ARGENTINA. Ex ministro di culto dei Testimoni di Geova sequestrò, stuprò e ridusse in schiavitù una minore che aveva introdotto nell’organizzazione. Chiesti 45 anni di carcere

29 Settembre 2015

CHIESTI 45 ANNI DI CARCERE PER JORGE ANTONIO TORRES

Una procuratrice, questo venerdì, ha chiesto una condanna a 45 anni di reclusione per un ex anziano e leader di una congregazione locale dei Testimoni di Geova, accusato di molteplici e gravi crimini commessi in danno di una giovane, secondo quanto riportato dal quotidiano El Tiempo de Azul. La presunta vittima aveva sporto denuncia contro l’imputato a Tapalquè (Argentina) nel luglio 2013. Dopo averla reclutata nell’organizzazione religiosa, l’uomo avrebbe ripetutamente abusato di lei oltre a sequestrarla e a ridurla in stato di schiavitù. La dottoressa  Laura Margaretic, rappresentante del Pubblico Ministero nel processo che si sta celebrando a porte chiuse presso il Tribunal Oral en lo Criminal 2, in una località vicina a Tapalquè, ha chiesto una pena esemplare per l’imputato, identificato come Jorge Antonio Torres. Nell’arringa presentata, Torres viene ritenuto responsabile dei seguenti delitti “Stupro aggravato per essere stato commesso da  un ministro di qualche culto riconosciuto o meno, sequestro aggravato e ritenzione coattiva contro una minore di età  inferiore ai 18 anni, con sfruttamento della preesistente situazione di convivenza, riduzione in schiavitù, abuso sessuale con violenza carnale aggravata per essere commesso contro una minore di 18 anni, con la partecipazione di due o più persone e per il danno causato alla salute della vittima -delitto continuato-, corruzione aggravata realizzata con minacce e violenza da soggetti in concorso“.

Per questi motivi la procuratrice ha sollecitato i giudici Gustavo Abudarham, Alejandra Raverta e Carlos Pagliere, a emettere una sentenza di condanna alla pena richiesta, stimando non solo la gravità dei crimini attribuiti all’imputato ma anche le circostanze in cui si sono verificati.

L’avvocato di Torres, Mario Argeri, ha invece chiesto per il suo assistito l’assoluzione ritenendo non sia stata fornita prova materiale dei reati contestatigli e mettendo in dubbio la stessa testimonianza della vittima.

La giovane, oggi 20enne, ha affermato che gli abusi avevano avuto inizio quando aveva 14 anni ed entrambi erano membri dell’organizzazione dei Testimoni di Geova in cui l’uomo l’aveva introdotta. Sempre secondo la sua testimonianza, dal 2011 al 2013 era stata tenuta prigioniera fino al momento in cui aveva realizzato la fuga. Nel corso di quel periodo era stata abusata in diverse occasioni oltre a essere sottoposta ad aggressioni e punizioni. Nel corso del procedimento, il pubblico ministero, in merito alla condotta dell’imputato, aveva posto in luce che costui” aveva approfittato dell’immaturità sessuale della vittima, in ragione della sua maggiore età e della preesistente relazione di preminenza dovuta al ruolo ricoperto in qualità di anziano di congregazione, -ministro di culto-, ovvero di leader della congregazione locale di cui anche la giovane faceva parte”.

I Testimoni di Geova nel settembre 2013, secondo quanto riportato da diversi organi d’informazione, avevano diramato un comunicato stampa, sostenendo che se un loro membro  è accusato di abuso sessuale, i sovrintendenti della congregazione attivano un’indagine interna e laddove vi sia prova del fatto, l’accusato viene espulso dandone pubblico annuncio e assumendo misure volte alla protezione degli affiliati. Nella nota in cui avevano puntualizzato che Torres non era più membro attivo della congregazione da quattro anni, come sostenuto dallo stesso Torres, e che per i Testimoni di Geova gli abusi sessuali sono considerati atti ripugnanti, avevano anche dichiarato che l’organizzazione incoraggia le vittime a non rimanere in silenzio denunciando eventuali fatti di pedofilia e fatto riferimento a varie pubblicazioni attraverso cui i Testimoni di Geova educano i propri membri e in generale tutte le persone, circa l’importanza di proteggere adulti e bambini dagli abusi sessuali.

Curiosamente il comunicato, non specificava se il sig. Torres fosse stato disassociato dalla congregazione né gli eventuali motivi che avevano condotto alla sua espulsione, o se fosse solo un fratello inattivo e pertanto, nel 2013, ancora un testimone di Geova.

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE DELLA NOTIZIA: EL ECO

http://eleco.com.ar/policiales/piden-45-anos-de-prision-por-abusar-y-mantener-cautiva-a-una-joven/

ALTRE FONTI CONSULTATE SULLA VICENDA SONO VISIONALIBI AL LINK DI SEGUITO:

http://eleco.com.ar/policiales/comenzo-el-juicio-contra-el-acusado-de-secuestrar-y-abusar-de-una-menor/

http://laplataya.com/wp/?p=28444

https://favisonlus.wordpress.com/tag/jorge-antonio-torres/

 

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

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Lettera di cordoglio o cinico proselitismo?

