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Regno Unito. Colmata una lacuna di legge: in vigore il nuovo reato di “comportamento coercitivo o controllante”

2 Gennaio 2016

VIOLENZA PSICOLOGICA ORA REATO COME LA VIOLENZA FISICA

Da una ricerca del ministero dell’Interno inglese, nel dicembre scorso, era emerso che il 30% delle donne e il 15% degli uomini subiva, tra le mura di casa, da parte del partner, violenze di tipo psicologico. L’85% degli inglesi riteneva poco efficaci le norme già previste. Per questo motivo il premier Cameron si era impegnato a promulgare in tempi stretti una legge che prevedesse una nuova tipologia reato – “il comportamento coercitivo e il controllo invasivo” e una pena fino a 5 anni di carcere. La proposta aveva trovato tutti concordi in Parlamento e la conservatrice Theresa May parlò al riguardo di “abuso equivalente alla tortura”.

Oggi in Inghilterra e Galles non sarà più necessaria la violenza fisica per incriminare qualcuno per il maltrattamento subito a opera dei partner o dei membri della propria famiglia. Il nuovo reato di “comportamento coercitivo o controllante” entrato in vigore il 29 dicembre 2015 sarà considerato come abuso domestico e perseguito come un crimine.

Con il nuovo reato di comportamento illecito coercitivo o di controllo le vittime di abusi psicologici ed emotivi estremi potranno portare i loro autori davanti alla giustizia

Il delitto prevede un massimo di 5 anni di reclusione, una multa o entrambe le sanzioni

Il ministro per la prevenzione degli abusi e dello sfruttamento Karen Bradley ha dichiarato:

<<Nessuno dovrebbe vivere nella paura degli abusi domestici, che è il motivo per cui questo governo ha deciso di fare della fine della violenza contro le donne e le giovani una priorità. Il nostro nuovo reato di comportamento coercitivo o controllante sarà finalizzato a proteggere le vittime che altrimenti sarebbero soggette a continui schemi di abuso che possono condurre a un controllo totale della propria vita da parte del colpevole. 

Stiamo trasmettendo un segnale chiaro per cui è sbagliato violare la fiducia di costoro che sono più vicini e l’abuso emotivo e il controllo non saranno tollerati >>.

Ricorsi, procedimenti giudiziari e il volume di condanne per violenza domestica e abusi hanno raggiunto i massimi livelli.

Il governo si è impegnato a sostenere la polizia per assicurare i responsabili alla giustizia e garantire alle vittime il sostegno di cui hanno bisogno per ricostruire le loro vite.

Il comportamento coercitivo o controllante, non si riferisce a un unico episodio, si tratta di un modello deliberato di incidenti che si verificano nel corso del tempo consentendo a un individuo di esercitare potere, controllo o coercizione su un altro.

Il nuovo reato si propone di colmare una lacuna nella legge concernente i modelli di comportamento coercitivo e di controllo nel contesto di un rapporto tra partner intimi, ex partner che vivono ancora insieme, o membri della famiglia.

Alison Saunders, il Direttore della Pubblica Accusa ( DPP), ha detto che << tale tipo di comportamento può limitare i diritti umani fondamentali delle vittime >>

Ha aggiunto che numerose vittime affermano che il trauma da abuso psicologico è peggiore di quello fisico.

 

FONTI DELLA NOTIZIA:

https://www.gov.uk/government/publications/statutory-guidance-framework-controlling-or-coercive-behaviour-in-an-intimate-or-family-relationship

https://www.gov.uk/government/news/coercive-or-controlling-behaviour-now-a-crime?=rnb

http://www.cbsnews.com/news/uk-law-coercive-or-controlling-behavior-partner-abuse-crime-criminal/

NOTA: L’articolo è consultabile anche sul blog dell’Associazione Familiari delle Vittime delle sette (FAVIS)

https://favisonlus.wordpress.com/2016/01/02/regno-unito-colmata-una-lacuna-di-legge-in-vigore-il-nuovo-reato-di-comportamento-coercitivo-o-controllante/

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Perché parlare della Società Torre di Guardia e di violazione dei diritti umani?

