di reclusione. Peter McCartney, il legale che ha rappresentato Winkle, ha dichiarato che il suo assistito avrebbe riconosciuto gli errori commessi portandone il fardello per tutti i trascorsi decenni, ne ha elogiato la buona indole e riferito che è stato felicemente sposato per 30 anni.

Ha poi aggiunto che ora Winkle è stato disassociato dai Testimoni di Geova. Al riguardo ha dichiarato che la sua ammissione di colpevolezza lo ha portato a essere estremamente isolato poiché la religione che ha seguito per tutti questi anni lo ha espulso. <<Deve arrivare dopo che la funzione è iniziata e andarsene prima che sia terminata. Non gli è permesso rivolgere la parola ad alcuno dei presenti>>.

Winkle è stato iscritto a tempo indefinito nel registro dei sex offenders e gli sono precluse varie attività che coinvolgono bambini e adulti vulnerabili. Nei suo confronti è stata spiccata anche una ordinanza restrittiva per la quale non dovrà avere alcun contatto con la vittima per cinque anni.

Il giudice Paul Glenn, ha ricordato come le azioni delittuose dell’uomo abbiano causato significative ripercussioni sulla salute psicologica della vittima e ha aggiunto <<…Lei è un ipocrita, perché è diventato un anziano e ha anche investigato una questione sessuale nonostante il suo passato>>

 

VEDI APPROFONDIMENTI ALLA NOTIZIA AL LINK DI SEGUITO

http://www.stokesentinel.co.uk/Ex-Jehovah-s-Witness-elder-jailed-sex-assaults/story-28222163-detail/story.html

Regno Unito. Carcere per un Testimone di Geova colpevole di atti sessuali con una minore

15 Ottobre 2015

Testimone di Geova condannato a due anni e otto mesi per atti sessuali con una ragazzina di 15 anni

Un testimone di Geova di Stratford (Londra), che ha compiuto atti sessuali con una minorenne di 15 anni, ha dichiarato al giudice di  “aver combattuto per 7-8 anni con quei demoni“. Ma i motivi adotti da Craig Allen, che si dice abbia avuto il sostegno dei Testimoni di Geova per non finire in prigione, non hanno funzionato con un magistrato della Warwick Crown Court. L’uomo, di 43 anni, è stato infatti condannato a 2 anni e otto mesi di reclusione e ne è stata ordinata la sua iscrizione nel registro dei molestatori sessuali a vita dopo che si è è dichiarato colpevole di due capi d’imputazione per attività sessuali con una minore.

Il procuratore Andrew Wallace ha riferito che Allen aveva conosciuto la giovane vittima a metà dell’anno 2000 attraverso la chiesa geovista.  La minore, oggi 20enne, ha raccontato che in un’occasione nella quale l’uomo le diede un passaggio, pur pienamente a conoscenza della sua età, la toccò sessualmente.

La minore non si oppose e non narrò ad alcuno l’accaduto, successivamente ci furono altri episodi consensuali, inclusi vari tipi di attività sessuale, ma non il rapporto sessuale completo.

Qualcuno che aveva avuto il sospetto di quello che stava succedendo tra Allen e e la ragazzina, ne aveva parlato con la madre della  giovane, ma quando la donna aveva contestato a sua figlia e ad Allen ciò di cui era venuta a conoscenza entrambi avevano negato.

Le cose finirono quando  la ragazza cominciò a sentirsi in colpa, decidendo, lo scorso anno, di contattare la polizia.

Quando Allen è stato interrogato dalla polizia ha ammesso che gli episodi erano avvenuti, ma ha sostenuto che era la ragazza ad aver assunto il comando.

Elizabeth Power, il legale difensore, ha fatto osservare che Allen, che ha un figlio e una figlia oggi entrambi ventenni, aveva partecipato volontariamente al colloquio con la polizia ammettendo i fatti contestatigli. “Lui non  si è imposto ma era l’adulto e lei una bambina. Sostiene che era debole e di essere stato attratto da lei. Negli ultimi sette, otto anni ha combattuto contro quei demoni“. Il legale ha anche ricordato che Allen ha contratto dei debiti ed è colui che provvede economicamente alla sua famiglia.

Il giudice Sylvia de Bertodano, ha evidenziato che sebbene la giovane abbia partecipato agli atti sessuali, Allen aveva approfittato di lei in ragione della sua maggiore età.