26 Settembre 2015

GLI ESTREMI DEL PROSELITISMO

In Florida un uomo in lutto per la recente scomparsa della figlia, ha ricevuto una lettera sgradita insieme a letteratura geovista. La lettera, firmata col nome Eva Robinson,  è stata inviata da una testimone di Geova sconosciuta al destinatario. Nel testo la donna esprimeva vicinanza per la tragica perdita . Ma come aveva saputo di quella scomparsa? Semplicemente scorrendo la sezione necrologi di un giornale di Jacksonville. Successivamente una lettera analoga è stata inviata anche alla chiesa frequentata dall’uomo, di fede presbiteriana.

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Un giornalista della stazione locale ha contattato la signora Robinson che si è detta sorpresa del fatto che l’uomo fosse sconvolto e si è scusata, ma ha anche candidamente ammesso di essere solita consultare necrologi e di aver inoltrato altre lettere senza che alcuno avesse mai espresso contrarietà e indignazione.

L’uomo che ha ricevuto la missiva ha invece spiegato al giornalista che in un momento di così intenso dolore ciò di cui si ha bisogno è sentirsi  circondati dal conforto dei propri cari e amici e che non trovava opportuno ricevere una lettera da uno sconosciuto qualunque, scritta nell’evidente tentativo di fare proselitismo.

Inviare lettere e opuscoli a un’altra confessione religiosa, per chi non è un testimone di Geova, può apparire privo di logica e del tutto inutile. Chi ha familiarità con la cultura dei Testimoni di Geova, sa che questo è un modo dei fedeli geovisti per cumulare le ore dedicate al servizio di campo. Karenne Gionette, in un post pubblicato su JW Survey, ha scritto che approcciare persone in lutto ed emotivamente vulnerabili, non è che un modo crudele per reclutare potenziali fedeli e sfogliare necrologi per evangelizzare le persone, oltre che biasimevole è un triste indice degli estremi a cui l’indottrinamento può condurre.

Difficile darle torto.

 

FONTI DELLA NOTIZIA:

https://www.ijreview.com/2015/09/430108-daughter-dies-florida-father-receives-letter-called-horribly-inappropriate/

http://jwsurvey.org/news/a-new-low-jehovahs-witness-counts-time-by-mailing-grieving-families-via-the-obituaries

Dissonanza cognitiva e Testimoni di Geova: un’analisi

Settembre 2015

UN’ANALISI DI  RICHARD E. KELLY

Nel suo libro  rivoluzionario “Quando la profezia non si avvera” del 1956,  il celebre psicologo e sociologo statunitense, LEON FESTINGER, coinvolge il lettore sin dal primo paragrafo. “Un uomo che ha delle convinzioni radicate è un uomo difficile da cambiare. Ditegli che non siete d’accordo con lui e vi volterà le spalle. Mostrategli fatti o dati e metterà in dubbio le vostre fonti. Fate appello alla logica e non capirà il vostro punto di vista“.

Tale descrizione di un “uomo con convinzioni radicate” potrebbe essere applicata con molta facilità a numerosi “apocalittici” Testimoni di Geova. Poiché le intuizioni di Festinger sulla dissonanza cognitiva danno l’impressione che stesse scrivendo per i testimoni di Geova, presenterò la mia analisi in questo modo “Supponiamo che a un <<testimone di Geova>>, venga dimostrato con incontrovertibili prove che la sua credenza è sbagliata. Che succederà? Il <<testimone di Geova>>potrebbe risultare non solo saldo nella sua convinzione ma ancor più convinto di prima. Di fatto il <<testimone di Geova>> potrebbe mostrare un rinnovato fervore nel convincere e convertire altre persone alla sua idea.

In che modo e per quale motivo può essere data una simile risposta nonostante le evidenze contrarie?

Festinger nel suo libro spiega che la ragione, abitualmente, non interviene nei nostri processi decisionali. Al contrario noi ci attacchiamo alle nostre credenze e adattiamo i fatti alla nostra convenienza. Festinger descrive inoltre cinque condizioni che devono essere presenti  dopo la disconferma di una credenza.

Si tratta di queste (con le mie annotazioni):

  1. una credenza deve essere posseduta con una profonda convinzione e deve essere strettamente legata ai comportamenti del credente;
  2. la persona che ha una credenza deve essere ella stessa impegnata e aver assunto alcune importanti decisioni “come essersi separata dai propri figli per guadagnare il favore di Dio” , cosa difficile da realizzare
  3. la credenza deve essere sufficientemente precisa e connessa agli avvenimenti del mondo reale “Armageddon (la fine del mondo) verrà nel 1914, 1925, 1975, o è imminente
  4. la prova innegabile che Armageddon che non ha avuto luogo, avrà effettivamente  luogo, e che questo sia accettato e riconosciuto dal <<Testimone di Geova>> che difende tale credenza
  5. Il <<testimone di Geova>> deve aver un sostegno sociale, perché è poco probabile che un <<testimone di Geova>> isolato possa resistere a questo genere di prove contrarie alle sue credenze. Quando un <<testimone di Geova>> è impegnato in una credenza e in un tale sistema, per quanto le prove fornite possano essere precise e importanti, semplicemente lo porteranno ad afferrarsi ancor più saldamente alle sue convinzioni e ad un incremento dell’attività di proselitismo.

