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Il silenzio dei Testimoni di Geova sui crimini sessuali di un anziano di congregazione, già condannato e ora nuovamente processato per abusi sessuali su minori

12 Febbraio 2016

“I testimoni di Geova aborriscono gli abusi sui minori…”

Dichiarazione di un portavoce dell’organizzazione geovista

“…Holt ha continuato ad aggredire sessualmente bambini in seguito alla mancata segnalazione dei Testimoni di Geova alla polizia.. .”

“…Uno degli assalti si è verificato nella Sala del Regno, luogo d’incontro amministrato dalla chiesa…”

Deposizioni rese alla Corte

Un anziano della chiesa geovista responsabile di abusi sessuali su bambini vulnerabili fu invitato a tenere un discorso al matrimonio della sua prima vittima

PERVERT: Harry Holt, now living in Nelson, committed his crimes in Scotland
Harry Holt

Un Tribunale ha appreso che Harry Holt, un 71enne, attualmente residente in Rutland Street, Nelson,Galles) ha continuato ad aggredire sessualmente altre sette ragazzine come aveva fatto con altre nove, in seguito alla mancata segnalazione alla polizia da parte dei Testimoni di Geova.

Quando la questione venne sollevata, un funzionario del posto aveva consigliato ai genitori di “tenere solo i bambini lontano da lui”.

Holt sta affrontando una lunga pena detentiva dopo essere stato condannato per violenze sessuali contro otto giovani in Scozia, risalenti a più di 40 anni fa.

La sua prima vittima, oggi 56enne, ha riferito che Holt le diceva che avrebbe negato di toccarla e che nessuno l’avrebbe creduta.

La donna ha dichiarato alla Corte di Kilmarnock Sheriff: “Da bambina mi faceva passare da bugiarda ma Charlie sa bene che non sto mentendo. Mia madre e mio padre sono stati trattati malissimo e questo causò molti problemi nella congregazione. Avevano un’ottima reputazione. Il poliziotto locale era presente e mia madre e mio padre gli chiesero che cosa dovevano fare, lui rispose: <<basta teniate i vostri figli lontano da lui>>.

La donna, allora 14enne, ha detto che si tenne un comitato giudiziario degli anziani,  Holt ammise il palpeggiamento, ma non i toccamenti sessuali. Ha aggiunto: “Era seduto dritto davanti a me. In seguito venne rimosso da anziano dalla congregazione “.

La corte ha appreso che a 19 anni, la donna si sposò e sua madre insistette affinché Holt ufficiasse, fatto che aveva causato una <<grande discussione>> poiché <<fu solo molti anni dopo che avrebbe scoperto il perché >>.

Un’altra vittima, ora 32enne, ha dichiarato che Holt abusò di lei nella vasca a idromassaggio presso il centro ricreativo Magnum a Irvine, Ayrshire, quando aveva tra i 14 e i 15 anni.

Al tribunale è stato riferito che la visita fu fatta passare come regalino speciale per il  porta a porta ‘pionieristico’ con volantini e riviste della chiesa geovista.

La vittima ha detto alla corte: <<Io continuavo a dirgli di smettere>>.

Holt, ingegnere in pensione, e sua moglie si trasferirono in seguito da Ayrshire alla zona di Edimburgo, anche se la vittima lo vide ancora tramite i Testimoni di Geova.

L’uomo è stato riconosciuto colpevole di 11 accuse di abuso sessuale, atti osceni e comportamento libidinoso a Seamill, Dalry, Saltcoats, Kilbirnie, Stevenston e Kilwinning, Ayrshire, e in Gorebridge, Midlothian, tra il maggio 1971 e l’agosto 2004.

La Corte ha appreso che uno degli assalti si è verificato nella  Sala del Regno luogo d’incontro gestito dalla chiesa. I crimini sono venuti alla luce quando due vittime, anni più tardi, hanno condiviso le loro esperienze e si sono recate in polizia.

La sentenza è stata rinviata al mese prossimo e Holt è stato posto in detenzione preventiva

Un portavoce della chiesa ha affermato: <<I testimoni di Geova aborriscono gli abusi sui minori e li considerano  un crimine spregevole e un peccato. Chiunque commette il peccato di abuso su minori affronta l’espulsione dalla congregazione e qualsiasi illazione che i testimoni di Geova coprano gli abusi sui minori è falsa>>.