1 Novembre 2015

Da un articolo di Jeni Lundblom

IL CORAGGIO DI PARLARE CHIARO

Spesso, quando parlo con amici e conoscenti mi chiedono: “Perché?Perché ti interessa quello che fanno i Testimoni di Geova? Perché preoccuparsi di scrivere articoli o aiutare il movimento degli ex testimoni di Geova? Perché, semplicemente, non guardare oltre e dimenticare tutto? ”

Sono sicura che alcuni di voi leggendo questo si pongono analoghe domande.

Per l’osservatore casuale, i Testimoni di Geova sono nel migliore dei casi un gruppo di brava gente, e nella peggiore ipotesi, dei disturbatori che bussano alla porta con un messaggio sulla fine del mondo,  La persona comune non classificherebbe la Torre di Guardia come pericolosa. Ma questo non è assolutamente vero. Ed è per questo che parlo chiaro.

Parlo apertamente perché le famiglie sono state distrutte dalla politica ingiusta e crudele dell’ostracismo praticata dallaTorre di Guardia

Una persona che decide di lasciare l’organizzazione deve farlo pur sapendo che si perderanno amici e anche parenti di sangue a causa della politica della Torre di Guardia che richiede di evitare coloro che rifiutano i loro insegnamenti. Personalmente ho una sorella che non vedo da tredici anni. Siamo cresciute insieme inseparabili e ora siamo estranee. Non ha mai conosciuto mia figlia, e a meno che  lei non decida di andarsene, io non potrò mai incontrare i suoi figli.

I miei genitori sono persi e francamente dispero di recuperare quel rapporto. Io vengo ostracizzata.  E’ ingiusto e fa male. Quindi, parlo chiaro

Parlo apertamente perché le donne e i bambini sono reclusi poiché vittime degli insegnamenti misogini alla Sala del Regno

La pedofilia e  violenza domestica vengono insabbiate in maniera allarmante in tutto il mondo. Gli uomini al comando preferiscono continuare a mantenere pulito  il marchio Torre di Guardia piuttosto di ammettere un problema con l’abuso e cambiare le politiche che danneggiano le persone vulnerabili tra loro.

A meno non vi siano due testimoni del fatto, un bambino che è molestato non ha alcuna speranza di ricorrere se l’abusatore nega le sue accuse.

Una donna che è percossa dal marito non lo può lasciare e mantenere rispettabilità all’interno dell’organizzazione. L’unico consiglio offertole è di “essere una moglie migliore.”

Ero quella moglie. So come ci si sente. Quindi, parlo chiaro.

Parlo apertamente perché innumerevoli persone innocenti hanno perso la vita a causa di una interpretazione distorta di un versetto biblico sul nutrirsi di sangue

Le persone continuano letteralmente a morire, rifiutando le trasfusioni di sangue. Le esistenze di innumerevoli uomini, donne, bambini e addirittura neonati sono considerate meno importanti che seguire le disposizioni del Corpo direttivo. Non sopporto di vedere questa perdita insensata di vite umane. Mi fa troppo male osservare  queste vittime della follia venire sacrificate. Quindi, parlo chiaro

Parlo apertamente perché ai bambini e ai giovani, molti dei quali non conoscono altro modo di vivere, viene negato l’accesso a un’istruzione di qualità

Lo studio a casa, tra i testimoni di Geova è essenzialmente incoraggiato per isolare i bambini dal resto del mondo esterno. Viene detto loro che l’apprendimento alle scuole superiori e all’università è peccato, che la lettura di qualsiasi cosa al di fuori delle informazioni  fornite dalla Torre di Guardia, è un percorso verso la distruzione, che assumere una decisione informata, valutando tutte le fonti su un argomento, potrebbe rendere colpevoli di un crimine noto come apostasia.