Tentare di ragionare con i Testimoni di Geova, rinforza le loro convinzioni. Tuttavia la dissonanza si produrrà a un certo livello.Ma come si spiega che i Testimoni di Geova manifestino l’accresciuto interesse di convincere gli altri e di sostenere la loro verità dopo l’insuccesso di una predizione?

Ecco come lo spiega Festinger:

“Dissonanza e consonanza sono relazioni esistenti tra opinioni, credenze, conoscenze dell’ambiente in cui si vive, e dei propri impegni e sentimenti. In altri termini, due opinioni o credenze, possono essere sia dissonanti o incoerenti, Un tentativo di riduzione della dissonanza prenderà una o più forme:

1) la persona può provare a cambiare una o più delle sue credenze;

2) la persona può acquisire delle nuove informazioni o convinzioni che le permetteranno di aumentare la consonanza presente e ridurre la dissonanza;

3) la persona può lasciare da parte o sminuire l’importanza delle conoscenze all’interno di una relazione dissonante”.

Se uno qualsiasi di questi tentativi è coronato da successo, è perché il soggetto deve aver ricevuto il sostegno fisico o sociale ricevuto dal suo ambiente naturale << come incontrare continuamente e unicamente i Testimoni di Geova alla Sala del Regno, alle assemblea e nel contesto sociale>>.

La dissonanza avrebbe potuto essere eliminata se il <<testimone di Geova>> avesse rigettato la credenza confutata e <<cessato di assistere alle riunioni e fare proselitismo>>. Ma più spesso l’impegno comportamentale nel loro sistema di credenze è così elevato che quasi ogni altra linea di condotta è preferibile.

E’ meno doloroso sopportare la dissonanza che rigettare il proprio credo e ammettere di essersi sbagliati. Si impedisce a sé stessi di vedere i fatti che comprovano che la predizione non si è verificata o che il credo è stato riconosciuto come manifestamente erroneo.

La razionalizzazione può ridurre un poco la dissonanza, Tuttavia per risultare veramente efficace la razionalizzazione necessita del sostegno di altre persone per rendere corretta la spiegazione o la riformulazione. E certamente c’è un modo affinché la restante dissonanza sia ridotta. Se sempre più soggetti possono essere persuasi che il sistema di credenze dei Testimoni di Geova è corretto, allora, dopo tutto, se è corretto, deve essere la verità.

Il mio principale obiettivo era quello di condividere la teoria della dissonanza cognitiva di Festinger applicata ai testimoni di Geova. Ma voglio anche aggiungere un approccio più recente della teoria della dissonanza cognitiva, quello di Saul McLeod, come riportato nel suo blog nel 2006: 

La dissonanza cognitiva implica atteggiamenti contrastanti riguardo le credenze o i comportamenti. Questo produce una sensazione di disagio che porta a una alterazione sia degli orientamenti, sia delle convinzioni personali, che dei comportamenti volti a ridurre il disagio e a ripristinare l’equilibrio . Ad esempio, quando le persone fumano (comportamento) e sanno che il fumo provoca il cancro (cognizione) <oppure, quando evitano gli ex testimoni di Geova (comportamento), e sanno che stanno facendo un ricatto emotivo che  induce anche a suicidi (cognizione)>

McLeod sottolinea che la teoria della dissonanza cognitiva di Festinger suggerisce che tutti noi abbiamo una motivazione interiore per contenere armoniosamente tutti i nostri atteggiamenti e le credenze e per evitare lo squilibrio (o dissonanza).

Gli atteggiamenti possono cambiare a causa di vari fattori interni alla persona. Un fattore importante è il principio della coerenza cognitiva, mentre Festinger pone l’accento sulla dissonanza cognitiva. Questa teoria parte dall’idea che noi cerchiamo coerenza tra le nostre convinzioni e gli atteggiamenti in tutte le situazioni in cui due cognizioni sono incompatibili. In presenza di una forte motivazione per mantenere la coerenza cognitiva questo può portare a comportamenti irrazionali e talvolta inadatti

Secondo Festinger, possediamo numerose conoscenze sul mondo e su noi stessi; quando queste si scontrano,  viene registrata una discrepanza, e ne risulta uno stato di tensione conosciuto come dissonanza cognitiva.  Quando l’esperienza della dissonanza è sgradevole, siamo motivati ​​a ridurla o a eliminarla e raggiungere una consonanza o un’armonia

La dissonanza cognitiva studiata da Leon Festinger, deriva dai risultati di uno studio concernente l’osservazione dei partecipanti di un culto (apocalittico) che credevano che la terra sarebbe andata distrutta da un’inondazione, e da quello che successe ai membri quando l’inondazione apocalittica non si verificò, in particolare a coloro che erano realmente impegnati e avevano abbandonato le loro case e i posti di lavoro per operare per il culto.