L’Ispettore capo della polizia John Hogg ha dichiarato: <<Harry Holt ha abusato della sua posizione di fiducia, utilizzando il suo status per abusare e sfruttare bambini vulnerabili, sottoponendoli ad atti di abuso sessuale. I suoi crimini si estendono per quarant’anni e da parte mia sono fermamente convinto che le sue azioni hanno profondamente danneggiato le sue vittime. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare le vittime per avere avuto il coraggio di farsi avanti e assistere gli agenti   in modo da assicurare che Harry Holt fosse ritenuto responsabile  delle sue azioni. Senza il loro supporto questo risultato non sarebbe stato possibile. Spero anche che questo caso invii un segnale chiaro ad altri abusatori, ossia che questo tipo di comportamento non sarà tollerato e che nostri funzionari appositamente addestrati lavoreranno per scoprire i vostri crimini e consegnarvi alla giustizia>>. 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE http://www.lancashiretelegraph.co.uk/news/14271622.display/

HAWAII. Testimone di Geova condannato per aver molestato sessualmente un minore durante il servizio e le funzioni religiose

20 Novembre 2015

CONDANNATO A 1 ANNO DI RECLUSIONE E 5 DI LIBERTA’ VIGILATA UN FILIPPINO, TESTIMONE DI GEOVA, PER MOLESTIE SESSUALI SU UN 13ENNE

Un filippino, a Maui nelle Hawaii, è stato condannato a un anno di prigione e a cinque di libertà vigilata per aver molestato sessualmente un ragazzo di 13 anni durante i servizi e le funzioni religiose. Secondo la fonte giornalistica Maui News, l’uomo, un quarantaquattrenne di nome Ramil Duldulao, si è dichiarato colpevole per ottenere una riduzione della pena per violenza sessuale di terzo grado.

I fatti si sono verificati tra l’ottobre e il novembre 2013. Al condannato inizialmente accusato di violenza sessuale continuata su minore, era stata ordinata l’iscrizione nel registro dei sex offenders e di partecipare al programma di trattamento per molestatori sessuali. Un procuratore ha descritto il caso come una combinazione di “religione con la perversione sessuale contorta dell’imputato“.

Gli episodi, secondo gli atti processuali, si verificarono quando la famiglia dell’uomo strinse un legame con la vittima e la sua famiglia in qualità di membri della Sala del Regno dei Testimoni di Geova a Kihei.  Le famiglie avrebbero trascorso del tempo nelle reciproche abitazioni e i loro figli sarebbero diventati  ottimi amici, giocando spesso insieme, andando in campeggio e condividendo i pasti.  L’uomo ha sostenuto che i contatti fisici inappropriati e linguaggio sessuale erano tutto uno scherzo che non si sarebbe mai più ripetuto.

 

FONTE: INQUIRER

http://globalnation.inquirer.net/132061/filipino-in-hawaii-gets-1-year-prison-term-for-molesting-boy#ixzz3s0OBQiM9

 

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia

 

 

 

 

 

La storia vera di un’infanzia rubata

SVEGLIATEMI! UN’ INFANZIA TRA I TESTIMONI DI GEOVA

Quando era piccolo, Jean Sébastien ha dovuto barattare la sua mazza da hockey con una Bibbia e il suo maglione canadese con una cravatta. Ha cominciato ad andare porta a porta e a frequentare assiduamente la Sala del Regno, cosa che gli lasciava ben poco tempo per giocare con i suoi amici nelle stradine e nei parchi del suo quartiere. Il giorno del suo quinto compleanno Jean-Sébastien ha ricevuto il suo ultimo regalo per la festa, perché i Testimoni i Geova non approvano le feste pagane. Questo racconto è quello di un’infanzia rubata. E’ il grido del cuore di un bambino diventato uomo, che dopo aver rotto con i Testimoni ha cercato di riavvolgere il filo della sua vita per ritrovare la sua vera identità.

AUTORE: Jean Sébastien Lozeau

PREFAZIONE di Julie Snyder

Un estratto del libro è consultabile qui:

http://www.sogides.com/medias/3/7/feuilleteur/9782896495252/9782896495252.html

Per acquistarlo:

NOTA SULL’AUTORE:

Jean Sébastien Lozeau è un autore, sceneggiatore e regista canadese. Come regista ha collaborato alla realizzazione di diversi successi televisivi e ricevuto premi per le sue idee originali.

E’ l’autore del recente documentario “Nel nome di Geova” trasmesso il 2 settembre 2015 dall’emittente televisiva canadese TVA, nel quale ha raccontato le storie di ex membri, membri attivi e di bambini cresciuti nell’organizzazione geovista. Al riguardo vedi post in lingua italiana qui:

https://favisonlus.wordpress.com/2015/08/29/nel-nome-di-geova-il-documentario-che-racconta-le-storie-di-ex-membri-e-dei-bambini/

Nel video di seguito il documentario in lingua originale