Sono stata una bambina che aveva troppa paura di fare domande. Da adulta, posso comprendere quante opportunità ho perso nella vita non proseguendo l’istruzione. E’ faticoso ora laurearmi e crescere un bambino allo stesso tempo. Quindi, parlo chiaro.

Parlo per quelli ancora dentro che stanno soffrendo.
Parlo per quelli che sono stati abbandonati o che hanno perso i propri cari per queste politiche.
Parlo per quelli troppo fragili per condividere le loro storie.
Parlo apertamente per offrire appoggio a coloro che stanno cercando di aiutare.
Io parlo per informare l’opinione pubblica e, possibilmente, per impedire che altre persone possano essere ferite.

FONTE: JW Survey

http://jwsurvey.org/apostates/the-friday-column-why-speak-out

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

AVVERTENZA: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti. Ci scusiamo per eventuali errori

ITALIA. Sospetti maltrattamenti e violenza in una famiglia convertita al geovismo. Il caso finisce in tribunale

23 ottobre 2015

Violenza in famiglia, in aula storia tragica

Valli. Donna sposa un amico del figlio, un ragazzo di vent’anni più giovane. La relazione degenera

VALLI. Una famiglia allargata diventa un incubo per una donna di 44 anni che, questo dovrà accertare il processo, sarebbe stata vittima di maltrattamenti. L’imputato è un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 20 anni. La storia risale al 2007. La vittima aveva divorziato dal marito con cui ha avuto due figli, una bambina di appena nove anni e un ragazzo di 15 anni. Quest’ultimo, in quell’anno, stringe amicizia con due fratelli. Uno di essi è l’imputato. Sono tutti ragazzi che hanno alle spalle problemi famigliari. Problemi e sogni condivisi. L’imputato, nonostante la differenza di età intreccia una relazione con la donna. Relazione che diventa fidanzamento.

Nel 2008 decidono di convertirsi e diventano Testimoni di Geova, per poi sposarsi e nel settembre di quell’anno avere un figlio. Il 15enne vede così trasformarsi l’amico in patrigno. Fino alla fine del 2008 la situazione sembra essere tranquilla. All’inizio del 2009 però l’imputato perde il lavoro e sua moglie deve trovarsi un’occupazione per mantenere la famiglia che ora conta tre figli .

L’uomo comincia ad avere anche problemi di alcolismo.Diventa ogni giorno più depresso e violento fino a litigare con il figliastro ed ex-amico che si allontana da casa per andare a vivere con il padre. Intanto si moltiplicano le litigate tra marito e moglie, come quest’ultima riferisce in aula. La violenza diventa da verbale a fisica. Spintoni, tirate di capelli, calci e ginocchiate. Per anni, come lei stessa ha riferito. La donna sopporta perchè non vuole ammettere di aver fallito nel tentare di costruire un progetto di vita con quel giovane. Finchè una sera ha una discussione particolarmente accesa con lui, tornato a casa ubriaco. L’imputato le mette le mani addosso, la strattona e le strappa i vestiti. È il 12 ottobre del 2014. La goccia che fa traboccare il vaso, tanto che la donna decide, dopo essere stata in ospedale, di denunciarlo. Ne esce un quadro drammatico.

Emergerebbero violenze sessuali ai danni della 44enne e, persino, della figliastra da parte dell’imputato (al momento però, queste accuse, sono oggetto di un’altra inchiesta in corso).

Una situazione da incubo, tanto che il tribunale dispone che il giovane non possa più avvicinarsi alla famiglia. Il processo dopo l’audizione dei testi dell’accusa è stato rinviato al 4 aprile del 2016 per ascoltare altre testimonianze.

di Valerio Grosso

 

FONTE: La Sentinella del Canavese

http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2015/10/23/news/violenza-in-famiglia-in-aula-storia-tragica-1.12318177