Anche se i membri più socializzati erano più propensi a riconoscere che essi erano stati degli stupidi ed erano pronti a concludere l’esperimento, i membri impegnati erano quelli pronti a reinterpretare le prove per dimostrare che avevano ragione, e che se la terra non era stata distrutta, era stato grazie alla fedeltà dei membri della setta .

Quindi, se non siete un Testimone di Geova – o se siete un ex TdG – ricordate che non si possono davvero cambiare le credenze di un testimone di Geova  attivo presentandogli fatti e dati. Anche se il testimone è un membro della vostra famiglia, o un amico, si ha poca o alcuna possibilità di cambiarne la convinzione, se lui ,(o lei),  è impegnato nel proselitismo attivo, se partecipa regolarmente alle riunioni e se limita il suo contatto sociale ai compagni di fede.

Confutare con la logica  le credenze bizzarre dei Testimoni di Geova con l’aiuto di fatti e dati, rafforzerà più probabilmente, (secondo Festinger), i loro insegnamenti, le loro ansie, le loro paure e  le direttive imposte dalla Società Torre di Guardia.

Libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

FONTE: AAWA

http://aawa.co/blog/cognitive-dissonance-and-jehovahs-witnesses/

Messico. Deceduto un neonato di 10 mesi. La madre, testimone di Geova, ha rifiutato la trasfusione

26 Settembre 2015

IMPEDITA TRASFUSIONE A UN NEONATO IN GRAVI CONDIZIONI. IL PICCOLO E’ DECEDUTO

Per motivi religiosi, una madre di famiglia ha impedito che il suo neonato di dieci mesi ricevesse una trasfusione di sangue. La scelta è costata la vita al bambino. Il piccolo era rimasto gravemente ferito in un ribaltamento verificatosi in Viale Montessori (Avenida Montessori), lo scorso giovedì. Nonostante l’opposizione della madre, la morte del neonato, avvenuta presso la Clínica7 dell’ IMSS (Istituto messicano della previdenza sociale), ha posto in evidenza la mancanza di coordinazione tra le istituzioni, poiché non è stato fornito l’aiuto richiesto al PRONNIF, (l’Ufficio per i minori e la famiglia). Il bimbo, di nome Diego Kalev, nonostante il grave trauma riportato, era stato rianimato dopo l’incidente. Quando la madre, testimone di Geova, a seguito delle sue credenze religiose, aveva negato il consenso per la trasfusione, il personale dell’Istituto aveva notificato l’informazione al PRONNIF, chiedendo che l’ufficio intercedesse per l’emanazione di un’ordinanza che autorizzasse a effettuare la trasfusione,  senza però ricevere alcuna risposta.  La delegata regionale del PRONNIF, Cecilia Ramos López, ha dichiarato che nessuna procedura era stata avviata perché l’ospedale si era limitato a una semplice telefonata alle ore 9,00, senza inoltrare richiesta ufficiale e la certificazione medica occorrente per il sollecito alla magistratura., aggiungendo che il procedimento in tribunale non era automatico.

Il bambino è deceduto ieri alle 11,30.

Notizia tra da LA PRENSA DE MONCLOVA Per approfondimenti vedi link di seguito:

http://laprensademonclova.com/portal/2015/09/26/impiden-transfusion-a-bebe-herido-y-fallece/

La mia battaglia per essere una bambina. Storia di V. nata e cresciuta nei Testimoni di Geova

Ottobre 2015

Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l’abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli anziani della città: Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è uno sfrenato e un bevitore. Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore

Deuteronomio  XXI-18,21

STORIA DI V. (prima parte)

Quando ripenso alla mia infanzia, la ricordo come una battaglia quotidiana, una lotta estenuante per essere semplicemente quella che ero, una bambina. I miei genitori erano diventati testimoni di Geova circa 3 mesi dopo la mia nascita, praticamente posso dire di essere nata e cresciuta in un culto religioso.
La vita che ben presto mi si è prospettata e che ho conosciuto come figlia di fedeli geovisti,  è stata colma di regole, di doveri e divieti spesso per me incomprensibili e assurdi, di obblighi e forzature, a volte di vere e proprie minacce e soprattutto di dolorosi ricatti morali. Tutta la mia infanzia è stata interamente assorbita nel vortice della fede che i miei genitori avevano abbracciato e che crescendo mi accorgevo sempre più non appartenermi. Mi rivedo, come fosse ora, trascorrere ore e ore nelle attività di predicazione, distribuire volantini ai passanti, partecipare a tutte le adunanze e alle assemblee o immersa negli studi di materiale biblico a casa dei miei, degli altri, al parco e in ogni occasione possibile e immaginabile.
Sin da piccola i miei genitori mi istruivano su cosa avrei dovuto fare e dire, sul modo in cui dovevo presentarmi e comportarmi, in altre parole, su chi dovevo essere, evidenziando il “privilegio” della carriera che mi attendeva.