Questo ha di fatto rovinato la sua reputazione. Lei è fortunato ad avere una moglie che le sta vicino e una chiesa che l’appoggia“, ha aggiunto il giudice de Bertodano, che ha infine dichiarato che l’adulto che prende parte ad attività sessuali coi bambini, deve andare in prigione.

FONTE DELLA NOTIZIA: STRATFORD OBSERVER

http://stratfordobserver.co.uk/news/jehovahs-witness-jailed-for-sexual-activity-with-a-child-8997/

Primo: non infangare il nome di Geova. La storia di Louise Palmer vittima di abuso sessuale infantile e del silenzio degli anziani di congregazione e della sua stessa famiglia

11 Ottobre 2015

Vittima di abuso sessuale infantile da parte del fratello maggiore lo rivela ai genitori, testimoni di Geova e agli anziani di congregazione. Tutti tacciono per non infangare il nome di Dio. Condannato a 14 anni il suo stupratore

I MIEI GENITORI HANNO SCELTO MIO FRATELLO ABUSATORE. NON POTRO’ MAI PERDONARLI PER IL TRADIMENTO

Louise Palmer, che ha rinunciato il suo diritto all'anonimato dopo essere stata vittima di abusi sessuali da ragazza dal suo fratello maggiore, Richard Davenport
Louise Palmer

Una donna stuprata da suo fratello quando era bambina ha ottenuto giustizia ma ha pagato il caro prezzo di essere disconosciuta dai suoi genitori.

La coraggiosa Louise Palmer, di 38 anni, ha sofferto in silenzio per decenni poiché i suoi rigidi genitori, Testimoni di Geova, hanno protetto il suo abusatore. Aveva solo cinque anni quando Richard Davenport, allora 14 enne, cominciò a molestarla. Il giovane si era trasferito in una roulotte nel giardino della famiglia  a causa di un’atmosfera tesa in casa. Si era offerto di tenere la piccola Louise con lui, apparentemente per proteggerla da scene di violenza domestica ma in realtà per aver l’opportunità di violarla. Per sei  anni, Davenport, oggi 47enne, ha fatto attraversare l’inferno all’indifesa Louise. Cessò gli abusi solamente quando alla sorella cominciò il ciclo mestruale, temendo potesse restare incinta.

Louise raccontò ai genitori, Trevor e Diane, e agli anziani della chiesa dei Testimoni di Geova il tremendo abuso subito, ma scandalosamente non fecero nulla per timore di disonorare il nome di Dio. Il mese scorso la madre e il padre di Louise erano presenti a Wolverhampton Crown Court dove Davenport ha negato la duplice accusa di stupro e le tre imputazioni per aggressione a sfondo sessuale nei confronti sorella. Ma i genitori si trovavano lì per il figlio, non per Louise. Richard Davenport è stato giudicato colpevole di tutti i capi d’accusa e condannato a 14 anni di reclusione.

Louise, madre di due figli e che ha rinunciato al suo diritto all’anonimato, si è sentita ancora una volta tradita. La giovane donna ha dichiarato  al Sunday People: “I miei genitori hanno preferito mio fratello a me, anche se sapevano quello che ha fatto. Non posso perdonarli. Sono stata molto vicino a mia madre, eravamo le migliori amiche. La reazione che ha avuto non appartiene alla mamma che conosco “. Louise è attualmente impegnata in una campagna per riformare “l’oppressiva” chiesa geovista e porre fine alle sofferenze di altri giovani. “Parlo poiché  desidero che altre vittime di abusi sappiano che non importa quanto tempo è trascorso dal crimine, possono farsi avanti ed essere credute. L’aiuto è là fuori, non si è mai soli “.

Lei ha tenuto segreto il suo abuso per decenni. Suo fratello la minacciava e ricattava emotivamente. In un’occasione la implorò: “Per favore non dirlo alla polizia – non ho la stoffa per la prigione“.

Oggi Louise ritiene che i Testimoni di Geova, inclusi i suoi genitori volessero tenere segreto l’abuso di suo fratello usando l’inquietante e poco nota regola dei due testimoni.  Questo significa che i Testimoni di Geova non segnalano gli abusi alla polizia e che le accuse sono investigate internamente solo se al fatto era presente un secondo testimone.