Per quanto possa apparire incredibile a coloro che non sono stati allevati in questa fede, questi erano solo alcuni degli obblighi e divieti che dovevo rispettare:

• non dovevo esitare a muovermi un istante quando venivo chiamata, ma scattare immediatamente in piedi per rispettare i voleri di Geova e servirlo.

• non potevo guardare i cartoni animati, specie quelli che parlavano di magia, poiché si trattava di tentazioni sataniche e quindi di attività “pagane”.

• mi erano proibiti alcuni giochi per non correre il rischio di essere allettata e attratta da satana

• non potevo recarmi in gita con gli scout perché si trattava di un’iniziativa degli oratori della chiesa cattolica e quindi riconducibile ad attività mondane non amate da Geova

• non avrei mai dovuto vestirmi in un certo modo, né truccarmi poiché significava apparire “quella che non si è” e mostrare una maschera che sarebbe rimasta indelebile

• non potevo frequentare né giocare con bambini non testimoni di Geova perché avrebbero potuto influenzarmi coi loro pensieri pagani e mondani e condurmi sulla via sbagliata

• dovevo sempre essere cosciente che Armageddon era alle porte e prestare ascolto  ai continui riferimenti alla fine del mondo, (tanto da aver trascorso gli anni infantili con l’incontenibile terrore che all’improvviso sarebbe sopraggiunta veramente una catastrofe e io sarei morta in chissà quale modo atroce se “non avessi fatto la volontà di Geova”

• dovevo avere la massima diligenza quando era il momento di recarsi in sala.  Diversamente subivo strattoni, urla e minacce da parte di mia madre e più che eloquenti avvertimenti con alzate di bastone da parte mio padre, (spesso mi sono ritrovata ad aggrapparmi alla scrivania o allo stipite della porta per non cedere)

• dovevo rinunciare a un paio di scarpe nuove se le mie erano rotte e indossare sempre gli stessi vestiti, perché non c’erano soldi per i bisogni personali ma solo per le contribuzioni alla chiesa

• non potevo festeggiare i compleanni né alcuna altra festa considerata pagana: all’asilo durante un compleanno i miei pretesero che rimanessi fuori perché “potevo venire esposta alle tentazioni di una vita mondana corrotta”

• mi era proibito incontrare, stare in compagnia o anche solo parlare o salutare chi “trasgrediva” le regole; una volta al mercato del paese vidi una “sorella” dissociata perché era rimasta incinta, da non sposata, con  “uno del mondo” e, contro il volere di mia madre, le andai incontro salutandola e scambiando con lei qualche parola. Per questo fui aspramente rimproverata.

Tra le punizioni che subii, come le immancabili sculacciate quando esprimevo il mio disappunto a recarmi in sala, ricordo con una stretta al cuore quando gettarono via il mio giocattolo preferito, (un peluche bianco e azzurro che raffigurava un cagnolone). Una volta, sempre a causa del mio rifiuto a presenziare alle riunioni dei testimoni, mia madre mi assestò uno schiaffo così forte da farmi uscire il sangue dalla bocca. Non riuscii a trattenere le lacrime, ma lei non si scompose “Smettila di lamentarti per un nonnulla e comincia a comportarti bene”, furono le sue sole parole.

Ho il vivido ricordo dei fratelli di fede che si profondevano in “consigli” ai miei genitori per “correggere” il mio comportamento così da condurmi una volta per tutte sulla retta via, tra le braccia di Geova. Suggerivano loro, per il mio bene, di essere rigidi e severi e di non demordere. Tutti, (genitori e testimoni), insistevano poi nel ripetermi che mi sarei dovuta battezzare ma dato che non era mia intenzione farlo, per indurmi a cambiare idea, mi ricordavano che sarei morta se non avessi fatto la volontà di Geova in quanto la fine del mondo era ormai prossima.
Arrivai a chiudermi a chiave in camera per sottrarmi alle loro pressanti richieste ma quella chiave un giorno sparì e non ebbi più scampo.

Avrei voluto soltanto  giocare, frequentare i miei coetanei, essere stretta tra le braccia dei miei genitori e coccolata quando avevo paura o bisogno di tenerezza e cogliere nei loro occhi, di tanto in tanto, un lampo di felicità e orgoglio, perché ero una bambina, lo loro bambina.

LA VIOLENZA SESSUALE

Accadeva che i miei genitori  mi affidassero a volte anche ad altri fratelli di fede. Quando avevo circa 9 anni un pomeriggio mi avvisarono che la sera stessa mi sarebbero venute a prendere due “sorelle” e sarei rimasta a dormire a casa loro. Si trattava di  una madre e di una figlia di circa 30 anni, non c’erano bambini della mia età e fui stupita di quella decisione, così ne domandai a mia madre il motivo. Mi rispose incurante “fai qualcosa di diverso e chiacchierate un po’”.

Quando arrivai a casa loro, non mi sentivo a mio agio, ero imbarazzata e non riuscii a toccare il pasto. Non ci furono discorsi particolari e mi portarono presto a letto.
Era stato sistemato per me un lettino ai piedi di un letto matrimoniale. Quando le due donne uscirono, nella stanza entrò  un uomo adulto, lo conoscevo, era un anziano di congregazione. Chiuse la porta a chiave e mi si avvicinò. Ricordo che si rivolse a me con poche parole “devi stare calma, essere obbediente e non deviare dalla strada di Geova”. Non aggiunse altro. Meccanicamente abbassò i pantaloni e mi costrinse a un rapporto sessuale orale.
Il mio cuore batteva all’impazzata e faticavo a respirare ma quando lo vidi allontanarsi da me pensai fosse finita. Furono solo pochi istanti, poi lui si riavvicinò chiedendomi di stendermi sul letto. Io non volevo, non riuscivo a muovermi, così il suo sguardo si fece cupo e minaccioso e per paura di una qualche reazione violenta mi stesi inerme. Quello che accadde dopo è avvolto in una nube oscura,..nel tentativo di sottrarmi alla vergogna e all’orrore, continuo ancora oggi a confinare in qualche angolo inaccessibile della mia mente i ricordi dell’abuso subito.  Come nulla fosse mai accaduto o fosse possibile cancellare tutto. Come non dolessero i lividi sull’anima e quella bambina che voleva essere soltanto una bambina non fosse mai esistita.

FINE PRIMA PARTE

I Testimoni di Geova possono mentire per proteggere la religione (seconda e ultima parte)

23-24 Settembre 2015

Ben difficile è restar nascosto per chi commette ingiustizia; impossibile poi aver fiducia di poter continuare a restarlo.
Epicuro

Trey Bundy è un apprezzato giornalista di REVEAL The Center for Investigative Reporting. Dopo aver iniziato la sua carriera al San Francisco Chronicle, si è unito al The Bay Citizen, dove ha curato servizi sul benessere dei minori, la giustizia minorile, l’educazione e la criminalità. Il suo lavoro è apparso anche sul New York Times, SF Weekly, The Huffington Post, PBS NewsHour, Planet magazine etc. Ha vinto tre premi dalla Society of Professional Journalists e nel 2009 si è aggiudicato l’Hearst Journalism Award per l’articolo dell’anno. Per Reveal ha curato un’ampia e approfondita inchiesta sulla pedofilia e sulla gestione dell’abuso sessuale infantile all’interno dell’organizzazione cristiana dei Testimoni di Geova. Ieri, a seguito di quanto recentemente emerso  nel caso di studio concernente i Testimoni di Geova esaminato dalla “Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abuso su minori”, Bundy ha firmato un nuovo articolo che abbiamo tradotto in lingua italiana. Per i lettori interessati, la prima parte è consultabile qui:

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/09/23/i-testimoni-di-geova-possono-mentire-per-proteggere-la-religione/

Segue la traduzione della seconda e ultima parte.

PERCHE’ UN GIUDICE HA DEFINITO “RIPROVEVOLI” LE OMISSIONI DELLA TORRE DI GUARDIA

L’avv. Irwin Zalkin e il suo assistito Jose Lopez

In un’altra causa legale dello scorso anno in California contro i Testimoni di Geova,  uno dei principali leader dell’organizzazione, il membro del Corpo Direttivo, Gerrit Lösch, si è rifiutato di testimoniare. In quel caso un tribunale di San Diego esaminò le accuse  verso un anziano di nome Gonzalo Campos che nel 1980 aveva abusato sessualmente di un ragazzo, testimone di Geova, di nome Jose Lopez. L’avvocato di Lopez, Irwin Zalkin, è ricorso in giudizio per i documenti raccolti in 17 anni dalla Torre di Guardia che contengono i nomi di noti e sospetti abusatori sessuali di minori nelle congregazioni degli Stati Uniti. La Torre di Guardia ha riconosciuto che i documenti esistevano, ma si è rifiutata di consegnarli.

Zalkin ha anche citato in giudizio Lösch per testimoniare sul ruolo del Corpo Direttivo nella elaborazione delle politiche dell’organizzazione sugli abusi in danno di minori. Il 5 febbraio 2014, Lösch ha presentato una dichiarazione giurata che spiega il motivo per cui non avrebbe potuto testimoniare.

Sullo sfondo il condannato Gonzalo Campos, a dx il membro del Corpo Direttivo Gerrit Lösch, in primo piano l’avv. Irwin Zalkin

Io non sono, e non sono mai stato funzionario, direttore, agente delegato, membro, o dipendente della Torre di Guardia“, ha scritto Lösch.

Io non dirigo, e non ho mai diretto le operazioni quotidiane della Torre di Guardia. Non rispondo alla Torre di Guardia. Non ho, e non ho mai avuto, alcuna autorità come persona di scegliere o determinare la politica societaria della Torre di Guardia o di qualsiasi dipartimento della Torre di Guardia “.