Le fu raccomandato vivamente di non riferire l’abuso alla polizia perché avrebbe procurato biasimo al nome di Geova e messo in cattiva luce i Testimoni di Geova.  “Loro dicevano che c’erano altre storie simili di abusi occorse a sorelle di fede che si erano rivolte a Geova e pregato. Sostenevano che la nostra religione mi avrebbe aiutato a passarci sopra“, ha raccontato Louise.

I coniugi Davenport erano visti come una famiglia rispettabile, pilastri della comunità nella loro nella città natale di Halesowen, nel West Midlands. Eppure come spiegato in tribunale, dietro le porte chiuse, Diane, la mamma, subì anch’ella violenza domestica per mano del marito Trevor.  Nel frattempo Louise, a metri di distanza, veniva adescata dal fratello per il sesso.  “Ricordo che usava olio di  patchouli e incenso bruciato…aveva anche libri sull’occulto nella roulotte. Non so il perché. Era contrario alle credenze dei Testimoni di Geova. Io non ricordo di avere avuto paura ma che c’erano alcune cose che mi costringeva a fare. Quando diventai più grande, mi diceva che se avessi parlato sarei finita in affido e lui in prigione. Poi mi chiedeva chi avrebbe protetto la mamma. Si trattava di un ricatto”. Si fermò solo quando Louise ebbe il primo ciclo e da allora non accadde mai più.  “In qualche maniera ho respinto quello che mi era successo in un piccolo contenitore nella mia mente per salvaguardarmi, cercando di dimenticare“…

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA

Libera traduzione a cura Associazione delle Vittime della Torre di Guardia dell’articolo a firma di JEANETTE OLDHAM, pubblicato in data odierna sul Mirror

FONTE ORIGINALE: Mirror

http://www.mirror.co.uk/news/uk-news/victim-says-can-never-forgive-6612185

NOTA: Sula vicenda vedi anche articolo a cura della stessa autrice. pubblicato sul Birmingham MAIL. al link di seguito

http://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/abused-brother-shunned-jehovahs-witnesses-10233281

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

REGNO UNITO. TESTIMONE DI GEOVA ADESCA UNA MINORE PER INDURLA A RAPPORTI SESSUALI. CONDANNATO A 4 ANNI DI RECLUSIONE

9 ottobre 2015

TESTIMONE DI GEOVA CONDANNATO PER “GROOMING”

Un testimone di Geova di 32 anni, Richard Ogilvie, è stato condannato a 4 anni per aver cercato di sedurre una minore allo scopo di avere una relazione sessuale con lei. Questa la conclusione a cui è giunta la Teesside Crown Court dopo un processo durato quattro giorni. L’uomo aveva inviato alla minore, non nominata, una serie di sms suggestivi in cui la descriveva come “incredibilmente meravigliosa”. Dopo averle acquistato un gelato presso un Mcdonald, l’aveva abbracciata e baciata ma recandosi presso una zona industriale della città di Hartlepool, piuttosto di sedersi  nel ristorante o nella sua auto posteggiata, per consumare il gelato

Olgivie,nel corso del procedimento, si è giustificando sostenendo di dover visitare, in quella circostanza, alcune aziende del luogo per consegnare le riviste dei Testimoni di Geova, benché fosse domenica. Durante il viaggio in auto l’uomo aveva adagiato le mani sulle gambe della minore, sostenendo di averlo fatto perché alla ragazzina piaceva azionare la leva del cambio. Le avrebbe anche dichiarato di amarla “più dei suoi genitori”.

In altri messaggi allusivi, il condannato aveva anche espressamente scritto che dovevano fare attenzione affinché i genitori della giovane non scoprissero la loro relazione.

Ogilvie ha tuttavia negato l’adescamento della vittima e di averla incitata ad atti sessuali, definendola una bugiarda.

Vedi approfondimenti sulla notizia pubblicata in data odierna al seguente link

http://www.hartlepoolmail.co.uk/news/crime/jehovah-s-witness-from-hartlepool-groomed-girl-for-sex-1-7504907

NOTA: Nel Regno Unito per reato di groomig si intende ” ogni condotta tesa a organizzare un incontro, per se stessi o per conto di terzi, con un minore al fine di abusarne sessualmente”