Anche se Lösch sostiene di non avere nessun potere su alcun reparto della Torre di Guardia, documenti interni dimostrano che come membro del Corpo direttivo. ha curato uno dei due dipartimenti della Torre di Guardia che si occupano delle accuse di abusi sui minori, almeno fino al 2014.

Le dichiarazioni di Lösch sono in netta contraddizione con le testimonianze di funzionari della Torre di Guardia che hanno dichiarato che il Corpo Direttivo valuta e decide tutte le politiche della Torre di Guardia, comprese quelle relative alla violenza sui minori.

Allen Shuster, un alto funzionario della Torre di Guardia, lo ha ammesso nella sua testimonianza nel caso Candace Conti. Quando l’avvocato di Candace Conti ha domandato se le politiche per gli abusi sui minori provenissero dal Corpo Direttivo, ha risposto: “Questa affermazione è precisa, sì“.

Shuster ha continuato: “Ad alto livello, il Corpo Direttivo stabilisce le politiche “.

Il giudice Joan Lewis della Corte Superiore di San Diego, che ha seguito il caso Jose Lopez, ha respinto le richieste della difesa della Torre di Guardia, per aver rifiutato di rispettare le ordinanze del tribunale.

“Le azioni o le omissioni della di Torre di Guardia sono’state riprovevoli “, ha scritto nella sua sentenza.

Ha anche rigettato la dichiarazione di Lösch secondo cui come membro del Corpo direttivo non aveva alcun potere sulla Torre di Guardia.

L’importo del risarcimento danni contro di loro si spera mandi il messaggio alla Torre di Guardia e agli amministratori del Corpo direttivo,- l’organo di governo dei Testimoni di Geova-, sul fatto che il loro modo di trattare i casi di abuso sessuale all’interno della loro congregazione è stato assolutamente sconsiderato“, ha scritto.

Il giudice Lewis ha assegnato a Lopez 13.500.000 $ di risarcimento.

I Testimoni di Geova sono sotto pressione anche fuori degli Stati Uniti

L’indagine in Australia è stata la più radicale inchiesta di governo sulle politiche della Torre di Guardia riguardo gli abusi sui minori fino a oggi. Prima delle audizioni, gli investigatori hanno scoperto 1.006 segnalazioni di abusi sessuali sui bambini contro i Testimoni di Geova in Australia, dal 1950. Nessuno dei casi è stato denunciato alla polizia.

Le richieste per interrogare Geoffrey Jackson e altri funzionari della Torre di Guardia erano state respinte.

La Commissione australiana non ha il potere di arrestare e perseguire i colpevoli, ma ha riferito alcuni casi alle autorità penali e prevede di emanare raccomandazioni al governo.

Nel corso del dibattimento,  è stato chiesto al capo del dipartimento legale della Torre di Guardia in Australia,  Vincent Toole, se fosse a conoscenza della dottrina della guerra teocratica.

«Beh, ho sentito l’espressione“, ha detto, “ma veramente non sono sicuro di che cosa significhi“.

Gli è stato poi chiesto se i Testimoni erano stati autorizzati a mentire per proteggere il nome di Geova.

Siamo sinceri”, ha risposto, “per essere un cristiano, devi essere sincero“.

Libera traduzione a cura Associazione delle Vittime della Torre di Guardia

FONTE ORIGINALE: REVEAL

https://www.revealnews.org/article/jehovahs-witnesses-can-hide-the-truth-in-court-to-protect-religion/

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.

I Testimoni di Geova possono mentire per proteggere la religione

23 Settembre 2015

La verità vi renderà liberi, la menzogna credenti…
Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova

Quest’oggi , noto giornalista di Reveal, già autore di un’approfondita e documentata inchiesta sulle politiche di gestione dell’abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova, ha firmato un nuovo articolo, alla luce delle risultanze emerse in seno alla Commissione reale australiana, che nel luglio scorso a Sidney, ha esaminato il “caso dei Testimoni di Geova”.

https://www.childabuseroyalcommission.gov.au/case-study/636f01a5-50db-4b59-a35e-a24ae07fb0ad/case-study-29,-july-2015,-sydney

Di seguito la prima parte del suo racconto, liberamente tradotto in lingua italiana.

Una mattina di un venerdì d’agosto, uno dei maggiori leader dei Testimoni di Geova, si è seduto davanti a una commissione del governo australiano che intende accertare se l’organizzazione ha nascosto gli abusi sessuali sui bambini alle autorità.  Il fatto che Geoffrey Jackson, uno dei sette membri del Corpo Direttivo della religione, sia stato interrogato pubblicamente, ha catturato l’attenzione della comunità mondiale degli ex testimoni di Geova che hanno guardato la diretta streaming sul loro computer di casa.  Nel corso delle due settimane di audizioni, Jackson e i pezzi grossi dell’organizzazione in Australia, hanno fornito ore di testimonianze giurate, tuttavia è rimasta almeno una domanda fondamentale: qualcuno di loro stava dicendo la verità?

Fin dagli anni ’50  i Testimoni, hanno predicato una dottrina che consente ai seguaci di ingannare coloro che si trovano al di fuori della religione, se così facendo si protegge l’organizzazione. La chiamano “guerra teocratica”.

Questa politica ha assunto un nuovo significato oggi che i Testimoni di Geova sono sempre più sotto esame nei diversi continenti per aver protetto gli abusatori di bambini.  Gli alti dirigenti sono stati interrogati sotto giuramento da giudici e investigatori che cercano di andare a fondo a uno scandalo globale.

Un articolo del 1957 pubblicato sulla rivista Torre di Guardia, (il nome della società madre dei Testimoni, la  Watchtower Bible and Tract Society of New York- Società Torre di Guardia), concede il permesso ai fedeli geovisti di nascondere la verità ai “nemici” della religione. La religione insegna che il mondo all’esterno dell’organizzazione è controllato da Satana.

Quindi in un’epoca di guerra spirituale è opportuno sviare il nemico nascondendo la verità“, recita l’articolo. “Oggi i servitori di Dio sono impegnati in una guerra, una guerra spirituale, teocratica, una guerra ordinata da Dio contro le malvagie forze spirituali e contro i falsi insegnamenti“.

La dottrina della guerra teocratica insegna che il rifiuto di cooperare nelle inchieste penali che coinvolgono i Testimoni di Geova è approvato da Dio, perché gli outsider non hanno diritto alla verità.  Anche se l’espressione “guerra teocratica” con il passare del tempo, compare sempre meno nella letteratura della Torre di Guardia, la leadership dell’organizzazione insegna ancora che la segretezza è un metodo essenziale per sottrarsi al controllo del sistema giudiziario. E c’è ragione di credere che la pratica continui.

Per 25 anni le politiche della Torre di Guardia hanno indirizzato gli anziani in tutte le congregazioni degli Stati Uniti a nascondere i casi di abusi sessuali sui bambini alle forze dell’ordine, così come alle loro stesse congregazioni, secondo documenti riservati interni all’organizzazione. 

Reveal ha analizzato più di  una dozzina di cause legali e ha scoperto elementi di prova che suggeriscono che i leader dei Testimoni di Geova hanno o mentito sotto giuramento o  rifiutato di cooperare con le autorità nella ricerca degli abusatori. In alcuni casi quegli anziani sono rimasti in posizione di potere nelle congregazioni locali.

QUESTI TRE FRATELLI HANNO MENTITO IN TRIBUNALE E MOLTO DI PIU‘”

Candace Conti

Tre anziani dei Testimoni di Geova mentirono sotto giuramento sul ruolo avuto nell’aver reso possibile a un noto molestatore di bambini di continuare a commettere abusi, secondo la testimonianza di un altro anziano che afferma di avere conoscenza degli eventi.

In una causa del 2011,  Michael Clarke, Gary Abrahamson e Larry Lamerdin tre anziani della congregazione dei Testimoni di Geova del North Fremont, sono stati interrogati sul perché non riferirono alla polizia che uno dei loro membri, Jonathan Kendrick, aveva confessato di avere abusato sessualmente della sua figlia adottiva.

Clarke e Abrahamson testimoniarono di aver riunito tutti gli anziani della congregazione e ordinato loro di controllare strettamente Kendrick per assicurarsi non abusasse più di bambini.

Ma in una serie di lettere del 2013 ai leader dei Testimoni di Geova,  Rod Francis, -che era un anziano della congregazione del North Fremont negli anni ’90, quando cioè si era verificato l’abuso-, accusò i tre anziani di avere mentito sotto giuramento. “Nessuno degli altri anziani, me compreso, era a conoscenza che un predatore sessuale di bambini era in mezzo a noi” ha scritto Francis ” Per questo motivo la congregazione e le nostre famiglie non hanno potuto essere adeguatamente protette con il risultato di conseguenze catastrofiche per altre giovani ragazze e per la mia stessa famiglia. Questi tre fratelli hanno mentito alla Corte e molto di più…”

Francis ha rifiutato di commentare questa storia. Reveal ha ottenuto le sue lettere da terzi.  Clarke, Abrahamson e Lamerdin non hanno richiamato per un commento.

Il caso contro la Torre di Guardia, è stato intentato da Candace Conti  nel 2011. La donna ha sostenuto che i Testimoni di Geova avrebbero potuto impedire il suo abuso da parte di Kendrick nel 1990, avvertendo la congregazione che costui in precedenza aveva commesso abusi su un bambino. Il tribunale ha stabilito un risarcimento di 28 milioni di dollari, cifra successivamente ridotta a un importo non divulgabile. Kendrick ha confessato di aver molestato due giovani ma nega l’abuso di Candace Conti. L’uomo non è mai stato perseguito penalmente per il presunto crimine contro Candace Conti e rimane un Testimone di Geova con una buona reputazione…

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA

FONTE ORIGINALE: REVEAL

https://www.revealnews.org/article/jehovahs-witnesses-can-hide-the-truth-in-court-to-protect-religion/

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, ci scusiamo per eventuali errori.